Amore a prima vista | Kuenhof e i vini di Peter Pliger

di Jacopo Cossater

Ci sono vini che ti innamori. Quelli che quando intravedi l’etichetta in enoteca proprio non ne puoi fare a meno. Al ristorante, poi, diventa un imperativo alla faccia di ogni possibile discorso ragionato sugli abbinamenti. Vini che non puoi sentire se, o ma. Quelli che anche a cercare non riesci a trovare un aspetto che non ti piaccia, che in quel caso eventuali spigolature fanno parte della stessa architettura che ti ha fatto innamorare. Forse vale per tutti, forse no. Sono sicuro appaia come innamoramento scontato, ma tant’è, uno dei miei vini del cuore è uno dei bianchi di Peter Pliger di Kuenhof. Uno qualsiasi.

Peter Pliger

Cioè, prendiamo il Riesling e la sua straordinaria sapidità. E mineralità. Quel suo essere profumatissimo e quell’attacco in bocca così incisivo che subito dopo ritorna con didascalica precisione sulle note olfattive. Agile, ma enorme.
O il Gewürztraminer, così pallido seppur con una personalità altrettanto rara. Il più morbido di tutti, carezzevole, che poi ha sempre una struttura che coniuga perfettamente aromaticità e freschezze.
Poi il Sylvaner, vino sempre caratterizzato più da equilibri che da equilibrismi, che si lascia ricordare per il suo essere profondo, energico, nitido. E molto bevibile, come tutti gli altri del resto.
Ed infine il Veltliner, forse il più sottile dei quattro, ma che poi si dimostra grintoso e piacevolissimo. Sono vini che ti portano via, e mi riferisco in particolare a chi ama note fresche ma profonde, reattive ed al tempo stesso rarefatte.

KuehHof

Ecco, il lavoro tout court sulla qualità che Peter Pliger sta portando avanti vicino Bressanone ha pochi eguali in Italia e probabilmente non è replicabile. Non altrove, almeno. Che lì, in quella particolare zona della Valle Isarco, tutto sembra avere trovato un suo particolare e felice equilibrio. Mi riferisco ai terreni, al clima, alle viti, alla cantina. E poi, certo, il fatto che per la chiusura da tempo ormai si usi lo Stelvin, o tappo a vite, è sempre piacevolissima sorpresa.

Kuenhof
Peter & Brigitte Pliger
Mara 110
I-39042 Bressanone (BZ)
Tel. +39 0472 850546, Fax +39 0472 209175

[foto di Alessandro Morichetti]

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra artigianale e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, ha un debole tanto per i Paesi del Mediterraneo quanto per quelli scandinavi ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Blogger della seconda ora, su Intravino dal 2009.

14 Commenti

avatar

Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Un mio amico insisteva perchè li provassi e così ho fatto. Tutti vini molto affascinanti, sempre contenuti; un traminer di alta scuola dove la dimensione aromatica non è mai soverchia o fine a se stessa, accompagnato da un ottimo e compostissimo sylvaner. Se c'è una cosa che amichevolmente rimprovero agli amici altoatesini è la ricerca, talvolte esasperata, di una iperfetazione olfattiva e una grassezza palatale da surmaturazione, cercata ahimè per la conquista immediata e semplice del palato; questo sicuramente non è il caso in questione. p.s. Sottoscrivo tutto l'articolo ma sul riesling diciamo che la medaglia d'argento ci può stare, l'oro però lo riservo a Falkenstein. Tu cosa ne pensi?

Rispondi
avatar

Mauro Mattei

circa 10 anni fa - Link

Effettivamente nelle ultime vendemmie Falkenstein si è imposto. Lo stile tuttavia è differente. Comunque un qualcosa che li unisce c'è ed è evidente: il tappo a vite ;-) Contento Cossater?

Rispondi
avatar

Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Francesco, vero. La cosa straordinaria è il livello medio della produzione in cui si inserisce il Kaiton. Mauro, sai come ormai io abbia abbracciato la causa dello stelvin.. :)

Rispondi
avatar

Mauro Erro

circa 10 anni fa - Link

L'unico problema dei vini di questo produttore è la reperibilità. Ah, a proposito di riesling, aggiungerei Castel Juval.

Rispondi
avatar

Mauro Mattei

circa 10 anni fa - Link

quoto!

Rispondi
avatar

Mauro Mattei

circa 10 anni fa - Link

..anche stavolta mi hai preceduto. Grandi i vini di Peter Pliger, Kaiton è da sempre nel mio gotha personale. Ecchil'ha detto che Riesling significa Germania?(beh, oddio quasi sempre è così)Sono altrettanto contento che tu abbia citato il Veltliner, spesso considerato una seconda linea perchè meno appariscente degli altri. Proprio per questo, forse, fra i miei preferiti. Comunque Valle Isarco RULES

Rispondi
avatar

Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Con simpatia e dovuto rispetto...... i riesling in questione sono spaziali ma la mia Terra Promessa del vitigno in questione resta la Mosella, possibilmente Nahe.

Rispondi
avatar

Mauro Mattei

circa 10 anni fa - Link

Vabbè Francesco, io penso che tutti qui sappiamo cosa vuol dire Riesling e che questa parola purtroppo non prescinda dalle zone classiche. :-)

Rispondi
avatar

Massimo

circa 10 anni fa - Link

Non ho mai avuto il piacere e la fortuna di assaggiare nulla di questo Signore. Dire che mi viene l'acquolina in bocca e la goccia al naso non rende bene l'idea. Tralasciando i soliti vitigni noti, per dire naturalmente e per colpa del Rosenberg Reserve 2005 di Bernard Ott (tappo a vite :-)). morbosa curiosita' mi suscita il Veltliner...Capitera' l'occasione..Ciao Massimo

Rispondi
avatar

Massimo D'Alma

circa 10 anni fa - Link

Posso andare leggermente fuori tema? La fortuna di aver potuto provare, grazie a Nik Cavallaro e le dritte di tirabuchon, il kerner di Aci Urbajs, ½ litro di autentiche sorprese ad ogni sorso:cortissimo e timido all'inizio, poi via via si fa avanti il frutto (con note dolci, è una vendemmia tardiva), ma hai anche la sensazione delle bucce, insomma ti sembra di addentare l'acino... Poi fiori, pompelmo, ma anche note tostate, e poi, a temperatura umana(e forse corretta), miele, ed una lunghezza ed una persistenza che proprio non t'aspetti, ricordando quello che avevi aperto circa ½ ora prima...

Rispondi
avatar

vittorio

circa 10 anni fa - Link

Grande Kuenhof! ho conosciuto Peter Pliger in visita a Torino 2 anni fa e a mia domanda precisa ha detto che i suoi vini del cuore sono il Riesling e il Sylvaner, il Gewurtz lo fa perchè il mercato lo chiede ( a me piace tanto anche il Gewurtz) I suoi vini sono difficili da reperire perchè vende tutto, tutto quello che produce. E caro Massimo Dalma purtroppo quando gli ho parlato di Kerner, avendo in mente proprio il lavoro dello sloveno Ubajs, mi ha guardato come per dire: "Passiamo ad altro..." Mio consiglio: quando trovate una sua bottiglia compratela subito!

Rispondi
avatar

Antonio Scuteri

circa 10 anni fa - Link

Per me il suo Sylvaner Alte Reben è uno dei migliori qualità prezzo d'Italia

Rispondi
avatar

Riccardo

circa 10 anni fa - Link

E' stato colui che mi ha spiegato per primo la Biodinamica nel 2003, una persona umile e modesta. Veramente un grande!

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.