Adua Villa ha le ore contate | Come spedire Andrea Gori a La prova del cuoco?

di Alessandro Morichetti

Ho iniziato a conoscere il vino coi sommelier del TG5. Quando partiva la sigla di Gusto mi escludevo dal mondo. Tra ascoltarli sciorinare 30 profumi diversi alla volta e sentirsi impotenti il passo è breve. Poi vennero Antonella Clerici e La prova del cuoco, una bella iniezione di burro nell’attesa della giunonica Adua Villa – la sommelier invitata a destra e manca per la sua competenza. Ma si sa, i tempi cambiano, le Elise Isoardi crescono e i media si adattano. Il vino è arrivato nella tv di provincia e vedere Cristina De Pin accanto ad Andrea Gori nell'”esame olfattivo di gruppo” ha qualcosa di mistico, a cavallo tra il didattico e il delicatamente porno. Ma Leonardo Romanelli è testimone: finita l’epoca dei tromboni a reti unificate. Il prossimo che distingue interiora di cinghiale e interiora di lepre noi lo menamo. Di gruppo, d’intende.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

15 Commenti

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Sono basito!!! possibile che non si sia percepito il sentore di "feci di piccione"?????

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Quella indossato dalla De Pin è la nuova divisa ufficiale Ais, degustazioni estive? Non male!

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Mauro Mattei

circa 10 anni fa - Link

cercando in rete riguardo la De Pin, si trovano anche immagini con divise d'ordinanza più "minimal" rispetto a quella mostrata per l'occasione televisiva con Gori/Romanelli. Ottima degustatrice "Playmate" non c'è che dire! :-D

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Carlo Macchi

circa 10 anni fa - Link

Bacco e Venere, che grande accoppiata.....(anche se dipende solo dal tipo di Venere) Il tabacco può andare a quel paese. Comunque ribadisco: in televisione il Romanelli "Mughineggia". Molto sciolto il Gori: non ha guardato nemmeno una volta nella scollatura di quella Venere.

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

..non davanti alle telecamere, perlomeno....

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leo

circa 10 anni fa - Link

Martedì ho visto un po' di trasmissione (eh, un po' di sana porn-TV :-) ) e devo dire che la già bella Adua accanto al Gori diventa stupenda.. ma i maschietti sommelier devono tutti essere senza capelli come Andrea e Fausto Borella ? anche il Romanelli inizia ad andare in piazza.. meno male che c'è Ino a tenere in alto l'onore ! :-) complimenti comunque alla trasmissione, una delle poche guardabili in questo periodo.

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Leonardo Romanelli

circa 10 anni fa - Link

@macchi "Mughineggia" a chi? Non sono juventino, non ho gli occhiali rossi, non lancio invettive...:-)Sul Gori che non guarda nella sollatura non era il solo, siamo dei veri professionisti! @leo Ancora reggono e sono più vecchio di loro!

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Carlo Macchi

circa 10 anni fa - Link

Sarà il capello, sarà la posizione "sdraiato-seduto" sarà il tono che ogni tanto va su di due ottave e poi riscende di tre. Comunque non ti volevo dare dello juventino,per carità! Ma avete fatto un corso per non guardare nella scollatura o semplicemente vi siete fatti una bottiglia di bromuro del 1990?

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Roberto Giuliani

circa 10 anni fa - Link

esiste il terzo occhio Macchi, il terzo occhio...

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Andrea Gori

circa 10 anni fa - Link

volendo essere più tecnici diciamo che il pezzo da 90 di Cristina non è proprio la scollatura...

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

secondo me, in Toscana e anche in altre parti, il Gori più alla Prova del cuoco il sor Gori lo vorrebbero mandare altrove... :)

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

errata corrige: volevo scrivere "il sor Gori più che alla Prova del cuoco lo vorrebbero mandare altrove…" :)

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Elai

circa 10 anni fa - Link

Lettera Aperta del 30 Settembre 2010. Una volgar chic adatta ai volgar snob. Adua Villa è triviale. E come tutti quelli che lo sono pensa di non esserlo e crede impossibile poter essere considerata tale dagli altri. Il suo obiettivo è apparire, essere famosa, farsi notare e, possibilmente, ammirare diventando un modello da imitare. Il suo sogno è l’esclusività, poter ostentare classe , stile, signorilità, conoscenza e cultura condite da sguardi pseudo-affascinanti e sorrisi pseudo-ammaliatori che vagheggiano con voluttà un’appartenenza ad una pseudo-élite. Purtroppo classe e signorilità sono qualità innate non autocertificabili. Chi ne gode non le nomina mai e non ne fa vanto. Ci sono o non ci sono; denaro e notorietà non contano. Quelli come lei (i “vorrei ma non sono”) hanno l’istinto e il bisogno irrefrenabile di autoreferenziarsi, sfoggiando le loro conoscenze, proponendosi come maestri di vita, eleggendosi arbitri del cosa è il bello e del cosa è chic. Pensano che ciò basti a camuffare la loro antropologica ordinaria volgarità ma, dato che questa, per usare le parole di Massimo Fini, è proprio “il non stare nei propri panni”, si finisce per metterla ancor più in evidenza. Lo si poteva notare nelle sue sgangherate comparsate televisive e lo si può leggere negli articoli in cui ciarla di vino nell’inserto Libero Gusto del sabato, curato da Carlo Cambi. Dalla loro noiosa lettura si può apprendere (in ordine cronologico) che è appassionata di opera, che frequenta ambienti vip holliwoodiani, che non si perde gite in barca in mete esclusive, che indossa mutande e intimo di seta, che va a Saint Tropez in negozi danarosi e feste in piscina, che è esperta di sigari, che adora i “bigini” di epica classica, che conosce gli orologi preziosi. Tutta una serie di informazioni che al lettore interessato non potrebbero fregare di meno, per poi arrivare, in poche righe finali, a parlarci in modo superficiale e, diciamocelo, imbarazzante del vino della settimana. Ci tiene molto ogni volta ad accreditare le sue deboli opinioni facendoci sapere quante volte ha bevuto un vino e quanti ne abbia nella sua fornitissima cantina, come se le sue valutazioni altrimenti non sarebbero abbastanza autorevoli e condivisibili. Il fatto è che lei non ama il vino, il vino (lo abbiamo già scritto) è un mezzo come un altro per apparire e sopra il quale speculare per affermare il proprio ego e fare gossip. Indossare abiti firmati non vuol dire essere eleganti, guidare una fuoriserie non vuol dire essere bravi piloti, assaggiare grandi vini non è sufficiente per definirsi ottimi bevitori. Eppure i media le danno tanto spazio. Non c’è da sorprendersene in una società modernista, massificata e massificante sono pochi i veri enofili che amano e rispettano il vino. Molti di più coloro che consumano vini costosi con ignoranza e fatuità, solo per affermare il loro status di benestanti dal portafoglio gonfio e appagare la loro vanità appoggiando sul tavolo etichette famose. Adua Villa è il loro mèntore: una volgar chic che piace ai volgar snob. Elai elai.culturadelvino@libero.it

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maria

circa 9 anni fa - Link

GRANDISSIMO e MAGNIFICO COMMENTO! Vorrei che si sapesse che la signorina Adua Villa che si spaccia anche per laureata è una zitellona in cerca di uomini delle altre!!!visto che si ritiene così snob e bella perchè non cerca di accalappiarsi qualcuno libero! A me sembra una fintona anche brutta e pronta a svendersi per un minimo di successo!

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circa 8 anni fa - Link

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