Vino Bianco | La giornata nera del reparto marketing

di Massimo Bernardi

Il vino bianco rovina il lavoro del vostro dentista?Se fossi tra i cervelli del marketing di un’azienda che produce vino bianco questa sarebbe una brutta giornata. Prima la probabilità di avere un bambino che scende del 26% se la coppia divide una bottiglia di bianco a settimana. Di bianco, non di rosso. Occavolo, una bottiglia a settimana è veramente poco. E subito dopo, in una sequenza terrificante, il rilancio del Corriere. Chi si concede un bicchiere di vino bianco a pasto e vuole un sorriso smagliante “dovrebbe preferire i vini rossi a quelli bianchi

Lo rivela un argomentato studio tedesco, il vino bianco intacca più facilmente lo smalto dei denti. La colpa è del pH che è più basso perciò più acido. Fragole e champagne, per dire, sono una combinazione deleteria per calcio e fosfato.

Ora, siccome non esiste che la coppia (per giunta giovane, un target prezioso) continui a bere vino bianco dopo aver saputo che la cosa complica la gravidanza, e per giunta, rovina a tempo indeterminato il lavoro del suo dentista, mi dite voi cosa rimane da fare al cervello del marketing di cui sopra?

Un momento, non tutto è perduto. Lo studio tedesco insegna qualche piccolo trucco per non ritrovarsi con i denti macchiati. Dobbiamo accompagnare il vino bianco con un buon formaggio, visto che i latticini contengono calcio, cioé la sostanza dei denti aggredita dal vino. E in generale, bisogna bere mentre si mangia (la saliva prodotta masticando limita l’acidità del vino) e aspettare 30 minuti prima di lavarsi i denti, così lo smalto si rigenera.

Rimane il problema della gravidanza. Avete idee su come il cervello del marketing possa giustificare lo stipendio?

2 Commenti

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Kapakkio

circa 10 anni fa - Link

Faccio io da testimonial, bevo regolarmente 3-4 bottiglie a settimana, ho 36 anni non ho mai avuto una carie e diventerò papà tra due mesi :-)

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fabrizio scarpato

circa 10 anni fa - Link

Il lavoro non spiega come il leggero tasso alcolico derivato da two large glass of winw at week per una coppia possa interferire, ma bisogna sottolinerae che ci si riferisce non a una procreazione "normale", ma a coppie che intraprendono (si parla di primo ciclo di intervento) l'iter della gravidanza assistita secondo la tecnica IVF della fertilizzazione in vitro e successivo reimpianto in utero dell'ovulo fecondato. Tale tecnica ha indici di successo, considerando molti tentativi e in donne tra i 30 e 40 anni, intorno al 50%: un abbassamento del 26% della possibilità di successo non mi sembra costituire numero significativo nella popolazione di riferimento, rientrando nella normale statistica di insuccesso, ivi comprese anche altri fattori, cui il lavoro fa cenno (età, peso, fumo etc).

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