La rivoluzione (di plastica) può attendere

di Elena Di Luigi

Immaginate di essere al ristorante, avete appena visto la carta dei vini e fatto la vostra scelta, arriva il sommelier che diligentemente vi presenta l’etichetta e notate che la bottiglia è di plastica. Qual è la vostra reazione? A – Orrore! B – Vediamo un pò C – Che idea geniale! L’idea di usare la plastica come alternativa al vetro per imbottigliare il vino dividerà il mondo vinicolo per gli anni a venire. In Gran Bretagna questo nuovo packaging è una realtà già dal 2007, pensato soprattutto per il catering e le manifestazioni all’aperto come quelle sportive, i concerti, ma puntualmente torna anche sugli scaffali dei supermercati con il primo sole primaverile.

Molti sostengono che la bottiglia PET (politielene tereftalato) è pensata solo per una nicchia di mercato, ma la salvaguardia dell’ambiente e quindi le scelte eco-compatibili in materia di packaging e trasporto sono argomenti che un produttore di vino che aspira al mercato internazionale non può esimersi dall’affrontare. Non è un caso, dunque, che sia stata proprio un’etichetta australiana come la prestigiosa Wolf Blass del portfolio Foster’s Group, ad essere tra le prime nella sperimentazione delle bottiglie PET, come alternative eco-friendly al vetro, proponendo due vini: Green Label Chardonnay e Green Label Cabernet Shiraz. Chris Stroud, PR Manager della divisione europea della Foster’s, dice che i vantaggi che derivano dall’uso della plastica sono molteplici, primo fra tutti la leggerezza del prodotto, “una bottiglia PET di 75cl pesa il 36% in meno rispetto al vetro e comporta un risparmio di emissioni carboniche nel trasporto fino al 29%”.

PET è attualmente la plastica più riciclabile e riciclata sul mercato, dalla quale si possono ricavare altre bottiglie, la fibra in poliestere, sacchi a pelo eccetera. Al di là delle sperimentazioni e dei risultati, pure importanti, la grande sfida dell’industria sta nel convincere il consumatore che adottare alternative ecologicamente responsabili non significa dover rinunciare alla qualità del vino. Le bottiglie PET, per esempio, hanno dimostrato che non alterano un vino destinato a essere consumato subito ed offrono in più la praticità e la riciclabilità del vuoto. La Foster’s Group che conferma il feedback positivo del consumatore sui vini Green Label, rivendica uno spirito pioneristico proprio in questo senso e cioè nell’aver incaricato una cantina come la Wolf Blass di sperimentare la bottiglia PET con un vino premium.

Dopo 350 anni di felice sodalizio tra vino e vetro si può dire che è in atto una rivoluzione? Chris Stroud ammette che solo il tempo potrá dire se l’uso della plastica per imbottigliare il vino assumerá le dimensioni di una rivoluzione così com’é avvenuto con i tappi di plastica e con quelli a vite. Molto più cauto e pratico è il giudizio della giornalista Master of Wine Jancis Robinson, la quale ci dice “Secondo il mio modesto parere [sic] la plastica è tutt’altro che ideale per il vino a meno che non sia destinato a essere consumato subito dopo l’imbottigliamento, ad un picnic oppure in aereo. Improponibile”.

10 Commenti

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bacillus

circa 11 anni fa - Link

La cosa mi lascia perplesso perché non mi risulta che il PET sia perfettamente impermeabile ai gas. Un mio cliente dell'altro mio mestiere (produco vino, ma a tempo perso sono informatico e viceversa), produce pellicole in polimeri per il packaging dell'industria alimentare. Ricordo un'infinità di combinazioni di materiali ai fini del diverso controllo della permeabilità a gas e vapore. Mi informerò meglio.

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Kapakkio

circa 11 anni fa - Link

Vero, il problema principale credo sia proprio l'effetto barriera.

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Pheed

circa 11 anni fa - Link

Mah, leggo da qualche parte (ovviamente un produttore) che è necessario "garantire un’adeguata shelf life - sic, nota mia - del contenuto. In questo senso l’analisi è stata perfezionata nei minimi dettagli, mediante l’introduzione di barriere monostrato altamente performanti. E’ stato così possibile mantenere le stesse emozioni di freschezza e sapore tipicamente mantenute dal vetro". E poi: "Sviluppata in materiale modificato ad alto potere barriera, la bottiglia per il vino in PET rallenta l’ingresso dell’ossigeno che, dopo un anno, raggiunge un livello massimo di 1–1,5 ppm". Non so come stiamo, ho bisogno di inquadrare. Chi mi parla dello scambio interno/esterno di una bottiglia tradizionale... per via del tappo?

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Franco Ziliani

circa 11 anni fa - Link

una volta di più la mitica Jancis ha clamorosamente ragione... Vedrò di capire meglio la sua posizione in materia quando ci troveremo a Londra il 24 maggio, con Nicolas Belfrage, per una bella degustazione di Vin Santo toscani per The World of Fine Wine...

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Pheed

circa 11 anni fa - Link

Senza entrare nel dettaglio tecnico, al quale non posso arrivare per oggettivi limiti culturali, mi fermo a pensare alla differente sensazione che dà l'acqua minerale, la stessa acqua, se conservata in bottiglia di vetro o di Pet. Suggestione o realtà? Credo che bere vino debba essere, ogni volta, una piccola cerimonia. A meno di essere un tecnico, quindi "abilitato" per mestiere ad aprire - senza remore e senza pensare - decine di bottiglie, ogni apertura per chi è un semplice appassionato credo sia una scoperta, un rito, un momento diverso, da celebrare intimamente con un attimo di partecipazione. Poi, a seconda si tratti di un novello o di un Bordeaux, ovviamente l'emozione è differente: ma sempre ritrovandovi, come costante, come scenografia, un insieme di elementi. Il vino, ovviamente. Ma anche l'etichetta, la bottiglia pesante (meglio le più pesanti), il tappo. Da estrarre utilizzando arnesi dei più vari, tutti ugualmente suggestivi. Con la bottiglia di plastica PET tutto cambia. Il tappo? A vite, immagino, anch'esso di plastica. Basta stringerlo tra le dita e girare. L'etichetta? Si risparmierebbe, credo, a stamparla in serigrafia direttamente sulla bottiglia. A questo punto anche un bel calice di plastica potrebbe andare bene, per la degustazione, distruggendo completamente un "setting" che conta su qualche secolo di tradizione e che non ha poi troppi motivi per dover per forza cambiare. Di chi è l'industria della plastica che deve a tutti i costi vendere Pet? Che cos'ha il vetro di così orribile? Che vi ha fatto il trasparente, riciclabile, inalterabile, impermeabile, elegante vetro?

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Maurizio

circa 11 anni fa - Link

Aggiungerei: ma una volta non era la plastica inquinante e il vetro materiale ecologico? Inoltre la plastica sarà pure reciclabile ma a me sembra che il pianeta sia pieno di bottiglie di cui non sappiamo che farne.

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Maurizio

circa 11 anni fa - Link

E poi ha ragione Pheed, voglio la mia scenografia altrimenti ci proporranno i anche piatti di plastica dicendo che la lavastoviglie uccide il pianeta

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Fattoria Certignano

circa 11 anni fa - Link

Il vetro ha tutta un'altra eleganza...per me la plastica può attendere!

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Petreus

circa 11 anni fa - Link

tranquilli..è sempre una questione di soldi. Raggiunti certi numeri,e Foster li fa(1miliardo di bottiglie,a spanne)il vetro non conviene,si compra il pet in grani,i macchinari per soffiare le bottiglie et voilà,hai meno magazzini,fai a meno di un fornitore,risparmi sul materiale. Magari fai pure un buco in terra e imbottigli un pò di acqua,disegni le montagne sull'etichetta anche se sei in pianura a 3 km dal mare(in Italia una grossa ditta lo fa!) e fai il tuo bel biznis.. Comunque hanno una faccia tostissima a venirmi a dire che hanno l'anima verde e mettono la loro greenlabel,perchè se un 30% lo risparmio sul peso,quel risparmio è bello che perso visto che il viaggio è 20 volte più lungo ma avete presente quanti km sono da Londra a Sidney?Risparmio un grammo di co2 al km,ma al posto di 1500km(Torino-Londra?Firenze-Berlino?Venezia-Amsterdam?)questi fanno fare alle bottiglie il giro del mondo(30.000?40.000km?) Io poi so per esperienza che con l'equatore non si scherza,i tappi da qui alla California sono volati per aria a taluni che conosco causa il caldo..ve l'immaginate le bottiglie di plastica a 40/50 gradi nel container?mai bevuto acqua lasciata sul cruscotto in estate? Se invece questi mi dicono che loro REFRIGERANO il container durante il viaggio di due mesi...beh...qui di verde al massimo ci resta il colore dell'etichetta..

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Roberto Bosticco

circa 10 anni fa - Link

Una cosa per volta... Il vetro è riciclabile anche lui, e sappiamo bene perfettamente inerte. Invece di pensare alla bottiglia, dedichiamoci ai tappi di sughero, che tante meravigliose bottiglie di vino rovina, che ancora in tanti non vogliano cambiare. Non voglio uscire dall'argomento del thread, però...

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