Zone vinicole dimenticate e dove trovarle

Zone vinicole dimenticate e dove trovarle

di Antonio Tomacelli

Barolo, Brunello, Chianti e Champagne, quando vogliamo strafare Borgogna e poco altro. Siamo noiosi, diciamolo, complice l’abitudine e la scarsa voglia di rischiare e così, prudentemente, beviamo le solite cinque – barra – sei zone vinicole. L’estate, la stagione in cui i freni inibitori si allentano, non cambia le cose più di tanto: un prosecco qua, un rosato là e sui bianchi fermi ci si blocca alla falanghina tuttofare o al vermentino da supermercato.

E il resto del mondo vinicolo? Il resto del mondo c’è ed è composto di tante zone e vitigni che voi non immaginereste neanche. O forse si ma vi siete scordati che esistono l’Abruzzo, la Val d’Aosta e la Maremma. E allora facciamo così: io estraggo tre numeri sulla ruota del vino e voi fate il resto nei commenti. Servirà a riscrivere la mappa denominata “Zone vinicole dimenticate e dove trovarle”

1. Oltrepò Pavese
Si, lo so, a farsi del male a colpi di cooperative che falliscono e vini da cisterna non sono secondi a nessuno, ma quando si parla seriamente di vino (e bollicine) non c’è partita. Dimenticate l’esperimento Cruasé e buttatevi sulle decine di aziende che producono bollicine, magari da pinot nero. Noi abbiamo scelto Ballabio, una delle prime aziende in Italia a produrre Metodo Classico e anche una delle pochissime a produrre solo pinot nero. Godere per credere.

2. Val d’Aosta
Ci pensavo qualche giorno fa: da quando sulla mia timeline di Facebook non appaiono vini della Val d’Aosta? Una vita, praticamente, roba da “Chi l’ha visto” o peggio. Eppure se penso a dei vini bianchi buoni e territoriali non c’è partita ma solo da scegliere tra petite arvine e prié blanc. E così, mentre mi chiedo se la Val d’Aosta esiste alla pari del Molise, mi stappo una bottiglia di Elio Ottin, magari proprio un petite arvine che, bello freddo, accompagna divinamente la mia focaccia e mortadella.

3. La Daunia
Secondo me voi neanche sapete dove sta la Daunia. Colmo la lacuna e mando in onda Intravino Educational: la Daunia corrisponde esattamente alla provincia di Foggia ed è formata dal Gargano, il Tavoliere delle Puglie e dal Sub-Appennino dauno. Ok, ma a vino come stiamo messi, direte voi? Benissimo, calcolando che siamo in pieno terroir di nero di Troia e bombino bianco. Ne sanno qualcosa i metodo classico di d’Araprì e Alberto Longo, con le loro bollicine assassine e, quanto a nero di Troia, c’è solo da scegliere tra le cantine di Lucera e Cerignola. Abito qui, non mi chiedete nomi che amo la tranquillità.

Bene, ora tocca a voi e di zone ne mancano parecchie, senza parlare delle tante tipologie dimenticate (vini dolci, frizzanti, etc.).

 

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

22 Commenti

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vinogodi

circa 2 settimane fa - Link

...un nome lo faccio io , di Daunia : azienda agricola Volpone di Ordona . Piccolo artigiano ispiratissimo che fa vini deliziosi...

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Orst

circa 2 settimane fa - Link

Piccolo ma già piazzato bene per il futuro: integrare una blockchain nel processo produttivo per dare evidenza inequivocabile di come e cosa si è fatto, è un bel gesto nei confronti del consumatore

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LS

circa 2 settimane fa - Link

Assolutamente l'Alto Piemonte

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Claudio

circa 2 settimane fa - Link

mah, io non dimenticherei il Cruasé provare (Roccapietra) per credere

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Luca Amodeo

circa 2 settimane fa - Link

Cruasé è (era?) un progetto intelligente, poi interpretato con la consueta eterogeneità oltrepadana. Per fortuna, alcuni ostinati produttori di "Oltrepò Pavese metodo classico Pinot nero rosé DOCG" - e ditemi voi se non serviva un marchio breve... - continuano a proporre spumanti eccellenti: tra questi, senza dubbio, la famiglia Marazzi della Cantina Scuropasso, con la linea "Roccapietra" citata da Claudio.

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Fabio Marazzi

circa 2 settimane fa - Link

Grazie Claudio, grazie Luca! Se l'Oltrepò inizia a fare squadra è vincente.

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BT

circa 2 settimane fa - Link

Roccapietra non bisognava dirlo!!! il loro 60 mesi è divino ma proprio a livelli assoluti. Comunque ho assaggiato anche prime alture (ma non ricordo bene, forse una eccessiva acidità) e poi lontana e nascosta, quasi nell'"entroterra" dell'oltrepò occorre fare il nome di Torre degli Alberi, eccezionale. Bene Ottin ma in val d'aosta c'è anche l'incredibile unico merlot di Priod! io poi amo anche i vini dell'istituto agrario sebbene un po' cari (il syrah mi colpì). la DAUNIA non sapevo cosa fosse fino a 10 minuti fa.... !!

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Fabio Marazzi

circa 2 settimane fa - Link

Grazie mille BT, sono onorato!

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Arembarzulu

circa 2 settimane fa - Link

*Alto Piemonte per intenditori, tra Boca e Lessona... *Eolie interessantissime e ancora da scoprire del tutto (pensate solo al Corinto nero) *D'accordo sulla Valle d'Aosta, sarò fortunato io ma quando ordino qualcosa, soprattutto bianchi e Fumin, resto sempre soddisfatto.

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Marcovena

circa 2 settimane fa - Link

Scusa Tommaso, dico anch'io Oltrepò Pavese, ma per segnalarti una vera chicca...Fausto Andi e il suo progetto sociale che solo questo vale il viaggio. Per non parlare poi della sua barbera vinificata in bianco Poderosa '14. Nata per necessità dovuta ad una stagione poco felice(climaticamente parlando)è a tutt' oggi un unicum, introvabile. Io ne ho due, se vuoi...

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Davide Bassani

circa 2 settimane fa - Link

Io direi Botticino (Noventa: notevole il suo rosato da Schiava - l'Aura) e, per rimanere nel bresciano, i vini di Capriano del Colle, su tutti Lazzari e Cascina Nuova.

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Alessandro

circa 2 settimane fa - Link

Bravo Davide, Botticino doc sotovalutata oltre a Noventa puoi trovare anche Scarpari molto valido il.suo Botticino Pietraia, ma sempre in provincia di Brescia Enrico Togni pioniere di una viticultura di alta montagna in una zona dimenticata come la Valcamonica

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Gabriele

circa 2 settimane fa - Link

Giusto in questi giorni sono stato nella doc SanGiovese di Romagna ed in particolare nella sottozona Modigliana che percaltro é un luogo meraviglioso ed i vigneti nel mio caso ad alberello messi a dimora nel lontano 1922 su suolo di marne (argille azzurre) ed arenarie con pendenze mozzafiato... regalano vini davvero interessanti!

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Samuele

circa 2 settimane fa - Link

Sono di parte ma fa lo stesso: la Lucchesia! Venite a fare un giro dalle nostre parti e troverete oltre ad una città stupenda da visitare anche tante piccole aziende vitivinicole che fanno vini buoni, molto buoni e territoriali. Non faccio nomi per non scordare nessuno, Vi aspettiamo!!!

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Enrico

circa 2 settimane fa - Link

Tra le zone dimenticate aggiungo i Colli Euganei, dove si producono dei tagli bordolesi molto interessanti secondo me, oltre a qualche fior d'arancio passito degno di nota. Ottima per i vini passiti anche la zona dei Colli Piacentini.

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Alvaro pavan

circa 2 settimane fa - Link

Già che ci siamo, perché no la Valpolicella, letteralmente inibita e praticamente rimossa da quel non-vino a nome Amarone?

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itadakimasu

circa 2 settimane fa - Link

La Valcalepio, con i suoi rossi importanti sopratutto quelli di Calepino come MAS e KALOS...

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Louis Panetto

circa 2 settimane fa - Link

Ne dico 3 anche io. NORD: LIGURIA. Faccio qualche nome che la traina adesso: Possa; Forlini Cappellini, Walter de Battè, Santa Caterina. Ci sono ancora troppe carte dei vini che saltano a pie' pari la Liguria o hanno solo Lunae; CENTRO: NARNI E VALNERINA. Su Intravino si è già parlato di Annesanti e di chi fa ciliegiolo a Narni e dintorni. Per me da umbro, sono le zone a cui guardo visto che solo a sentir parlare di Montefalco e Orvieto ho la nausea; SUD: EOLIE. Qui un po' per via di Salvo Foti che sta facendo alcuni dei suoi migliori vini di sempre con Tenuta di Castellaro, un po' perché ci sono stata di recente e ho scoperto che ci sono vari nuovi giovani produttori che stanno iniziando anche a Panarea e a Lipari, più i soliti Fenech, Hauner e co. che negli anni sono migliorati, per me sono la next big thing del Sud.

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Gigi

circa 2 settimane fa - Link

Eolie, che come Etna e Vulture dimostrano che i vulcani del Sud sono suoli meravigliosi. I terreni sabbiosi romagnoli per il Sangiovese. E quanti altri? Cortona, Carmignano, Vigoleno, Offida, Torgiano, Sennori...

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Manfredi

circa 2 settimane fa - Link

Calabria Calabria Calabria! Non sono calabrese, ma penso davvero sia la regione vinicola italiana ancora più sottovalutata. Non solo Cirò, anche provincia di Cosenza ( L'antica Enotria) e le colline sullo stretto!

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Baudolino

circa 2 settimane fa - Link

Dico Calabria anche io, anche commercialmente parlando, ci sono talmente tanti calabresi in America e in giro per il mondo che se mettono in piedi una linea di vini costantemente valida nel tempo, fanno il botto sicuro. Poi ci metto l'entroterra marchigiano che può dare grandi soddisfazioni e non solo col verdicchio (vedi comunque Dottori, Cavalieri, MP Castelli...), secondo me molti sono e saranno disposti a spendere su quei vini, e d'accordo sulle isole eolie perche' hanno tutte le condizioni per essere la nuova terra promessa: il vento, il vulcano, il sole, il mare, il paesaggio, due ristoranti stellati, le turiste in bikini, Danilo Conti, Caravaglio e il "lone wolf" Salvo Foti che effettivamente meriterebbe una statua per il recupero del corinto nero, vino straordinario.

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Valerio Rosati

circa 1 settimana fa - Link

Oltre a quelle citate, aggiungo "l'altra Campania": dal Casertano, con i pallagrello bianco e nero, casavecchia e, per gli amanti delle variazioni sul tema, i Falerno del Massico a base di Primitivo (un nome su tutti, Papa), al Sannio Beneventano, dove, oltre ai "soliti noti" Aglianico, falanghina e ottimi greco e fiano (per tutti questi consiglio Nifo Sarrapochiello), ci sono chicche ancora non troppo note come barbera del Sannio e coda di volpe (il mio cuore va ai ragazzi di A' Canc'llera).

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