Weekly roundup | La settimana in cui Donald Trump scese in campo

di Elena Di Luigi

FINANCIAL TIMES. Jancis Robinson MW usa l’immagine delle montagne russe per descrivere l’andamento climatico in cui hanno dovuto lavorare i produttori di vino un pò ovunque nel mondo. Mentre l’Australia e l’Argentina lamentano un’uva annacquata, in molti paesi europei la quantità è poca e saranno le mani magiche degli enologi a decretare la qualità del 2011. Insomma, dice la Robinson, tra notti insonni e imprevisti dell’ultimo minuto, il vino può produrlo solo chi ama l’idea di fare un viaggio sapendo poco della destinazione e di come ci arriverà.

WASHINGTON POST. Sarà stata questa imprevedibilità ad affascinare Donald Trump divenuto da aprile anche un produttore di vino nello stato della Virginia? Il magnate americano dopo i palazzi di Las Vegas e i successi televisivi ha deciso di cimentarsi nella produzione di vino rilevando la cantina di amici miliardari entrati in difficoltà finanziaria con le banche. Anche se sarà il figlio Ken ad occuparsene, Trump ha assicurato che faranno il vino migliore del mondo. In attesa di assaggiarlo vale la pena notare che per i facoltosi americani lo scendere in campo ha un significato decisamente diverso da quello di certi colleghi europei.

REUTERS. Anche la viticultura del Sud Africa cambia faccia e lo fa finanziando una nuova generazione di produttori di colore molti dei quali hanno ricevuto parte di quella terra che era stata confiscata durante l’apartheid. Tra le nuove cantine spunta per esempio Thandi (amore che nutre) ovvero una una cooperativa di viticoltori formata da 250 famiglie di lavoratori nell’area di Xhosa.

ADELAIDE NOW. C’è chi investe globalizzando e chi invece preservando. La Barossa Valley e la McLaren Vale dicono di no a futuri progetti che porterebbero catene di fast food e scempi urbani di altro genere, in aree completamente devote alla produzione di vino. Nei prossimi anni le autorità per lo sviluppo di queste due regioni valuteranno escusivamente investimenti in sintonia con le attività vitivinicole e la naturale evoluzione di questa parte dell’Australia.

THE INDIAN WINE ACCADEMY. I vini Gaja debuttano al Duty Free dell’areoporto Indira Gandhi di New Delhi. Insomma quandi i vini indossano le ali della qualità sanno viaggiare lontano.

GQ.Infine vi segnalo questo articolo che dice basta alle vecchie regole del mondo del vino e ne propone 20 nuove e liberatorie. Regola #1: non preoccuparti. Regola numero #9: Sommerliers, non date la lista sempre a chi vi sembra più anziano e quattrinoso. E visto che ci siete, Regola #10: basta con liste spesse tanto quanto elenchi telefonici. Regola #14: un modo alternativo per aprire la bottiglia, poco elegante ma efficace.

6 Commenti

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esperio

circa 9 anni fa - Link

Il mondo e' in tumultuoso fermento. Grazie. Solo chi avesse passato gli ultimi anni chiuso in cantina non ne avrebbe avuto almeno un leggero sentore. Quel che viene da chiedersi, - L'Italia cosa sta' facendo per non restare in coda, come al solito, e finire a scopiazzare le mode imposte dagli altri?-

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Stefano Cinelli Colombini

circa 9 anni fa - Link

Fico, il figlio Ken di Donald Trump gestirà la sua cantina in Virginia! E la figlia Barbie che fa?

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Massimiliano Montes

circa 9 anni fa - Link

Dott. Cinelli Colombini, mi piace la sua evoluzione bloggarola :-)

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Pietro Caputo

circa 9 anni fa - Link

Barbie la vedrei bene a pigiare l'uva in bikini...

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Stefano Cinelli Colombini

circa 9 anni fa - Link

Al peggio non c'è mai limite.

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esperio

circa 9 anni fa - Link

-The indian wine accademy- Continuate a dare corda agl'indiani, ma non vi lamentate se vi ritroverete il bastone del "Battonage" fuori posto. Semplice ed estenporanea riflessione, fuori orario.

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