Vino Trasparente | Un ricarico del 40% in osteria è roba da folli

di Alessandro Morichetti

Andare in osteria senza scambiare all’uscita il Bancomat con la tessera di socio Avis a vita è uno dei piacere non negoziabili della vita. Poi ci sono i casi estremi – uno ogni morte di Papa (seguirà post riparatorio pro-vita) – in cui hai la nitida percezione di aver speso troppo poco. Basta leggere quanto sopra. Ricaricare il costo del vino servito al tavolo dell’iva + 40% è una cosa che fa giusto l’1% dei ristoratori. Di certo, al Don Abbondio di Forlì venderanno tante bottiglie ma temo non diventeranno mai ricchi: Barbera d’Alba Cascina Francia 2008 di Giacomo Conterno (d-e-l-i-z-i-o-s-a) a 27 euro, Prosecco Brut 2009 di Silvano Follador a 14 euro, Trento Riserva Cuvée dell’Abate di Abate Nero a 30 euro, Chianti Classico 2006-2005 di Castell’in Villa a 20 euro, Kurni 2007 a 60 euro.

Selezione territoriale ragionata e poche escursioni di pregio al di fuori. Stesso ricarico per tutte le etichette. Un esempio per chi: non vuole ipotecare casa per avere una cantina interessante, vuole comunicare qualcosa (di sé e della cultura materiale di questo paese) attraverso il vino, preferisce l’allegria di una bottiglia a tavola all’oneroso (per il ristoratore che poi lo scarica sul cliente) sfoggio di carte dei vini enciclopediche e spesso anche noiosamente piene di nomi noti e basta. In questa occasione, evito di ricordare Locanda Mariella a Fragnolo di Calestano e la Tana degli Orsi a Pratovecchio perché le 11 di mattina non è l’orario migliore per un prepotente attacco di nostalgia.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

72 Commenti

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Mario Crosta

circa 9 anni fa - Link

Anche a Schio, quasi di fianco al Duomo, avevo trovato l'osteria Due Spade che fa ricarichi decentissimi. Provate a leggere qui: http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=18&IDNews=1234

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Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

occhio ragazzi che fare meno del 300% di ricarico è quasi contro la legge... Gli studi di settore sui ristoranti calcolano infatti che se tu acquisti per mille euro, incassi 3mila. Se tu lo vendi a mille e cinquecento o 2mila, paghi comunque le tasse su 3mila. Quindi non rifatevela sui ristoratori o gli osti, ma su chi compila e prepara per il governo gli studi di settore (o chi diavolo li ha introdotti)

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Andrea, hai ragione

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Giorgio Gramegna

circa 9 anni fa - Link

Se gli studi di settore dicono che il ricarico minimo è il 300% è COLPA DEI RISTORATORI LADRI, e basta. Inutile far finta di dare colpa allo Stato, questi studi sono fatti in base ai (pochi) che pagano le tasse regolarmente.

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Colpa o non colpa è un dato di fatto.... inutile ataccare i supposti ladri, meglio sedersi a un tavolo e riparamentrare i coefficienti degli studi did settore.

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Andrea Gori

circa 9 anni fa - Link

sig gramegna la invito a chiedere il bilancio della nostra attività nelle dovute sedi, io la mattina mi specchio tranquillo e ho i ricarici al 30% e non al 300% e nonostante questo pago le tasse per me e per 8 lavoratori dipendenti a tempo indeterminato con tredicesima e quattordicesima. La storia dei ristoratori ladri raccontatela a qualcun'altro e soprattutto se volete bere vino, mettetevi in testa che va pagato quanto vale e pure quanto vale il servizio di chi ve lo mette in tavola, sennò di tavernello ce n'è quanto volete

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Vini&Cretini

circa 9 anni fa - Link

Premesso che in questa sede, partecipino soltanto ristoratori (e ovviamente produttori, giornalisti, e non in ultimis, appassionati) onesti (quindi che paghino le loro tasse) e professionali (quindi non prendano in giro i loro clienti con vini di poco valore a prezzi esosi)..che il vino buono debba essere pagato bene nessuno lo mette in dubbio, ma se alcuni ristoratori cominciano a proporre vini di alta qualità e prezzo con ricarichi meno "normali" forse il motivo va cercato nel fatto che oggi, piu di ieri, quel ristoratore, che non riusciva più a vendere quel tipo di vino ha deciso di ridurre il margine e far contenti comunque i suoi clienti, dando loro la possibilità di una grande bottiglia a prezzo adeguato alle loro tasche. Forse la formula migliore non è quella di fare un ricarico percentuale uguale su tutti i vini, ma di farlo "a valore": ho avuto un piccolo winebar per un certo periodo e io applicavo un valore fisso di ricavo su tre/quattro fasce di prezzo dei miei vini. Questo mi permetteva di avere comunque una "congruità" rispetto agli studi di settore e di far contenti i miei clienti. La mia formula era: €10,oo x vini con costo dai 5 ai 10€ (incl. iva); €15,oo x quelli dai 10 ai 20€; €20,oo x quelli dai 20 ai 50€; € 25,oo x quelli di fascia ancora superiore. Ovviamente sui primi il ricarico era dal 200 al 300% (ed erano ovviamente quelli pià venduti), su quelli di fascia più alta il ricarico scendeva fino a meno del 50% (ma erano vini venduti comunque con numeriche inferiori..). Andrea, secondo me, non è una questione di rispetto degli studi di settore: per fare un'esempio, l'acqua minerale che i ristoratori pagano da 30 ai 50 cents viene venduta a 2/2,50€ con ricarico maggiore di quel che prevede lo Stato. E' invece una questione di avere ricarichi proporzionali al valore del prodotto che viene proposto ed alla rotazione che quel ricarico genera. E' una legge di mercato: vendere un prodotto al massimo prezzo possibile, ma senza causarne una riduzione delle rotazioni di vendita! Questo dovrebbe esser fatto! E questo vale ovviamente anche per i cibi, sui quali però vanno aggiunti valori come la capacità dello Chef, la difficoltà di esecuzione, la presentazione.. e tutto quanto fa "ristorazione qualificata".. insomma, qualcosa per vendere più vino (e più vino di qualità!) bisogna fare! Ok, non denigriamo la categoria dei ristoratori con parole pesanti, come ladri, disonesti o altro, ma possiamo almeno dire che molti.. purtroppo molti, non sanno fare gli imprenditori di loro stessi? Se poi, per motivi di Storia, Fama, Qualità sopra le medie, Ambiente, Immagine e quant'altro qualcuno riesce a farsi pagare quel che propone a prezzi più alti delle medie.. Ok! basta che il cliente percepisca tutto questo e lo accetti di buon grado..

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signorb

circa 7 anni fa - Link

gli studi di settore nn esistono piu..

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Samuele

circa 2 anni fa - Link

Prima di definire ladri e quindi generalizzare una categoria che comunque fa lavorare gente bisogna pensarci bene.... comunque nessuno obbliga la gente ad andare al ristorante, mangiate a casa vostra che spendete meno

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gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

stessa cosa ti dicono se parli con un ristoratore tedesco, ma anche inglese. Gli studi di settore sono spesso usati come una clava, basti pensare che e' il contribuente a dover provare la sua innocenza se non risulta congruo. Il che, se uno non ha evaso, e' come dimostrare di non aver mai ammazzato nessuno.

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Fabio Cagnetti

circa 9 anni fa - Link

Segnalerei anche l'ormai mitico Oste della Bon'Ora di Grottaferrata, che da sempre dichiara in carta il prezzo di acquisto dei vini (e quindi di conseguenza il ricarico) e sta attraversando una fase di radicale ristrutturazione della cantina; ristrutturazione che ha portato in carta vini come Boca Campo delle Piane 1985 La Meridiana (l'azienda di Antonio Cerri, ossia l'attuale Le Piane prima dell'arrivo di Christoph Kunzli) a 60 euro, Ronco dei Roseti 1992 Abbazia di Rosazzo a 45 euro, Faro 2006 Bonavita a 27 euro, eccetera.

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solarolo

circa 9 anni fa - Link

Aggiungerei che al Don Abbondio si mangia anche molto bene a prezzi onestissimi.

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Mario Crosta

circa 9 anni fa - Link

E tiriamole fuori tutte, dai, che viaggiando ci capitera' di andarci e di gustarci il mondo del vino finalmente con un po' piu' di ottimismo!

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kenray

circa 9 anni fa - Link

locanda mariella uno dei miei ristoranti cantina infinita vivo a pochi km da Fragno. e li si mangia anche bene (a sprazzi) alex come fai a conoscere questo posto che è in culo ai lupi?

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kenray

circa 9 anni fa - Link

ricordo a tutti che gli studi di settore sono stati inventati per colpire l'evasione fiscale. belli o brutti questo bel sistema di calcolo delle imposte hanno ottenuto - a furia di evadere - i nostri "imprenditori etici" di sta cippa"

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Daniele Rigillo

circa 9 anni fa - Link

a Foggia una simile politica sui ricarichi la attua il "WINE BAR CAIROLI".

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Piero Pantoli

circa 9 anni fa - Link

Devo confermare che al Don Abbondio si mangia molto bene e si beve pure benissimo, che i prezzi sono veramente onestissimi e che l'accoglienza e la simpatia di Simone Zoli e di suo padre Giancarlo sono assolutamente quanto di meglio ci si possa aspettare entrando in un ristorante!

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Mauro Risso

circa 9 anni fa - Link

Studi di che? Ho un ristorante-enoteca a Torino. Parlapà metto nome e cognome. Da asporto ho un ricarico del 30% al tavolo aggiungo un fisso di 5€ a bottiglia. Mica mi lamento, vino ne vendo magari anche di più. Bhà!

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Ho un'enoteca per cui potrei tranquillissimamente fregarmene della querelle, ma si da il fatto che a seconda della zona, della metratura e dello storico consolidato in certe zone lo "studio di settore" presume che il ristoratore richarichi al 300% al netto d'iva. Traduco compra a 10+iva (12) vende a 30. Possedendo anche io la licenza di mescita la uso soltanto per promuovere una serata a settimana (tranne dal 15 di novembre al 15 di gennaio), perchè nella zona in cui sto, se praticassi attività continuativa dovrei dimostrare esattamente quanto riportato.

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Raffo

circa 9 anni fa - Link

io questa storia del ricarico a 300% risulta comunque dagli studi di settore l'avevo sentita su ristoranti esteri (nello specifico danesi e svedesi) dove in effetti mi è capitato di STRAPAGARE IL VINO,specialmente al calice la botta è di quelle che ti lasciano a terra... e difatti ripensando a quanto spesso ho criticato i ricarichi di molti-troppi ristoranti sui vini,poi ringrazio della nostra italica situazione. In buona sostanza,è vero o no? Cioè anche in italia dagli studi di settore risulta un ricarico del 300%? La risposta verrebbe automaticamente negativa,poichè se così fosse molti ristoranti dovrebbero farsi del male con le proprie mani...ma poi ripenso agli studi ais e a quel 400% di ricarico insegnatami in era mesopotamica per il vino (per noi si tratta di 10 anni fa scarsi) e il dubbio permane. CHi me lo chiarisce? GRAZIE

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

non è una legge semplice, nè tutti possono dire la stessa cosa, appunto perchè si chiamano studi di settore. Su Roma, cone ho scritto, dipende dalla zona, la storicità del locale etc. etc.

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enrico togni viticoltore di montagna

circa 9 anni fa - Link

sinceramente da produttore mi fa incazzare sapere che i ristoratori devono ricaricare del 300%, io mi faccio il mazzo, rischio la stagione, aspetto due/tre anni prima di imbottigliare e almeno due mesi prima di vendere e non ricarico del 300% però mi sento dire che sono caro (8,5 più iva è il mio prezzo più alto per i ristoratori) e che si fa fatica a vendere il vino in genere.ma non è che si ciurli un pò nel manico con sta storia dello studio di settore? senza offendere nessuno ovviamente!

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Caro enrico, parliamo di ristoratori, non di negozi che vendono. Provamo a far due calcoli senza pregiudizi, partendo dal presupposto che il famoso 200% vale per alcune zone e per determinati locali. immagina un locale al centro di Roma, immagina l'affitto che paga, immagina i costi del personale di sala e di cucina. Detto tutto ciò andiamo al sodo: una bottiglia la paga 10+iva. la vende a 30. poi c'è l'iva da pagare quindi leva 5, togli l'IRES (33%), ovvero 8,33, togli il costo netto del prodotto, 10 cosa resta in mano alla società? 30-10-8,33-5= 6,67 ovvero un 22,2%. Data la percentuale di quelll'ipotetico 6,67 toglici i costi di affitto, personale, bollette, tassa sul suolo pubblico, tassa sulla pubblicità, tassa sulla raccolta di cartone e vetro. Vogliamo fare un po' di calcoli matematici ancora? facciamoli. Poniamo che un ristorante della mia città fatturi Due-numero-Due milioni di Euro annui: l'utile al netto d'imposta è 440.000 euro.Un affitto in zona centrale che ti consenta quei fatturati non lo trovi a meno di 15.000 euro mese, ovvero 180.000 euro annui ergo te ne restano 260.000. Chef e secondo cubano cica 5.000 euro mese netti, che significano (vuoto per pieno) 10.000 lordi, ovvero 120.000 euro annui. Ti sono rimasti 140.000 euro. Toglici Bollette, commercialista, raccolta differenziata, elettricità =12.000 euro. Adesso toglici una persona in sala e una in cassa che fa anche da chef sommelier per complessive 3000 euro nette ovvero 6000lorde al mese=72.000 euro. Al ristoratore ne sono rimaste circa 70.000. ùper l'amor del cielo sono tanti soldi ma ti rendi conto che quella persona per incassare quella somma "muove" 2.000.000,00 di euro l'anno? non pensi che prima di prendersela con lui varrebbe la pena di unire le forze per contestare un sistema contributivo che è a dir poco paranoico?

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Mario Crosta

circa 9 anni fa - Link

E' allucinante lavorare praticamente soltanto per pagare tasse, imposte, affitti, gabelle, contributi e rimanere con un pugno di mosche mentre il cliente crede che ti sei arricchito alle sue spalle con dei ricarichi pirateschi.

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Mario Crosta

circa 9 anni fa - Link

Pero' ci sono delle osterie che ci riescono, vivono da diversi anni visitate anch'esse dalla GdF e dai vigili dell'Annona, hanno pure loro dei dipendenti retribuiti regolarmente ed assicurati, si trovano in zone centrali e hanno le stesse spese del ristorante di grido dall'altra parte della strada, cioe' mi domando perche' loro possono ricaricare del 40% e l'altro invece piange con il 200 o il 300%. Non sono il tipo da fare le pulci a nessuno, pero' fortunatamente non sono neanche grullo. Percio' suggerisco a tutti ancora una volta di postare qui il nome e l'indirizzo i quei posti dove si puo' andare a godersi il vino a prezzi decenti. Senza voler fare i conti in tasca a nessuno, sara' comunque il mercato in fin dei conti a premiare gli onesti, sia quelli che riescono a mantenere i prezzi bassi e sia quelli che in cambio di servizi costosi aggiuntivi li devono purtroppo mantenere alti.

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Bisognerebbe vedere come è iscritto al registro delle imprese il locale in questione. Ovviamente potrebbe comnfigurare la mescita come attività secondaria, con presunzione di introiti differenti relativamente agli studi di settore. A quel punto sono gli imprenditori in regola che si incaXXano perchè, gli studi di settori si attivano puntuali come un orologio svizzero, mentre gli altri accertamenti (conformità igienico sanitarie, haccp, conformità tra quanto dichiarato in ragione sociale della società e quanto effettivamente esercitato, utilizzo di licenze vecchie che non consentirebbero di cucinare ma solo di riscaldare all'interno di locali che espongono in bella vista la scritta RISTORANTE

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Scusate ho interrotto lo script per servire un cliente: dicevo: tutti quelle mancanze di controllo rispetto all'essere "in regola" con tutte le richieste che la legge in teoria esigerebbe come mai non si fanno con altrettanta solerzia. Non so se ricordate che quest'estate a Roma sono state multate, nel centro di Roma, oltre un centinaio di attività per difformità rispetto alle medesime. Si da il caso che molte (citate sul corriere della sera Roma, mi spiace ma non riesco a reperire data e articolo) lavoravano così da decenni. Possibile non se ne fosse accorto nessuno? Non sarà che è più facile creare una formuleta matematica piuttosto che attivare un controllo capillare sul territorio per prevenire le frodi che possono teoricamente portare una condizione di vantaggio di partenza. p.s. non sto dicendo che chiunque faccia ricarichi bassi sia disonesto, ribadisco che gli studi di settore, appunto perchè di settore, non valgono per tutte le zone di tutte le città.... però un approccio meno netto favorirebbe una maggior chiarezza a vantaggio di tutti

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Mario Crosta

circa 9 anni fa - Link

Francesco, mi sembra che sia chiaro che nessuno accusa di disonesta' chi fa il ricarico alto, come nessuno lo fa per il ricarico basso. Fa veramente male constatare invece che chi lavora nella piccola osteria o nel grande ristorante ha dei grossi problemi a farlo (che puo' scaricare soltanto sui prezzi e cioe' sul cliente) perche' chi non lavora, ma amministra, lo rapina legalmente con una pressione d'imposizione enorme, di cui non se ne puo' piu'. Mi hanno detto che negli USA costa praticamente meno mangiare fuori casa che far la spesa e preparare in casa. Eppure la' sono severissimi con il fisco, si finisce in carcere davvero. Qui e' l'esatto contrario...

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Mario Maggi

circa 9 anni fa - Link

Caro Francesco, non sono un commercialista ma i tuoi conti fanno acqua. Le imposte si pagano sul reddito, non sui ricavi. Proviamo a ricalcolare le tue cifre. Due milioni di incassi/anno, meno 390.000 euro di spese generali e personale, meno 500.000 di materia prima (esagero volutamente imputando a questa voce il 25% del conto, maddecché?), meno 180.000 euro di Iva (altra sovrastima). Totale utile lordo: 930.000 euro, su cui si paga il 33% di Ires, pari a 306.900 euro. Ergo, il tuo "povero" ristoratore si porta a casa un bel 600.000 euro abbondanti netti all'anno. Ripeto, non sono del settore, ma FF evidentemente lo è, mi sono limitato a computare correttamente i numeri da lui forniti, sulla cui validità non mi esprimo.

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Non so cosa dirti Mario, non essendo commercialista, ma avendoci a che fare mensilmente non credo di essermi tanto allontanato dalla realtà, credo che l'unico errore di calcolo commesso sia stato calcolare l'ires e iva su 2 milioni anzichè su 1.333.333,33 periodico ovvero 444.444 euro. Quindi ricapitolando 2.000.000,00- 222.222,00- (IVA) 444.444,00- (IRES) 666.666,00- (COSTO VINO) 180.000,00- (AFFITTO) 12.000,00- (BOLLETTE) 10.000,00- (TASSE PUBBLICITA',INSEGNE, SUOLO PUBBLICO) 80.000,00- (I.R.A.P.) 140.000,00- (CHEF e ASSISTENTE LORDI x 14 MENSILITA') 80.000,00= (2 PERSONE IN SALA LORDI x 14 MENSILITA') 165.668,00 ti ricordo che di solito il proprietario è anche socio lavoratore (a meno che non sia rockfeller e possiea una catena di ristoranti nei quali si preoccupa di fare il manager) che portando i dividendi fuori della società sei nuovamente soggetto a ritassazione degli utili da lavoro, per cui: 165.668,00- 64.407,24- (I.R.P.E.F. vedi http://www.irpef.info/ ) 3.000,00= (circa di I.N.P.S.) 98.260,76 p.s. mi è appena arrivata una mail di conferma dal mio commercialista che mi dice, vuoto per pieno, la cifra potrebbe variare di circa un 15% in più o in meno

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Francesco, ma quante vite hai? Pensavo che la mail del tuo commercialista fosse di dimissioni visto che te la sbrighi così bene da solo. Mario, gli affitti in certe zone centrali sono altissimi e se il ristorante non é a conduzione familiare i costi aumentano. Per quello che riguarda la cantina, il ricarico a volte varia da vino a vino a vino, per fascia di prezzo e anche per mobilità. se ho solo 6 bottiglie di quel vino top e so già che le venderò una tantum ci metto un ricarico diverso da quello su vini che girano più rapidamente. Dipende anche se le bottiglie le compro direttamente dal produttore o dal distributore o commerciante intermediario. Quindi può benissimo esserci una differenza apparente di ricarichi sui vini, ma ch non tiene conto di queste varianti. In ogni caso preferisco pagare di più una bottiglia che non é facile da trovarsi,che mi é stata consigliata con la giusta competenza dall'oste/ristoratore e che mi ha regalato un bel momento. Lo preferisco a pagare troppo un piatto di pasta o zuppa che faccio meglio a casa mia, con materie prime di cui conosco i genitori. A volte ci sono più eccessi nei ricarichi sul cibo che sul vino, in tante "osterie" in giro per l'Italia. perché non si fa mai una guida sui posti da evitare?

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Mario Maggi

circa 9 anni fa - Link

Neanche io so che dirle, se non forse di provare a cambiare commercialista :-) Mi limito a due osservazioni, tra le molte possibili - se il proprietario è socio-lavoratore riceve un compenso che va detratto dal reddito imponibile della società (e quindi non tassato due volte come da suo esempio) - 666.666 euro di spesa vino? in base a quanto da lei affermato (ricarico medio del 300%) il ristorante incasserebbe i due milioni di euro/anno solo dal vino.

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Mario Maggi

circa 9 anni fa - Link

@Delle Nuvole, come ho scritto non entro nel merito della congruità delle cifre fonrnite da Francesco Fabretti QUOTE Poniamo che un ristorante della mia città fatturi Due-numero-Due milioni di Euro annui: l’utile al netto d’imposta è 440.000 euro.Un affitto in zona centrale che ti consenta quei fatturati non lo trovi a meno di 15.000 euro mese, ovvero 180.000 euro annui ergo te ne restano 260.000. Chef e secondo cubano cica 5.000 euro mese netti, che significano (vuoto per pieno) 10.000 lordi, ovvero 120.000 euro annui. Ti sono rimasti 140.000 euro. Toglici Bollette, commercialista, raccolta differenziata, elettricità =12.000 euro. Adesso toglici una persona in sala e una in cassa che fa anche da chef sommelier per complessive 3000 euro nette ovvero 6000lorde al mese=72.000 euro. Al ristoratore ne sono rimaste circa 70.000. ùper l’amor del cielo sono tanti soldi ma ti rendi conto che quella persona per incassare quella somma “muove” 2.000.000,00 di euro l’anno? UNQUOTE mi sono limitato a scrivere che, sulla base dei numeri da lui citati, l'utile del ristorante sarebbe di 600.000 euro e non di 70.000, vuoto per il pieno. senza intenti polemici

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Come vedi, caro Mario, ho rifatto i conti in modo dettagliato e posso garantirti che le voci sono esattamente quelle. Se poi sei convinto di incassare 600.000 euro netti su un giro d'affari di 2.000.000.... non ti resta che aprire un ristorante

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Francesco

circa 9 anni fa - Link

Mah, questi conti mi sembrano un po'...liberi. capisco contare l'iva dal punto di vista finanziario, ma economicamente è una partita di giro. e l'ires è al 27,5%, non al 33,3, se il suo commercialista usa qualche altro programma io non so che dirle ma non ho mai visto un ristorante pagare 440 mila euro di imposte, che comunque si pagano sul reddito imponibile (dopo i costi sostenuti per produrlo) saluti

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gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

veramente con gli studi di settore, che valgono anche per le cantine (non per gli imprenditori agricoli a titolo principale o coltivatori diretti), non si pagano piu' le tasse sul reddito, ma sulla presunzione di reddito fatta sulla base di calcoli statistici a partire dal fatturato, e da molte altre variabili. Se per qualche motivo ti discosti dal "cluster" di aziende dove sei stato inserito in base al codice di attivita economica (ATECO), sta a te dimostrare il perche' mediante contezioso con l'agenzia delle entrate. In pratica si parte dal presupposto di colpevolezza e sta a te provare la tua innocenza. Io lo ritengo un sistema veramente allucinante.

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gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

Per i distributori di vino sono stati per es. aumentati i parametri, per cui il ricarico medio del distributore deve essere del 54 %. Purtroppo sono fatti, e commercialisti in tutta Italia dicono ai loro clienti costantemente che ricaricano poco.

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

@ Nelle Nuvole: so fare così bene i conti perchè nonostante tutto, pur fidandomi dei commercialisti, preferisco conoscere in anticipo le necessità tributarie e commerciali in modo da prepararmi il gruzzoletto che il mio socio al 50% (lo stato) mi chiederà nel corso dell'anno.

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Francesco

circa 9 anni fa - Link

Giampaolo, è vero quel che dici, che il sistema è allucinante ma chiediamoci perchè si è arrivato a questo. purtroppo in italia nel corso degli anni si è provveduto ad innalzare la pressione contributiva ma non si è fatto molto per allargare la base imponibile per cui si è generato un meccanismo di alte aliquote che soffocano veramente alcuni settori e classi di lavoratori (dipendenti e non) mentre una discreta parte del mondo produttivo, diciamo così, non partecipa attivamnete all'adempimneto degli oblighi fiscali. Non parliamo poi della complessità e macchinosità del sistema perchè ci sarebbe da piangere. Oltre a ciò il sistema ha anche un altro pregio, è sempre dico sempre in movimento! ciao PS attenzione gli studi di settore sono una forma di concordato preventivo, (io stato presuppongo che tu evada, ma se mi paghi questo forfait ..) ma essere congrui e coerenti non mette al riparo da eventuali contestazioni dell'agenzia delle entrate.

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gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

@Francesco. E' vero che si e' arrivati a questo per via dell'evasione fiscale spropositata, ma ribaltare l'onere della prova e' veramente una mostruosita'. E' come mettere delle leggi speciali che riducono la liberta' in caso di terrorismo. I commercialisti te lo dicono chiaramente, l'agenzia delle entrate deve raggiungere dei targets, quindi ti invitano al contradditorio e poi ti chiedono di patteggiare per non andare in contenzioso. Il piu' delle volte l'azienda paga pur di non andare nel buco nero dei tribunali, dove tutto puo' succedere. Qui si chiude il circolo vizioso, pagare anche se si ha ragione perche' qualcuno evade per non mettersi nella mani di una giustizia schizofrenica e innefficente.

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

io mi riferisco al 2009 hanno in cui ho provato a prendere un socio finanziatore per aprire una nuova attività, nel tirarsi in dietro mi portò una ricerca fatta fare dal Cerved di Roma. comunque nel mio quartiere tre hanno chiuso e sono tutt'ora chiusi uno dei due negli ultimi tre anni ha avuto tre gestioni fallimentari.

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Mario Maggi

circa 9 anni fa - Link

Caro Francesco, non sono convinto di nulla (faccio un altro mestiere). Mi sono limitato a prendere i numeri da te forniti e a metterli in fila: RICAVO LORDO meno SPESE (generali, personale, approvvigionamento, ecc) meno IVA DIFFERENZIALE uguale REDDITO LORDO, su cui si paga l'Ires. Niente di più complesso delle quattro operazioni aritmetiche. Al riguardo, ora però mi viene in mente che i ristoratori italiani dichiarano in media 13.800 euro di reddito/anno (http://www.finanze.it/export/download/studi_settore/SS_2008_Elenco_studi.xls): forse anche loro hanno qualche difficoltà con le quattro operazioni, per lo meno quando compilano la denuncia dei redditi. ;-)

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

non essendop un ristoratore non so cosa dirti, i calcoli sono piuttosto corretti, la media è un po' bassa, ma è sempre media: insomma non è che qualsiasi steria che ti trovi sotto gli occhi fattura 2.000.000,00 di euro annui. Considera inoltre che la ristorazione è storicamente una delle attività che si utilizza per ripulire capitali, quindi i proprietari non hanno problemi a chiudee in perdita di bilancio. p.s. Mi dispiace ma il socio lavoratore (io lo sono) in quanto tale non percepisce lo stipendio qindi non si detrae un bel nulla dalla base imponibile IRES concludo se fossi così convinto di quello che dici al posto tuo aprirei un ristorante: una spesa di due milioni di euro iniziali con la prospettiva di un rpianamento debitorio spalmato su quattro anni non mi pare male come idea

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Mario Maggi

circa 9 anni fa - Link

Ciao Francesco, evidentemente ho problemi a spiegarmi. 1) non "sono convinto" di nulla. So solo che in base alle cifre da te fornite, questo -grosso modo- è il reddito risultante. Per quanto ne so, le cifre di partenza potrebbero essere assurde. 2) se tu sei socio lavoratore senza percepire compenso, e -come hai scritto- paghi due volte le tasse sul medesimo reddito, una volta come società e un'altra volta come persona fisica, non posso che reiterarti l'invito a cambiare commercialista e/o consulente del lavoro :-) 3) d'accordo, i 13.800 euri anno di reddito lordo dei ristoratori sono una media. Ma in una distribuzione normale (gaussiana) media e mediana coincidono. E se c'è qualcuno qui dentro che crede davvero che la metà dei millemila ristoranti italiani guadagni meno di 1.150 euro lordi al mese, si faccia avanti perché ho una Fontana di Trevi quasi nuova da vendergli. Chiudo qui lo scambio perchè rischiamo di diventare stucchevoli :-) Con immutata stima (come enologo, meno come aritmetico :-) )

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Se vai presso la camera di commercio di Roma, o presso il cerved e fai una ricerca scoprirai che ogni anno a Roma le chiusure di aziende di somministrazione sono molto superiori alle nuove aperture. Quindi per molti che guadagnano e vanno avanti ce ne sono molti di più che non ce la fanno e chiudono, e questi ultimi probabilmente quella media te la portano giù parecchio.

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Mario Maggi

circa 9 anni fa - Link

Ciao Fabrizio, secondi dati Unioncamere, sul territorio nazionale (base su cui si calcolano le statistiche del Min. Finanze) il saldo tra aperture e chiusure di esercizi di ristorazione è positivo (http://www.unioncamere.gov.it/index.php?option=com_content&colsr=1&task=view&id=1060&Itemid=106). Il dato è riferito al terzo trimestre del 2010, non ho tempo di fare altre ricerche. Se hai dati diversi, linkameli pure. Senza contare che il mio riferimento al reddito dei ristoratori era solo per supporre -scherzosamente- che all'interno della categoria vi fosse una sovrarappresentazione statistica delle difficoltà con la matematica che affliggono gli italiani (fonte Invalsi). Tornando al tuo commento, poichè la metà dei ristoratori italiani ha dichiarato nel 2008 meno di 1150 euro di reddito lordo mensile, abbiamo forse assitito senza accorgercene alla scomparsa/chiusura di decine di migliaia di ristoranti nel 2008 (anno di riferimento dei dati MinFinanze)? Che distratti che siamo :-)

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Riscrivo qui va !!! che magari così è più chiaro. io mi riferisco al 2009 hanno in cui ho provato a prendere un socio finanziatore per aprire una nuova attività, nel tirarsi in dietro mi portò una ricerca fatta fare dal Cerved di Roma. comunque nel mio quartiere tre hanno chiuso e sono tutt’ora chiusi uno dei due negli ultimi tre anni ha avuto tre gestioni fallimentari.

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Mario Maggi

circa 9 anni fa - Link

Ultimo post e poi la pianto perché la discussione si sta avvitando su se stessa. Premetto che il riferimento al reddito dei ristoratori era solo una battuta all'interno di un post più pertinente al tema generale di questa pagina. In ogni caso, caro Fabrizio, anche i dati relativi al 2009 danno un saldo largamente positivo tra aperture e chiusure di servizi di ristorazione sul territorio nazionale, fonte UnionCamere/MoviImprese (http://www.infocamere.it/movimprese.htm?pGeoTk=IT&pTipTk=I&pPerTk=A2009). Il fact checking fa parte del mio lavoro: i dati di fatto si contestano con altri dati di fatto. Che siano possibilmente un po' più attendibili di "me l'ha detto mio cuggino". E senza dimenticare che "i fatti hanno la testa dura" (Vladimir Ilic Ulianov, meglio noto come "quel bolscevico di Lenin"). :-)

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

non si sta avvitando, non voglio avere ragione, stavo raccontando il fatto nello specifico. nella seconda parte ho abbreviato per fretta, era per dire che i ristoranti chiudono ed effettivamente uno non se ne accorge.

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Mario, non so come inseririmi nel tuo commento riguardo che negli USA costi meno mangiare fuori casa che cucinare.Questo sta diventando un blog molto serio e quindi forse quel che scrivo non é attinente, chissenefrega Se vuoi mangiare la cacca fritta alle cipolle in America risparmi mettendo il naso fuori e scegliendo fra i milioni di offerte che ti perseguitano dall'aeroporto JFK fino all'ultimo avamposto del Midwest, invece di trovare un macellaio decente che ti dia il macinato giusto per gli hamburger. Puoi mangiare costoleccio spalmato di melassa, carbonizzato fuori e crudo dentro e spendi tre volte meno che una bottiglia di Pinot Grigio Santa Margherita. C'é una catena di ristoranti, una su mille, che si chiama Houston, in cui ti servono porzioni gigantesche di agnello XXXL (il famoso rack of lamb il cui lamb é una costola di Schwarzeneger) con mezza tonnellata di patate gommose e un bicchiere di quello che vuoi, e forse risparmi piuttosto che che andare in uno dei tanti supermercati in grado di fornirti della materia prima sicuramente migliore. E' vero che negli USA se non paghi le tasse chiudi sul serio, però il ricarico sui vini é molto alto. Se costa poco mangiare fuori é perchè bevi Coke o peggio.

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Mario Crosta

circa 9 anni fa - Link

Mao Tse Tung sosteneva che ci sono tanti modi per conoscere un Paese: attraversarlo di corsa a cavallo, attraversarlo a cavallo lentamente guardandosi un po' intorno, scendere da cavallo e attraversarlo a piedi col cavallo al seguito, attraversarlo solo a piedi fermandosi qua e la', visitarlo casa per casa. Lo stesso, secondo me, capita con l'alimentazione. Non soltanto negli USA, che sono comunque piu' di 50, ma soprattutto non soltanto nelle grandi metropoli degli USA, dove si trova di tutto e di piu', anche le fregature. Chicago, per esempio. E' la seconda citta' della Polonia dopo Varsavia, in quanto a numero di Polacchi che vi risiedono, piu' di un milione. Ci sono negozi alimentari polacchi che vendono specialita' polacche fatte pero' negli States con materie prime locali (ma succede la stessa cosa con quelli cinesi, ungheresi, moldavi, italiani, ecc. ecc.) e ci sono quelli che invece fanno la coda ogni mattina all'aeroporto dove arrivano i containers con le salsicce e le carni direttamente da Rzeszow o da Warszawa. Lo stesso dicasi dei ristoranti. C'e' dove si mangia come hai ben descritto tu, ma c'e' anche dove si mangia meglio e comunque non spendendo di piu' che a comprarsi la roba da se', cucinarla sul gas o sulla piastra elettrica, lavare le stoviglie e la tovaglia e pagare la raccolta dei rifiuti. Percio' quasi tutti i parenti e gli amici che vanno e vengono spesso da lì o che abitano ormai laggiu', non tutti nelle grandi metropoli o negli States piu' frequentati dagli stranieri, preferiscono mangiare sempre fuori, ovviamente dove si sono trovati bene, piu' che a casa propria, dove pero' bevono molto, ma molto di piu', visto che e' verissimo quel che hai scritto e cioe' che sul bere negli esercizi pubblici in pratica ti fanno una vera e propria rapina a mano armata...

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

I Marii cominciano ad essere troppi. Io ho risposto a due commenti di Mario Crosta, con il quale sono più in confidenza e che trattava di aspetti non "numerici". Mai mi sognerei di accusarti di intenti polemici caro Mario Maggi. La lotta dei numeri la lascio a te e a Francesco Fabbretti il quale mi ha stupito per la sua padronanza delle cifre che si aggiunge alla sua capacità degustativa, dico sul serio senza ironia.

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Mario Crosta

circa 9 anni fa - Link

Quando si risponde, basta scrivere nome e cognome del Mario a cui si risponde, anziche' soltanto il nome. Purtroppo, pero', quando uno dei Mario che mette il nome e cognome risponde a te, cara Nelle Nuvole, non lo puo' fare perche' con il tuo nick vuoi fare l'anonima, acquattarti dietro le tende. Metti allora anche tu il nome e cognome e poi potrai fare tutte le polemiche che vuoi con maggior soddisfazione, vedrai che sara' un piacere maggiore.

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Caro Mario Crosta Crosta, devi avere pazienza,il mio peccato é stato nella fretta di considerarti l'unico "Mario" interlocutore e quindi di creare un malinteso con il sig. Mario Maggi. Né con l'uno né con l'altro avevo,ho, avrò intenzione di polemizzare, solo di scambiare con ironia ma sempre civilmente le nostre esperienze. Riguardo a mangiare in modo conveniente negli USA riconosco che la mia esperienza é limitata a tutto quello che é relativo al vino italiano, quindi purtroppo non ho mai avuto modo di toccare con mano la ristorazione polacca né la loro cucina. Se pranzo o ceno in un ristorante per lavoro é sempre italiano, oppure una steak-house che ha in carta vini italiani di una certa levatura. Se ho un momento libero e posso gironzolare per i fatti miei, scelgo un ristorante giapponese, per dare al mio stomaco un poco di riposo. Se mi invitano degli amici americani mi portano inevitabilmente a qualche ristorante "americano" nei famosi Mall. Chicago fra l'altro, oltre ad essere una bellssima città, ha un livello di ristorazione italiana fra i più alti in America. Nessuno di questi luoghi però é a buon mercato, mentre nei supermercati o mercati sparsi un po' dovunque, si può trovare tutto quello che si vuole di buona qualità e a prezzi migliori. Il mio nome é Nelle, cognome Nuvole. se preferisci qualcosa di meno anonimo mi puoi anche chiamare Emily Carr o Jo March, per me il piacere é uguale.

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Mario Crosta

circa 9 anni fa - Link

Mai avuto dubbi sul tuo scambio di opinioni, che non e' soltanto civile ma aggiunge sempre delle osservazioni su cui riflettere, quindi non e' soltanto da rispettare ma e' anche benvenuto perche' arricchisce la discussione. Proprio per questo non avresti alcun motivo di mantenere un anonimato che ti e' assolutamente inutile, a meno di temere ritorsioni o molestie. Ma in questo caso l'anonimato e' ancora peggio, perche' dalla qualita' e dal numero delle informazioni che dai ci sara' sempre qualcuno che tira le somme, che fa i cosiddetti incroci e arriva un bel giorno ad individuarti e a presentarti un conto piu' salato di quanto puoi pensare. La massima trasparenza conviene sempre. Il cappuccio, la maschera, non va mai lontano. Buon week-end.

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gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

Quello del ristorante giapponese, per l'italiano in wine tour duty negli USA, e' un classico. Dopo giorni di improbabili e pesantissimi piatti della cucina italiana rivisitata (o martoriata), ritemprarsi le papille gustative con qualcosa di leggero, delicato, e' una operazione terapeutica!

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Esatto Gianpaolo, chi non l'ha provato non può capire, dover mangiare improbabili rivisitazioni di cucina italiana, pagarle a caro prezzo e ritrovarsi uno stomaco che fa a cazzotti col fegato. Viva la cucina giapponese. Tra l'altro in Giappone ho mangiato "italiano" molto meglio che in qualsiasi altro posto all'estero, al secondo posto metterei gli UK (Scozia e Galles compresi).

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Mauro Risso

circa 9 anni fa - Link

Lo sapevo che andava a finire in polemicaa! aahahahh il vino si puo' vendere a pezzi + onesti! puno e basta!! poi uno dice e fà quel che vuole! Salut

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Mario Crosta

circa 9 anni fa - Link

Forse non ha capito troppo bene, sig. Risso. Non c'e' nessuna polemica tra i vari Mario e Nelle Nuvole. C'e' sempre una gran bella discussione argomentata. In ogni caso e' proprio vero quel che scrive lei e cioe' "il vino si puo’ vendere a pezzi + onesti! pun(t)o e basta!!", ma sto cercando appunto fin dall'inizio di invitare i vari commentatori a scrivere dove lo si puo' trovare appunto a prezzi piu' onesti, per trattarci reciprocamente da amici, con dei buoni consigli. Vicino a lei, per esempio, dove si puo'?

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Parlare di prezzo onesto, guardando ai prezzi su una carta dei vini lo trovo assolutamente ridicolo e pressappochista. Molti ristoranti comprano i vini da distributori, a volte da enoteche che a loro volta comprano da distributori, a volte solo da produttori, a volte da tutte e tre le possibilità. quindi gia di partenza non avete idea di quanto paghi un vino e quanto sia il ricarico che fa ma lo state presupponendo. Un ristorante non è una macchinetta distributrice a gettone che dove la metti la metti è sempre uguale , ma un'azienda, ha dei costi, diversi per localizzazione, per proposta, per progetto futuro. Ci sono locali di roma con due tre sommelier e più (roscioli, settembrini per fare due esempi),e ci sono locali in cui il proprietario compra i vini seguendo guide e mode e li servono camerieri privi di qualsiasi competenza.Ci sono locali con liste dei vini belle e enormi come i due di cui o parlato sopra, ci sono posti con liste dei vini non grandissime ma molto interessanti come l'arcangelo, ci sono locali con liste di 100 o anche 1000 etichette ma senza capo ne coda. E' alla qualità del tutto che si deve dare il prezzo altrimenti si fanno chiacchiere.

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Cellar Tours

circa 9 anni fa - Link

annoso problema ... qui hanno cercato di risolvrlo così: http://www.prezzosorgente.com/ voi che ne pensate?

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Fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Perché ragionate su due milioni di euro??? A Roma ristoranti che a 50 euro a pasto fanno 150 coperti a sera di media si contano con una mano. Se invece prendiamo ristoranti che a 100 euro a testa fanno 75 coperti a sera di media una mano e' troppa. Ma a parte questo per fare questi numeri ci vogliono il doppio dei dipendenti presi in considerazione.

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

fabrizio caro, difendevo la categoria dei ristoratori con i dati in mio possesso. Trovo ingiusto continuare a pensare che i ristoratori siano tutti dei filibustieri arraffa soldi con barca da 40 metri e tre case tra Roma, Cortina e Pantelleria. Conosco la vita di molti di loro e pur non potendo dire che muoiono di fame, è quanto di più lontano esista dell'immaginario collettivo. E lo ripeto, sono un enotecario, quindi potrei tranquillamente fregarmene di perorare questa causa

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Francesco

circa 9 anni fa - Link

Ne conosco molti anch'io e sono sicuramente dei gran lavoratori, ma le chiusure di fine anno a me paiono spesso ritoccate all'ingiù. non avranno la barca, ma la tendenza a battere pochino è diffusa, salvo poi fare le corse di fine ano perchè il consulente insiste per adeguarsi almeno agli studi di settore. Non per tutti è così (il ristorante/bar il certi paesetti dovrebbe essere tutelato, altro che tassato) ma vogliamo dire che è almneo per molti? altrimneti ci prendiamo in giro.

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Fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Tranquillo Francesco questo l'ho capito. volevo solo far notare che non si conoscono ristoratori che pagano 440.000 di imposte solo perché i numeri proposti erano evidentemente un esempio. tanto e' vero che nelle gare pubbliche per gli appalti nei ristoranti dei musei e degli spazi pubblici due milioni di euro e' la cifra che serve a far partecipare sempre gli stassi contndenti.

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Vinogodi

circa 9 anni fa - Link

FRAGNO non FRAGNOLO , please . Come il famoso e simpatico tartufetto nero che trae denominazione proprio dalla ridente località . Da ricordare solo che da Mariella ( e Guido , proprietario di "HIFI MUSIC , musica da bere"..) non si beve solo "decentemente" ma ha una delle carte dei vini più ricca d'Italia ( avete letto bene) e tutto quello che chiedete lui l'ha o ce l'ha fuori carta ,persino le cose più rare ... il tutto a prezzo da enoteca o poco più . Un vero paradiso per gli enostrippati ...

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Francesco

circa 9 anni fa - Link

@Giampaolo, hai ragione, ribaltare l'onere della prova è una mostruosità ( tra l'altro Tremonti ci ha ben messo del suo, eh eh, forse tra un po' si chiamerà Visconti) ed è verissimo che l'agenzia ha da raggiungere dei budget e, più spesso che no, ci si accorda sulla transazione, ma la radice del male è quella. Sino a poco tempo fa si chiudeva oggettivamente un occhio (anche due, va), ora, dopo aver spremuto chi poteva essere spremuto come un limone, questa tecnica non è più possibile per cui da una parte si taglia sulla spesa e dall'altra si va al recupero affannoso di base imponibile e a chi tocca tocca. provate a chiedere un rimborso iva, tempo due settimane e piomba l'agenzia delle entrate e dal prossimo annio il crddito dovrà esservi certificato da un professionista...anche qui, chiediamoci, perchè? perchè le girandole iv hanno ingrassato migliaia di disonesti e tu che hai veramente da recuperare/compensare un credito ora tremi. quello che sentiamo ora come torto è (anche) il generale irrigidirsi del sistema dopo anni di lassismo e se continua così chissa che non ci tocchi un'altra trovata alla amato...

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gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

il problema e', come sempre, uno Stato forte con i deboli e debole con i forti. Per cui, la prima volta che ti tocca pagare quello che non dovevi, cominci a pensare che allora vale la pena rubare, cosi' al massimo restituisci quello che hai fregato. Triste, ma vero.

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Francesco

circa 9 anni fa - Link

No, il ragionamento che fanno i clienti è questo: le aliquote nominali sono alte e pesanti, quale è la probabilità di essere beccati? In media tocca un controllo serio ogni 5-7 anni e,per come sono strutturati, si prende in esame un arco di tempo definito, di solito 1 anno. Bene, anche se mi pescano e pago per quell'anno, compreso sanzioni etc (e senza contare sconti, rateizzi etc etc) ho in in ogni caso "risparmiato" per gli altri e quindi conviene. Triste ma vero. Ciao

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Paulo Rota

circa 9 anni fa - Link

La discussione è piuttosto accesa ...anche io voglio provare a dare qualche mia opinione.. Sicuramente ,come diceva il sig.Fabbretti,quando si va a vedere il prezzo di un vino in enoteca o nel ristorante bisogna tener conto anche delle variabili quali la storicità del locale,la posizione del locale(se centrale o periferica)gli eventuali riconoscimenti(stelle Michelin o simili);è chiaro che una bottiglia di Barbera avrà un costo diverso se viene servita nel ristorante stellato dello chef "tal dei tali",magari in piazza del duomo a Milano rispetto a quando viene servita nell'osteria della "sciura Mariuccia",nel vicolo nascosto di Porta Romana. Sono comunque con il fatto che un ricarico eccessivo nel ristorante o nell'osteria chic non vada assolutamente bene,anzi..è una cosa totalmente negativa che gioca sicuramente a sfavore del ristoratore stesso e che porti il cliente ad evitare il locale per il fatto di aver visto il costo del vino in lista ed essersi "avvelenato" la cena. CHiaramente come molti altri affermavano nel corso della discussione ,anche le istituzioni dovrebbero fare la propria parte,ponendo dei limiti al ricarico da parte dei dettaglianti rispetto ai produttori o ai grossisti. Siamo in un'epoca di forti cambiamenti e bisogna quindi sperare che anche il sistema istituzionale acquisti via via una sensibilità in più che ponga dei limiti a questo tipo di passaggi da un commerciante all'altro. Chissà che questa crisi non smuova solo chi non arriva a fine mese ma anche chi ha la responsabilità su questo tipo di attività,in modo che si possa migliorare passo per passo.... Paulo

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fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

Le istituzioni non devono porre limiti a niente, esiste la concorrenza. Semmai il fisco si deve rendere conto che nella categoria ristoranti esistono diverse tipologie di attori. Non si possono accomunare negli studi di settore le migliaia di trattorie di Roma che vendono principalmente il vino della casa, sfuso o imbottiglia, con un ricarico del mille per cento, e quei sei settecento ristoratori, forse, che vendono vini di qualità. E' assolutamente vero che i commercialisti si raccomandano che per la somministrazione gli acquisti devono rappresentare al massimo un terzo del fatturato complessivo. Io non ci sono mai riuscito.

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germano espatriato

circa 9 anni fa - Link

parlare e semplice, scrive su un blog o fare commenti ancora piu semplicie che parlare. in italia sempre che i costi operativi siano ancora piu esosi. all'estero se un ristorante o albergo non vuole essere un "red cross" o un NGO che vive di sovvenzione benevole, deve fare i seguenti calcoli 1) Wine cost 33% 2) overall business operating cost 33% (puo variare da nazione a nazione in italia in esempio e molto piu alto 3) Gross Profit before tax & VAT 33% (variabile in base al costo di gestione dell'attivita) percio se non si vuole girare il soldo senza mettere in tasca nulla bisogna fare come minimo questo calcolo, perche non presumo che nessuno prenda in prestito o invstica di suo un tot di centinaia di miglia di euro e a volte anche un milione di euro, per poi trovarsi profitti inferiori a un salario di un cameriere. la colpa non e' del ristorante ma dei costi di gestione, ecco perche parlare e scrivere e semplice, poi come sempre le realta sono diverse e chi si fa pubblicita su ricarichi modici... ne parliamo fra 3 o 4 anni.... se sono ancora aperti quali ricarichi faranno...

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