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Alessandro Morichetti | mar 21 set 2010 ore 14:36
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Vino sfuso | (Cerco) tutti i segreti dell’imbottigliamento perfetto
Mentre qualcuno vendemmia, io mi sono avvantaggiato imbottigliando uno sfuso d’eccezione. La prima volta non si scorda mai e qualche foto aiuterà la debole memoria del primo imbottigliamento, rito comunitario con fasi collaudate: dalla damigiana alla bottiglia in mezz’ora. Il materiale c’è tutto: bottiglie vuote in quantità, tappi a corona, tubi, siringa o cotone e qualche bicchiere per condividere bottiglie ammezzate. Here we go.


Dopo aver adeguatamente lavato con acqua calda e poi asciugato le bottiglie, passiamo alla damigiana. Le cantine più accorte proteggono il liquido dall’ossigeno con olio di vaselina, rendendo il contenitore idoneo alla conservazione anche per vari mesi. Il giorno dell’imbottigliamento si baderà a togliere l’olio aspirandolo con una siringa (preferibile al cotone per precisione e pulizia), cui verrà aggiunto l’ago una volta aspirata la parte grossolana. Il passaggio richiede un minimo di attenzione.

Lo spessore d’olio diventa sempre più sottile fino a diventare una bolla, visibile al centro.

Continuando con l’aspirazione si formano tante micro-bollicine (si osservi il dettaglio all’interno del collo della damigiana). Un pò di pazienza e il gioco è fatto.

Ora basta collegare i “cavi”, soffiare nel tubo piccolino infilato nella damigiana e aprire la valvola che avremo inserito in bottiglia.

Il vino inizia a circolare, le mani si bagnano e l’odore non tradisce. Ritrovare la bellezza di un vino “povero” per gli sboroni ma significativo per il consumo quotidiano non ha prezzo. Un ultimo rifornimento di “benzina”…

… e anche la cassa inizia a riempirsi. Una volta riempite le bottiglie quasi fino all’orlo, così da lasciare una giusta quantità di ossigeno, rimane l’ultimo passo. Infiliamo la bottiglia piena sotto alla tappatrice, appoggiamo il tappo a corona sull’apertura del vetro, un giro di manovella tenendo fermo il collo e voilà. Ci siamo.

50 bottiglie a referto e tante belle bevute in compagnia davanti. Poi uno si chiede se valga la pena tutto ‘sto sbattimento per avere da parte un pò di bianco, rosato e rosso. Mmm, mi sa di si eh…

Ora posso solo sperare di non aver commesso errori. Chi ha qualche segreto o accortezza da condividere sarà graditissimo ospite.
[in collaborazione con Giuliano Pettinella e Maurizio Silvestri]
sempre io.
ho smesso di imbottigliare vino da anni.
(perfetta la descrizione ma santiddio del sughero, che fine han fatto i tappi da bottiglione nel pregiato materiale e perchè si utilizza un tappo a corona?)
come mai ho smesso. semplice. era più il vino che finiva in pancia a causa aspirazione che nelle bottiglie, e siccome i guai non vengon mai da soli, la salamella e il lardo a corollario di una bella giornata di imbottigliamento regolarmente provocavano indigestioni.
addendum
hai un bruttissimo orologio, cambialo.
Ottimo consiglio (sull’orologio), ti do un indizio: se io ero dietro alla fotocamera, orologio e fede non sono mie
Garantisce una tenuta praticamente perfetta (al pari dello stelvin, o tappo a vite) e taglia una volta per tutte il problema del sentore di tappo. Mica male.
..di fatto è l’unica soluzione possibile: tappatrice e tappo a corona.
Visto che lo sfuso è d’uso quotidiano, conviene andarselo a prendere nelle vicinanze (sempre che se ne trovi di buono); portandosi appresso le dame da 5 litri e lasciando in toto all’azienda le incombenze relative alla conservazione del prodotto.
Che bella botta di nostalgia mi hai regalato! L’acquisto di vino sfuso era un rito di fine vacanza per noi romani, residenti stagionali in Maremma. Prima l’acquisto alla Cantina Cooperativa di Monteregio, poi il viaggio a Roma sull’Aurelia che non si arrivava mai, corroborati dagli assaggi in loco, senza paura di essere “breathalizzati”, altri tempi. Tempo due giorni il vino era tutto imbottigliato in dispensa grazie ad una mamma in gamba e un paio di ragazzini volonterosi (adesso chiamerebbero gli assistenti sociali). Tempo Natale e il vino era già finito ahimé.
Ora sono una privilegiata perché abito in zona produzione quindi l’acquisto di dame da 5 lt é molto semplice, così come il veloce consumo. Ma per chi sta in città come funziona?
Ho seguito con finto interesse enosnob fino all’ultima foto che mi ha fatto all’improvviso sobbalzare d’invidia…
Alla salute!
Ma… si può imbottigliare già adesso? Mi sembra un pò presto..
Siringa? Il vero imbottigliatore usa il CAVAOLIO:
http://www.drogheriaremogna.it/immagini/eno/torin03.jpg
La cosa più importante è essere consapevoli che lo si fa per piacere, per hobby, per passare un pomeriggio con gli amici…
No di certo per risparmiare… tra attrezzature varie e bottiglie iperossidate ipersvanite e ipertuttotrannechebuone……………..
debbo dire la verità… e detta da me che sono di parte non è bello, lo so, ma nun ce la faccio più!
) è meglio quello che Francesco imbottiglia… lo sfuso di Valentini è sfuso, anche se di classe, fatto per invecchiare in dame da cinque litri da tenere in frigo e da consumare in tre quattro giorni (io anche in meno, ma non degusto, perloppiù bevo
). se volete bottiglie da conservare e da tappare con cura, rivolgetivi altrove, lo sfuso è per il consumo! 
Nun se ne può più dello sfuso di Valentini… O meglio continuo ad adorarlo, Francesco è un carissimo amico gli voglio bene, ma il suo sfuso (suo malgrado) è diventato la nuova frontiera degli enosboroni…
scusatemi ma è uno sfuso! Una volta mi venne fatto assaggiare in tre edizione: tappo a vite, tappo corona e tappo sintetico e giù a chiedersi quale fosse meglio… Vi svelo un segreto (ma nun lo dite a nessuno
ciao A
Occorrerà pur dire a tutti gli enosboroni (:-D) che la nuova frontiera è il Pecorino Bag in Box di Cataldi Madonna.
Però poi finisce troppo presto….
vero
ma dura assai poco e nel futuro ancora meno…
ciao A
P.S:
la prossima volta, se ti tocca lavare le bottiglie con l’acqua, poi avvinale con un po’ di vinello… due bicchieri dentro la prima bottiglia e poi fai passare bott. per bott.
Eh si, ma che siringa e siringa ci vole il cavaolio. Comunque io dello sfuso ho il grande ricordo paterno, ogni mese a imbottigliare sino a che il vecchio, vedendoci svuotare 5 (dicasi 5 damigiane da 54 lt) di rosso montalcinese in poco più di due mesi si stufò di pagare i vizi del figlio & dei suoi accoliti. Ora per il consumo on the rocks imbottiglio per lo più rosso toscano del chianti, il problema è che con il giro di amici una damgiana se ne va in un mese massimo due.
ciao
alessà
sinceramente avrei preferito le bottiglie del latte del distributore de cristorè…
ahahahhahaha
Ciao, è fuori tema ma che ne dite di questa? http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_21/brunello-miglior-vino-mondo_b3ffa886-c58a-11df-b273-00144f02aabe.shtml
l’enologo ha i baffi…
saluti
francesco
Ci sono in giro ottimi vini sfusi molto convenienti. Ma vorrei riportare una mia esperienza negativa di molti anni fa :
avevo versato dell’olio per uso enologico nel collo della damigiana da 54 lt., poi sono andato dopo un bel po di tempo a verificare.
Risultato : l’olio era fuoriuscito ed il vino era diventato aceto ( di scarsa qualità ). Da allora solo pastiglie paraffinate sempre ad uso enologico, almeno quelle non escono.
Mio padre 83enne da alcuni anni acquista vino sfuso ( ottimo verdicchio di San Paolo di Jesi ) in dame di vetro da 5 lt, con il duplice vantaggio :
che non deve muovere dei pesi enormi;
che i 5 lt. li finisce in poco tempo
Salve.
Mercoledi andrò a comprare del vino sfuso in toscana (sono di milano).
Ho già un contenitore da 20 litri (quelli bianchi per alimenti).
Visto che è la prima volta che faccio sta cosa, vorrei cheidere un parere.
Potrò imbottigliare subito appena arrivato a casa o devo aspettare il periodo giusto?
Che tipo di tappi mi consigliate?
Grazie molte.
Francesco.
Ciao Francesco,inanzitutto devi aspettare qualche giorno per fare riposare il vino dallo stres del viaggio,poi per quanto riguarda il periodo di imbottigliamento dipende,se lo vuoi mosso o fermo,per ottenere il mosso luna crescente e giornata ventosa,per fermo luna calante e giornata limpida senza vento,per i tappi senza dubbio il sughero,vuoi un consiglio ,il vino si compra a febbraio o massimo marzo,quello di giugno è gia vecchio e spostandolo per parecchi km rischi che perda qualità. Ciao.
Provate anche qui:
http://www.vinisfusidiqualita.it
Hanno parecchi negozi
Azienda agricola di asti vende direttamente vino barbera d’asti di qualità sfuso in damigiane o imbottigliato. inoltre vendiamo direttamente uva da vino. tel 3385818874 faletti.winery@yahoo.it
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Vende vino sfuso in tutta italia
Ciao,anche io imbottiglio,e se ti puo essere utile ti do un consiglio,le bottiglie vanno avvinate ovvero, ci metto un po del vino che devo imbottigliare e lo sbatto,poi lo passo in un altra bottiglia e cosi via,in questo modo la bottiglia prende il profumo e il sapore del vino che poi ci finirà dentro,ciao e buona bevuta,alla salute……
oggi ho travasato il vino per la prima volta dalla damigiana e ad un mese è mezzo dalla vendemmia ,l’ho trovato torbido. Sarà che qui in calabria fa ancora caldo?
Salve, leggendo i commenti mi rendo conto di quanto possa essere piacevole imbottigliare il vino, ma trovo un pò la pratica descritta, sempliciotta, quasi senza amore…Sono un perito tecnico agrario e produco il vino che beviamo in famiglia da me. Le bottiglie viste sul sito, non sono certo le più adatte ad un operazione tanto importante! Vada peri tappi, anche se ci sono dei sotto tappi in plastica per alimenti che dovrebbero essere inseriti prima del tappo a corona…e poi ………. comunque mi fa piacere sapere che l’hobby dell’imbottigliamento è ancora in voga! La mia mail è toniadellatti@gmail.com e mi piace scambiare opinioni a a riguardo