Vietti, storico produttore di Barolo a Castiglione Falletto, ha venduto a un miliardario americano

Vietti, storico produttore di Barolo a Castiglione Falletto, ha venduto a un miliardario americano

di Alessandro Morichetti

Tempo di novità in Langa e l’ultimissima è una specie di fulmine a ciel sereno: la storica e quotata azienda Vietti di Castiglione Falletto ha venduto a Kyle Krause, presidente e CEO di Krause Holdings, Inc. nonché di famiglia materna italiana. Scrive Bruce Sanderson sul Wine Spectator:

Krause Holdings is the parent company of Kum & Go convenience stores, with more than 430 locations in 11 U.S. states, as well as Solar Transport and a portfolio of real-estate holdings. Krause began looking for Piedmont vineyards last year, his first moves in the wine industry. He bought the Enrico Serafino winery, inventory and vineyards from Gruppo Campari in 2015.

In addition to the 84 acres of vineyards now owned by Vietti, the company will include nearly 30 acres acquired by Krause over the past year in some of the region’s top sites: Codana in Castiglione Falletto; Mosconi, Le Coste and Bricco Ravera in Monforte d’Alba; and Briccolina, Meriame and Teodoro in Serralunga d’Alba. An additional 12 acres leased by Vietti will be phased out over time. (Enrico Serafino will continue to be run separately.)

 

Il processo di Burgundizzazione della Langa avanza e Luca Currado – guida tecnica dell’azienda e quarta generazione in Vietti – vede in questa operazione la garanzia di una “sicurezza fondiaria per la prossima generazione”.

Questo il comunicato congiunto.

(…) La famiglia Krause, insieme alle famiglie Currado e Cordero, titolari dell’azienda Vietti, perseguiranno insieme un programma di sviluppo e crescita in nome della qualità e della valorizzazione di un patrimonio vitivinicolo di eccellenza, unico nella storia di Langa e non solo. Le principali sinergie si identificheranno nell’apporto da parte della famiglia Krause di un significativo parco vigneti, distribuiti tra alcuni cru di sicuro pregio che, insieme al cospicuo patrimonio vitivinicolo già storicamente in dote all’azienda Vietti, andranno a costituire un progetto difficilmente uguagliabile per varietà e somma di terroir di valore. A tutto ciò si aggiungerà, nei prossimi anni, un piano di ulteriori, condivisi investimenti in vigneti ad alta vocazione, al fine di rendere sempre più competitivo il motore propulsivo di un’operazione che porterà il marchio Vietti ad accreditarsi in maniera ancora più incisiva nel mondo delle grandi eccellenze enologiche planetarie. Con il Barolo Rocche 1961 abbiamo scritto una pagina imprescindibile e significativa nella valorizzazione del concetto di cru che, con il millesimo 2011, abbiamo festeggiato con il cinquantesimo anniversario. Con la stessa convinzione, la stessa passione e la medesima determinazione desideriamo scrivere, per i prossimi cinquant’anni, le future pagine della nostra storia.

Luca Currado, Mario Cordero, Kyle Krause

 

Non si conoscono i dettagli finanziari ma si parla di decine di milioni di euro per un’acquisizione di cui si parlerà a lungo. Cantina, vigne e marchio sono ora di proprietà americana e timone italiano: Luca Currado rimarrà CEO e direttore tecnico mentre Mario Cordero continuerà a seguire marketing e vendite.

In attesa di parlare di altri argomenti hot come le previsioni sulla vendemmia 2016, l’estate in Langa ha un fatto nuovo su cui discutere a lungo.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

9 Commenti

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Ruggero Romani

circa 3 anni fa - Link

E' il capitalismo, Baby!

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luis

circa 3 anni fa - Link

Soldi chiamano soldi...

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Montosoli

circa 3 anni fa - Link

Tienici aggiornato....perche' ormai la Langa e sotto pressione.....e ben presto altre sorprese arriveranno.. Gli USA ...in realta' hanno gia investito nella Langa 30 anni fa....dando grandi punteggi e promozione dei vini.....ora si comprano le Aziende... Ma a conti fatti...meglio gli Americani che i Cinesi....almeno questi il Barolo lo bevono... Poi non dimentichiamo il passato quando le grandi famiglie Toscane erano sostenute da investitori USA...

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Stefano Cinelli Colombini

circa 3 anni fa - Link

Eh, segno dei tempi. In questi anni tutti i titolari di aziende storiche del Barolo e del Brunello hanno ricevuto offerte di acquisto, spesso con cifre a otto zeri. E quando capita uno degli infiniti giramenti di scatole, quando discuti con un funzionario di banca che ti strozza o con i colleghi che non ti amano, ti domandi spesso chi te lo fa fare. E pensi che abbiamo dato tanto, sia al territorio che a tutti loro, ma nessuno te lo riconoscerà mai. Poi però restiamo, nonostante tutto, e quando leggiamo che uno di noi ha mollato fa male. Molto male.

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Vale Viganò

circa 2 anni fa - Link

Ci sono tante persone in Italia che amano i vostri vini, il vostro lavoro e la storia che rappresentano e che sono patrimonio comune per ciascuno di noi. Non mollate mai! Se mai, bisognerebbe studiare modi di stringere legami più forti si conoscenza e condivisione tra voi produttori e i tantissimi consumatori italiani che amano questi vini meravigliosi ma dovrebbero conoscerli di piu e riannodare i fili ancora recenti con il mondo contadino da cui proveniamo In questo ambito si può e si deve fare di più, anche con le scuole, i ragazzi. E significherà maggiore cura e protezione del vostro lavoro e del patrimonio comune di tutti noi.

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Diego Meraviglia

circa 3 anni fa - Link

Ok...Basta vini Vietti Bella Mia di cantina. Nonostante vivo in America da 10 anni e mio figlio è Americano. E proprio per questo conosco bene quali sono gli andazzi e i rischi di essere posseduti da investitori Americani. Per adesso che la cosa è fresca e il mercato va bene, ok...vedrete he appena le cose diventano difficili e il mercato rallenta o cambia, l'ultima cosa sulla mente del nuovo proprietario sarà il rispetto e la tutela del territorio e della tradizione. Per gli americani, sopratutto di questo tipo (businessman ebrei), la tradizione e il territorio sono giocattoli romantici di distrazione mentre la musica suona. Appena smette di suonare k suona meno, l'unico dio per loro e fatto di bilanci, profitto e soldi. Guardate BANFI in Toscana...da Piemontese cittadino nel mondo, questa notizia mi fa un po nausea. Ma alla fine i Langaroli si sa come sono...

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Nelle Nuvole

circa 3 anni fa - Link

Stavo quasi pensando di tacere, quando il commento qui in alto del Signor Dino Meraviglia mi ha tirato dentro questo post per i capelli. Vorrei infatti commentare proprio a proposito dell'Azienda Banfi, che in tempi molto diversi, più di trent'anni fa comprò a Montalcino un pezzo della proprietà di Argiano, allora nelle mani della famiglia Gaetani Lovatelli. Comprò anche tutta l'azienda storica di Poggio alle Mura, castello, cantina, vigneti, oliveti, frutteti. Più altri annessi e collaterali. Nessuno si stracciò le vesti in pubblico, qualcuno mugugnò in privato ed operò una forma di ostruzionismo per qualche anno. Gli americani della Banfi sono ancora lì, dopo qualche svarione piuttosto eclatante si sono adeguati alla tradizione. Ne abbiamo beneficiato tutti e il vino di Montalcino ha rafforzato la propria immagine di vino territoriale, non solo nella forma ma soprattutto nella sostanza. Perché quando la sostanza è forte, essa vince. PS I proprietari della Banfi USA non sono affatto ebrei, bensì di chiara matrice WASP.

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erique

circa 3 anni fa - Link

non sono certo un professionista dell'indignazione, ma ipotizzare quale sarà il futuro rapporto tra proprietà e vigne langarole sulla base del fatto che i compratori sono, cito, "businessman ebrei", francamente non si puó leggere.

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Gianni

circa 3 anni fa - Link

ci si scrive un libro su i PRO e i CONTRO di Banfi a Montalcino.... e comunque bisogna leggere bene i post prima di rispondere... i "businesssman ..." si riferisce ai chi ha acquistato Vietti non a Banfi...

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