Vendemmia 2018, previsioni vendemmiali postprandiali

Vendemmia 2018, previsioni vendemmiali postprandiali

di Pietro Stara

Come è capitato spesso negli ultimi secoli, tento ora di darvi le previsioni vendemmiali aggiornate. Le mie sono fonti certe, anche se le anticipazioni non lo sono affatto. Utilizzo alcuni algoritmi prandiali che funzionano assai bene dopo il pasto, ma per pochissimo tempo: una volta caduto nelle braccia di Morfeo, quei dati tendono ad ingarbugliarsi con la psiche più profonda e i numeri approssimativi del Fantacalcio. Spero comunque di esservi stato di qualche utilità.

1. La vendemmia di quest’anno è certamente migliore di quella dell’anno scorso, ma ineluttabilmente inferiore alle raccolte dell’uva dei mitici anni ‘60.

2. L’Italia sarà, ancora una volta, primo produttore al Mondo di vino. Mentre nell’Unione Europea primeggia nel gelato e nei farmaci (anche fito).

3. La Germania si aspetta, al pari del Brasile del febbraio scorso, una buona vendemmia.

4. “La Puglia, con 11,9 milioni di ettolitri, è al primo posto nella classifica delle Regioni più produttive, seguita dal Veneto (10,3), dall’Emilia Romagna (7,8) e dalla Sicilia (5,8). Queste quatto Regioni insieme nel 2018 produrranno circa 36 milioni di ettolitri, ossia circa il 65% di tutto il vino italiano”. Tutto il resto è mancia.

5. Se l’uva sarà sana, bella e buona, è possibile che anche il vino lo diventerà.

6. Se il Nord ride, il Sud non piange nonostante le troppe piogge cadute tra luglio ed agosto.

7. L’Abruzzo non è l’Umbria e, soprattutto, viceversa.

8. La gradazione è in linea con la media, più o meno, degli anni 1998 – 2018.

9. Il prezzo medio del vino potrebbe aumentare (causa rallentamenti nell’export), ma di poco e “speriamo che nessuno se ne accorga”- dicono quelli dei supermercati.

10. I maestri di sci della Valle d’Aosta potranno bere, come una volta, più vino regionale.

11. Il global warming sta aiutando quelli del nord: i Francesi incrementano, forse del 27%, ma arrancano ancora dietro. E questo non gli piace affatto.

12. La Spagna segue a ruota, con i suoi 40 e passa milioni di ettolitri. Non è improbabile che, tra pochi anni, la Spagna faccia come Miguel Indurain: si beva Italia e Francia in due tour.

13. Sempre a causa del global warming nel Bedfordshire si iniziano a sentire alcune strane inflessioni piemontesi nella lingua locale.

14. Il sangiovese continua la sua corsa inarrestabile. Il rollo di meno.

E, come disse Aristippo da Cirene, “portatemi un po’ di vino che ho sete!”

[Crediti immagine]

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Pietro Stara

Torinese composito (sardo,marchigiano, langarolo), si trasferisce a Genova per inseguire l’amore. Di formazione storico, sociologo per necessità, etnografo per scelta, blogger per compulsione, bevitore per coscienza. Non ha mai conosciuto Gino Veronelli. Ha scritto, in apnea compositiva, un libro di storia della viticoltura, dell’enologia e del vino in Italia: “Il discorso del vino”.

1 Commento

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Giacomo

circa 1 settimana fa - Link

Chi raccoglie 'ste uve? Quanto viene pagato? Dove dorme? Fatti una passeggiata a Canelli, quando torni dal Bedfordcoso.

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