Vendemmia 2018: che fare se la cantina scoppia?

Vendemmia 2018: che fare se la cantina scoppia?

di Antonio Tomacelli

Prima o poi doveva succedere : la vendemmia 2018 è troppo abbondante e le cantine chiudono i cancelli per non scoppiare. Sta succedendo un po’ ovunque nel nordest, zona Prosecco per intenderci, dove le code dei trattori che trasportano l’uva in cantina stanno diventando chilometriche e insostenibili anche per le cantine sociali più grosse. Sono tante, infatti, quelle che hanno chiuso le porte agli agricoltori perché non riescono a smaltire tutta l’uva.

Alcune, come la Cantina Produttori di Valdobbiadene, si sono addirittura attrezzate con una webcam sul piazzale di raccolta, per segnalare ai soci lo stato del traffico come un qualunque “viaggiare informati”.

Ne sta arrivando veramente tanta, vuoi per l’ottima annata – regolare e senza scossoni – vuoi per l’ampliamento dissennato della doc Prosecco che ormai è arrivata alle porte di Bologna. Segnali analoghi arrivano anche da altre zone d’Italia, dove però il raccolto di uva abbondante si è tradotto in un crollo dei prezzi del 30/40%.

Che si fa quando hai il trattore pieno di uva e la cantina sociale ti chiude le porte? Facile, ti improvvisi agricoltore digitale e metti in vendita le tue uve su uno dei tanti siti di vendita online, come ha già fatto qualcuno che, su Subito.it, ha messo in vendita 25-30 quintali di uva Prosecco Doc, alla modica cifra di 0,60 euro al chilo. In tutto, circa 1800 euro per 20 ettolitri di vino, 1500 bottiglie.

Non sappiamo se la vendita sia andata a buon fine ma un’osservazione sorge spontanea dal cuore: la prossima volta che qualcuno straparla di “sorpassi” del Prosecco a discapito dello Champagne, si ricordi che un chilo d’uva del Krug costa 6 euro al chilo, non 0,60 centesimi.

E Bologna non è una provincia veneta.

(photo credits: Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco / Beatrice Pilotto)

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

14 Commenti

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Nic Marsél

circa 3 mesi fa - Link

Per fortuna questi problemi con primitivo e negroamaro non ci sono ;-)

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e ne fano settecento milioni di bottiglie.

circa 3 mesi fa - Link

Prima di parlare di prezzi bassi ti invito a fare un calcolino semplice. Da Disciplinare il Prosecco DOC rende 18.000 Kg di uva per ettaro, per cui con quel prezzo si ottengono € 10.800 per ettaro all'anno. La maggior parte dei viticoltori d'Italia (e non solo..) firmerebbero subito per un fatturato per ettaro di questo tipo.

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Marco

circa 3 mesi fa - Link

Finché dura...

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Patrick Uccelli

circa 3 mesi fa - Link

20hl (2000litri) = 2666bt e non 1500bt ;)

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Littlewood

circa 3 mesi fa - Link

Matematico Patrick! Matematico!😀

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Gigi

circa 3 mesi fa - Link

Un Krug ha il prezzo di 50 bottiglie di prosecco e costa come 10. Buon per loro. Attenzione tuttavia a ironizzare troppo su un prodotto che da' lavoro a tante persone e genera crescita continua. Non sara' mediamente un vino da appassionati ma ha il suo legittimo posto sul mercato e pure sul territorio

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enrico togni

circa 3 mesi fa - Link

No, no e ancora no. Basta con sta storia che comunque dá lavoro e da mangiare ad intere famiglie. Basta col dire che ha pur sempre una sua dignitá. Non è assolutamente così, questa è la mercificazione della terra, del suo valore e della professionalitá di chi la coltiva. Non ha senso espandere un territorio all'infinito se poi, come conseguenza, si ha perdita di identitá territoriale e di valore del prodotto. Non è così che si costruiscono territori

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Gigi

circa 3 mesi fa - Link

Enrico, rispetto la sua opinione ma non credo che i mercati la pensino esattamente come lei. Il prosecco è ormai sempre più concepito come un prodotto di massa, economico, semplice , poco differenziato e comunque piacevole. Il consumo avviene a livello internazionale verso un pubblico che non sempre riesce a distinguere alcune differenze. Questa cosa non è di per sé malvagia, perché in tutto deve esistere una segmentazione e perché l'attenzione verso il mondo del vino parte anche dalla diffusione di prodotto semplici ed economici. Non so lei, ma io non mi ricordo di essermi appassionato al vino cominciando a stappare direttamente il Krug. Nel mondo c'è spazio sia per chi vuole fare 180 q/ha che per chi ne vuole fare 50, e c'è spazio per le DOC che vogliono percorrere la strada della Franciacorta e quelle che vogliono percorrere la strada del Prosecco, senza dover condannare nessuno

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Sabrina

circa 2 mesi fa - Link

Grande Enrico Togni,!I love you!

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Franco

circa 3 mesi fa - Link

Si declassa la produzione!!!! Ci sono dei disciplinari da rispettare e il diradamento, si fa in vigna durante l'anno. Dove è la qualità in questo caso????

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Pescatore

circa 3 mesi fa - Link

Bisognerebbe che il Prosecco prendesse come esempio la Champagne dove non si comunica il prezzo ma il territorio come filosofia di vita... l'export del vino di tutta Italia vale l'export dello Champagne...

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AP

circa 3 mesi fa - Link

"...vuoi per l’ampliamento dissennato della DOC Prosecco che ormai è arrivata alle porte di Bologna" ??? Con la matematica non ci siamo, ma neanche con la geografia!

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gianluca

circa 3 mesi fa - Link

Veramente quest'anno c'è anche la Riserva Vendemmiale che significa 180 q.li + 20% = 216 q.li per ettaro. :)

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Nomiecognomi

circa 3 mesi fa - Link

180 q.li per ettaro...magari....se ne fanno moooolti di piu'....250 e oltre...ma I furbetti la fanno sempre franca.....prosecco virus d'italia....

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