Ve l’avevo detto che il vino è una questione d’etichetta

di Antonio Tomacelli

Immagine 14“La prima volta comprano il mio lavoro, la seconda il vostro”. Questa è la frase-killer che uso per convincere i clienti insensibili al fascino di una bella etichetta. L’effetto è garantito, e a volte pure l’assegno staccato con mano tremante. Evvai! Tanto lo sapete che a far vendere il vino è l’etichetta, mica il contenuto della bottiglia. Ah, non lo sapete? Voi credevate il terroir, il vitigno… Sbagliato. E la prova sta in una ricerca pubblicata sul giornale di marketing dal nome impronunciabile (Journal of Marketing Theory and Practice) che conferma la mia teoria e analizza anche alcuni segmenti di vendita.

I vini di fascia alta ad esempio, hanno etichette eleganti e preziose mentre per dare l’idea di una bottiglia economica si usano caratteri in grassetto e colori vivaci. La cosa funziona soprattutto con i clienti che scelgono un vino partendo dal prezzo, basso o alto che sia. Secondo lo studio americano, gli altri, sì, gli enosnob che scelgono un vino in base al terroir o al vitigno esistono. Ma assicurano, sono una insignificante minoranza.

E qui urge la confessione collettiva. Conoscete qualcuno che lo fa? E voi, avete mai comprato una bottiglia solo per l’etichetta? E se sì, di quale vino si trattava?

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

16 Commenti

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Ganascia

circa 11 anni fa - Link

comprati per l'etichetta, mai. NON comprati per l'etichetta, a volte. La deformazione professionale grafica colpisce quando meno te l'aspetti.

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fabrizio scarpato

circa 11 anni fa - Link

Ebbene sì. Proprio stamane ho cambiato una bottiglia si Schiava della doc Lago Caldaro, perchè stranamente ce ne erano due versioni e ho preso quella con l'etichetta... meno brutta. Maneggiare una bottiglia, rigirarla tra le mani dà le stesse sensazioni di un libro, di un disco in vinile: la bellezza della bottiglia, della sua forma e della sua etichetta premiano sicuramente, come un libro Adelphi rispetto a un romanzo da edicola. Non direi di comprare semplicemente per l'etichetta, ma sicuramente credo che molti vini famosi siano aiutati da belle etichette o meglio che la loro notorietà abbia un bell'aiuto da parte di una significativa e particolare grafica. Non mi piacciono le etichette eccessivamente artistiche, addirittura opera di artisti e pittori: mi piacciono semplici e nitide graficamente (PoggioArgentiera è un bell'esempio di bottiglia da maneggiare e guardare, perchè del bere ne parliamo in altra occasione ;-))

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nicola a.

circa 11 anni fa - Link

Ammetto che quando una bottiglia ha un'etichetta che mi piace mi viene subito voglia di prenderla in mano, lo fatto anche con Yellow Tail. Anche i nomi acchiappano:Bin 707 Penfols. Oppure un certo tipo di poesia: Chateau Cheval Blanc Saint Emilion, Chateau Angelus, Chateau Latour Pauillac 1961,................

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Enoteca Everywine

circa 11 anni fa - Link

Condivido pienamente. In questi casi è l'ABITO CHE FA IL MONACO. Se di un dato vino non ne sappiamo nulla, quello che fa la differenza è la bellezza ( degustibus ) della bottiglia e dell'etichetta. Apprezzo molto di più anche i produttori che sulla controetichetta (quando esiste ) oltre a scrivere chilometri di poemi che decantano il loro vino, mettemo anche l'uvaggio del vino. Strano a dirsi, ma la maggioranza non lo fa quasi mai. Non predendo le percentuali che possono cambiare tra le singole annate, ma almeno i vitigni che partecipano all'uvaggio.

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La linea dell'inutile (Mauro)

circa 11 anni fa - Link

il packaging e' una scienza quasi esatta, impossibile che il vino ne rimanga fuori

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Bereilvino

circa 11 anni fa - Link

Una bella etichetta (ovviamente insieme ad una bella bottiglia) è tanto importante quanto lo è il prezzo. Il consumatore in procinto di acquistare una bottiglia di vino prima guarda il prezzo, e subito dopo il packaging nella sua interezza. Personalmente non compro mai bottiglie di vino con delle etichette brutte. Può esserci dentro il miglior vino del mondo ma io non le compro. Per esempio un amico, di ritorno dalla Spagna, mi ha portato recentemente una confezione di tre bottiglie di vino della cantina Matsu (www.bodegamatsu.com) con etichette decisamente originali. Vedendole in una enoteca li avrei comprate anche io, anche solo per curiosità.

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alfredo

circa 11 anni fa - Link

Infatti qualcuno vuole Adolf, o Benito o i dittatori sovietici sulle bottiglie di vino che sicuramente hanno visto l'uva da molto molto lontano, ma proprio come dice il Tomacelli l'etichetta fa la sua parte. Tanti auguri al vino con etichette sbagliate.

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Totò

circa 11 anni fa - Link

Packaging is the five last seconds of marketing

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La linea dell'inutile (Mauro)

circa 11 anni fa - Link

bella ! questa mi piace !!

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Bereilvino

circa 11 anni fa - Link

"...or last salesman", cioè quello che deve dare la botta per far decidere finalmente il consumatore.

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Rino Ceronte

circa 11 anni fa - Link

avete mai comprato una bottiglia solo per l’etichetta? E se sì, di quale vino si trattava?
questa qua, ricordo su tutte: premetto che di vini non me ne intendo, furono il prezzo di cartellino e la stravagante sicumera dell'immagine a farmi gongolare circa una bella figura cogli ospiti; oggi l'etichetta col rino mi attira come allora, la parca bevuta che ricordo no (eppure lo so, eh!)

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Kapakkio

circa 11 anni fa - Link

Il Blangé di Ceretto ha un nome e un etichetta molto ricercati che credo influiscano in maniera importante sull'acquisto. Belle anche le bottiglie dei Feudi di San Gregorio, di Vinosia e Planeta.

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Angela Fronti

circa 11 anni fa - Link

Riconosco che ilpackaging è importante.. personalmente guardo sempre al contenuto e all'azienda.

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Sabino Berardino

circa 11 anni fa - Link

mah diciamo che se è per consumo personale l'etichetta non esiste; se devo regalare, e so che regalo ad uno che non capisce gran che, tendo a valutare anche il fattore estetico nell'ottica di far capire, a chi riceve, che è un bell'oggetto

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Capric

circa 11 anni fa - Link

Oltre all'etichetta, perchè non parlare anche del nome del vino? Permettetemi di lasciarvi un link --> http://capric.simplicissimus.it/2009/06/16/quanto-vale-il-nome/

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Tomaso Armento

circa 11 anni fa - Link

Mah, direi x esperienza diretta, etichetta primo acquisto, ok. ma se poi non riacquistano meglio tornare a casa a fare i compiti....

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