Uno Champagne mitico quale Belle Époque di Perrier Jouët in verticale: dal 2011 al 2004

Uno Champagne mitico quale Belle Époque di Perrier Jouët in verticale: dal 2011 al 2004

di Andrea Gori

Uno Champagne importante per l’immaginario come Belle Époque è curiosamente sempre stato un oggetto misterioso per il mercato italiano. Almeno fino a poco tempo fa, nel momento in cui Antinori avvicenda la storica collaborazione con Krug proprio con la maison Perrier Jouët. Da allora le occasioni di assaggio si sono per fortuna moltiplicate, così come i locali Maison Recommandée sparsi per l’Italia (alberghi, bar e ristoranti dove questi Champagne si trovano sempre al bicchiere) e lo zoccolo duro degli appassionati ha potuto verificare in più occasioni la cura e la precisione con cui questa cuvée viene assemblata in ogni annata che esce sul mercato.

Una cuvée fortemente incentrata sul fascino dello chardonnay, tipico della maison che non a caso è proprietaria di  35 ettari di vigneto grand cru, tra Cramant e Avize, sulle parti alte e intermedie delle colline, con suolo più sciolto e tanto, tanto gesso. In realtà ha, spesso, più delle metà del suo assemblaggio di pinot nero che vive di luce riflessa ma è un contraltare fondamentale per far esaltare ancora di più le virtù dello chardonnay. Un gioco di specchi che abbiamo ancora una volta potuto ammirare e gustare nell’interessante verticale in occasione della sontuosa asta preparata da Pandolfini, che apriva i lotti proprio con alcune rarità provenienti dalle cave della maison, compresa la scultura Bi-Centenaire Maison Perrier-Jouet 1998 Edizione Celebrativa Limitata di Daniel Arsham, un pezzo da oltre 10 mila euro.

Qui l’introduzione da parte di Leo Damiani, product manager per l’Italia.

Belle Époque 2011 – chardonnay 50%, pinot noir 45%, pinot meunier 5%
Per i 200 anni della maison (fondata nel 1811) un clima contrastante, con inverno caldo poi primavera tiepida e fioritura anticipata. Raccolta anticipata delle uve per un vino che l’azienda ama definire “raffinato ma anche potente”.
Note floreali ricche, miste a gesso ben presente, pesca, mela, ginestra, spezia, canditi e agrumi dolci, nocciole tostate e mandorle, affumicato gentile. Bocca di estrema gioventù, frutta matura ma fine e acida, finale quasi salato con freschezza e tartufo bianco che si affaccia a più riprese, persistenza e sapidità in un’annata congeniale a BE ma che ha bisogno di vetro per concedersi al meglio, soprattutto al palato, perché il naso è già sontuoso specie con qualche grado di temperatura in più. 93+

Belle Époque 2008 – chardonnay 50%, pinot noir 45%, pinot meunier 5%
Primavera difficile, poco sole e temperature fresche, estate strana con molta pioggia ma settembre e fine agosto con bel tempo e sole per una vendemmia dalla qualità riconosciuta da tutti.
Rinfrescante e gradevole, rotondità oggi ma ancora giovinezza nonostante i riflessi già ovviamente dorati. Fruttato molto bello e speziato di ambra e pepe, caramella di lampone, tiglio, acacia, sambuco e pesca gialla, banana e tropicale, zabaione, salsedine. Bocca energica, sapida e freschissima, fine ma di struttura, miele e sale in bell’equilibrio con finale quasi gastronomico, sta in un bellissimo mezzo tra i due estremi dello Champagne, e giganteggia in piacere e soddisfazione del palato. 95

Belle Époque 2006 – chardonnay 50%, pinot noir 45%, pinot meunier 5%
Inverno freddo e secco, primavera delicata poi giugno caldo e anche giugno con agosto stranamente più fresco ma settembre ottimo e soleggiato, grande per lo chardonnay.
Oro chiaro, pan briosciato, canditi, torta di mela e cannella, mandorle grigliate, burro e caramello salato, lamponi e fragole in confettura, amido e tostature lievi, floreale di campo. Bocca dirompente e larga all’inizio, con sapori e sentori evoluti e cangianti tra miele di acacia e tiglio, senape e curry, corpo notevole per essere la Belle e un filo di amaro nel finale, ma colpisce e seduce comunque. 92

Belle Époque 2004 Blanc de Blancs  – 100% chardonnay
Annata generosa e abbondante: le gelate invernali sono state senza conseguenze; giugno fresco, settembre caldo e sereno, grande maturità.
Solista della situazione, cambia paradigma rispetto a BE ma è quasi un’esaltazione dello stesso concetto, colore vivo e accattivante, affumicato appena poi gesso, sale e iodato, confetto di mandorla, vaniglia, sapone di Marsiglia, biancospino, sambuco, anice, tiglio, burro e nocciole, pera kaiser matura. Gusto e palato incantevoli e sottili, con freddezza bellissima, soave, ampia, pompelmo giallo e sapidità a braccetto. Una carezza agrumata sottile e perfetta per esaltare lo chardonnay in chiave moderna e antica allo stesso tempo. 96

Belle Époque 2005 Edition Automne 2005 – 45% chardonnay tra Cramant, Avize, Le Mesnil 50% pinot noir di Mailly, Aÿ, Verzy e Roully, 5% meunier da Dizy di cui 15% pinot nero in rosso da Vertus e Vincelles per il colore.
Inverno rigido, primavera calda, estate sorprendentemente fredda e autunno per fortuna soleggiato.
Progetto originale solo per il Giappone, primo mercato per la maison, dedicato a loro ma ottenute un po’ di bottiglie per l’Italia: originale e curioso ma esaltante e ricchissimo, difficile definirlo rosé al naso nonostante melograno e frutta di bosco, perché giganteggiano note bianche e fresche, una BE en travesti che regala belle emozioni, gessoso, piccante e poi cuoio cappero e bergamotto, resina di pino e menta. Bocca ampia, sapida, rocciosa, con gustosità finale, pulizia, gesso, melograno e lampone. Vino originale, con leggera ombra di tannino che lo esalta a modo a tavola in abbinamenti creativi. 92

[Foto credits: Chiara Giovoni]

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

5 Commenti

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Montosoli

circa 9 mesi fa - Link

Grazie Andrea Come lo vedi il paragone con Cristal..?

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andrea Gori

circa 9 mesi fa - Link

Paragone difficile... sono piuttosto diversi anche se in molte annate hanno longevità simile ed entrambi sono difficili da capire da giovani

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bravotipo

circa 9 mesi fa - Link

andrea scusa se ne approfitto ma quali champagne qualificheresti come larghi potenti strutturati o complessi, come dice il bravissimo leo damiani? e sopratutto abbineresti questi ultimi ad arrosti (di agnello)? oppure semplicemente quale champagne abbineresti ad un arrosto (se mai)? grazie

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Andrea Gori

circa 9 mesi fa - Link

Leo Damiani fa spesso riferimento a Krug, ovvero la maison che con Antinori ha portato al successo in tutta Italia a livelli impensabili. Krug Grande Cuvèe e agnello potrebbe funzionare benissimo, soprattutto fritto o scottadito, ma potrebbe in certe versioni avere anche troppo corpo quindi magari, anche per risparmiare qualcosa, potresti andare su Bollinger (per stare sulle grandi maison) oppure qualche RM che lavora bene su Pinot Meunier

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bravotipo

circa 9 mesi fa - Link

grazie mille. se avessi qualche nome di recultant manipulant che fa meunier dimmelo. io ricordo un Les Béguines' di Jerome Prevost con sentori financo burrosi ma non ho mai pensato ad un abbinamento con carne/agnello. e poi ho bevuto con grande piacere José Ardinat, Carte d'Or che è solo pinot meunier (ed è anche onesto). invece krug e bollinger mai provati: consiglie cuvee speciali? grazie ancora.

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