Una giornata a FICO, il vuoto pieno di contenuti

Una giornata a FICO, il vuoto pieno di contenuti

di Leonardo Romanelli

Lo so, oggi è un po’ in declino, ma Jim Carrey rimane sempre un attore rimasto nella mente del pubblico per la sua faccia – una sorta di maschera gommosa adatta ad ogni situazione – e ad un film, quel Truman Show che quando arrivò nelle sale apparve come un’opera appena visionaria, mentre invece si rivelò lungimirante rispetto ai tempi che dovevano arrivare.

Perché parto con il cinema? Per l’impressione che mi ha dato arrivare a FICO Eataly World (e già sul nome potremmo discuterne a lungo) un qualunque giorno della settimana, la mattina all’apertura.

Le indicazioni sull’autostrada, le innumerevoli corsie per l’accesso, il parcheggio ciclopico, tutti elementi che fanno prevedere un afflusso biblico di astanti pellegrini in cerca di ristoro gustativo. Un po’ mi ricorda Mirabilandia e Gardaland, con i parcheggiatori a mettere in fila disciplinatamente tutti gli avventori accorsi al grande parco del divertimento. Gli spazi sono identici ma non ci sono i parcheggiatori perché semplicemente non servono: il parcheggio è vuoto.

Proprio così, al “Parco del cibo più grande del mondo”, manca un solo elemento non da poco: il pubblico glorioso.

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Ma come è possibile? L’idea è bellissima, sarebbe da fare una visita propedeutica a FICO prima di fare il giro d’Italia gastronomico vero: educare in loco, preparare gli astanti per poi mandarli in giro nel Belpaese. E invece sembra di essere su “Scherzi a parte” quando, una volta entrati dalle porte scorrevoli, si ode all’altoparlante l’annuncio di seminari, incontri degustazioni e l’invito a prenotare il prima possibile.

Prenotare? Ma se siamo in una cattedrale nel deserto, che diamine, saranno anche tante le persone che circolano ma sono niente rispetto agli spazi. E non me ne capacito, ci dovrebbe essere la fila, ci dovrebbero essere le scuole del Regno Italico, non solo gli alberghieri, ma tutte le scuole di ordine e grado, perché qui si farebbe cultura vera, non fuffa.

FICO è una macchina che appare davvero senza controllo, una belva lasciata sola. Forse ambientare una pièce del teatro dell’assurdo potrebbe avere un senso in questo luogo (o meglio dire “non luogo” per ricordare Marc Augé?): qui si circola come se ci fossero migliaia di persone incuriosite ed affamate di cibo e notizie, ma non c’è nessuno se non il personale: a fare cosa poi nessuno lo sa.

Si cucina per chi? Si vende cibo a chi? Forse agli altri lavoratori che dovranno pur mangiare, di sicuro alla security che deve controllare comunque qualcosa, ma che cosa? Si entra gratis e si paga il resto: anche il giardino con le farfalle, con l’addetta stizzita alla richiesta se per entrare nella serra si debba pagare un biglietto d’ingresso.

Ci si aggira in un silenzio strano e malinconico, parte lo spleen che ricorda Baudelaire, gli stranieri diligenti con la guida che spiega, cosa penseranno? E il fatto che possano sfrecciare all’interno biciclette senza creare disturbo lascia perplessi, ma sembra quasi naturale. I ristoranti che sono in funzione e producono appaiono un esercizio di stile, il cibo preparato ad arte e nessuno ai tavoli: anche il ristorante gourmet appare quale un’installazione di arte contemporanea.

Due ore senza che niente cambi e ti viene in mente Hans Christian Andersen dopo che leggi articoli, bilanci e risultati del primo semestre di FICO: il re è nudo, ma chi lo deve dire? Nessuno, perché poi si creano eventi ad hoc e le presenze aumenteranno: spot sulle reti nazionali, la guida Espresso che si presenta a FICO dopo anni passati alla Leopolda di Firenze, si cooptano i poteri forti pur di salvare il salvabile.

Ma salvate il soldato Ryan per favore: fatelo per tutte le persone che meritano di frequentarlo.

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Leonardo Romanelli

“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

29 Commenti

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MG

circa 3 mesi fa - Link

D'accordo, tutto molto bello, ma deserto, lo era lo scorso inverno poco dopo l'apertura e a quanto vedo non molto e' cambiato. Peccato perche' tanto per rimanere in tema, l'area vini per quanto i prezzi non siano proprio bassi e' molto ben fornita anche di chicche.

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harderick dretschen

circa 3 mesi fa - Link

Sfruttatori di sfruttati. capitalisti di seconda mano. Dovreste boicottarlo, altro che osannarlo.

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Davide

circa 3 mesi fa - Link

Ottimo articolo, solo un chiarimento : La guida Espresso che si presenta a FICO è verificata o è una ipotesi?

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Ziliovino

circa 3 mesi fa - Link

Io ci sono stato in una domenica estiva, e ho avuto un po'la stessa sensazione... Anche se essendo domenica un minimo movimento c'era. Davvero un peccato. Comunque più che alle orde di italiani assuefatti ai centri commerciali, che forse non comprenderebbero un parmigiano reggiano 101 mesi a millemila euro al Kg, o più semplicemente una birra piccola a 5 euro, dovrebbero puntare ai pullman di turisti di ritorno da Maranello, Firenze o Venezia, no?

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cicci

circa 3 mesi fa - Link

Peccato che da fico ci sia spesso la stessa roba che al centro commerciale...

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Ziliovino

circa 3 mesi fa - Link

È un centro commerciale del cibo di qualità, è quindi abbastanza automatico che sarà difficile trovarci il formaggio di fossa del piccolo pastore che ha 20 capi da mungere... Ma ricordiamoci che là fuori è pieno di gente che fa la spesa all'hard discount e che va a cena al Merdonald, credo che Fico con tutti i limiti che può avere è un grosso passo avanti. Io comunque per rimanere in tema vino sono tornato a casa con una Tintilia del Molise e un vino calabrese con tiratura 3000 bottiglie che sicuramente non avrei trovato nei supermercati di tutta la provincia di Bergamo. Poi se vogliamo criticare e lamentarci a prescindere perché siamo italiani, è estate e fa caldo, beh, alzo le mani...

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BT

circa 3 mesi fa - Link

"Ma ricordiamoci che là fuori è pieno di gente che fa la spesa all'hard discount e che va a cena al Merdonald": ma secondo te è una questione di soldi o di cultura? se vanno a serravalle/vicolungo è perché costa poco, idem per il cibo. Fico costa tanto per loro.

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Ziliovino

circa 3 mesi fa - Link

Per vedere gli studenti delle scuole del regno comunque attendere settembre/ottobre potrebbe aiutare :-)

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Vittorio

circa 3 mesi fa - Link

Sopravvalutato. C'è un evidente "supplemento fico" in tutto quello che si acquista, non si capisce perché bisognerebbe andare lì invece di godersi il centro di Bologna.

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Orst

circa 3 mesi fa - Link

Concordo. La globalizzazione e dunque l'omologazione è il motivo di FICO. Siamo americani dal '43 circa, naturale si copi-incollino i loro modelli. É il mercato, bellezza! basta, vi prego

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Baldassarre

circa 3 mesi fa - Link

A Bologna centro si spende più che a FICO mangiando.raramente bene

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Orst

circa 3 mesi fa - Link

Fico però non ha il patrimonio storico/artistico/culturale che ha la città di bologna. Non ha i portici e non ha i localini inseriti nelle viuzze dello splendido centro storico. Poi se per voi il contesto non fa differenza, allora vi apparecchio la sala operatoria :) Se il prezzo è l'unico parametro per giudicare la qualità di un' esperienza... alzo le mani e ritorno a settembre. Stato ieri sera in un ristorante tradizionale etipe-eritreo alla bolognina, mangiato davvero bene(con 25 €) in una cornice (per me) incantevole Tra l'altro c'è una nota trattoria li a fico, con prezzi belli gonfi rispetto alla versione (originale) che puoi trovare nel mio paese... certo non bello quanto bologna, ma almeno i prezzi non son lievito

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Andrea Sapo Calboni

circa 3 mesi fa - Link

Quando sono andato al Zona Roveri Music Factory a vedere Neurosis+Converge ho scoperto che FICO era lì vicino, così ci ho fatto un salto: stupendo, una specie di IKEA del cibo fighetto, ma soprattutto eravamo dentro in una ventina di persone (cioè una densità umana di 0,000001 umani per kmquadrato). Ovviamente non ho comprato niente ma il mio consiglio è: se dovete andare al Zona Roveri e vi scappa la cacca i cessi del FICO sono stupendi.

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Enzo Vizzari

circa 3 mesi fa - Link

Tutto vero. Ma chi l’ha detto che “la Guida Espresso si presenta a FICO...”? Informarsi prima di scrivere.

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Ziliovino

circa 3 mesi fa - Link

Beh, provate a telefonare, magari fanno ottime offerte, devono riempire :-)

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Paolo

circa 3 mesi fa - Link

Ci sono stato un mese fa,era domenica e c'era molta gente. Cibo buono,cose interessanti, come dice l'articolo,dibqua dovrebbero passare obbligatoriamente,le scuole,per imparare quello che siamo. Non mi piace l'impostazione dell'articolo,si capisce e si evince,una avversione di tipo politico che,a dirla tutta,non ha alcuna attinenza con il posto.

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Leonardo Romanelli

circa 3 mesi fa - Link

Ora che ci sia un'avversione politica è una sua impressione, non cero suffragata dal tono, che non è polemico ma , al contrario, cerca di essere stimolante nel trovare una soluzione efficace

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Alvaro pavan

circa 3 mesi fa - Link

Il tempo fornirà le adeguate risposte... il dubbio che il sig. Farinetti abbia peccato di megalomania però si fa strada... d'altronde si vince, alla grande, una sola volta nella vita...

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pino josi

circa 3 mesi fa - Link

annimfa eravamo più ingenui pensavamo davvero che fossero i nuovi tempi della gastronomia e del resto farinettti ce l”aveva incartata bene con i suoi slogan... la realtà è un altra

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vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

... non riesco a contestare un tentativo, come questo o come Eataly , di valorizzare le ececllenze d'Italia, dove stiamo assistendo ad un attacco concentrico vergognoso da parte di presunta intellighenzia pseudoscientifica . Farinetti avrà limiti caratteriali, non si può essere simpatici a tutti, avrà modi spicci di proporsi, a volte apparentemente pacchiani, ma è geniale (e condivisibile) nel suo tentativo di restare ancorato ad una tradizione che è parte integrante delle nostre radici . E non mi interessa l'aspetto politico . L'iniziativa è faraonico e sproporzionata ai risultati ? Forse muoversi senza fare onde in questo mondo mediatico non è opportuno, quindi bene fa a pensare in grande...

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vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

..."a" pensare ... come è difficile scrivere da uno smartphone...

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harderick dretschen

circa 3 mesi fa - Link

Farinetti: è Lei?

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vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

...certo, non si era capito?

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zzzz

circa 3 mesi fa - Link

Questi commenti così piccolo mondo antico, intrisi di antipatia e narcisismo piccolo borghese , sono il simbolo di un paese che con la testa perennemente infilata nel proprio didietro.

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david

circa 3 mesi fa - Link

Visitato lo scorso dicembre, sotto le feste, abbiamo parcheggiato praticamente dentro da quanta poca gente c'era. Enorme, inutile. Una Coop più fornita. Gli stessi identici prodotti lì trovi in centro da Eataly. In un contesto però ben diverso! Forse aveva senso farlo 20 anni fa, in Cina o Russia o boh, nel 2018 a Bologna sarà ed é già un flop con licenziamenti, chiusure di locali ect. Ci faranno Chef al massimo, potere dei soldi. P.s se vuoi vedere gli animali, vai in una fattoria.

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marco m.

circa 3 mesi fa - Link

Essendo uno che per natura spera sempre in un futuro migliore, ho letto articolo e commenti con un certo rammarico. Farinetti ha fatto un passo più lungo della sua gamba ? Può darsi, vista la situazione. Ma l'idea di fondo, come per Eataly, è sicuramente apprezzabile, su questo non ci sono dubbi. Serve allora più movimento, più traffico ? Beh, si può sicuramente rimediare, visto che a questo mondo esistono milioni di consumatori che viaggiano in aereo a 10-20 euro cada-cranio. Farinetti è sicuramente un accorto commerciante e un valido imprenditore, pro-domo sua beninteso ma pur sempre utile alla collettività. Gli regalo allora un'idea: si faccia dare l' Air Force Renzi da 300 posti che giace inutilizzato in un hangar di Roma e organizzi tanti bei viaggi per portare a Bologna un po' di bella gente. Ricordate quei viaggi in pulman che anni fa giravano per mezza Europa per quattro soldi con vendita di chincaglieria compresa ? Ecco, qualcosa del genere. Il successo sarebbe assicurato, e non scherzo.

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david

circa 3 mesi fa - Link

Mi spiace, ma di base questa idea di supermercato dell'eccellenza è datata. Bologna è diventata, negli ultimi 5 anni , una gigantesca fiera del cibo a cielo aperto, per quale ragione un turista dovrebbe spingersi fino ad una tristissima zona commerciale per trovare le tisane Valverbe e pagare 2/3 euri per vedere delle insalatine? Che poi, parliamo di queste famose "eccelenze"...la pizzeria Rosso Pomodoro?, la patata Pizzoli?, il pollo Amadori? Chieda a Farinetti quanto ha pagato il suolo per costruire il suo bel Fico?

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marco m.

circa 3 mesi fa - Link

Sul pollo Amadori... non so. Ma la pizzeria Rosso Pomodoro -è una piccola catena, come si sa- l'ho provata per curiosità in un recente viaggio a Milano e l'ho trovata apprezzabile, sicuramente al di sopra della qualità media delle pizzerie della zona dove abito, non certo depressa... tra Sestri Levante e Portofino. Forse sarà perché nello stesso palazzo ci ho lavorato per anni, con tanti bei ricordi di gioventù... chissà.

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david

circa 3 mesi fa - Link

140 ristoranti, in tutto il mondo, vorrei possederla io una "piccola realtà" come questa. Tra l'altro venduta da poco. Ma godiamoci ste vacanze, che magari quando torniamo Fico non esisterà piú. :)

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