Un solo vino al comando di tutte le guide: il Taurasi Riserva di Mastroberardino

di Antonio Tomacelli

Sei guide diverse, decine di migliaia di bottiglie stappate, oltre duemila cantine radiografate e il risultato di tutto questo formicolante lavorio qual è? Uno sconforto ai limiti della depressione. In Italia c’è un solo vino che piace a tutti gli esperti, una sola bottiglia ai vertici di tutte le guide: il Taurasi Radici Riserva 2004 di Mastroberardino. Poi dice che uno si butta a sinistra! Se questo è il risultato che si ottiene incrociando i risultati di tutte le guide c’è di che dubitare sull’attendibilità del gotha degustativo italiano(bum!).

L’anno scorso, a dire il vero, non era andata molto meglio (due vini) e quest’anno la discesa in campo di Slow Wine ha complicato le cose. Per carità, il Taurasi Riserva di Mastroberardino merita un monumento a cavallo e berlo ora o fra 30 anni fa poca differenza, ma, ehi! stiamo parlando di un vino campano! E i brunelli da competizione o i baroli quotati alla borsa di New York che fine hanno fatto? Non pervenuti, non c’è n’è uno che metta d’accordo Cernilli e Vizzari o Gariglio e Maroni (beh, questa è difficile, lo ammetto).

Insomma, Campania in vetta e tutto il resto non pervenuto. Poi magari apri le riviste di settore ed è tutto un magnificare la superiorità di certe zone vinicole piuttosto che altre. A voi sembra normale una cosa del genere o sono io che vivo su Marte? Considerazioni finali: siamo lontani anni luce da criteri oggettivi di valutazione e mi sta bene, ma qui si sfidano pure le leggi sulla probabilità. Il gusto, lo stile di una guida non spiegano una tale differenza nei giudizi. È ancora fresco il ricordo di un concorso pugliese nel quale, presenti 12 aziende della zona Aglianico, sono stati premiati 4 vini diversi, diamine!

Esigo a questo punto delle spiegazioni, convincenti almeno quanto lo scontrino che ho tra le mani: non ci avrei pagato una serata bunga-bunga, ma è comunque troppo per sistemare un tavolo che zoppica.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

22 Commenti

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Calma, manca ancora la guida Altoconsumo preannunciata da Kenray...

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kenray

circa 9 anni fa - Link

Come ogni anno, la Guida Vini di Altroconsumo offre a tutti gli appassionati la possibilità di bere bene senza spendere troppo. Suddivisa tra teoria e pratica, offre informazioni chiare e precise sui metodi di produzione, le regioni vinicole, l'acquisto, la conservazione, l'etichettatura, l'arte della degustazione. L'unicità di questa Guida sta nella selezione rigorosa di oltre 300 vini di qualità, bianchi e rossi, di tutte le regioni d'Italia, la maggior parte dei quali con prezzo inferiore a 15 euro. Tutte le etichette sono state analizzate con il metodo che contraddistingue Altroconsumo: il test comparativo. I campioni, acquistati nei normali punti vendita, sono stati sottoposti ad accurate analisi di laboratorio per determinarne la gradazione alcolica, l'acidità, il contenuto di zuccheri e di anidride solforosa. Ugualmente rigoroso il test di degustazione "anonima" di ciascun vino, effettuata da giudici esperti e qualificati. Questa Guida è l'unica ad utilizzare il metodo dell' analisi sensoriale, eseguita secondo criteri affidabili, attendibili ed esaustivi. Uno speciale dossier di approfondimento è dedicato ogni anno a un vino diverso. Per il 2010 quest'onore è riservato a 3 grandi vini della tradizione italia: Amarone della Valpolicella, Barolo e Brunello di Montalcino. La Guida riserva molte piacevoli sorprese, come un pregevole Falanghina a meno di 6 €, un ottimo Nero d'Avola a meno di 4 €, un pregiato Barolo a meno di 14 euro, e un buon Verdicchio dei Castelli di Jesi a 5 €. (fonte altroconsumo) ora se volete saperne di più o ve la comprate o chiedete

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Marco

circa 9 anni fa - Link

Si pero' dopo che, una volta, una comparativa di altroconsumo metteva uno charmattino del cavolo davanti a un Bollinger, ho disdetto l'abbonamento alla rivista!!!

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kenray

circa 9 anni fa - Link

it's another point of view. io che non gradisco gli sciampagne invece apprezzo la scelta. ma leggete o no quello che viene scritto? degustazione anonima fatta da esperti dove il nome la provenienza i miliardi spesi in marketing contano una fava, analisi chimiche puntigliose e soprattutto questi signori non hanno riferimenti ai quali inchinarsi, si pagano esclusivamente con i soldi degli abbonamenti. ora un aneddoto su altroconsumo tempo fa fu dichiarato come miglior amaro italiano l'amaro lucano. opinabile ma la scelta fu fatta in base a diversi criteri oggettivi e cosi fu emesso il verdetto. cosa ti fanno i geni dell'amaro lucano? subito a far pubblicità sul fatto che altroconsumo li aveva premitai. morale: diffida di altroconsumo di utilizzare il loro marchio per farsi belli centra nulla ma cosi son fatti questi signori.

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Paolo

circa 9 anni fa - Link

Scusa ma cosa significa "esperti"? Con questa parola credi di fugare ogni dubbio sull'attendibilità di questa guida? Non siamo qua a parlare del parare discordante dei panel di "esperti" delle guide di riferimento? D'altronde chi fa la qualità di un degustatore?

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kenray

circa 9 anni fa - Link

per altroconsumo gli esperti non sono solo dei sommellier o dei degustatori specializzati ci sono anche dei professoroni di università con curriculum spaventosi inoltre i criteri di valutazione sono (anche) altri e i vini intanto se li vanno a comprare quindi non si trovano nomi altisonanti, non è lo scopo della guida marchettare le baronie del vino. in sostanza la guida è altro

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enzo pietrantonio

circa 9 anni fa - Link

Che dire, sono in perfetta sintonia con il suo pensiero. Condivido l'oggettività della degustazione e convengo sul fatto che in questo caso si sfida davvero il calcolo delle probabilità. Dove sono i grandi Piemontesi e i SuperTuscan conosciuti, apprezzati e strapagati in tutto il mondo? E' normale che poi si trovi convergenza solo su un Grande vino come Radici ? Illuminatemi...

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Massimo Cattaneo

circa 9 anni fa - Link

Probabilmente se nelle prime posizioni du tutte le guide ci fossero gli stessi vini parleresti di un appiattimento e di un pensiero comune a dir poco sospetto...o sbaglio. Quanto secondo te, in che percentuale, il giudizio di un vino si può suddividere in oggettivi/soggettivo ? e quanti fattori esterni possono condizionare questa percentuale ? soliti dubbi vero ?

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antonio tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Se fosse anche 50 e 50 avremmo un centinaio di vini in comune fra le diverse guide. Quanto ai fattori esterni di cosa parliamo, marchette?

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Massimo Cattaneo

circa 9 anni fa - Link

No non ci avevo neppure pensato alle marchette, parlavo d'altro: tendenze modaiole, predisposizione ad essere conservatori o essere sempre alla ricerca di novità, metodo e numero di assaggi,ecc. ecc.

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Per smaltire la sbornia colossale da Guide dei Vini e relativi chilometrici commenti suggerisco questa ballata e che John Lennon mi perdoni e anche coloro che non masticano l'inglese Wine is a concept, By which we can measure Our love (of life). I'll say it again, Wine is a concept, By which we can measure Our love (of life). I don't believe in magic, I don't believe in Gambero, I don't believe in Espresso, I don't believe in Slow Wine, I don't believe in Veronelli, I don't believe in Bibenda, I don't believe in Maroni, I don't believe in Parker, I don't believe in Suckling, I don't believe in wine makers, I don't believe in sommeliers, I don't believe in quick recepies, I don't believe in conventional, I don't believe in bio, I don't believe in Intravino...(pausa ad effetto) I just believe in me, My Taste and me, And that's reality. The dream is over, What can I say? The dream is over, Yesterday, I was a dreamweaver, But now I am reborn, I was a blind follower, But all of that is gone, And so dear friends, You just have to carry on, The dream is over.

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kenray

circa 9 anni fa - Link

non è un po' troppo presto per l'happy hour?

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Ruggero Romani

circa 9 anni fa - Link

secondo i miei calcoli basati su 4 guide (espresso gambero ais veronelli) i top sono 10:A. A. Moscato Giallo Passito Serenade '07 Caldaro 3B 5B 5G 3*** Barolo Cannubi Boschis 2006 – Sandrone Luciano 3*** 5G 3B 5B Barolo Riserva Monfortino 2002 – Conterno Giacomo 3*** 3B 5G 5B Barolo Riserva Rocche di Falletto 2004 – Giacosa Bruno 3*** 3B 5G 5B Bolgheri Sassicaia 2007 - San Guido 3*** 5B 3B 5G Taurasi Radici Ris. '04 Mastroberardino 3B 5B 3*** 5G Cepparello Toscana 2007 - Isole e Olena 3*** 3B 5B 5G Kurni '08 Oasi degli Angeli 3B 5B 5G 3*** 5C Trento Brut Riserva del Fondatore Giulio Ferrari 2001 - Ferrari - Fratelli Lunelli Franciacorta Brut Cuvée Annamaria Clementi 2003 Cà del Bosco

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Davide Bonucci

circa 9 anni fa - Link

Non uscirei da queste 4 guide (tutte con difetti più o meno grossi) e, sebbene reputi questo un esercizio abbastanza inutile (un anno è divertente, l'anno dopo interessante, al terzo anno che palle!) su quei 10 nomi direi che troviamo tutti un buon compromesso tra gusto personale e "oggettivita" tanto agognata (una chimera). Maroni è folkloristico e anche simpatico, ma insomma, passerei oltre... Slow Wine più che una guida classica è un racconto di belle storie sul vino, quindi vola sopra alle altre guide, almeno in teoria... I premi di SW li vedo come una concessione alla tradizione delle classifiche che una vera e propria scelta oggettiva.

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Lizzy

circa 9 anni fa - Link

Neanche un Amarone??! Vado a brindare (con un Durello). Chissà che così gli amici valpolicellesi smettano di tirarsela.

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giulio

circa 9 anni fa - Link

Secondo me è normale che le guide abbiano sempre pochissimi premiati in comune. Ogni anno nelle redazioni ci si spreme per trovare le varie novità, aziende che mai nessuno aveva considerato. Se poi si va a vedere punteggio per punteggio i vini top sono molti di più. Magai uno non gli ha dato l'eccellenza ma subito sotto. Non cambia poi molto.

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Angelo Di Costanzo

circa 9 anni fa - Link

Pensa che qualcuno un tempo diceva che si mettono d'accordo per fare poi ognuno bella figura... ;-)

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iris

circa 9 anni fa - Link

Gentile Antonio Tomacelli, posso anche essere d'accordo sul fatto che è buffo che quattro guide su quattro premino lo stesso vino. senz'altro è lecito essere in disaccordo con tale unanime scelta ma la frase: "ehi! stiamo parlando di un vino campano!" la trovo estremamente semplicistica e anche un pò sciocca . Per fortuna la Campania non è solo Munnezza, in tutti i sensi, ma sappiamo esprimere con orgoglio eccellenze strordinarie. Un grande Aglianico penso che abbia tutti i requisiti per competere con i più famosi rossi di Su al Nord. L'italia non è solo Brunello, Barolo e chardonnay delle Langhe ma , grazie a dio, Anche Fiano, greco ed aglianico e credo che sia ora che te ne beva qualcuno in più. Spero che comincerai così a capire di cosa stiamo parlando anche se sono sicura che già lo sai. Ciao, Iris

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Ruggero Romani

circa 9 anni fa - Link

sono un poco cari, ma dovrebbe comprare degli occhiali per vedere l'ironia!

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Antonio Tomacelli

circa 9 anni fa - Link

:-)

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iris

circa 9 anni fa - Link

senz'altro li comprerò...era solo un impeto di difesa campanilistica della mia regione...ogni tanto ne avrà pure bisogno visto che prende paccheri da tutte le parti...a volte neanche tanto a torto...

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Vittorio FigureHead

circa 9 anni fa - Link

In verità quello del Radici Riserva 2004 non è un isolato exploit ma semmai una conferma, visto che il Radici Riseva 2001 aveva ricevuto la stessa tipologia di unanimi riconoscimenti. Aggiungiamo quindi che è un prodotto che viene via a 24€ iva inclusa (con un Dal Forno porti quasi via 2 cartoni da 6 di Radici). Integriamo dicendo che è opinione piuttosto diffusa che l'aglianico taurasino non solo è già oggi uno dei vitigni più prestigiosi d'italia, ma è quello che ha probabilmente il maggior potenziale ancora inespresso. Concludiamo ricordando che la Mastroberardino è una delle poche realtà a potre proporre verticali di vini straordinari fino al 1928. Leggasi: http://www.lucianopignataro.it/a/antonio-galloni-the-nobled-wines-of-southern-italy-mastroberardino-1928-2006/14427/ Detto questo, a chi dice "stiamo parlando di un vino campano", faccio invito a venire a trovarci e a godersi un pò del nostro vino e dei nostri cibi... senza impegno...

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