Tutti dicono Cannonau. Intravino-Bignami: tutto il Cannonau in 8 bottiglie

Tutti dicono Cannonau. Intravino-Bignami: tutto il Cannonau in 8 bottiglie

di Gianluca Rossetti

Il mondo si divide in due grandi categorie: i lettori di Intravino e quelli che scelgono un vino “a orecchio”. A loro, al 99,9% degli italiani che una volta l’anno sbevazzano, sono dedicati questi post che a confronto Bignami ci spiccia casa. Perché lo facciamo? Perché mentre noi stiamo qui a cercare il pelo nella bottiglia di Romanée-Conti, fuori c’è gente che il Codice Da Vinci lo ha decifrato ma le differenze tra Chianti e Chianti Classico ancora no.

Per loro, e solo per loro, Intravino fa scendere in campo una squadra di esperti che a confronto Robert Langdon ci ri-spiccia casa, uomini e donne che la mamma li ha trovati sotto una pianta di nebbiolo a piede franco, altro che cavoli e rose. E allora che negroamaro, Barolo e verdicchio siano, perché la ggente deve sapere. Oggi tocca a:

Il cannonau dei fenici

Parlare di cannonau con l’autunno in vista a ore 12 è esercizio interessante. Non ho immaginato una carrellata inclusiva di ogni possibile release molte essendo le variabili da considerare: adesione o meno al disciplinare della Doc Cannonau di Sardegna, legno, acciaio, cemento, vetro, barrique, botti di castagno, grandi cooperative, piccole e antiche realtà familiari, aziende di grosse dimensioni di proprietà non isolana, differenze pedoclimatiche, produttori naturali o convenzionali. Alla fine, per non fare torto a nessuno, ho scelto in disordine senza starci a pensare troppo e, onestamente, non è che abbia indicato sempre e solo etichette del cuore. Per cui metto le mani avanti e dico che – disclaimer –  il cannonau non è solo questo.
Josto Miglior – Antichi Poderi
Da una vigna antica in agro di Jerzu, vantata come la migliore parcella aziendale, un cannonau Riserva che in alcune annate è sorprendente, mal che vada buono. Intenso anche nel colore. Ha dalla sua misura, qualità ed eleganza, distribuite in parti uguali. Sotto i 20 euro. Se vi capita provate anche il meno titolato Chuerra, tra i migliori value for money della regione.

Barrosu – Az. Montisci.
Potentissimo, alcolico, persistente. Nasce in alta collina su suoli di granito scheggiati dal vento. Come altri cannonau della zona oppone durezze quale contrafforte alla dote di alcol e struttura. Sorprendente per dinamica, intensità e cose da dire. Oltre 30 euro. Se poi cercate la Riserva Franzisca superate i 40 ma, fossi in voi, un giro di valzer lo farei.

Pro Vois – Fratelli Puddu
Sta al cannonau come gli AC/DC al rock; poche chiacchiere, riff al momento giusto e via pedalare: meno facile di quanto si pensi. Un rosso che amo per la sua natura selvatica, essenziale eppure elegante, dai tratti balsamici e salini netti. L’areale è quello della sottozona Nepente. Terriccio, frutti viola, foglie di tè nero. Acidità generosa e persistenza equivalente. Circa 25 euro.

Senes – Argiolas Winery
Da parcella tracciata col micrometro in agro di Siurgus Donigala, 30km a nord est di Cagliari. Suoli calcarei e viti vecchie sullo sfondo per una Riserva già apprezzata fin dalla prima release (pare che del millesimo 2012 di invenduto sia rimasto ben poco). Esuberante ma senza sbavature, a suo modo variegato seppure sui toni classici di more, bacche di mirto e legni aromatici. Cannonau 85%, poi saldo di carignano (10%)  e bovale. 20 euro.

Tenores – Dettori
Un canto di erbe spontanee, sottobosco e ribes nero. Ipnotico in ogni fase della degustazione. Bevendone si avverte che un territorio è molte cose, ma anche che per intenderne l’essenza possono bastare due dita di vino. 45 euro.

Anghelu Ruju – Sella & Mosca
Non è che sia un fan dei liquorosi. Eppure siamo in presenza di un classico dell’enologia sarda. Viti piazzate a nord ovest dell’isola, battute dal maestrale; azienda di tradizione e dai grandi numeri tra i quali si conta la più estesa vigna a corpo unico d’Europa. Ampio e intenso, ovviamente alcolico, gioca le carte tra volume e persistenza su sottofondo speziato. 30 euro.

Lillovè – Gabbas
Sede legale a Nuoro ma vigne ramificate nel cuore della Barbagia. Lavora per sottrazione questo Cannonau di Sardegna (90%): in nulla sovraccarico e lo si nota già dal colore, attraversato dalla luce senza fatica. Alcol non invadente, corpo affilato. I profumi di macchia non sono la sua matrice primaria che più agevolmente ricondurrete alle note fresche dell’arancia rossa e a un curioso sbuffo di cipria. Intorno ai 10 euro.

Perdas Longas – Cantina Francesco Cadinu
Prodotto a Mamoiada in quantità risibili, lo cito perché è parso in stato di grazia a due che qui sono di casa, vale a dire il sottoscritto e Jacopo Cossater. Forse ne conservo un ricordo così piacevole perché bevuto assieme. Il che nulla toglie a un cannonau che si fa notare per definizione del bouquet e personalità. Solare, espressivo, intenso ma non scomposto. Preciso a dispetto della bordata alcolica. In una parola: buonissimo. 15 euro.

19 Commenti

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Spanna

circa 3 settimane fa - Link

Reduce da quindicinale soggiorno estivo in una Sardegna torrida, trovo che la prospettiva per godere dei Cannonau sia l'inverno piuttosto che l'estate, visto il numero di campioni di mastodontica dimensione che ho affrontato ( e il verbo è appropriato). La bevuta più soddisfacente , per agilità di passo, è stata Luna Vona 2015 Cannonau di Sardegna delle Cantine di Orgosolo su consiglio, apprezzato, di un enotecario di Oristano. C'è forse un problema con la struttura dei vini in terra sarda ( e non solo dei rossi)?

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vinogodi

circa 3 settimane fa - Link

...ho sempre bevuto i "tosti" Cannonau d'estate , sia in Sardegna che a casa , belli freschi (se non freddi) . Una goduria con tutto, anche con il pesce . Alcuni vini scontano una cattiva fama , soprattutto i rossi , che con la storia di berli "a temperatura ambiente" diventano improponibili con i caldi estivi e l'alimentazione più light di quel periodo ... se non con la giusta avvertenza delle tradizioni locali, che vogliono i vini rossi di alcune aree (vedi anche nelle aree del Primitivo, soprattutto a Manduria oppure alcuni casi di Nero D'Avola) serviti ben freschi . Altrimenti concordo che sono cimenti ardui , con fuori 38 - 40 gradi ...

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Raffaele Ballore

circa 3 settimane fa - Link

Temperatura ambiente non è esatto ne indicato per nessun vino. Il cannonau si beve a temperatura di cantina. (15-18 °). A seconda delle occasioni qualche grado in meno. Fresco si intende da frigo. 7-9°. Temperatura adatta per un buon vermentino e altri vini bianchi, oltre agli spumanti.

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Paolo Sanna

circa 3 settimane fa - Link

Allontanandosi dai nomi più convenzionali - Sella&Mosca, Argiolas, Jerzu, Gabbas e mettiamoci pure Contini - si incontrano le espressioni più entusiasmanti. Quelle che segnano la distanza dalla macchietta folkloristica del cannonau marmellatoso, quello che non si riesce a bere senza l'accompagnamento di agnello o maialetto. Sono due campionati differenti. Pusole, Dettori, Montixi, Sedilesu, i minori di Mamojada, ed altri sparsi verso la Marmilla meridionale. Bevuti tutto l'anno. Sulle temperature. I 7°-9° per un vermentino sono da codice penale. Al di sotto dei 12-13°, ha senso bere altro, non vino.

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landmax

circa 3 settimane fa - Link

Se d'estate , con temperatura ambiente a 25-30 gradi, non servi un vermentino ben fresco quello che ti ritrovi nel bicchiere dopo 5 minuti è broda calda. D'estate, evviva le temperature di servizio basse, anche per i rossi: ti puoi godere tutte le sfumature evolutive di un vino senza l'ansia di doverlo tracannare in 5 minuti.

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Tom

circa 3 settimane fa - Link

Mamuthone tutta la vita

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antonio C.

circa 3 settimane fa - Link

Mura, "Cortes" Cannonau di Sardegna, super elegante

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Salvatore Agusta

circa 3 settimane fa - Link

Senes – Argiolas Winery senza alcun dubbio una delle migliori versioni del cannonau per eleganza. Il segreto? Quel timido ma costante vento di maestrale che permette di tenere sotto controllo le temperature e di conseguenza conferisce eleganza. La malolattica in cemento mantiene gli equilibri e dissipa le lievi intemperanze.

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Vincenzo busiello

circa 3 settimane fa - Link

Le bottiglie non dovevano essere 10?

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Vincenzo busiello

circa 3 settimane fa - Link

Perché sedilesu non fa parte dei suoi ( Rossetti) preferiti?

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Gianluca

circa 3 settimane fa - Link

Li adoro i vini di Sedilesu, Vincenzo. Ma la mia idea era quella di non parlare solo di ciò che mi piace. So che è un po' contorto come ragionamento ma cercavo di rendere in qualche modo il concetto delle differenze, dei mondi possibili. Ovviamente tanto, tantissimo è rimasto fuori dal post.

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Vincenzo busiello

circa 3 settimane fa - Link

Qualcuno conosce il perda rubia di Mereu ? E che cosa ne pensa? Io non l ho bevuto ma in un libro (quasi romanzo )era citato come un grande cannonau.

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Gianluca

circa 3 settimane fa - Link

Adesso la gestione aziendale è di nuove leve. Alcuni dei vini ''di oggi'' li ho provati. Sono ben fatti e territoriali: da viti a piede franco, vini che si notano per intensità e pulizia di sentori. Ma se cerchi quello di cui parlavano Scanzi ed altri, non è detto che lo trovi. Per farlo dovresti scovare una vecchia bottiglia. Cosa difficile persino in Sardegna. A me è capitato una volta sola e me la ricordo come una tra le esperienze più coinvolgenti che mi siano mai capitate nei paraggi di un bicchiere.

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Tonino

circa 3 settimane fa - Link

Lettura estiva molto rinfrescante. Dettori e Montisci chiaramente su un altro pianeta accomunati dal colore scarico quasi rosato intenso. Tutti gli altri sempre molto intensi, un dubbio mi viene sempre. Capisco che tanti sono rimasti fuori, uno tra tutti Pusole, mio preferito nei momenti accaldati come questo. Fresco è un toccasana. Brutte esperienze con Cadinu che ho comprato proprio perché avevo letto cose interessanti da Cossater ma purtroppo aperto dieci giorni fa, il vino ha 4dita di spuma. Sedilesu non lo compro più da alcuni anni, i vini sono cambiati tanto e non in meglio, dimostrazione ne è aver visto Mamuthone alla Conad a DIECI EURO LA BOTTIGLIA. Come ammazzare un territorio.

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Gianluca

circa 3 settimane fa - Link

Tonino, spero allora che il post linkato ti piaccia. http://www.intravino.com/primo-piano/che-dio-abbia-in-gloria-chi-lo-fa-diverso-il-cannonau-di-sardegna-sa-scala-2014-di-pusole/

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david

circa 3 settimane fa - Link

Ma che discorso é?..quanto dovrebbe costare?...25€, bottiglie numerate, introvabile per i comuni mortali, ma non per "chi sappiamo noi"? C.classico Fontodi, 13€ al'Esselunga fa schifo?..Trattman Girlan, 22€ in minimarket della Val Gardena, lo uso per sfumare li spezzatino? Il Ballu Tundu forse é troppo alla moda oramai.

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Tonino

circa 3 settimane fa - Link

Il prezzo non fa la qualità ma quando un vino sino a tre anni fa costava in enoteca tra 15/18 euro ed ora costa 13 e poi trovi l'offerta alla Conad del pancale in mezzo alla corsia a 10 euro vuol dire una cosa sola per una azienda piccola: il vino non si vende e se non si vende è perchè la qualità è sleofondata come ho constatato io di persona che ho conmprato e bevuto i vini sedilesu dal 2004 quando ancora agli inizi vinificavano a Oristano.

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Vincenzo busiello

circa 3 settimane fa - Link

Concordo con David perché 10 euro non è regalato ed è molto vicino al prezzo " normale " che è,credo, 13 EURO E qualcosa

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Valerio Rosati

circa 1 settimana fa - Link

Come non menzionare tutta la batteria di Cantina Orgosa di Peppe Musina da Orgosolo?? Oltre ai classici Nero e Cannonau, ora c'è pure un Cannonau Riserva da sogno (16 gradi e non sentirli...).

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