Tutta la Cirò Revolution in 9 vini e 9 video

Tutta la Cirò Revolution in 9 vini e 9 video

di Andrea Gori

Non è un compito facile quello che spetta ai ragazzi calabresi che si sono fatti carico di portare in giro per l’Italia e il mondo la “Cirò Revolution”. In assenza di progettualità e finanziamenti pubblici utilizzabili alla causa, Sergio Arcuri, Cataldo Calabretta, Francesco De Franco (‘A Vita), Assunta Dell’Aquila (Dell’Aquila), Mariangela Parrilla (Tenuta del Conte), Francesco e Vincenzo Scilanga (Cote di Franze), Francesco Scala e Cristian Vumbata (Scala) si sono imbarcati in una serie di iniziative per chiamare in Calabria (la scorsa estate con la prima edizione di Rosso Calabro) alcuni giornalisti e influencer e poi di effetturare un vero e proprio tour per lo stivale facendo assaggiare i loro vini nei contesti più disparati, tra cui la mia trattoria di Firenze, da Burde. Ecco alcuni video e gli assaggi dei vini protagonisti.

Francesco De Franco ci racconta cosa è Cirò Revolution: un movimento che unisce una tradizione storica che fa i conti con la modernità a modo suo, un vino che scolpisce la sua immagine giorno dopo giorno e vuole far capire cosa significa fare vino in questo angolo di Mediterraneo meraviglioso che è la Calabria.

La Cirò Revolution nei rosati con Mariangela Parrilla e Cataldo Calabretta

Cataldo Calabretta ci presenta tre rosati, compreso il suo, che raccontano di una sensibilità diversa nei confronti di questo vino.

Cirò Rosato Cataldo Calabretta Viticoltore 2017
Colore aranciato appena, trasparente ma bello intenso, simile a certi champagne rosati da salasso. Al naso ha note di melograno, ribes rosso, bacche nordiche, camemoro, ribes bianco e poi note pepate. La bocca ha una sensazione tattile e sapidità importante che lo rende piacevoli anche se l’alcol non è certo basso. 86

Cirò Rosato Azienda Romano 2017 Rocco Pirito
Quasi un vino rosso come colore ed estrazione. Note di ciliegie ed amarene, vinoso con note aromatiche di bergamotto e arancio rosso, poi cuoio e liquirizia, note in genere non piacevoli in un rosato provenzale accomodante. Sembra un chiaretto e non un rosato beverino, ma ce lo dobbiamo sempre immaginare su volatile e cacciagione non su capesante o altro. 84

Cirò Rosato Tenuta del Conte 2017
Aromi aerei e soavi, di vaniglia e mela caramellata da luna park, poi amarene, confettura di frutta sottobosco. In bocca è più leggero che al naso, lieve (spremitura molto soffice) dolce mentolato e sapido con equilibrio speciale, un rustico piacevole che invita a bere il secondo bicchiere e che anche se sale di temperatura non crea fastidio: sono vini che hanno un’acidità fissa loro naturale notevole che li rende piacevolissimi anche fuori dalla temperatura classica. 85

Sergio Arcuri ci spiega  come nascono i Cirò Rossi tra cui il suo e cosa aspettarsi nel bicchiere, ovvero sensazioni speziate, ricordi fruttati ed erbe aromatiche e una sensazione tannica particolare e unica.

Melissa Rosso Cantine Fezzigna 2016
Vino semplice e scattante, rifinito in ogni dettaglio ma ancora capace di conservare una sua rustica eleganza e originalità, con gaglioppo e greco nero a tessere le trame di un colore rubino limpido e un naso fresco di lamponi fragole pepe e cannella. Ancora carrube e timo con un tannino leggero, sapido scattante e saporito. Un Cirò immediato e quotidiano che può essere un punto di partenza per chi ancora non conosce e apprezza il Cirò. 85

Cirò Rosso Classico Sup. “Gemme” Az. Dell’Aquila” 2016
Un bell’esempio di Cirò nuovo e antico, con note insolite e intriganti di bergamotto, arancio rosso, ginepro e note quasi balsamiche strane per un vino rosso giovane. Un Cirò che unisce fragole e lamponi a quelli di spekuloos natalizi da mercatino di natale. In bocca ha volume e corpo, una bella struttura che necessita di carne, bello l’equilibrio umami quasi tridimensionale che accarezza il palato con una goccia di tannino appena rugoso subito chiuso leggero con tattilità naturale. Una dinamica molto Cirò che stimola angoli del nostro palato solitamente poco frequentati. 87

Cirò Rosso Classico Sup. Aris Sergio Arcuri 2015
Vino unico e speciale che racconta la storia del lavoro di una famiglia intera. Nasce da uve provenienti da vigneti con alberello basso tipico del sud e da due vigne, una in terreno d’argilla e metà sabbia rossa, l’altra da terreno più limoso. La vinificazione avviene in un palmento con vasca aperta, cappello sommerso e fermentazione spontanea. Il vino è profondo, cupo con note di sottobosco e senape. Bocca con tannino e sapidità, di amarene, tabacco valtiberina, iodio e liquirizia. Fila via veloce ma resta indimenticabile aggrappandosi alla spezia e alla trama tannica tellurica, sempre bilanciato da un frutto bellissimo. 92

Cirò Rosso Classico Sup. ’A Vita 2015
Forse l’esempio più fulgido ed esemplare della grandezza che può assumere il Cirò se vinificato con attenzione, passione e partendo da vigne curate con professionalità. Il Cirò di Francesco de Franco è una meraviglia in questa annata sulla solita trama stupenda di rimandi speziati e balsamici. Un vino spartiacque per il Cirò, forse quello più nebbiolesco con tannini fini, sottili, scontrosi ma saporitissimi. Naso con profumi di erbe officinali, bergamotto, timo, alloro, anice, finocchio selvatico, macchia mediterranea, giardini in fiore. Il sorso magro forte non ti lascia mai in pace e richiede la tua attenzione continua. Note aristocratiche e belle, vino non immediato, rimasto forse fermo che non ha inseguito mode ma che ha saputo aspettare che il gusto delle persone si evolvesse fino a poterlo apprezzare. 95

Cirò Rosso Classico Sup. Cantine Scala 2015
Etichetta meravigliosa e bellissima, vero vintage anni ’60 che prelude ad un vino più rotondo e accomodante di altri Cirò di questa “revolution”, ma che è perfetto per esemplificare il fatto che questo mix particolare di macchia mediterranea, erbe officinali e le spezie d’oriente può combinarsi perfettamente con note più fruttate di cassis, ribes e mirtilli mentre tabacco e il pepe e il tannino polveroso al palato, lo rendono dinamicamente rustico e appassionante. 88

Cirò Rosso Classico Sup. Cote di Franze 2014
Un vino perfetto per capire la difficoltà che ci può essere nell’avvicinarsi a questi vini particolari e meravigliosi. Ci mette una buona mezza serata ad aprirsi ma poi escono nette le note balsamiche, eteree, di crisantemo e umidità pietrosa, seguite da rose, incenso e armadio di sagrestia, con frutta in confettura, prugna e ribes. In bocca ha ossidazioni pronunciate con un marsalato che ricorda acciuga e mallo di noce, ma al contempo riesce a mantenersi sapido e iodato, profondissimo umami e terroso. Una nota cirotana classica che non stanca e che sorprende oggi nel bicchiere, che non vuole piacere a tutti e ne fa la sua forza. 87

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

14 Commenti

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spanna

circa 11 mesi fa - Link

Ho goduto, non potrei usare verbo differente, il superiore '15 e il riserva '14 di 'A Vita al mercato dei vini FIVI a Piacenza. Da piemontese concordo nel trovare un parallelo coi nebbioli delle mie parti, soprattutto in un certo "understatement" per cui il vino si racconta senza urlare ed ha molto da dire e a chi sa mettersi in ascolto. Ho trovato in crescita espressiva anche il suo bianco. Ma la pepita è stato l'assaggio del suo primo tentativo di vino ossidativo da uve del 2011: fulminante.

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MG

circa 11 mesi fa - Link

Non c'era il Ciro' Riserva di Calabretta? Gran boccia davvero

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Andrea Gori

circa 11 mesi fa - Link

in effetti bel vino, assaggiato in altre occasioni. La degustazione accompagnava una cena e più di nove etichette sarebbe stato difficile proporle...

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MG

circa 11 mesi fa - Link

Certo capisco, ho come unico metro di paragone proprio Calabretta perche arriva qui da me in Polonia, ma sono rimasto piacevolmente impressionato. Tra l'altro non usa proprio la botta, tutto cemento. Molto curioso di provare A Vita visti i commenti positivi :)

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Samuele

circa 11 mesi fa - Link

Ho partecipato ad una tappa della Cirò Revolution ed ho trovato Scala troppo segnato dal legno, che peraltro usano solo loro. Che ne pensi?

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Andrea Gori

circa 11 mesi fa - Link

Come recensito, un po' distante dagli altri sia in positivo che in negativo. Il legno si sente e appiattisce qualche ruvidità del gaglioppo. Non arriva a snaturarlo ma lo rende certamente più gradevole per chi approccia la tipologia... Fa quello che faceva qualche anno fa (chi se lo ricorda?) il Ronco dei Quattroventi ma con molta più misura.

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Montosoli

circa 11 mesi fa - Link

La nuova gestione ha migliorato il Ronco dei Quattroventi....

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PIERO PANTOLI

circa 6 mesi fa - Link

Scusate il ritardo, ho bevuto proprio ieri sera il Cirò Rosso Classico Sup. 2016 di Scala e anche secondo me era tanto evidente il legno, mentre da più parti leggo che ma fa legno ma affina in vasche di cemento: qualcuno ne sa qualcosa? Grazie

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PIERO PANTOLI

circa 6 mesi fa - Link

*non fa legno ma affina in vasche di cemento*... sorry

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mik

circa 11 mesi fa - Link

Peccato proprio stasera ho beccato una riserva di Cirò A Vita 13 morta, spenta e maderizzata. Se la metto insieme ai suoi 3 rosati 2016 su 6 con volatile pazzesca che ho dovuto buttare, la cosa mi preoccupa.. Il Superiore provato un annetto fa invece in effetti era buonissimo.

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Francesco De Franco

circa 11 mesi fa - Link

Dispiace sempre quando leggo di esperienze negative, nello stesso tempo sono un utile feedback. Quello che le posso assicurare è che facciamo uscire solo vini corretti, poi le bottiglie hanno una loro vita e non dipende solo dal vino che c'è dentro. Nel caso della Riserva 13 sicuramente è un problema legato alla tenuta del tappo, una problematica molto più subdola del TCA che stanno affrontando molti vignaioli. Non a caso le chiusure alternative al sughero sono sempre più frequenti, noi abbiamo iniziato nel 2014 ad utilizzare (anche sui rossi) l'Ardeaseal, un tappo tecnico. Per quanto riguarda il Rosato 2016, lo avevamo in degustazione al recente Mercato FIVI e nessuno ha rilevato squilibri di volatile, ma non metto in discussione la sua cattiva esperienza. Se ci scrive in privato provvederemo ad inviarle bottiglie in sostituzione.

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mikmanc

circa 11 mesi fa - Link

Grazie Francesco, apprezzo molto la tua risposta. Sicuramente per il riserva era un problema di tappo, per il rosato non so che dirti, quelli "puliti" erano davvero buoni, così come il Cirò base. Avrò avuto sfortuna senza dubbio, continuerò a provare!

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GIuseppe

circa 11 mesi fa - Link

Una domanda per Francesco. Per quale motivo a tuo parere il Gaglioppo non ama il legno?

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Anulu

circa 11 mesi fa - Link

Bellissimo post. Utile, approfondito, da salvare tra i preferiti per poi valutare acquisti e per quanto mi riguarda presentazioni agli importatori-buyer esteri. Complimenti.

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