Tre Bicchieri | Emilia Romagna, Sardegna, Trentino e, cadeau, Umbria (bonus: Liguria)

di Antonio Tomacelli

Solo degli enostrippati come noi possono preferire lo spogliarello dei “Tre Bicchieri” al sano Burlesque di Dita Von Teese ma, tant’è, siamo ancora qui a rovinarci la vista sulla lista. Emilia Romagna, Sardegna e Trentino, dunque, con il bonus dell’Umbria sperando di averci preso. Avvertenza: risparmiateci gli improperi del tipo “basta, le guide sono morte” che tanto non attacca: noi, di quando in quando, si fa informazione sull’attualità. Se proprio volete sfogarvi, provate a indovinare di quali guide del vino non pubblicheremo i risultati. Neanche sotto tortura.

Emilia Romagna
Albana di Romagna Passito Nontiscordardime 2007 – Leone Conti
Colli della Romagna Centrale Sangiovese Pertinello 2008 – Tenuta Pertinello
Colli Bolognesi Pignoletto Classico Vigna del Grotto 2009 – Orsi (chi è che l’aveva già bevuto?)
Lambrusco di Sorbara Leclisse 2010 – Paltrinieri
Lambrusco di Sorbara Vecchia Modena Premium 2010 – Cleto Chiarli
Reggiano Concerto 2010 – Ermete Medici
Sangiovese di Romagna Sup. Primo Segno 2009 – Villa Venti
Sangiovese di Romagna Redinoce Ris. 2008 – Balia di Zola
Sangiovese di Romagna Sup. Pietramora Ris. 2008 – Fattoria Zerbina
Sangiovese di Romagna Sup. Pruno Ris. 2008 – Drei Donà
Sangiovese di Romagna Sup. Il Moro Ris. 2008 – Villa Trentola
Sangiovese di Romagna Sup. Petrignone Ris. 2008 – Tre Monti
Sangiovese di Romagna Vigna del Generale Ris. 2008 – Casetto dei Mandorli
Vigna del Volta 2008 – La Stoppa
Sangiovese di Romagna Sup. Avi Ris. 2008 – San Patrignano

Sardegna
Alghero Marchese di Villamarina 2006 – Tenute Sella & Mosca
Cannonau di Sardegna Dule Ris. 2008 – Gabbas
Carignano del Sulcis Sup. Terre Brune 2007 – Cantina di Santadi
Carignano del Sulcis Sup. Arruga 2007 – Sardus Pater
Cannonau di Sardegna Keramos Ris. 2007 – Tenuta Soletta
Malvasia di Bosa Vigna Badde Nuraghe 2006 – Emidio Oggianu
Norace 2008 – Feudi della Medusa
Perda Pintà 2009 – Sedilesu
Turriga 2007 – Argiolas
Vermentino di Gallura Sup. Thilibas 2010 – Pedres
Vermentino di Gallura Sup. Monteoro 2010 – Sella e Mosca
Vermentino di Galluta Vigna’ngena 2010 – Capichera
Vermentino di Gallura Sup. Genesi 2010 – Cantina di Gallura

Trentino
Bianco Faye 2008 – Pojer & Sandri
Fratagranda 2007 – Pravis
San Leonardo 2006 – Tenuta San Leonardo
Trento Brut Altemasi Graal Ris. 2004 – Cavit
Trento Brut Domini 2007 – Abate Nero
Trento Brut Methius Ris. 2005 – Dorigati
Trento Brut Ris. 2005 – Balter
Trento Brut Ris. 2006 – Letrari
Trento Extra Brut Perlé Nero 2005 – Ferrari

Umbria
Umbria IGT Bianco Cervaro della Sala ‘09 Castello della Sala Antinori
Montefalco Sagrantino ‘07 Colpetrone SAIagricola
Sagrantino di Montefalco Della Cima ‘07 Villa Mongalli
Montefalco Rosso Riserva ‘07 Fattoria Colleallodole Milziade Antano
Sagrantino di Montefalco Collepiano ‘08 Arnaldo Caprai
Umbria IGT Bianco Adarmando ‘09 Giampaolo Tabarrini
Montefalco Sagrantino Campo alla Cerqua ‘07 Giampaolo Tabarrini
Torgiano Rosso Riserva Vigna Monticchio ‘07 Lungarotti
Orvieto Cl. Sup. Calcaia Muffa Nobile ‘08 Barberani
Orvieto Cl. Sup. Campo del Guardiano ‘09 Palazzone

Liguria
Riviera Ligure di Ponente Pigato Cycnus ’10 – Poggio dei Gorleri
Riviera Ligure di Ponente Vermentino ’10 – Laura Aschero
Colli di Luni Vermentino Et. Nera ’10 – Lunae Bosoni
Riviera Ligure di Ponente Vermentino Serre ’09 – Lupi
Rossese di Dolceacqua Bricco Arcagna ’09 – Terre Bianche

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

58 Commenti

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Marossi

circa 8 anni fa - Link

Hanno sbobbato il nero di Lambrusco Otello. Li faccio chiudere.

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Marco De Tomasi

circa 8 anni fa - Link

Però hanno "centrato" Leclisse di Paltrinieri, da me già citato in altro post ! :-)

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anonimo

circa 8 anni fa - Link

non c'è il succi. votazione annullata

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Aleversilia

circa 8 anni fa - Link

Sono d'accordo!

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Marossi

circa 8 anni fa - Link

E.C.: SNOBBATO

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Simone e Zeta

circa 8 anni fa - Link

Ma avete pubblicato una lista Umbra di 10 anni fa? :-)

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Marco De Tomasi

circa 8 anni fa - Link

In Trentino mi aspettavo almeno due nomi che non vedo: Fanti e Rosi

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Ruggero Romani

circa 8 anni fa - Link

potreste aprire un post anche sulle super tre stelle della guida veronelli? mi sembra che offrano molti spunti di riflessione(eufemismo).

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Sai che noi odiamo gli eufemismi :-)

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Ruggero Romani

circa 8 anni fa - Link

è che in......ura mi sembra usurato!

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Lorenzo de' Grassi

circa 8 anni fa - Link

Che noia però no? Sembra un po' la hit-parade del vino...qualche pezzo carino c'è, ma nell'insieme...

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

Per cortesia non toglietemi la voglia di gustarmi i vari Festival di Sanremo enologici e poi fare lo snob dicendo che sono naional popolari!!!

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Daniele

circa 8 anni fa - Link

Fantastico.

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filippo

circa 8 anni fa - Link

scusate,nella lista della Sardegna sono inserite sempre le solite aziende vinicole.Perchè non vanno all'azienda DEPPERU, a degustare il FAVOLOSO VERMENTINO RUINAS? GRAZIE.

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Sterouge

circa 8 anni fa - Link

Depperu Ruinas uno dei piu' grandi vini bianchi italiani!!!!!!!

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filippo

circa 8 anni fa - Link

Hai perfettamente ragione!

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Maria24

circa 8 anni fa - Link

Sono di acordo con voi due caro Filippo e cara Sterouge. RUINAS è un grandissimo vino che merita i tre bichiere al gambero rosso. Lo adoroooo... per me è il miglior bianco della Sardegna

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Giuseppe

circa 8 anni fa - Link

Ciao Filippo, come fai a sapere che il Ruinas non c'è nelle liste della Sardegna? Hai già letto tutta la Guida? Dove si può scaricare? Perché gli altri anni era inserita, io l'azienda l'ho scoperta proprio grazie al Gambero, visto che facevano una bella recensione... Fammi sapere, ciao

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filippo

circa 8 anni fa - Link

Caro Giuseppe,ho semplicemente visto sul sito del Gambero Rosso i Tre Bicchieri della Sardegna e il "Ruinas" non è stato inserito.Questo splendido vermentino me lo fece conoscere parecchi anni fa un ristoratore sardo a Milano.Ciao.

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Giuseppe

circa 8 anni fa - Link

Quindi per te la Sardegna e la guida del Gambero si ferma ai Tre Bicchieri? E i due bicchieri (vini ottimi nella loro categoria, da loro legenda)? E i due rossi (vini finalisti che non arrivano ai Tre Bicchieri)? Io avevo capito che i Tre Bicchieri erano si l'eccellenza, frutto di un giudizio di una commissione apposita, ma c'è tutto il resto da scoprire in una guida. Comprese le schede di degustazione...

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filippo

circa 8 anni fa - Link

Assolutamente no Giuseppe,ho semplicemente espresso un mio parere personale.Ciao.

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Daniele

circa 8 anni fa - Link

Sbaglio o exploit dell'Emilia-Romagna??

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Min Cul Pop

circa 8 anni fa - Link

numericamente gli stessi dell'anno scorso. però c'è un pignoletto. come mai? riparazione di melandri sulla polemica con il consorzio? chissa se poi se l'è comprato o glieli hanno spediti i campioni dei colli bolognesi....

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mojo pin

circa 8 anni fa - Link

Ma qualcuno si è mai chiesto se è giusto che le guide premino vini da 3000 bottiglie all'anno di produttori che magari in tutto fanno 6.000 bottiglie l'anno.!!??

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Jacopo Cossater

circa 8 anni fa - Link

Bella domanda. Secondo me si, se il premio nasce come riconoscimento di un lavoro considerato come virtuoso non capisco perchè non premiare anche piccole o piccolissime cantine. Da considerarsi anche come uno stimolo per gli altri produttori a seguire un esempio, per quanto limitato nella produzione.

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Paolo Rusconi

circa 8 anni fa - Link

Meglio tremila su 6mila, che tremila su 6milioni. In ogni caso, finora, liste parecchio noiose. Dove è finito il gusto della ricerca?

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Min Cul Pop

circa 8 anni fa - Link

in ogni caso, per emilia-romagna, han fatto meglio di quella monnezza che è Bibenda. Se non fosse che ci collaborano Castagno e Gori, sarebbe proprio da Remainder.

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Andrea Gori

circa 8 anni fa - Link

in un certo senso sarei onorato di collaborare con Armando e in genere a Bibenda ma mi duole dirvi che non l'ho mai fatto! Però la leggo ogni anno dall'inizio alla fine, mica pizze e fichi

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Min Cul Pop

circa 8 anni fa - Link

C'è di meglio o simpatico Gori (intanto compl. per il nuovo ruolo di diplomatico "gassato") ad esempio il Mahabarrata, oppure potresti osservare il moto ascensionale delle bollicine e tentare di ricavarne una formula...quantistica.

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Federico Orsi

circa 8 anni fa - Link

Se riparazione o meno questo non lo so. Certo siamo stati in tanti a non mandare i campioni... anche se ci sono sempre qualche corridore solitario. Ciò che posso garantire è che i campioni del Pignoletto premiato sono stati acquistati da Melandri in quanto volutamente mai inviati.

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Andrea Gori

circa 8 anni fa - Link

Bravo al Melandri allora, o no?

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Federico Orsi

circa 8 anni fa - Link

Possiamo dire che è stato sicuramente di parola visto che su questo blog l'ex direttore Cernilli aveva promesso l'acquisto dei campioni. Non so quanti ne abbiano comprati e di quante aziende. L'aspetto più importante, che era poi l'unico che contestavo a Melandri, è l'editoriale regionale dove quest'anno finalmente ci riscatta (dovebbre essere il medesimo testo di quello della presentazione dei tre bicchieri: http://www.gamberorosso.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=291599&Itemid=6&lang=it ). Lo scorso anno eravamo persi senza meta; oggi, dopo dodici mesi, pare che l'abbiamo finalmente trovata. Direi... complimenti a Melandri a saper cambiare idea su una zona dopo un anno...

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giorgio melandri

circa 8 anni fa - Link

caro federico, saper cambiare idea è delle persone intelligenti, ma questo caso è più complesso. I colli bolognesi sono in guida con due schede grandi (tu e vallona) e tre piccole (tizzano, la mancina, aldrovandi) e quindi con un'azienda in meno rispetto all'anno scorso. Quello che è giusto raccontare è che la tua esperienza è importante e utile per tutto il territorio, ma è anche un'esperienza diversa da tutto quello che le sta intorno. Tu sei il primo che ha fatto un progetto serio sulla barbera, che credo sia il vitigno con il quale vi leverete delle soddisfazioni, e infatti la tua barbera era in finale per i tre bicchieri. Sei il primo che ha cominciato a ragionare sul pignoletto con un linguaggio diverso (e il tuo vino ad esempio non è filtrato, la tua azienda è biodinamica, ecc...). Questi sono due episodi che possono aprire una serie ed io ne sono felice, ma la serie è ancora da aprire! I tuoi colleghi continuano ad investire le loro migliori energie in vini anni '90, questo anche va detto. Restiamo però sereni e costruttivi, sono molto felice di questo risultato che apre ai colli bolognesi delle grandi possibilità.

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Sterouge

circa 8 anni fa - Link

Il Pignoletto di Orsi e"sicuramente un buon vino , ma e' praticamente Esaurito. E' assolutamente poco tipico,il fatto di essere biodinamico non lo deve favorire rispetto a altri campioni.Grande invece e molto tipico il Rifermentato in bottiglia sempre di Orsi,assolutamente un grande vino a Base Pignoletto. Vi siete scordati di Erioli con il Badianum Pignoletto e sopratutto del Rosso a base Negrettino semplicemente favoloso.per non parlare poi dei vini di Isola e Torricella. Ancora La Mancina???

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Aleversilia

circa 8 anni fa - Link

Ma le guide sono attendibili??? Il ns panorama enologico è sterminato, migliaia di produttori, zone e sottozone, doc e docg..... chissà quanti sono i produttori che mai hanno inviato campioni e che hanno vini migliori di quelli indicati nelle guide.

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giorgio melandri

circa 8 anni fa - Link

in genere chi lavora su un territorio conosce più o meno tutti e, questo lo dico per l'esperienza Gambero Rosso, quasi tutti mandano i campioni. Difficilissimo, per non dire impossibile, che scappi qualcuno. Le guide vanno vissute con serenità, sono il racconto del vino nell'idea di un gruppo che ci lavora (tanto!)e non sono il giudizio universale. Sono un racconto, diverso per ogni guida, da usare come confronto per fare una esperienza personale attraverso il proprio gusto... che poi cambia negli anni con l'esperienza.

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Aleversilia

circa 8 anni fa - Link

Non mi fraintendere..... io le guide le leggo e le compro (nn tutte!!!) molte volte vi trovo spunti per nuovi viaggi enologici e per nuovi assaggi, mi chiedevo soltanto se sia possibile che racchiudano tutto il mondo del vino

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Nicola

circa 8 anni fa - Link

Qui corre voce che anche Decugnano dei Barbi abbia preso i tre bicchieri con l'Orvieto Classico Superiore Il Bianco 2010...

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Avionblu

circa 8 anni fa - Link

La mia perplessità è che nonostante ci sia un calo dei consumi pauroso, si continui sulla stessa linea. Va bene premiamo i Lmbruschi perchè notoriamente è un vino che costa poco (ha per disciplinare 160 q.li per ettaro lo stesso dello champagne), ma il resto è solo noia. Attendo l'anno prossimo in cui l'aumento del 1% dell'Iva si tramuterà in 10% finale, vedremo ?

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Federico Orsi

circa 8 anni fa - Link

Caro Giorgio. Ti ringrazio per le belle parole sulla mia azienda, ma preferisco tornare sulla zona dei Colli Bolognesi. E' vero che ci sarà una scheda in meno, ma in compenso non dovresti aver ricevuto campioni dalla solita ventina di aziende. Immagino che ci siano quelle recensite, qualche altra che non ha meritato la scheda e poi i campioni acquistati (a proposito per curiosità quanti sono stati? i miei, sicuramente quello di Aldrovandi e quanti altri?). Dunque, la percentuale di quelli che hanno meritato la scheda deve essere decisamente aumentata. Credo fermamente che oltre alla mia esperienza, dietro ci sia un bel movimento fatto da tanti produttori (più grandi di me come ad esempio Corte d'Aibo o più piccoli come appunto Giorgio Erioli) che aiuteranno ad aprire una serie (come è sucesso negli ultimi 2 anni con il Lambrusco) importante e fondamentale per questo territorio. Inoltre l'unità dei produttori sta partorendo progetti interessanti come la DOCG per il Pignoletto Classico, il Rosso Bologna, la bottiglia unica per i Pignoletti frizzanti ed in ultimo, il confronto continuo dei nostri vini tra di noi con degustazioni alla cieca. Spero che tutto questo possa dare a tutti noi frutti ancora migliori nel prossimo futuro

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Min Cul Pop

circa 8 anni fa - Link

Esimio sig Orsi, io non la conosco personalmente, e di conseguenza non so esattamente cosa lei pensi al riguardo della critica enologica,anche se mi pare di intuirne i fondamenti. La vicenda dell'anno scorso, che lei ha, se mi passa il termine, rinverdito nei suoi aspetti principali, mi lascia di sasso. Non voglio ritornarci sopra, e la scelta di non mandare campioni è legittima, però è anche indicativa di una forma di pensiero che mal tollera i giudizi non favorevoli, che invece di costituire uno stimolo a lavorare meglio, sono visti come attentati al proprio lavoro. Dunque nella critica ci sarebbero solo intenti negativi? Beh, la risposta migliore viene proprio da Melandri, uno dei pochi che ha il coraggio di fare scelte controcorrente solo perchè ci crede ed è disposto a difenderle sino in fondo. Certo, avrebbe potuto fare come molti probabilmente si aspettavano, evitare confronti con i produttori, cosa che mi pare non ha fatto. Saluti.

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Federico Orsi

circa 8 anni fa - Link

Egregio sig. Cul Pop. Credo anch'io non sia il caso di rinvangare la polemica. Sappia solo che il confronto mio personale con Melandri c'è sempre stato continuamente in maniera schietta e franca. Non mi sono mai sognato di voler censurare la critica enogastronomica. La protesta, credo lecita, nasceva da una palese difformità di stile nel trattare la nostra zona per due anni consecutivi rispetto al "taglio editoriale" utilizzato dalla guida per tutte le altre zone italiane. Sul giudizio della commissione sui singoli vini non mi sono mai permesso di metterci bocca.

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Min Cul Pop

circa 8 anni fa - Link

Se lei ha così percepito tale differenza di "taglio editoriale" ne prendo atto. Però converrà con me quanto l'uso della parola "difformità" qualora riferita ad altre zone, come lei fa,non sia applicabile. Non tanto e non solo perchè chi critica è palesemente e fisicamente difforme, quanto perchè lo è l'oggetto stesso della critica. In sostanza credo sia difficoltoso, e tutto sommato sterile, per una zona paragonarsi in questo senso,con altre, visto che tutti teniamo alla salvaguardia dei rispettivi "terroir", specie se alla luce di una critica che viene esercitata da persone diverse. Per quanto si volesse cercare uno stile uniforme (di cui diffido)la singola mano, se c'è, emerge sempre. Sono dell'idea che rinunciare all'invio dei campioni sappia di ripicca e piccola vendetta,(dal momento che questo non esenta i produttori dall'essere sottoposti a critica) tutti atteggiamenti leciti per amor di dio, ma se si dovesse applicare lo stesso metro ovunque, e sopratutto se tutti usaserro questo metro, si salvi chi può. Stia bene.

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vinogodi

circa 8 anni fa - Link

...quoto : PS: non c'ho capito un caz*o , ma mi piace il cipiglio inquisitorio ...

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vinogodi

circa 8 anni fa - Link

...esimio Federico Orsi , mi può illuminare sul "taglio editoriale" del Gambero Rosso che sembra conosca piuttosto bene e che , personalmente facendo parte della commissione Emilia Romagna da qualche anno , ancora non sono riuscito ad individuarla? PS: purtroppo non ci sono emoticons , quindi la prenda come battuta/richiesta ironica/autoironica , come è mio uso frequente effettuare ...

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Min Cul Pop

circa 8 anni fa - Link

@vinogodi: è molto semplice, ma forse non l'ho espresso bene. Ci riprovo. Volevo dire al sig.Orsi che se lamenta mancanza di difformità, significa che cerca il suo contrario, l'uniformità, cioè. Ma l'uniformità, seppur di stile, presume che i testi e le valutazioni vadano fatti in maniera uniforme. E a casa mia ciò significa unanimità di intenti. Ma come si possa realizzare uniformità quando a giudicare, a redigere e a valutare sono persone diverse preposte a zone diverse. Il Melandri mica redige i testi del Piemonte giusto? E il Piemonte non sono i colli bologensi, giusto? Ecco perchè, in questo specifico caso, le parole uniformità e taglio editoriale non mi suonano, anzi mi paiono depistaggi veri e propri. Mi sono spiegato? Ciao. p.s. se sei nella commissione allora ci conosciamo senza alcun dubbio. Io però non ci sono, quindi non scervellarti.

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Federico Orsi

circa 8 anni fa - Link

Per fortuna che non volevo rivangare la vecchia polemica... l'informazione importante è che un anno dopo il Gambero ci riscatta da una stroncatura pesante. Cacchio... ora vi siete scatenati sulle virgole e sulle singole parole e non vi si ferma più!! Quando parlo di difformità di stile è ovvio che alludo ad una diversità di trattamento (quanto meno percepita). Riprendendo ciò che ho scritto lo scorso anno su questo blog: "Ciò che ha dato fastidio è l’attacco generale ai Colli Bolognesi nella prefazione dell’Emilia Romagna, cosa che sfogliando la guida (almeno per quella dello scorso anno, guida 2010) pareva una novità, tanto che piuttosto gli altri autori al massimo non citavano una zona che aveva avuto qualche defaillance all’interno della propria regione. Si poteva, dunque, sorvolare senza affondare il coltello nella piaga, tanto il numero di schede presenti era già una fotografia del giudizio complessivo di Giorgio e la sua libertà di critica era comunque assicurata", e ancora: "E’ l’unica denominazione, quest’anno (guida 2011) assieme ai Colli Piacentini credo sempre recensita da Giorgio, che viene stroncata nei riepiloghi regionali. In altre regioni si parla in maniera molto più neutra e comunque in maniera molto più generale (ad esempio i rossi delle Marche con la colpa all’annata, i vini laziali un pò troppo corretti, i vini del Reggino, ecc.)". Dunque, il non inviare i campioni non voleva essere una ripicca, ma semplicemente farci dimenticare dalla guida... Direi comunque, che il pomo della discordia è venuto a meno, anche grazie a Giorgio stesso, e che il risentimento allora dei produttori era dovuto alla convinzione di una crescita qualitativa complessiva che probabilmente ancora non si rifletteva nei bicchieri che sono finiti in degustazione... bastava aspettare dodici mesi.

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Pierpaolo Rastelli

circa 8 anni fa - Link

Caro Federico, io non vedo tutta questa contraddizione. Le critiche di Giorgio Melandri si concentravano in particolare sui vini a base di merlot e cabernet sauvignon (per inciso gli stessi appunti li ha fatti anche Francesca Bidasio di Slow Food), non sul territorio che indicava come vocato per pignoletto e barbera. Il premio al Grotto ha semmai confermato il suo pensiero. Pensi che egli abbia cambiato la sua idea su vini come Bonzarone, Provino Cabernet, Cabernet di Cavazza Isolani o Orfeo (solo per citarne alcuni) ? Ne ha scritto più sopra: "I tuoi colleghi continuano ad investire le loro migliori energie in vini anni ‘90, questo anche va detto". Dov'è questa palese inversione di tendenza?

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Federico Orsi

circa 8 anni fa - Link

Caro Pierpaolo Come già detto non vorrei rientrare nella polemica in quanto credo che i progetti sul Pignoletto, in particolare, e sulla Barbera siano già in essere da alcuni anni, almeno per alcuni dei produttori dei Colli. Approfitto invece delle tue parole per rilanciare una mia riflessione che in questa mia breve esperienza di vignaiolo inizia sempre di più a diventare un pensiero fisso: Si parla tanto di vini naturali, di terroir e di vitigni autoctoni. La mia scelta di agricoltura e di vinificazione poco invasive che rifuggono l'omologazione è finalizzata alla ricerca delle reali potenzialità del mio Terroir (non è detto che non possa essere controproducente). Lavorando in questo modo mi sono accorto che il vitigno tende a passare in secondo piano rispetto alla caratteristica territoriale. Inizio a vedere il vitigno come se fosse un filtro (tipo quelli usati nella fotografia, metafora rubata a Federico Giotto) che enfatizza o atenua aspetti di un territorio. Dunque, oggi vedo un filo rosso, dato dal territorio, che unisce ad esempio la mia Barbera ed il mio Cabernet. Cosa ne pensi? Se ciò fosse vero, a questo punto diventa meno importante la scelta del vitigno. Inoltre, il Cabernet sui Colli ha una storia più che centenaria (così come il Merlot in Veneto)... dopo quanto un vitigno si può considerare pienamente integrato in un territorio?

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Pierpaolo Rastelli

circa 8 anni fa - Link

Il ragionamento del vitigno come "filtro" del territorio è più che valido e attualissimo. Per metterlo in pratica occorre grande sensibilità, dedizione, presenza e personalità del vignaiolo. Questi caratteri (probabilmente) sono più facilmente perseguibili se ci si confronta con vitigni autoctoni quali uve lambrusche e pignoletto, giusto per fare due esempi. Con gli "internazionali" il territorio può far più fatica a emergere, specie se si seguono standard e non ci si pone alla ricerca una propria chiave di lettura proprio come hai fatto tu: non per niente hai chiamato il tuo cabernet Pro.vino, gioco di parole per indicare una piccola prova, un qualcosa che esulasse dagli schemi preconcetti. Credo che Giorgio abbia voluto indicare proprio questo, con altre parole.

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Giorgio melandri

circa 8 anni fa - Link

Secondo me si può considerare integrato quando esprime delle qualità, cioè anche dopo qualche anno. Per farti un esempio io ho sempre scritto che i colli di Rimini sono una bolgheri dell'adriatico, o in guida abbiamo riconosciuto alla Val Venosta una vocazione al riesling. Non servono cento anni. Poi, come diceva veronelli, a fare questo mestiere si prendono anche delle cantonate... E per questo che il rispetto ė sempre un modo sano per tenere aperto il confronto.

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vinogodi

circa 8 anni fa - Link

..mai sentito parlare di tale Marcel Deiss ? La pensava allo stessissimo modo . Dopo 6-7 anni di "convinzioni" ha preso atto che è una mezza cazzata . Non è il territorio che egemonizza l'espressione del vitigno , è il vitigno che si sceglie il territorio ; spetta al bravo vigneron assecondarne le inclinazioni e la vocazione a quel territorio .Perchè mai non ci provate anche con il Pinot Nero ,se il terroir dei Colli Bolognesi è così stupendamente vocato ad accogliere e sviluppare un concetto territoriale con qualsiasi vigneto? Dovete farvene una ragione . Chiaro , esisstono poi eccezioni ,quali espressioni inedite , in terreni mai verificati che hanno portato a scoprire terroir sorprendenti , come fece Incisa della Rocchetta a Bolgheri aprendo la strada alle varie Le Macchiole e Ornellaia (&C)oppure Romano Dal Forno in Val D'illasi con Corvina , Rondinella (e Oseleta) aprendo la strada ai vari Roccolo Grassi & C ... oppure HJayer in Aux Cros Parantoux dove coltivavano cereali o solanacee prima della sua venuta o Alvaro Palacios in Priorat dove c'era solo ardesia e capre a pascolare...tutte le sperimentazioni sono ben accette , ma parliamone ... dove , però , i risultati non sono apprezzati ed apprezzabili tanto da venire valorizzati da chi deve esprimere un giudizio , non deve destare sorpresa o urlare al complotto cattocomunista . Conoscendo Giorgio (Melandri) il suo pensiero , ma anche il suo gusto in proposito, è abbastanza palese , non ci vedo linee di condotta così criticabilmente disdicevoli ..

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Gabriele Succi

circa 8 anni fa - Link

@ vinogodi CIT: "...dove , però, i risultati non sono apprezzati ed apprezzabili tanto da venire valorizzati da chi deve esprimere un giudizio, non deve destare sorpresa o urlare al complotto..." Quello che dici è vero; però come mai fino a qualche anno fa dal GR venivano premiati vini come il Bonzarone o la sel. di Cabernet di Vallona e adesso non vengono considerati più? Il territorio tutt'in una volta non è più vocato? Anche io conosco bene Giorgio Melandri (da ben prima di tutti voi) e il suo pensiero, però da vini considerati allora (mica tanto tempo fa, eh) eccellenti come quelli suddetti, ad arrivare all'anacronismo, o peggio ancora a delle ciofeche, ne passa... O no?

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vinogodi

circa 8 anni fa - Link

..o no? Guarda , in tante cose o concetti io non sono d'accordo perfettamente con Giorgio ,o per lo meno non certo allineato e coperto , ci mancherebbe : sono quasi un "dissidente interno" . Ma vige il rispetto reciproco e l'accettazione delle idee altrui , dopodichè si tenta , e ci si riesce , quasi sempre di mediare . Se prima il Giorgio ha avuto modelli di riferimento ,per tanti motivi, ed oggi ha cambiato idea , motivandola e mostrando che l'intelligenza è anche saper cambiare opinione , ben venga . Ma l'incoerenza è parte integrante del giudizio (salvo la mia , chiaramente ... caz*o dov'è l'emoticon che ride?...) . Potrei star qui ore ad elencare le cazz...ahem... le incoerenze mostrate da tutte le guide nell'ultimo ventennio , e rischieremmo di creare il thread più lungo della storia di Intravino ... embè? Meglio che non esista una "linea editoriale" ma il giudizio delle persone variabile delle commissioni , che si modella e modifica ( tra l'altro anche le persone , sono proprio cambiate fisicamente...)

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Federico Orsi

circa 8 anni fa - Link

Beh, ci sono vitigni più duttili ed altri meno, o per nulla. Il Cabernet Sauvignon o lo Chardonnay possono essere piantati praticamente ovunque (poi vediamo i risultati), mentre nel verso opposto abbiamo appunto il Pinot Nero quasi impossibile da usare con successo (come se fosse un filtro scurissimo che ha senso utilizzarlo solo se c'è tantissima luce, e purtroppo ci hanno anche provato sui Colli). Allo stesso modo non credo che tutti i Cabernet Sauvignon del mondo siano uguali fra loro... questo vale solo nei casi dove le tecniche di campo e cantina non siano diventate preponderanti, altrimenti tutto oramai si assomiglia per forza. Altro discorso sono i vini di Marcel Deiss che conosco bene. Decidere per un uso di diversi filtri piuttosto che di uno solo ci può portare sicuramente alla perfezione orchestrale rispetto al grande solista, a patto che si parli di uvaggio e non dell'attività da profumiere che trova la giusta essenza nel taglio ottimale. Sinceramente questo approccio valorizza ancor più la tesi della forza del territorio, infatti ho da poco iniziato a vinificare in uvaggio anche del Negretto, della Alionza e del Sangiovese. Questo finalizzato anche a un progetto interessante legato alla nuova tipologia Rosso Bologna. Fare Biodinamica vuol dire anche non credere alle semplificazioni della scienza esatta moderna applicate alla natura... dunque probabilmente fra qualche hanno cambierò idea...

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Vinogodi

circa 8 anni fa - Link

CITO: "a) Fare Biodinamica vuol dire anche non credere alle semplificazioni della scienza esatta moderna applicate alla natura… b) dunque probabilmente fra qualche hanno cambierò idea… RISPONDO: a)...e viceversa , io che sono scienziato sia di vocazione che formazione( e lo si evince da come scrivo da cani) posso asserire per convinzione personale non solo empirica che la banalizzazione dell'applicazione della scienza nei confronti della natura , che è regolata da principi raramente riconducibili all'entropia dei fenomeni , può portare a sorprese non sempre relegate alla poesia personale o ad aspetti vagamente esoterici di cui è attratta la nostra psiche e su cui si sono fondati millenni di movimenti religiosi . b) Più facile che un cammello passi dalla cruna di un ago , che ciò che prospetti non avvenga...

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Federico Orsi

circa 8 anni fa - Link

@ Vinogodi a)... ma chi ha mai parlato di esoterismo o di religione... qui si parla solo di imparare ad osservare ed assecondare la natura, piuttosto che avere la presunzione di poterla governare a proprio piacere. Questo però non vuol dire non lavorare in maniera professionale, anzi necessita di assai più impegno. Ricordo che sono ingegnere, dunque anch'io scrivo da cani... b)... beato chi vive di certezze!!

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gbusalla

circa 8 anni fa - Link

Sul sito del Gambero Rosso hanno pubblicato l'elenco dei tre bicchieri dell'Umbria, con qualche differenza... http://www.gamberorosso.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=292236%3Aumbria-i-grandi-vini-di-una-piccola-regione&lang=it&Itemid=1

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