Suckling smentisce Cuccia: nessun accordo con il Gambero Rosso

di Antonio Tomacelli

Vi ricordate la dichiarazione di Paolo Cuccia, Presidente del Gambero Rosso Holding, a proposito di James Suckling? Vale la pena ripassarla, credetemi: “Con Suckling prenderà avvio una collaborazione editoriale e di media partner per eventi italiani e internazionali“. La notizia aveva fatto il giro del mondo in poche ore, finendo sulle pagine del New York Times. Bene, anzi male: James, poche ore fa, ha smentito tutto dalle pagine del suo blog. Anche questa dichiarazione merita una lettura integrale:

Sono davvero sorpreso di leggere tutti i commenti nella blogosfera circa la mia collaborazione con il Gambero Rosso, considerando che non ho alcun rapporto con la rivista del vino italiano, se non essere da poco amico del proprietario Paolo Cuccia. Ho conosciuto Paolo qualche settimana fa per il pranzo a Hong Kong e abbiamo parlato del Gambero Rosso e della mia nuova avventura JamesSuckling.com. Abbiamo anche discusso di una qualche collaborazione, ma nulla è ancora deciso. Infatti, ho solo detto a Cuccia che ci avrei pensato.

Così potete immaginare la mia sorpresa quando ho letto la scorsa settimana sull’editoriale del  Gambero Rosso, che io farei già parte dello staff.

Questo semplicemente non è vero. Ho già il mio sito e, inoltre, curo la sezione vino per la rivista Asia Tatler, n° 1 tra i magazine del lusso in Oriente.

In ogni caso, auguro il meglio al Gambero Rosso.

Addio sogni di gloria e di espansione sul tostissimo mercato asiatico? Più di un produttore sperava nell’arrivo del critico americano, visto come il passaporto ideale per Hong Kong ma, dopo queste parole, toccherà disfare le valige. Chi invece rifiata è la redazione della Guida Vini: la notizia della collaborazione con mr. “I’m here” aveva scaraventato nel panico i redattori e più d’uno meditava un rapido trasloco piemontese.

E Paolo Cuccia? Delle due l’una: un semplice misunderstanding o la classica sboronata per far colpo sui lettori? Nel dubbio una ripassatina all’inglese io la darei…

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

30 Commenti

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Marco Lungo

circa 10 anni fa - Link

Continuo a candidarmi per il posto di Cernilli. A maggior ragione ora, visto il diniego inglese. Probabilmente, anzi, sicuramente sarebbe l'azienda più malmessa che mi sarebbe capitato di risanare.

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kenray

circa 10 anni fa - Link

io continuo a supportare ziliani

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

grazie Kenray per il supporto. Mia moglie, invece, continua a sopportarmi...

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kenray

circa 10 anni fa - Link

ziliani ti ricordo che le amanti servono come strumento di decompressione del rapporto coniugale. se fossi in te ci farei un pensierino..tra un bicchiere e l'altro :)

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

grazie per il suggerimento Kenray, ma come ho detto é lei che sopporta me, non viceversa... Quanto al discorso sulle "amanti" che tu proponi sarebbe lungo e spinoso, preferisco tornare a parlare di Suckling e di vino... :)

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Francesco Annibali

circa 10 anni fa - Link

Sapete cosa c'ha DAVVERO che non va Suckling 'mo che lo guardo bene? Sembra un fan dei Beach Boys. Troppe spiagge della california, bbq notturni, chitarra e fumo.

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Burde

circa 10 anni fa - Link

Invece secondo me l aspetto California Wine man è l aspetto migliore di Jimbo, video con le rockstar compresi

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Fabio Cagnetti

circa 10 anni fa - Link

concordo in pieno. Se i suoi scritti fossero altrettanto psichedelici, sarebbe un must read.

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Il Sig. Suckling potrebbe essere così gentile da commentare quì su Intravino, invece di parlare di una generica "blogosfera". E magari potrebbe chiarirci la guerra commerciale ormai decennale, che i produttori americani, con in testa Robert Mondavi, fiancheggiati dalla famiglia Rotschild, hanno scatenato sull'europa. Guerra commerciale che non si basa solo su una leggittima "competizione" di mercati, ma che ha come scopo principale quello di screditare i migliori prodotti italo-francesi, giungendo ad acquistarli e snaturarli, ed a combatterli mediante banche ed istituti finanziari controllati dai Rotschild. L'aspettiamo Mr. Suckling

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Sono molto curiosa di quanto scrivi, per quello che ne so la Robert Mondavi é da tempo controllata dalla Constellation e non sono pochi i membri della famiglia Rotschild produttori di vino, mi farebbe piacere sapere di quali parli.

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Cara brillante ed esperta Nelle Nuvole (nessuna ironia, lo penso davvero), a volte i contenitori sono più ampi di quello che ci aspettiamo e le appartenenze più complesse. Forse il fratello James ci potrebbe illuminare... per ora aspetto di vedere se mi risponde. Nel frattempo puoi chiedere lumi a Jonathan Nossiter ;-).

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Mondovino o Liquid Memories?

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Potresti chiedere direttamente a lui. Comunque si trovano risposte (ma anche troppe domande) sia in Mondovino (docu-film capolavoro) che in Liquid Memories, libro che ne è completamento ed anche "correttivo".

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Ma dimmi invece che ne pensi del One Wine One World di Suckling. A cominciare dal nome...

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

E già che c'è, Mr Suckling potrebbe illuminarci sui suoi redditi. Sono curioso di farmi i fatti suoi, vorrei sapere esattamente da dove e da chi guadagna. At least, but not the last, Mr Suckling I think thath your "One Wine One World" sounds like a "New World Order" or a "Novus Ordo Seclorum", brother James...

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Vinogodi

circa 10 anni fa - Link

... sono curioso di sapere i suoi , come di sapere i tuoi ... scusa , cosa c'entra?

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

C'entra c'entra, fidati. A buon intenditor poche parole (e soprattutto nella sua lingua).

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

(Anche se c'è una h di troppo nel that... :-))

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

D'altro canto ci siamo occupati così tanto di Cernilli che un pò di Suckling male non fa.

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Per Massimiliano Montes (non riesco ad inserirmi dove vorrei), su Suckling mi sono già espressa, insieme a tanti altri. Vaisu questo blog alla data 17 settembre 2010 - post "James Suckling é il produttore di vino di cui non sentivamo il bisogno" e anche 17 ottobre 2010 - James suckling 2 - la vendetta sono letture istruttive per capire con chi hai a che fare da queste parti. Sto leggendo proprio Liquid Memories per questo ti ho posto la domanda. Mondovino mi é piaciuto moltissimo, non solo per il tema ma proprio come qualità "filmica"

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Cara Nelle Nuvole Ammiro "queste parti" :-) ... da tempo Ho lanciato un paio di sassi sperando che qualcuno vicino all'interessato rispondesse, ma tant'è... Il "One Wine One World", il nuovo vino prodotto dallo stesso Suckling nel 2010 con uve provenienti da tutto il mondo, mi fa paura, nella sostanza e nel nome. Il nome ricorda motti e proponimenti freemason di "unificazione" mondiale. Proponimenti che ben si sposano con il progetto "commerciale" made in usa di appiattire la qualità dei vini a livello mondiale. James Suckling sembra solo un elemento, seppur importante, del quadro complessivo.

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Invece per me Suckling non é un elemento importante, solo vistoso. Il progetto "One wine, one world" mi sembra già da tempo morto e sepolto. Se fosse importante non si ridurrebbe a fare il Wine Editor per una rivista conme Tatler Asia. In Toscana é sicuramente molto apprezzato e seguito (guardate sul suo sito il video "the color of Brunello", ai confini della realtà), altrove non so. Aspetta e spera che ti risponda, lui frequenta solo la crème de la crème. Fine argomento suckling. Riguardo al Grande Fratello Americano che manovra per appiattire la qualità di vini a livello mondiale non la penso come te. Ci sono certo grandi multinazionali, Constellation, Diageo, Pernod Ricard, LVHM per nominarne alcune, ma sono molto più occupate a vendere "spirits" e di vino gliene importa il giusto. Ho incontrato tempo fa l'Export Manager per l'Europa della Robert Mondavi che mi ha confessato che da quando é entrata la Constellation il settore vini di qualità dell'azienda é stato messo in secondo piano perché tutti i grossi investimenti vanno indirizzati nel settore liquori. Perché si tratta proprio di multinazionali, allora si potrebbe dire che il Disegno va ben oltre la solita America. Sui Rotschild ci si possono scrivere romanzi e immaginare trame oscure, ma ragionando così c'é il rischio di arrivare a posizioni "antisemitiche" non trovi? Mi vengono i brividi quando si intavolano queste discussioni, non so che lavoro fai tu ma quello che faccio io mi tiene con i piedi per terra, anche se sono un po' "Nuvolosa". E i piedi per terra mi dicono di far sì che il vino italiano venga sempre più apprezzato per la qualità e la tipicità. Lo spazio di crescita c'é, forse addirittura di più per le piccole e medie realtà che per quelle più composite. Basta muoversi bene e continuare a crederci. Le Grandi Manovre di unificazione possono anche essere ipotizzate e temute, ma io temo molto di più le Piccole Manovre di casa nostra (cambiamento di disciplnari tanto per fare un esempio)

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Non è un grande fratello :-) E non è neppure dietrologia da quattro soldi. Io di mestiere faccio il medico (non so tu) e sono costretto a stare con i piedi per terra. Nulla a che vedere con l'antisemitismo (che c'entra?). Tu mi ricordi gli afro-americani che quando vengono pizzicati a delinquere urlano al razzismo. Tutto si può dire di me tranne che antisemita o razzista, te lo assicuro ;-) Non so tu che conoscenze hai di certi ambienti, però ti assicuro che spesso i giochi (sia quì in Italia che in USA) si decidono al di fuori degli ambienti istituzionali. Luis Vuitton (Krug, Chataeu d'Yquem), Constellation, ed altri si muovono in uno scacchiere internazionale. Certo, nulla a che vedere con interessi economici maggiori (petrolio, oppio), ma è pur sempre uno scacchiere. Il disegno "espansionista", se così lo possiamo chiamare, è stato frenato dalle denunce di Nossiter (considerate subdole da certi ambienti del vino, perchè frutto di interviste "estorte" senza dichiarare le vere intenzioni) e dalle resistenze francesi (l'unico nazionalismo che amo è quello francese). Ma non dimentichiamo che i Mondavi sono comunque riusciti a comprare per un pugno di soldi il 50% di Frescobaldi e la tenuta Ornellaia da Antinori. Ed i loro possedimenti spaziano dagli USA al Cile all'Argentina, e all'Europa. E' pur vero che gli interessi del "Wine and Spirits" si stanno spostando sui mercati orientali, allentando la morsa sull'Europa, però ti posso assicurare che io ho testimonianze dirette di vigneron, sia in Francia che in Italia. Diversi viticultori di Borgogna mi hanno detto che le grandi banche ti aiutano a pagare le gravose tasse di successione francesi solo se assumi un determinato enologo. Stessa cosa mi hanno detto in Langa ed a Montalcino: le banche ti aiutano solo se fai un vino "moderno". Questa è la situazione.

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

L'esempio dell'"atisemitismo" l'ho posto polemicamente perché certi ragionamenti possono portare a questi estremi. Non faccio riferimento alla tua persona. E' solo che, ripeto, quando si comincia a parlare di giochi nascosti e di trame occulte, di grandi poteri mi viene la sudarella. Perché é facile travisare. Comunque, per le mie conoscenze molto limitate e parziali, non me la sento di dare a Nossiter il merito di aver frenato con le sue denunce il disegno "espansionista" mirato ad appiattire la produzione di vini di qualità italiani e francesi. E' un bravo film maker e scrittore, ma non Iron Man. Sbaglierò. Non ho idea dei possedimenti degli eredi di Robert Mondavi, può essere che abbiano creato un impero vitivinicolo, secondo me l'hanno perso. Anche qui, sbaglierò. Una cosa però mi sento di affermare, le banche italiane ti danno soldi se hai assets (cioé vigne di qualità e proprietà immobiliari) o soldi veri in arrivo. Non gliene può fregare di meno se fai un vino moderno e chi é il tuo enologo, perché sanno benissimo che i soldi veri con queste premesse non sono affatto garantiti. Se qualche produttore ti ha raccontato questo le cose sono due, o é un ingenuo o é un bugiardo.

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Né ingenuo né bugiardo. La spiegazione ufficiale delle banche è che si sentono più tutelati da un vino commerciale piuttosto che da un vino di nicchia. Certo, se poi hai proprietà da ipotecare le banche ti danno (quasi) tutto quello che vuoi. Ma gli esempi che ti facevo erano proprio di viticultori in difficoltà economiche, con niente da ipotecare. Quì le alternative sono due: o la banca ti finanzia o vendi tutto al miglior (peggior?) offerente. Se vuoi possiamo anche parlare di nomi e persone reali. P.S. Nossiter non sarà Iron Man ma ha fatto inca..re molte persone che contano ;-) P.P.S. L'appiattimento della qualità dei vini è un dato di fatto che constatiamo quotidianamente, non è una "teoria". Non so quanto sia indotto o quanto dipenda da scelte pseudo-commerciali dei produttori, ma tra le decine di migliaia di vini in commercio, anche all'interno delle DOC, sono ben pochi quelli che mi emozionano o che si fanno ricordare. P.P.P.S. Non mi hai detto che lavoro fai ;-) (ho terminato le P...)

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RAMPAVIA

circa 10 anni fa - Link

Trovo interessante il dialogo tra Nelle Nuvole e Montes. Su un punto mi sento di portare il mio modesto contributo come ex addetto ai lavori: il ruolo delle banche. Soprattutto in un periodo come quello attuale escludo che (almeno in Europa) qualche Istituto finanzi un qualsiasi ente o privato semplicemente sulla base di un progetto. Da sempre, ma ancor di più in periodo di crisi, il finanziamento viene effettuato valutando in primis le garanzie (reali o personali). Sinceramente pensare che le banche francesi o italiane siano disposte a concedere fidi per le imposte di successione se si assume un determinato enologo o se si dichiara di produrre un vino moderno mi sembra frutto di sfrenata fantasia. Se così non fosse mi piacerebbe conoscere il nome di questi istituti.

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Hai ragione. Ti finanziano solo se hai da ipotecare qualcosa di valore adeguato al finanziamento richiesto. Se le cose ti vanno male si vendono casa o vigna. Il problema della successione è diverso per la Francia. Le loro leggi sono molto più restrittive e le imposte di successione sono pari alla metà del valore della vigna. Considera che in Borgogna un vigneto di medio valore viene valutato circa 2 mln di euro per ettaro. Io ho parlato con la famiglia Clavelier, che per prima mi ha svelato certi meccanismi. Ho parlato anche con Harmand Geoffroy, che, anche se ero italiano, ha sprecato un po di tempo con me confermandomi tutto. Ho parlato anche con Michel Gros, il più abbottonato di tutti, ma che mi ha lasciato intendere che era realmente così. Una banca in Italia che ti indica l'enologo, per quello che mi hanno raccontato, potrei sbagliarmi perchè io non faccio questo lavoro e non ho possibilità di riscontro diretto, è il Monte dei Paschi di Siena.

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RAMPAVIA

circa 10 anni fa - Link

Prendo nota. Sinceramente non pensavo che Oltralpe le imposte di successione fossero così elevate (anche in linea diretta? cioè di pedre in figlia/o?). Cercherò di approfondire. Quanto all'indicazione dell'enologo, credo si tratti semplicemente dell'iniziativa di qualche funzionario di banca, ma debbo pensare che sia cosa assolutamente circoscritta e sporadica, o no?

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Si, in linea diretta. Per quanto riguarda la situazione italiana potrei fare i nomi di alcuni viticultori, ma devono autorizzarmi loro. E' possibile che intervengano nella discussione direttamente.

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Massimiliano Montes

circa 10 anni fa - Link

Ma se qualche viticultore ci sta leggendo sarei curioso di leggere conferme o smentite (con nomi e cognomi veri però, non con nick di fantasia ;-)).

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