Stazione Leopolda liveblog | La guida ai vini de L’espresso
Vinofanatici da questa parte please. Oggi alla Stazione Leopolda di Firenze va in scena la presentazione delle guide ai ristoranti e ai vini de L’espresso. Il settore food è coperto da Dissapore. Qui, modestamente, il live blog dell’evento enoico. Accorri numeroso (ed aggiorna la pagina, che questo è un post in divenire).
A breve i nostri inviati sul terroir invieranno assaggi, foto di assaggi, racconti di assaggi. Quasi come fosse the real thing.
ore 11.26 | Si anima pure il nostro canale Twitter.
ore 11.30 | L’orgoglioso stendardo dell’evento.
ore 11.38 | L’asta delle etichette storiche. Non male quel Conterno ‘97.
ore 12.14 | Confermato: con la presenza dei produttori outsider, la guida ai vini de L’espresso si candida ad essere la vera alternativa ai “già visti”.
ore 12.18 | Schieramento pronto per gli assaggi.
ore 12.27 | La sezione bollicine di Sadler pare sia meritevole. Pare.
ore 12.39 | Il sommelier dell’anno è giapponese, lavora al Pescatore (Canneto sull’Oglio). Ed ha un nome impronunciabile, Hayashi Mototsugu.
ore 12.46 | Sostiene Gentili: Chianti bene, i Brunello 2004 invece… non così bene. In compenso emergono le aree di Montecucco e Orcia. Toscana sempre sugli scudi?
ore 12.55 | Ernesto Gentili ed il peso della cultura.
ore 13.10 | Ab-buffet, quindi pausa.
ore 17.00 | Intervista ad Ernesto Gentili: ma L’espresso è così enosnob?
Ore 17.36 | Finalmente la discussione: è grande o è difettoso (spunto, addirittura)? Leonardo Romanelli VS. Andrea Gori. Per la cronaca: era un Sagrantino.








[...] delle guide ai ristoranti e ai vini de L’espresso. Il settore wine è coperto da Intravino. Qui, modestamente, il live blog dell’evento. Accorri numeroso (ed aggiorna la pagina, che [...]
ottimo il Conterno e il Giacosa Bruno
mi è piaciuto anche il neo top Poggio di Sotto.
ovviamente impossibile non assaggiare le grandi bottiglie
(Ornellaia, Gaja…)
buono anche il buffet
elena non ti lamentare che almeno il Masseto l’hai bevuto!!! a me non è toccato, uff…
mi sono rifatto con i Barolo! alla prossima
e cmq noto che stai crescendo come degustatrice…
qulache bottiglia assaggiata :
http://www.flickr.com/photos/burde/show/with/3992447527/
trovo davvero sorprendente che un collega che scrive per una pubblicazione direttamente concorrente alla nostra esprima in modo tanto spericolato e irrispettoso un giudizio simile: Leonardo Romanelli, che conosco fin dal sedicesimo secolo, è sempre stato uomo di mediazione e misura. Diciamo che forse aveva un po’ bevuto, concedendogli le attenuanti di un forte allentamento dei freni inibitori. Ma la cosa suona davvero strana: qui non afferma tanto un suo diverso punto di vista gustativo, ma addirittura denuncia quello che ritiene un grave e compromettente difetto oggettivo, che il vino sia spunto. Cioè in sostanza imbevibile. Ci possiamo anche scherzare sopra, ma non mi pare che sia un’esternazione di particolare classe e tatto.
Oltre al buon vicinato (di facciata o cordiale che sia), esiste o dovrebbe esistere una deontologia professionale, e di questo penso che scriverò presto, almeno come promemoria mio personale. Trovo che ci sia infatti una distinzione da porre tra la libertà di esprimere un parere (sacrosanta e non in discussione) e la delicatezza di farlo non già con un “collega” generico, ma con chi è direttamente concorrente. Qui le misure devono essere per forza registrate più finemente, perché il conflitto di interessi appare grosso come un palazzo.
W…i bibitoni…….marmellatoni…!!!!!!
@fabio
Non oso credere che dall’Egitto, dove eri stato dato in viaggio di nozze(questo è stato detto pubblicamente non me lo sono inventato!) ti colleghi ad Intravino per commentare, se lo fai è uno scoop per il sito! Il video arriva dopo una degustazione fatta insieme ad altri colleghi, alcuni dei quali erano d’accordo, ognuno ha giudicato con la sua personale esperienza di degustatore. Ammettiamo che la bottiglia che abbiamo assaggiato non fosse perfetta e quindi mi riservo di dare un giudizio appropriato nel momento in cui posso degustare di nuovo il vino. Detto questo, Fabio, che tu mi giudichi un degustatore “concorrente” mi fa leggermente sorridere, come se tu non conoscessi la mia storia personale di persona estremamente libera e proprio per questo, capace di esprimersi senza dover rendere conto a destra e sinistra. Forse se lo avessi fatto,vivrei un’esistenza più serena ma..non i riesce, che ti devo dire. Sul fatto di aver bevuto..scusa potrebbe essere un motivo di offesa da parte mia ma ci passo sopra. Ti sembra il caso, Fabio, di fare polemica? Comunque, dopo oggi, non mi stupisco veramente più di niente:-))
Leonardo, o non capisci o fai finta di non capire. Diversamente da te, io ho misurato con attenzione le parole: primo, non ho scritto che sei un “degustatore concorrente” ma che scrivi per una pubblicazione concorrente, e c’è un’evidente e significativa differenza. Rafforzata dal fatto che nel video vieni presentato come rappresentante del “GR”.
In più, ho posto l’attenzione non sul piano strettamente interpretativo (ognuno può avere le sue opinioni su un vino e giudicarlo più o meno buono), ma su quello del conflitto di interessi e dell’opportunità di esprimere giudizi negativi, anzi radicalmente negativi, su un vino ben valutato dalla concorrenza.
Aggiungo che a rendere oggettivamente più surreale e fuori posto la tua esternazione c’è il fatto che eri presente alla Leopolda non solo come “degustatore libero”, ma in primis, se permetti, come autore della guida dei ristoranti dell’Espresso.
Senza contare il danno arrecato al produttore stesso, che, sebbene non nominato, è facilmente identificabile: noi abbiamo premiato due soli Sagrantino, uno dei due è stato premiato anche dal Gambero, e non voglio pensare che tu stimi “spunto” proprio quello.
Insomma, non ci arrivi?
“come Guida del Gambero sai benissimo i nostri gusti”…
frase che si commenta da sola.
Complimenti a Leonardo Romanelli, quando pensi di aver sentito di tutto, hai la fortuna di trovare sempre qualcuno che ha la forza di sorprenderti!
Che buoni il Santa Maddalena di Plattner, il Sangiovese di Romagna Michelangiolo e soprattutto il Lambrusco Rifermentazione Ancestrale! Così, giusto per dire qualche boccia fuori dalle solite.
Parlando più sul sofisticato: quel Lambrusco non “apre” le prospettive per fare qualcosa di grande (buono, anzi buonissimo lo è già) col Sorbara?
@ Francesco
Effettivamente il “Michelangiolo” è buono, peccato però che a mio modesto parere ce ne siano altri (di Sangiovesi romagnoli)buoni che non figurano premiati (nemmeno dalla guida del gambero, uff sempre i soliti noti….meno male che ci hanno preso col Sangiovese di Paolo Babini) che sono sicuramente allo stesso livello. Qualche nome? Alla prossima puntata (magari qualcuno se la prende).
Ma sai l’assaggio alla Leopoloda è tutto tranne una degustazione, ma del Michelangiolo mi ha colpito questo palato saporitissimo, quasi ferroso, e l’incredibile succosità. Me lo fece conoscere Giorgio Melandri, superesperto di vini romagnoli, qualche anno fa (se non sbaglio aveva appena preso i suoi primi 3 bicchieri). Fu amore al primo sorso.
Sai, il Giorgio che dici tu è quello che cura le degustazioni (assieme ad altri) per la guida del Gamberorosso per la E. Romagna (assieme ad altre regioni) però io sulle loro degustazioni, mi permetto di avere, diciamo così, alcune perplessità. Ad es. come si fa ad assegnare i 3 bicchieri al sangiovese 2005 di Paolo Babini (se non l’hai assaggiato, male fecisti, perchè merita….anche se è buono dopo mezz’ora che è aperto) e allo stesso tempo ai vini di S.Patrignano che sono dei pezzi di legno, i vini “comodino” per antonomasia, che tutto rappresentano fuorchè l’identità del territorio (anche se tecnicamente perfetti)? Fermo restando che il Michelangiolo è ottimo. Ottimi anche il Pruno 06, il Pietramora 06, (tutti premiati), ma anche ottimi il Calisto 06 di S. Berti, il Campiume 06 di F. Manetti, la riserva 06 di Costa Archi (anche se per me il suo cabernet è assolutamente fuori categoria) la riserva 06 di La Viola; questi ultimi manco considerati di striscio da nessuna guida nazionale. Se non li hai assaggiati, fallo perchè meritano. Un saluto.
Precisazione. Personalmente lo reputo GIA’ un grandissimo Lambrusco, intendevo a qualcosa di grande in senso “sciampagnoso”.
mah, le sperimentazioni con il lambrusco in senso sciampagnoso si sono infrante sul muro della velleità. in vece l’ancestrale Bellei è una cosa unica e irripetibile, nel mondo unico e irripetibile dei Lamberjack.
A me piace che fatiche anche ad essere uguale a se stesso, cangiante com’è nella bottiglia dal collo al fondo.
Mo va là che hai ragione.
….Proprio per questo motivo, è quella la bottiglia che devi portare quandi ti fermi dalle mie parti.
Io ci metto il ciabuscolo (…da questo punto di vista stai tranquillo, lo dico senza malizia).
Ciao Francesco…volevi scrivere Ciauscolo …!!
Ciao Roberto, tocchi un nervo scoperto.
Ho la presunzione di avere forse capito qualcosa di platone, nicce e vittgenstein.
Ma se si scrive ciauscolo, ciavuscolo o ciabuscolo no.
Però è bono (quando è bono, of course).
Mi sorprende il commendo dell’esperto Romanelli.
A parte che il vino all’inizio del video “è difettato” e poi alla fine diventa un più blando “rustico”, va detto che le bottiglie in esposizione sono tutte assaggiate per valutare eventuali difetti.
Nel caso poi che il difetto sia sfuggito al sommelier e si ritenga la bottiglia difettata si può sempre chiedere di aprirne una nuova.
Anche se dal tono del video pare di capire che la guida dell’Espresso ha volutamente premiato un vino difettato (e cioè tutte le bottiglie di quel produttore assaggiate in fase di redazione della guida erano difettate?).
Boh. Sono un po’ perplesso.
Saluti
Leonardo
Come già commentato in altra sede trovo davvero scandaloso il comportamento di Romanelli che si vanta di aver ben altri gusti come gruppo di degustazione del Gambero…
http://vinoalvino.org/blog/2009/10/facce-di-tolla-le-disinvolte-lezioni-d’indipendenza-di-siti-gremiti-di-pubblicita.html/comment-page-1#comment-19511
Da che pulpito giungono questi predicozzi… dal celebre gruppo di degustatori del Gambero, sbugiardati a valanga su questo e altri blog: chi ha la moglie pr, chi ha la moglie che lavora a Sampa e dà i premi all’Emilia Romagna, chi fa il selezionatore della valle d’Aosta ed è stato consulente in passato di quella cantina e magicamente è il primo anno che prende i Tre B, chi si chiama Pio cesare e fa il Road Show e di nuovo di cucca il premio dopo anni di assenza… insomma al peggio non c’è mai peggio…
Ridicolo!
come dico nel video non ho trovato alcun difetto nel vino in questione ma certamente un carattere molto particolare diverso rispetto ad altri sagrantino levigatissimi che si trovano in giro e che riscuotono un certo successo.
Secondo me la definizione di “spunto” è stata un pò eccessiva e anche Leonardo cambia un pò idea alla fine del video.
Certo è che dava una impressione particolare e non a tutti il vino è piaciuto ma non credo proprio che fosse un vino fatto per piacere per forza!
Non credo, @Fabio, che il produttore ne riceva danno, anzi semmai credo che a questo punto un appassionato si incuriosisca e vada a cercarne una bottiglia per capire se è davvero una questione di gusti e di stili opppure qualcos’altro.
Sul cambio della bottiglia stendiamo però un velo perchè almeno in due cssi e due bottiglie molto costose e prestigiose i sommelier si sono rifiutati in maniera categorica di cambiare la bottiglia sostenendo di fronte a giornalisti, esperti e degustatori, che il difetto di tappo non sussistesse…
Cavolo, pensavo di aver scritto in italiano, ma evidentemente ho usato lo swahili. Ariecco: il punto centrale è quello della correttezza e dell’aspetto equivoco del fare affermazioni gravi sulla diretta concorrenza. Problemi di servizio dei vini, possibili difetti della singola bottiglia, annessi e connessi, vengono dopo, molto dopo.
Nota finale sul possibile danno al produttore: altro che pubblicità positiva, ma scherziamo? Lo sapete o no che se un produttore pone in commercio un vino che supera i limiti di legge in uno o più d’uno dei parametri analitici principali (nel caso contestato, l’acido acetico) può avere problemi seri?
Sono sempre disposto ad alleggerire i toni, perché il questo mondo del vino ci si prende spesso troppo sul serio, ma ci sono dei limiti.
Andrea, se è vero che i sommelier non hanno voluto cambiare bottiglia mi pare davvero grave.
Hanno indicazioni precise, ovviamente, da parte dell’organizzazione sulle quantità minime di vino da servire, ma hanno anche precise indicazioni sul fatto di non servire bottiglie su cui ci siano dubbi.
In quel caso avresti dovuto richiedere subito l’intervento di uno dei responsabili o capi servizio che sono lì apposta per supportare in caso di problemi.
Io stesso mi sono trovato di fronte ad una bottiglia difettata di un sangiovese di un noto produttore toscano, in un momento di calca tremenda a quel tavolo e il sommelier, una volta accertato il difetto della bottiglia appena aperta (chiedendo un parere anche ai sommelier vicini) molto professionalmente ne ha subito aperta una nuova e ha anche contattato il produttore per spiegare il problema.
Dovendo esprimere un parere sul servizio messo in atto dai sommelier presenti alla Leopolda direi che siamo su livelli molto alti (escluso rare eccezioni) e diversamente non potrebbe essere visto il livello della manifestazione e dell’organizzazione.
saluti
Leonardo
il servizio è stato molto buono però non so quanti abbiano ad esempio assaggiato un Harlequin NON tappato…
quello che mi hai fatto assaggiare lo era … e parecchio.
A me è capitato che una bottiglia di Castellinvilla Ris 2001 aperta davanti a me fosse tappata…E’ Bastato dirlo, e dopo una breve consultazione tra collegi, è stata subito cambiata.
Buongiorno a tutti,
ero presente personalmente mentre stavano registrando Romanelli sulla degustazione del Sagrantino. Se proprio il signore riteneva che il vino fosse difettato (ma ho i miei dubbi visti gli anni di esperienza e la professionalità del mio collega) perchè non si è fatto stappare un’altra bottiglia?
Come da direttive dei nostri capi servizio le bottiglie sono state assaggiate tutte e per quelle che secondo noi potevano avere difetti avevamo ovviamente l’obbligo di chiedere altri pareri ai colleghi sommelier vicino per indagare in maniera approfondita se effettivamente il difetto riscontrato era o meno corretto, in alternativa vi erano anche i nostri capi servizio che potevano esprimere a loro volta un giudizio. Evidentemente il mio collega non ha riscontrato difetti (e state certi che gli credo ad occhi chiusi!)
Sono daccordo con Leonardo che il livello di servizio ed organizzazione era molto molto alto. Sono inoltre d’accordo con Fabio che pubblicare commenti estremi (oltretutto con un video) sui difetti di un vino può essere penalizzante per un produttore. Forse era meglio chiedere altri pareri da altri degustatori del Sagrantino
Sono reduce dal Sagrantino Winefestival di poche settimane fa :
bisogna dire che l’azienda in questione, De Filippo per l’esattezza, coltiva le proprie uve da agricoltura ( veramente biologica ). Personalmente ho degustato il suo Sagrantino in piu’ occasioni ed a piu’ riprese :
http://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=1731
http://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=5365
e probabilmente, anzi SICURAMENTE, si sarà trattato di una bottiglia eventualmente difettata .
Accetto scommesse sulla qualità di questi vini, dal momento che sono stato in cantina, insieme ad un altro collega degustatore professionista di Vinealia, e ” spunti ” e/o difetti di sorta NON ne abbiamo avvertiti.
Non sono collaboratore con alcuna Guida al momento in cui scrivo, ma sono un ” battitore libero “, e dopo tutte le polemiche a cui stò assistendo tale voglio rimanere.
saluti
Di Filippo
@francesco annibali:esiste anche la gtafia(e pronuncia)ciaiuscolo,la + comune è ciauscolo
[...] – Alla Leopolda con furore, vi abbiamo raccontato live la presentazione della guida Vini d’Italia 2010 dell’Espresso. E ti pareva che non ci usciva la polemica? 2 – Certo, niente a che vedere con il premio Nobel per [...]
[...] dell’Espresso, segue una lite tra critici, altrimenti persone ammodino, perfino simpatiche. Sta tutto qui. E qui. 7 – Quando siete a Roma fate come i romani. L’Arcangelo e Sforno. 8 – Perché nessuno [...]
Buon giorno sono il produttore.
Sono lusingato dall’attenzione che ha attirato il mio vino e trovo acceso ma gradevole il confronto tra Gori e Romanelli.
Non so se la bottiglia degustata era difettata, ma ci riconosciamo su aspetto del confronto: facciamo il sagrantino per quello che è e può non piacere. Quindi è forte ma pienamente legittimo il giudizio di Romanelli che ha esordito con: “Secondo me…”. L’unica caduta è quando dice “…è un vino che non può piacere…” perchè suona un po troppo oggettivo mentre non può esserlo. Il sagrantino 2004 è finito da tempo ed il 2005 è agli sgoccioli, la riflessione è: che sia piaciuto il vino? Da quanto mi hanno detto molti dei clienti che hanno bevuto le 15.000 bottiglie direi di si, e non credo lo abbiano acquistato per condirci l’insalata.
Adesso torno a fare l’agricoltore e lascio a voi il difficile ruolo di critici.
Buon lavoro e a presto.
Roberto Di Filippo
[...] paio di settimane fa Andrea Gori e Leonardo Romanelli, alla presentazione della Guida “Vini d’Italia” de L’espresso, avevano intrattenuto i lettori [...]