Stati confusionali | Meglio la microzona Portofino o la maxi doc Sicilia?

di Antonio Tomacelli

2041919208_b1b7ff4a96Che il marketing abbia più punti in comune con il gioco del lotto che con le scienze matematiche non ci scandalizza più di tanto. Troppe le variabili in ballo e pochissime le idee chiare in circolazione. Così può succedere che nel giro di poche ore si facciano avanti due proposte per promuovere il territorio di segno diametralmente opposto. La prima arriva dal sud Italia e prevede la creazione di una DOC Sicilia che abbraccerà tutto il territorio regionale.

Diego Planeta e l’assessore regionale all’agricoltura Giovanni La Via sono tra i sostenitori di un’iniziativa che ricorda molto quella del Languedoc della quale abbiamo già parlato qui. Il vantaggio dell’operazione sta tutto nel nome “Sicilia” conosciuto e apprezzato all’estero, facile da vendere senza spendere troppo in promozione. Una mega-doc quindi che è l’esatto opposto dell’iniziativa lanciata in Liguria: creare una sottozona nella doc “Golfo del Tigullio” per valorizzare le vigne affacciate sul mare.

Come si chiamerà la sottozona? Portofino, ovvio, anche se in zona di vigne se ne vedono pochine. Non voglio fare battute sulle produzioni locali di yacht club e aperitivi ma certo guardando il golfo dall’alto (Google Maps è lì apposta) si capisce che la zappa non è tra gli utensili più usati in piazzetta. L’idea è partita da quel produttore che circa un anno fa inabissò 6.000 bottiglie di spumante davanti al mitico golfo ed ha il placet della Confagricoltura e Coldiretti regionali. Dice il titolare delle cantine Bisson, Piero Lugano, per giustificare la nascita della sottozona che “la salsedine che si deposita sui grappoli e sulle foglie, trasferisce le sensazione uniche di quest’ambiente al vino. Quello prodotto sulla costa, quindi, va distinto dal resto della doc”. Noi gli crediamo sulla fiducia, anche se a chiarire bene il tutto ci pensa il presidente della CIA Giulio Malavolti con un’alzata di genio del tipo “L’obiettivo è sfruttare un nome mondiale per valorizzare un prodotto locale”. Un pelo più brutale, ma chiaro nel suo genere.

Insomma tra la mega-doc Sicilia e la microzona Portofino ci siamo noi e i nostri dubbi su cosa sia meglio per promuovere il vino Italiano. Chi dei due fa la cosa giusta, secondo voi? Uno, nessuno o tutti e due?

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

1 Commento

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Franco Ziliani

circa 9 anni fa - Link

domanda semplicissima: ma cui prodest una maxi Doc Sicilia? Per scaricarci dentro i fiumi, anzi il mare di Nero d'Avola che hanno improvvidamente piantato un po' ovunque e di cui ora, che le quotazioni hanno raggiunto quotazioni infime, non sanno che farci? Una vera sciocchezza

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