St George Restaurant a Taormina, il paradiso di Giovanni Solofra e Roberta Merolli

St George Restaurant a Taormina, il paradiso di Giovanni Solofra e Roberta Merolli

di Andrea Gori

Una stella brilla da quasi due anni a Taormina e si è ormai ritagliata un posto fisso tra gli appassionati gourmet della Trinacria. Un’isola che non ha saputo sfruttare l’occasione dei Ferragnez per promuoversi dal punto di vista enogastronomico ma si è ri-affermata come uno dei luoghi dove si mangia meglio sulla terra grazie al matrimonio di Roy Paci andato in scena al Nautoscopio di Palermo.

Ma non si conquistano i palati con i catering dei matrimoni bensì con il duro lavoro giorno dopo giorno, imparando a conoscere le materie prime locali, i pescatori, i raccoglitori di funghi e frutti della montagna e gli agricoltori presenti ai mercati con le loro primizie locali, dai tenerumi in poi. Certo poi ci vuole la sensibilità campana e abruzzese forgiate alla scuola di Heinz Beck di Giovanni Solofra e Roberta Merolli (chef pâtissier) per ottenere risultati così straordinari ma il risultato che ci interessa è che a Taormina c’è un altro punto fermo nel panorama ristoranti.

Al St George Restaurant, all’interno del lussuoso e intimo Ashbee Hotel,  si è accolti in una oasi spettacolare e panoramica con vista mozzafiato sullo stretto di Messina in lontananza e l’ingresso sulla terrazza che già fa dimenticare il caos e il caldo di Taormina dell’ora di punta, anche in una calda serata agostana.

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Tavoli comodi, spaziosi e sedute relax senza svacco e accoglienza con balletto di sala adeguato all’ambiente ma mai invadente. Si parte con le bollicine scegliendo tra Champagne Perrier Jouet, Ferrari Perlè Rosè e Franciacorta e alternativa locale ovvero  il “Terza Via” Grillo Brut di Marco de’ Bartoli un vino che continua a dividere ma che al sottoscritto continua a piacere annata dopo annata: salsedine, miele d’acacia, carrube, tocchi mentolati e una bollicina appena grossolana e rustica ma che fa il suo dovere (89). Un vino di carattere e gusto che apre la cena molto bene a partire dalla coraggiosa entrée di Gelato al Kiwi e Ostrica Grigliata un mix ben colto di freschezza marina e frutto piccante.

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Altre entrèe scorrono veloci ma non si dimenticano facilmente perchè utilizzano i neonati e altri frutti di mare in contesti appena destabilizzanti ma sempre piacevolmente gustosi: tra panificazioni ardite con grani antiche in varie consistenze, cannoli ripieni di gamberi rossi, hamburger di carne e senape, spume di alga e farina con alice e burro non ci si annoia affatto, anzi. E pure il cestino del pane è ricchissimo variegato, bisogna esercitare molta calma per non spolverare il tutto in pochi secondi.
E’ comunque  già tempo di aprire il vino che abbiamo scelto per proseguire la serata da una carta di grande profondità e spessore internazionale ma che ha nella Sicilia il suo nucleo principale di interesse.
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Nerina Girolamo Russo Etna Bianco 2017 note di robinia e glicine, talco e ostrica, confetto menta e salvia, bocca di polpa fine, sostanza e leggiadrìa, sapido e quasi salato, con un dolce ritorno di frutto lungo e distinto di pesca e lime. 91
Lo proviamo subito su un piatto che dimostra la maestria di tocco del pesce da parte di Giovanni ovvero, un Crudo di Ricciola marinata agli agrumi, lamponi ghiacciati, olio di menta e eucalipto, salsa verde alla mela verde e cetriolo, perfetto per evidenziare la scuola “molecolare” di Beck, ma anche l’anima di Giovanni che viene fuori nei rimandi aromatici e nella consistenza del pesce, davvero fantastica.
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Sempre con Nerina nel bicchiere restiamo sul Vulcano con un piatto che mira ad evocare le suggestioni di una botturiana passeggiata dalla montagna al mare, dall’Etna a Letojanni: “Pesce ed Etna, gamberi e frutti di bosco della montagna, golden rooseberry, mirtillo, uvaspina, mora, lampone e fungo ovulo dell’Etna con prosciutto dei Nebrodi tritati “. Piatto che intriga anche solo a vedersi ma in bocca esplode in mille rivoli di piacevolezza agrumata, fruttata con il pesce e l’ovulo a dettare ritmo e croccantezza assortita. Costruzione splendida e scelta degli ingredienti che fanno trasparire della poesia.
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Procediamo ed è tempo di un altro Etna bianco:
Eruzione Carricante 1964 2016 Planeta piccante e saporito, spezia di anice, finocchio e rosmarino, pera e mela Golden, poi zenzero, bocca agile, sapida e fine con un tocco di ariosa eleganza 88
Siamo ai primi tra cui scegliamo quello basato sui tenerumi, verdura locale povera che si presta a giochi piacevolissimi come appunto nei Tagliolini telline, tenerumi, ricci di mare con soffritto ad hoc (ovvero con ricetta segreta che lo irrobustisce). Un piatto godereccio e dotato di levità sorprendente per essere un piatto di pasta, ricci perfetti nel dosaggio e tenerumi che legano splendidamente gli elementi insieme, non senza lo zampino del vino che sbroglia la matassa di sapore con la sua piccantezza e note appena affumicate a giocare con i ricci in maniera divertente.
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Saremmo già sazi ma accettiamo con piacere un fuori programma dalla cucina ovvero l’Animella glassata, rosso d’uovo, asparago e acqua d’asparago, crema di asparagi e tartufo, piatto hard e intenso che  scorre via alla grande anche con il vino bianco ma sul quale in effetti un rosso con un qualche grip ci sarebbe stato benissimo.
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Infine il “secondo”, ovvero, “Pesce e l’Insalata” composto pesce d’amo (un San Pietro in questo caso), una  nuvola ghiacciata di , carota in meringa, lattuga invidia riccia e rucola, tutto cotto in acqua di pomodoro, elemento in cui Giovanni è ovvio maestro, tanto che ci lasciamo tentare pure da un suo spaghetto al pomodoro (meraviglioso).
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Dopo la bella prova nella panificazione, spazio a Roberta Merolli nei dolci e ce ne sono almeno due che valgono il viaggio. Il primo è “Pane e Latte” una rievocazione toccante e mirabile della colazione napoletana con caffellatte e  fetta biscottata realizzata con una spugna di latte zuccherato, con sopra adagiato del gelato alla vaniglia e una cialda che viene inzuppata di caffè insieme a delle spugne di pan dolce croccante a richiamare appunto la fetta biscottata.  Ma descriverlo è dura, ciò che si scolpisce nella memoria è la capacità di rievocare i ricordi della colazione dei nostri padri e nonni, una qualcosa che abbiamo imparato ad ammirare dall’altro lato del tavolo e che improvvisamente si manifesta sotto i nostri occhi.
pane e latte roberta merolli
L’altro dessert, con tanto di musica di accompagnamento di Elvis Presley, è una mirabile composizione a base di frutta e gelato in tantissime consistenze appunto TuttiFrutti.  Cialde aromatizzate con frutta di bosco si alternano a frutta a fette, cialde, caramellizzazioni e gelato di gusti siciliani e tropicali alternati e freschissimi. Si mangia veloce per apprezzarne sfumature e rivoli di piacere zuccherino ma non appesantisce mai, soprattutto se si ha l’accortezza di accompagnarlo con del Moscato d’Asti.
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Qui nella sua struttura dettagliata:
tutti frutti roberta merolli dessert
Segue ovviamente piccola pasticceria e caffè che si gusta con la stessa vista splendida di prima ma con una sensazione di meraviglia, pace e serenità davvero rare nella nostra vita di globetrotter del bicchiere e della forchetta.
Menu degustazione 5 portate 110€
Abbinamento 4 vini 50€
Menu degustazione 7 portate 150€
Abbinamento 4 vini 70€
THE ASHBEE HOTEL
Viale San Pancrazio n.46 98039 Taormina (ME)
Tel +39 0942 23537 – Fax +39 0942 626227
info@theashbeehotel.com

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

4 Commenti

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Marcovena

circa 2 mesi fa - Link

Finalmente qualcuno a cui piace il Terzavia di de Bartoli, bravo Andrea. Ora che ci sei prova anche il Terzavia Riserva...da brividi! Hai presente il wrestler anni '90 the Undertaker...ecco cosa mi ha ricordato...possanza, muscoli, agilità e incenso...ossidazione controllata (jura style). Gotico

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Andrea Gori

circa 2 mesi fa - Link

Il terza via è un vino divisivo come pochi! in redazione ne discutiamo ad ogni uscita...ma lo stesso fatto che non piaccia a tutti secondo me è un pregio indiscutibile

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Salvatore

circa 2 mesi fa - Link

Piatti interessanti, ma il prezzo dei quattro calici si riferisce ai vini assaggiati oppure è stata fatta una selezione ad hoc?

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Andrea Gori

circa 2 mesi fa - Link

Ciao Salvatore, io ho scelto dal menu dei vini al bicchiere, la selezione piatto piatto non l'ho scelta ma è più complessa e articolata di quella che ho scelto io

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