Sono in finale e quest’anno voglio proprio diventare Ambassadeur de Champagne


Quest’anno ho davvero dato il meglio per raggiungere le finali di Ambassadeur de Champagne 2011. Quello organizzato dal CIVC (Comité interprofessionnel du vin de Champagne) è un concorso atipico e molti vincitori delle passate edizioni vengono dalla Toscana (Roberto Bellini, Leonardo Taddei, Marco Anichini). Fuori dagli schemi perchè la preparazione AIS e le capacità di degustazione non sono tutto: qui il focus è la comunicazione dello Champagne non il suo servizio o l’assaggio. Serve usare gli Champagne per descrivere la Champagne e tutta la magia che il nome porta con sé.

Regole particolari che rendono la preparazione difficile soprattutto perché richiede non solo una buona conoscenza della geologia del territorio, dei suoi cru, delle maison e delle cuvée principali sul mercato ma anche e soprattutto sapersi inventare il modo per sviluppare ogni anno un tema diverso sulla Champagne: nel 2010 la diversità, nel 2009 i Rosati, ancor prima i millesimati e quest’anno le sfumature dei terroir e l’arte dell’assemblaggio, il tutto usando 4 bottiglie scelte dalla commissione. Tempo per elaborare il tutto 30 minuti, poi 35 minuti per esporre il tutto alla commissione. A seguire, 15 minuti per domande e approfondimenti. La difficoltà principale risiede nel fatto che prima della finale devi preparare un canovaccio con esempi e una traccia cui attenersi, rigida e chiara ma abbastanza elastica da piegarsi alle cuvée proposte. Altra difficoltà è il dover fingere di parlare ad una platea che sa come si fa uno Champagne ma tutto sommato non esperta. Quindi è necessario evitare troppi tecnicismi e paroloni, dire poche cose ma chiare e con esempi. L’importante è non risultare nozionisti, bisogna seguire fedelmente il tema e la traccia proposti, risultando esaurienti.

Si valutano soprattutto chiarezza espositiva e capacità di comunicare un concetto dello Champagne. Il concorso è aperto a giornalisti, sommelier, ristoratori o anche semplici appassionati ma che svolgano appunto ogni anno attività di comunicazione (degustazioni, articoli, eventi, libri). Per arrivare in finale è infatti necessario allegare un CV dettagliato, con le attività svolte sul tema durante l’anno, rispondere a 10 domande chiuse su vari aspetti dello Champagne (affatto banali), e infine preparare una tesina sull’argomento specifico. Tra i dossier (quest’anno ben 45 i partecipanti), escono i nomi dei tre finalisti che si giocano a Milano la finale italiana. Chi vince vola a giocarsi il titolo ad Epernay con gli altri vincitori nazionali, dopo una settimana di lavori forzati tra cantina e vigna.

Consigli spicci e banali da aggiungere? Sempre i soliti: degustare tanti prodotti, meglio se in compagnia di persone competenti che ne sanno più di te (ad esempio consiglio spassionato di frequentare i locali dei due finalisti insieme a me quest’anno ovvero Maurizio Zanolla e Andrea de Agostini). Ricordare aromi, sensazioni e anche le idee più strampalate, segnarsi gli abbinamenti proposti in ristoranti con cucina di alto livello e ovviamente viaggiare, sperimentare. Quanto all’esposizione, l’idea della formula che ho proposto quest’anno mi è venuta leggendo un pezzo sulla matematica di tutti i giorni su La Domenica del Sole 24 ore che citava un bell’aforisma di Winston Churchill (quello della cuvèe di Pol Roger), ovvero “l’arte della politica sta nel prevedere cosa accadrà domani, dopodomani, tra un mese e tra un anno. E l’abilità dopo di spiegare come mai non è accaduto”. Praticamente la stessa arte di chi assembla 80 parcelle diverse di cru ogni anno per realizzare una cuvée di Champagne.

Curiosi della formula con cui ho stupito la giuria?

  • CH = chardonnay
  • PN = pinot noir
  • PM = pinot meunier
  • TR = Terroir ed echelle des crus (da 80% a 100%)
  • T = tempo affinamento vin claires, se >1 si tratta di vin de reserve
  • B = uso del legno per i vin claires
  • TL = tempo sui lieviti prima della sboccatura
  • DS = dosage e liquer d’expesition

E adesso, fate le vostre prove!





42 commenti a “Sono in finale e quest’anno voglio proprio diventare Ambassadeur de Champagne

  1. francesco francesco commenta:

    Dai Al Gore prezzemolino che se non devi degustare ce la puoi fare. Vorrei vedere la faccia del tuo amico della val brembana on caso di vittoria ah ah ah

  2. Mammamsterdam Mammamsterdam commenta:

    Gori, ci credo che hai stupefatto la giuria con la formula, ti toccherà rispiegarmela a parte.

  3. Fabrizio pagliardi Fabrizio pagliardi commenta:

    Complimenti!!! E in bocca al lupo per le finali.

  4. Leonardo Leonardo commenta:

    Complimenti e in bocca al lupo per la finale.

    Correggi semmai la formula perchè così come è scritta vuol dire poco, l’uguale va sulla linea di frazione più lunga, giusto in caso la prossima giuria sappia fare le divisioni :-)

    Ancora complimenti.

    L.

  5. Francesco Annibali Francesco Annibali commenta:

    t consiglio solo di non vincere.

    In caso contrario so cazzi tuoi: prox volta che t becco mi offri una boccia di krug…in bocca al lupo

  6. francesca ciancio francesca ciancio commenta:

    sei ufficialmente un malato di mente!

  7. Leonardo Romanelli Leonardo Romanelli commenta:

    Ehm…come mai nel post non scrivi a CARATTERI CUBITALI che hai vinto?Lo hai scritto prima del giudizio, confessa..Comunque, il Gori quest’anno HA VINTO!

  8. anonimo anonimo commenta:

    il Mito ha colpito.

    pur se considero il piscio francese vino da debosciati
    il riconoscimento è meritatissimo.

    Gardini rosica!

  9.  Fabio Cagnetti commenta:

    Complimentissimi! Anche se la formula mi ha causato un lieve mal di testa… :)

  10. luciano pignataro luciano pignataro commenta:

    E’ giusto che i miei complimenti te li faccia qui.
    Sono davvero contento per te

  11. Armando Castagno Armando Castagno commenta:

    Ma bravo! Complimenti sinceri, monsieur l’ambassadeur.

  12. Marossi Marossi commenta:

    Roba da matti. Sarkozy va in Libia a rubarci i contratti, e questo figlio degenere di Caterina de’ Medici vince il concorso per promuovere il vino franzoso.

    “Ahi serva Italia di dolore ostello,
    non vino da burde, ma bordello.”

    Non ci resta che Bigazzi.

  13. Mario Crosta Mario Crosta commenta:

    “piegarsi alle cuvée proposte”… mmmmmmm…..
    Sono le cuvée che si devono piegare!

    Ti mando un abbraccio d’incoraggiamento. Stracciali tutti!!!

  14. Manilo Manilo commenta:

    Se su Intravino è uno dei miei preferiti,un motivo c’è, per me

    NUMBER ONE

    che detto alla romana sarebbe “Namberone”.

  15. E bravo il Gori! Dai, Ambassadeur suona meglio di vicecampionediqualchecosa, no? :-)
    Alegher!

  16. gionni1979 gionni1979 commenta:

    Ripeto quello scritto ieri su fb… Bravooooo!!!!
    Ma la formula è da scellerati!!!!!

  17. Simone e Zeta Simone e Zeta commenta:

    L’ambito titolo è in tasca, tu sei felice e ci sono una “caterva” di persone fiere di te. Bravo!
    PS: Bravo soprattutto se continui con lo Champagne al calice da Burde! :-)

  18. Luca Cravanzola Luca Cravanzola commenta:

    Grande Gori!!!!

  19. gianpaolo paglia gianpaolo paglia commenta:

    Forza Gori, e il prossimo anno, se sei bravo, ti promuoviamo da ambasciatore dello Champagne, ad ambasciatore di Scansano. Ohe’, vuoi mettere?
    Complimenti davvero, perche’ noi si scherza, ma te hai studiato per davvero.

  20. [...] curiosi cosa ho proposto quest’anno dopo le macchie di Rorscrachampagne del 2010, leggete su Intravino. Tags: ambassadeur, andrea, andrea de agostini, Champagne, chiesa, civc, de, enzo vizzari, [...]

  21. carolina carolina commenta:

    bravo gori!! son proprio contenta per te, quando ti stanchi di esser ambassadeur du champagne ti faccio ambassador del fondo! :)

  22. gian paolo gian paolo commenta:

    Grande Gori,ambasciatore non porta pegno…almeno penso!!
    Bravo e complimenti
    P.S.Prova a fare la stessa formula con il Lambrusco e ti vengo a prendere a Burde :) !!ciao GP

  23. Alberto G. Alberto G. commenta:

    Complimenti,forse gli ultimi vista l’ora e i primi che leggerai al risveglio.
    Della formula non ci ho capito quasi una mazza,ma secondo me per la giuria e’ stata una “genialata”.
    Non so se perche’ l’hanno capita perfettamente o se perche’ si sono impressionati come me.

  24. Nelle Nuvole Nelle Nuvole commenta:

    Bravo Andrea, sei diventato Grande.

  25. [...] e come le sfumature del terroir si possano manifestare in un vino si può ricorrere ad una formula oppure si può anche essere più poetici e nel mio caso durante l’esposizione alla finale [...]

  26. Massimiliano Montes Massimiliano Montes commenta:

    Complimenti.
    Ma con la formula “nun ce la fo’” non ci riesco proprio.

  27. Giulia V Giulia V commenta:

    Davvero complimenti!… in bocca al lupo e buon divertimento!

  28. Mirco Mariotti Mirco Mariotti commenta:

    Però se non citi “Wine Music” a Epernay mi arrabbio! ;-)
    Complimentissimi!

  29. Andrea Gori commenta:

    Tranquilizzo i disorientati dalla formula, lunedì sul mio blog la spiegazione con dovizia di dettagli e 4 esempi pratici di bevuta scientifica

  30. Giovanni Corazzol Giovanni Corazzol commenta:

    buono l’Ayala! per quel che vale (detto da me intendo):complimenti.

  31. [...] (su Intravino) che l’Ambassadeur de Champagne è un concorso molto fuori dagli schemi classici cui siamo [...]

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