Solfiti nel vino. Siamo tutti in overdose?

di Antonio Tomacelli

Più di un milione di francesi sarebbe in overdose da solfiti assunti per colpa del vino. L’allarme, lanciato dall’Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria, riguarda più del 3% della popolazione che, ogni giorno, supera la soglia massima di 50 mg stabilita dall’OMS. Con un consumo pro-capite di 58,2 litri l’anno non è difficile direte voi ma, lo ricordo, al secondo posto della classifica dei maggiori consumatori di vino al mondo ci siamo noi italiani (vedi tabella) per cui non siete autorizzati a sentirvi più sani dei francesi.

Statistiche simili in Italia non se ne fanno: noi, si sa, preferiamo la tattica dello struzzo e chissà quanto zolfo scorre nelle nostre arterie inconsapevoli, senza considerare quello assunto attraverso altri cibi. Non voglio qui dilungarmi sui “benefici” dei solfiti sul corpo umano ma vorrei farvi riflettere su un punto. Secondo il nuovo regolamento del vino biologico, da poco entrato in vigore, i vini bianchi non possono contenere più di 150 mg/l di zolfo. In una bottiglia di vino bianco, dunque, al massimo ne troviamo circa 120mg, il che vuol dire una sola cosa: con due bicchieri abbondanti (uno a pranzo e uno a cena) hai superato la soglia massima e sei già in overdose.

E hai bevuto vino biologico. Rendo l’idea?

avatar

Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

50 Commenti

avatar

Giuseppe Carlucci

circa 5 anni fa - Link

"...In una bottiglia di vino bianco, dunque, ne troviamo circa 120mg" Antò... non ne troviamo circa 120mg, ma ne possiamo trovare al massimo 120mg (sottilissima differenza) così come ne possiamo trovare 50mg dipende sempre da cosa bevi...

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 5 anni fa - Link

Eccoti accontentato, ma la domanda resta intatta: e se non fosse bio?

Rispondi
avatar

Riccardo

circa 5 anni fa - Link

se non fosse bio il limite sarebbe di 250 mg/l pertanto se ne potrebbero comunque trovare sotto i 100 mg. Si parla di quantitativo massimo non necessariamente obbligatorio

Rispondi
avatar

Francesco Gagliardi

circa 5 anni fa - Link

I limiti della Solforosa previsti dal regolamento Bio sono piuttosto alti.. Lavoro in una azienda non Bio e vi posso garantire che siamo di nostro abbondantemente sotto i limiti di so2 previsti dal regolamento del vino (cosidetto) Biologico e lo stesso credo avvenga per moltissime altre aziende non certificate ma che lavorano con un minimo di attenzione..

Rispondi
avatar

Alessandro - VinNatur

circa 5 anni fa - Link

Bella scoperta! Noi comunque siamo sempre sul pezzo! Beccatevi questa ... http://www.vinnatur.org/2012/07/20/i-vini-senza-pesticidi-di-vinnatur/

Rispondi
avatar

Gianpaolo Paglia

circa 5 anni fa - Link

scusa, ma se la matematica non e' un opinione: - 52 litri l'anno x 120 mg di SO2/Lt = 6240 mg che divisi per 365 giorni l'anno fa 17,5 mg al giorno visto che in realta' la maggior parte dei vini ha meno solfiti, diciamo 80/90, si va ancora piu' bassi, diciamo 13/14 mg al giorno, che e' quattro o cinque volte inferiore alla dose massima ammissibile (che e' di 0,7 mg/kg, e che riguarda il consumo giornaliero, quindi ogni giorno, non e' leggibile come picco massimo). Tanto per togliere l'allarmismo ingiustificato.

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 5 anni fa - Link

Quindi se tu mangi un pollo e io no, in media abbiamo mangiato metà pollo ciascuno. :-) Non giocare con la matematica...

Rispondi
avatar

Gianpaolo Paglia

circa 5 anni fa - Link

provo a spiegare "La DGA  è l'acronimo della frase inglese Acceptable Daily Intake (abbreviato in ADI),  traducibile in "Dose Giornaliera Accettabile". La DGA è la quantità tollerabile di una sostanza che un uomo, in base al suo peso, può assumere giornalmente e per tutta la vita senza effetti avversi riconoscibili secondo lo stato attuale delle conoscenze." Quindi, questo vuol dire che in teoria si potrebbero assumere 0,7 mg di solfiti per kg di peso corporeo per tutti i giorni e per tutta la vita senza effetti avversi. La definizione dell'OMS non e' quindi utilizzabile come soglia assoluta per un assunzione episodica, e quindi se anche la superassi occasionalmente questo non andrebbe contro le sue raccomandazioni. Per contro, se si prende in esame l'assunzione di alcol, viene considerata accettabile una DGA tra i 20-40 gr di alcol giornaliero per un uomo (meno per una donna e per gli anziani). Facendo due conti, un bicchiere di vino piccolo, 125 ml, al 12 % di alcol, contiene circa 12 gr di alcol. Da questo si puo' dire che 3 bicchieri piccoli di vino come descritto contengono 36 gr di alcol, quindi la dose massima consigliata e' gia' raggiunta.

Rispondi
avatar

Durthu

circa 5 anni fa - Link

Il buon Paglia ha ragione, e non sta giocando proprio con niente. Temo che tu abbia fatto un errore di interpretazione. E, incidentalmente, l'articolo diventa pretestuoso. Bere vini naturali, paradossalmente, serve piu' a chi di vino ne abusa. Forte eh? Chi beve massimo un paio di bicchieri massimi al giorno, ossia diciamo un quarto di bottiglia, sta tranquillamente sotto il limite, a meno che non consumi esclusiavamente Sauternes.

Rispondi
avatar

Francesco Gagliardi

circa 5 anni fa - Link

Peccato che i limiti di SO2 per i vini naturali non siano proprio così bassi.. Se il consumatore pensasse di evitare mal di testa da solforosa bevendo vini certificati bio potrebbe avere brutte sorprese grazie al regolamento che è stato appena approvato..

Rispondi
avatar

Riccardo

circa 5 anni fa - Link

se la soglia massima è di 50 mg basterebbe anche metà bicchiere per uscire dalla soglia. Sbaglio?

Rispondi
avatar

Riccardo

circa 5 anni fa - Link

volevo dire metà bottiglia.

Rispondi
avatar

MSimone

circa 5 anni fa - Link

Sarebbe bello vedere indicato sulla bottiglia la quantità di solfiti che contiene. Voglio dire è obbligatorio indicare il residuo fisso nelle bottiglie di acqua minerale; perchè non farlo per sapere quanto zolfo contiene una bottiglia di vino?

Rispondi
avatar

Gianpaolo Paglia

circa 5 anni fa - Link

Leggendo l'articolo originale francese, la cosa veramente sorprendente e' quella che dice che il 3% degli adulti supera la DGA in solfiti. Ora, questo vuol dire che questi individui bevono di media mezza bottiglia al giorno ogni santo giorno dell'anno, ovvero oltre 135 litri di vino l'anno. Non ci sarebbe piuttosto da preccuparsi leggermente di piu' per lo stato del fegato di questi signori a causa dell'abuso di alcol?

Rispondi
avatar

Massimiliano Montes

circa 5 anni fa - Link

Gianpaolo, due cose sbagliate non fanno una cosa giusta. E' come dire che se ti fratturi un braccio non ti devi preoccupare di romperti anche un piede

Rispondi
avatar

Gianpaolo Paglia

circa 5 anni fa - Link

ma secondo te, gli effetti dall'abuso di alcol e quelli da solfiti sono comparabili? Hai ma sentito parlare del fenomeno del "solfitismo" o del "binge solfiting"?

Rispondi
avatar

Massimiliano Montes

circa 5 anni fa - Link

Fanno male sia l'alcol che la solforosa. Non potendo eliminare l'alcol dal vino (a meno di creare il vino analcolico) riduciamo almeno la solforosa! E magari eliminiamo completamente i residui degli insetticidi.

Rispondi
avatar

Cristiano

circa 5 anni fa - Link

Ma è troppo una mezzina al dì ? Se la risposta è si, mi sa che che siamo in tanti ad avere qualche problemino qua.

Rispondi
avatar

Gabriele Succi

circa 5 anni fa - Link

:lol: Mitico Cristiano! Il problema aumenta per chi come me se ne beve di media 2 (DI BOTTIGLIE) ogni 3 gg... :shock:

Rispondi
avatar

Federico

circa 5 anni fa - Link

In questo calcolo sarebbe doveroso considerare che di solfiti (anidride solforosa e suoi derivati) ne assumiamo anche attraverso altri cibi. Giusto per fare qualche esempio penso ai sottaceti, succhi di frutta (dove sotto i 10 mg/l può anche essere omessa dagli ingredienti!), frutta secca confezionata, aceto balsamico e vari altre preparazioni industriali dove compaiono direttamente come ingrediente o anche solo come residuo di lavorazione. E' ovvio che non mangiamo chili di sottaceti o beviamo litri di aceto balsamico al giorno (slurp!), ma a livello statistico per calcolare un assorbimento annuo è sicuramente necessario introdurre anche il consumo medio annuo di questi prodotti e quindi dei solfiti contenuti. Questo anche nelle considerazioni che ne derivano, quali che siano.

Rispondi
avatar

roberto gatti

circa 5 anni fa - Link

Questi sono i limiti ammessi dalla legge : Livello massimo solfiti (SO2 totale) in mg/l precedente: attuale: Categoria di vino 1493/1999 OIV 2009 606/2009 Vini rossi secchi 160 150 150 Vini bianchi e rosati secchi 210 200 200 Vini rossi non secchi 210 300 200 Vini bianchi e rosati non secchi 260 300 250 Vini bianchi tipo Spätlese e altri (Bordeaux supérieur, Rioja,...) 300 - 300 Vini bianchi tipo Auslese 350 - 350 Vini bianchi tipo Beerenauslese, Trockenbeerenauslese, Eiswein, Sauternes, ecc. 400 400 400 Vini spumanti di qualità - - 185 Altri vini spumanti - - 235 Vini liquorosi secchi - - 150 Vini liquorosi non secchi - - 200 Ma al di la di quello che la legge prescrive, basterebbe indicarne la quantità in etichetta all'atto dell'imbottigliamento, poi ognuno decide quale vino bere e quale tralasciare

Rispondi
avatar

Massimo Cattaneo

circa 5 anni fa - Link

"basterebbe indicarne la quantità in etichetta all’atto dell’imbottigliamento, poi ognuno decide quale vino bere e quale tralasciare". E' quello che pensano tutti da decenni, la soluzione più logica, la più sincera, la meno costosa !?. Qualcuno gentilmente saprebbe spiegarmi perchè non viene presa in considerazione ?

Rispondi
avatar

gianpaolo paglia

circa 5 anni fa - Link

ci sono dei problemi pratici, non insormontabili ma abbastanza complessi. Il punto è che la solforosa non è proprio stabile, anche la totale varia, e comunque andrebbe effettuata su ogni lotto di imbottigliamento, con la necessità di stampare sull'etichetta il dato per ogni volta che si imbottiglia. Il che vuol dire che per un vino prodotto in 100.000 bottiglie, che viene imbottigliato in 10 lotti da 10.000 bottiglie, si devono stampare 10 versioni della stessa etochetta. Tutto si può fare, ma bisognerebbe chiedersi perchè si fa. Il legislatore, a livello mondiale, ritiene che se il vino rientra nella dose massima prevista per legge non provochi problemi, tranne che a chi è allergico ai solfiti, che in questo caso lo dovrebbero evitare del tutto a prescindere, ed è per questo che la notazione "contiene solfiti" esiste.

Rispondi
avatar

Federico

circa 5 anni fa - Link

Quello che dici è vero solo in parte. Il legislatore (come per i nitriti nei salumi) fissa una quantità massima in base a un consumo di quell'alimento in regime di dieta equilibrata o quantomeno in base a una media di consumo europeo. Per cui le dosi introducibili con un consumo superiore alla media sono spesso e volentieri superiori alla quantità massima fissata. In più, come dicevo in un altro commento, ci sarebbe da verificare la presenza della sostanza in oggetto anche negli altri alimenti che si consumano. In pratica, passando ai salumi (per non dare l'impressione che sono contro i solfiti), se mangio due etti di mortadella il lunedì, un salamino il martedì, due teneron**** il mercoledì, prosciutto e melone il giovedì, venerdì salsiccia alla griglia (spesso quella industriale contiene nitriti), sabato affettato misto e domenica vado al ristorante, avrò probabilmente superato il limite massimo di nitriti previsto dal legislatore. Da qui il concetto di overdose anche per sostanze che tecnicamente vengono introdotte in alimenti a seguito di una norma che tenta di salvaguardare la salute dei consumatori. Concludo dicendo che il legislatore fa quello che può, ma ognuno deve essere il primo "medico" di se stesso.

Rispondi
avatar

gianpaolo paglia

circa 5 anni fa - Link

si, ma se uno non fa un consumo equlibrato ma straordinario di un alimento è normale che possa incorrere in problemi. Ed infatti in molti paesi, come ad es. in UK, viene ormai adottato il numero di units di alcol consigliate (drinkaware.com) per far capire al consumatore quali sono i parametri da non superare. Non esiste una soglia "zero", per cui aumentando la quantità qualunque sostanza diviene ad un certo punto dannosa. Detto questo, se uno abusa nel consumo di vino, il parametro di gran lunga piu' preoccupante è certamente l'alcol, non i solfiti. Basta andarsi a ricercare quali sono gli effetti di un consumo sostenuto di entrambi.

avatar

Federico

circa 5 anni fa - Link

Penso che stiamo dicendo la stessa cosa. La mia era solo una puntualizzazione, forse eccessiva, sulla funzione del legislatore. Volevo solo sottolineare che in questo campo non sempre, solo perchè è lecito, è anche innocuo. Concordo pienamente su quello che dici sull'alcol e non perchè sono un esperto, ma perchè è del tutto evidente dalle conoscenze ad oggi acquisite. Che poi il vino (e quindi l'alcol) piaccia a tutti quelli che frequentano questo blog lo è altrettanto (evidente). Tutto sta nel trovare la propria misura, che possibilmete sarebbe meglio fosse anche il meno dannosa possibile.

avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Quello che sarebbe molto facile fare, è di permettere (non obbligare, beninteso!) chi va in bottiglia con meno di 50 di solforosa di indicarlo in etichetta. I miei vini, e sono convinto anche i tuoi e quasi tutti quelli di qualità, ci rientrerebbero tranquillamente.

Rispondi
avatar

gianpaolo paglia

circa 5 anni fa - Link

credo che sarebbe fattibile infatti una segmentazione a fasce, o almeno come dici tu una suddivisione in due fasce, meglio che mettere il dato analitico puntuale che può essere molto complicato. Una domanda, ma secondo te è un dato quello della solforosa, che può essere riportato tra le scritte volontarie in etichetta?

avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Do solito quello che non é proibito è lecito, ma nella normativa sulle etichette é ammesso solo quello esplicitamente previsto per cui l'indicazione dei solfiti inferiori a 50 non può essere messa. Al più potrebbe essere indicata in retro come "indicazione al consumo", ma ho molti dubbi.

avatar

Massimiliano Montes

circa 5 anni fa - Link

Soluzione brillante e condivisibile.

avatar

Massimo Cattaneo

circa 5 anni fa - Link

Bene. Fai parte di quelli che dice che si può fare ! Ma perchè tutti lo dicono ma nessuno lo fa e non viene nemmeno preso in considerazione dagli organismi preposti ? Che svantaggi potrà mai portare se si può dire ?

Rispondi
avatar

Mike Tommasi

circa 5 anni fa - Link

Giampaolo e Federico hanno già detto tutto, e mi associo. (Federico, una dose immensa di solfiti la trovi nei gamberi importati, e pure nelle insalate già preparate nel sacchetto). La morale della storia è che al di là del manicheismo tra industriali a 150mg/l e "sans soufre" c'è un (piccolo) mondo di vino buono sano e fatto con aggiunte di SO2 dell'ordine dei 20-40 mg/l. Sarebbe infatti interessante una categoria UFFICIALE (iniziative private eroiche astenersi perchè assoutamente non credibili) di vini limitati a 40mg/l o giù di lì, una dicitura chiara e approvata dall'UE insomma. Anche perchè un vino fatto con tali dosi DEVE essere fatto con uve sane e "lavorate" bene (stavo per dire "trattate"). Ma finché alla UE ci vanno solo quelli che vogliono SOLO vino a ZERO SO2, o quelli che vogliono far indicare la quantità di SO2 (che il 99% dei consumatori non è capace di capire o interpretare), allora le cose rimarranno come sono. buone bevute Mike

Rispondi
avatar

Mike Tommasi

circa 5 anni fa - Link

scusate volevo scrivere GiaNpaolo...

Rispondi
avatar

Federico

circa 5 anni fa - Link

L'idea delle categorie che identificano la fascia di quantità di solfiti aggiunti è a mio avviso intelligente, ma scomoda. Sarebbe un ottimo strumento per indurre i produttori a una evoluzione virtuosa, perchè mi sembra abbastanza ovvio che piano piano i consumatori si sposterebbero verso le fascie con meno solfiti. Il problema sono però i produttori (grossi) e i loro interessi (grossi). Come dici tu un vino con pochi solfiti aggiunti deve essere fatto con uve sane, questo quando si lavorano grosse quantità di uva spesso è MOLTO difficile. Ciò porterebbe i grossi produttori, con grossi quantitativi di uva da acquisire, spostare, lavorare, ecc., a coprire sempre più e solo le fasce di consumo economiche, dove l'attenzione del consumatore alla classificazione dei solfiti passa in secondo piano rispetto al budget di spesa a disposizione per comprare vino. In definitiva penso che sarebbe un virtuosismo che fa solo l'interesse dei consumatori e dei piccoli/medi produttori (e non certo tutti) e non dei "grossi" ed è per questo che è una soluzione che credo non verrà seriamente presa in considerazioni. Sono tutte mie congetture, ma mi sembrano verosimili.

Rispondi
avatar

Zakk

circa 5 anni fa - Link

Bingo! Allo stato della nostra salute non intessa niente, salvo poi lamentarsi che ci ammaliamo perchè abbiamo una dieta sballata. Allo stato interessano gli interessi delle grandi aziende. Per ovvi motivi economici privati. Tempo fa su questo blog si parlava di un grosso produttore del quale non si riesce a sapere quante bottiglie produce di un determinato vino, uno da quantità, non necessariamente da qualità imho. Ebbene, chiunque faccia certe masse di vino ha bisogno di uniformare lo stile di quel vino su tutta la sua produzione, affinché chi bevesse una bottiglia, chessò, a Firenze, non riscontri differenze con una bottiglia dello stesso vino bevuta a Sydney o a San Francisco. Di quanta solforosa ci mette dentro un grosso produttore poco importa, tanto è vero che i limiti di legge sono almeno ridicoli: quanti produttori hanno bisogno di mettere più solforosa nei propri vini? E vorremmo chiamarli produttori? Sicuri? F####d up, io bevo quel che mi piace e me ne sbatto dei solfiti, che la vita è gia dura di suo, figuriamoci se devo pure rinunciare al vino.

Rispondi
avatar

Francesco Gagliardi

circa 5 anni fa - Link

Ci preoccupiamo (giustamente) dei solfiti che assumiamo bevendo vino ma prestiamo sempre poca attenzione a quelle che contemporaneamente assumiamo mangiando. ALIMENTI DOSE MASSIMA mg o ml / kg di solfiti Aceto 170 Amidi 50 Crostacei 150 Stoccafisso o baccala 200 Senape 250/500 Surrogati carne pesce o crostacei 200 Concentrati di frutta 250 Albicocche pesche uvetta prugne e fichi secchi 2000 Banane essiccate 1000 Mele e pere secche 600 Preparati per purè 400 Pomodori secchi 200 Vini rossi 210 Vini bianchi 160 Vini tedeschi Spatlese e Aulese 300 Vini bordeaux 300 Vini francesi Barzac sauternes… 400 Succo d’uva concentrato 200 Succo di limone 350 Assumiamo inconsapevolmente ogni giorno dosi di solforosa anche in maniera massiccia e, sempre sul banco degli imputati additiamo il vino….

Rispondi
avatar

Luca Risso

circa 5 anni fa - Link

Eppure (allergici a parte) nessuno corre all'ospedale per overdose di solfiti. Sarà mica che quel valore di 50 mg di SO2 identificata come il feticcio malefico sarà un po', come dire, cautelativo? Luk

Rispondi
avatar

Mike Tommasi

circa 5 anni fa - Link

Non solo i salumi, ma anche i cavalli sono pieni di nitriti...

Rispondi
avatar

gianpaolo paglia

circa 5 anni fa - Link

bannate Tommasi per sempre :)

Rispondi
avatar

roberto gatti

circa 5 anni fa - Link

Però è simpatico....dai !

Rispondi
avatar

Federico

circa 5 anni fa - Link

Infatti il legislatore ha vietato la produzione industriale di salumi di cavallo .....

Rispondi
avatar

amaro

circa 5 anni fa - Link

C'è chi ha risolto mettendo l'ozono a posto dei solfiti.. http://www.purovino.it/index.shtml

Rispondi
avatar

Massimiliano Montes

circa 5 anni fa - Link

Perché non irradiare con i raggi gamma, allora?

Rispondi

SirPanzy

circa 5 anni fa - Link

Se vi disturbano i solfiti nel vino fatelo bollire qualche minuto prima di berlo. Facile! io lo faccio sempre!

Rispondi
avatar

Federico

circa 5 anni fa - Link

Anch'io lo facevo, ma poi ho smesso perchè mi sono stancato di quell'aroma retronasale di pentola che a dire il vero appiattiva un po' la varietà di bottiglie che stappavo.

Rispondi
avatar

Fabio Cagnetti

circa 5 anni fa - Link

con tutto il riesling che bevo dovrei essere già bell'e morto. Che poi magari muoio domani, però felice.

Rispondi
avatar

Simone e Zeta

circa 5 anni fa - Link

Non vorrei passare da superficiale se non mi preoccupo della intrinseca pericolosità della solforosa. Ok, non sarà acqua di fonte ma non eguaglia i danni dell' alcool, dell'inquinamento, della Binetti etc... Il mio problema è il non sopportarne l'arona e lo stile perfettino/immutabile che dona ai vini. Come un bambino con il Pongo pietrificato nelle mani, se non cambia forma dopo un po' ti stufa!

Rispondi
avatar

pittore salvo lombardo

circa 4 anni fa - Link

per evitare i solfiti contenuti nei vini:non bevetene piu!

Rispondi
avatar

Pierluca

circa 2 anni fa - Link

Io purtroppo da quasi un anno non posso più bere vino o birra per via dei solfiti. Mi basta mezzo bicchiere per dover ricorrere al pronto soccorso e farmi due flebo di cortisonici per colpa della faringe che si ingrossa fino al soffocamento... Mi son fatto 5 gg di ricovero lo scorso anno... E se avessi 18 anni capirei ma ne ho 40 passati e non son mai stato un ubriacone anzi... Ho provato vini senza solfiti e anche birre artigianali fatte da amici e non mi hanno fatto nulla! Spero che un domani i solfiti siano aboliti, non tanto per me ma se qualcosa fa male a qualcuno e se si legge che sempre più gente ha problemi forse qualcosa non va...

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.