Slow Food, il Mercatino del Gusto e i diritti negati di chi paga le tasse

di Antonio Tomacelli

Lo chiamano Mercatino del Gusto ma, in realtà, è una clamorosa kermesse che in cinque giorni ospita decine di migliaia di visitatori e qualche centinaio di produttori. Nel primo weekend di Agosto la città di Maglie, in provincia di Lecce, diventa un polo d’attrazione per i turisti del Salento che affollano la costa Jonica e l’Adriatica. Ad organizzarlo per il tredicesimo anno consecutivo è la condotta pugliese di Slow Food in collaborazione (finanziaria) con i principali enti regionali. Il Mercatino promuove le eccellenze agroalimentari pugliesi ed è, inutile dirlo, un successo di pubblico e di affari. Qui, però, salta fuori un problema che si trascina da anni. Questa sorta di fiera si svolge tra le vie e le piazze di Maglie ed ogni settore ha uno specifico tema. La “Piazza del vino”, ad esempio, si svolge nel cortile di una scuola che può contenere 25 aziende, non una di più. Il guaio è che le cantine solo le stesse dalla prima edizione e ci si infila tra gli espositori solo se qualcuno rinuncia al suo posto.

Conosco personalmente diversi produttori pugliesi in coda da sempre ma, si sa, non si può avere pazienza all’infinito. Uno di loro, Feudi di Guagnano, ha lanciato su Facebook la sua protesta che secondo noi ha diversi punti condivisibili. Leggiamo insieme i punti dolenti:

Un’associazione che riceve contributi pubblici può arrogarsi il diritto, fatto salvo un principio generale di selezione degli operatori in base a dei criteri oggettivi che tengano conto della qualità delle produzioni, di favorire delle aziende rispetto ad altre semplicemente perché “hanno la priorità “ i vecchi espositori?

E che principio è questo? Io, come tanti cittadini e tante aziende di ogni settore e importanza, le tasse le pago con regolarità e non soltanto quando sono sicuro di ricevere una prestazione. In quel contributo che eroga, per esempio, la Camera di Commercio di Lecce per sostenere tale manifestazione, c’è una piccolissima parte che proviene dal lavoro della cantina Feudi di Guagnano: avrà diritto quest’ultima, come contribuente dello Stato italiano,  a uno spazio in tale manifestazione per presentare e vendere ai turisti i suoi vini ?

E se non ne ha diritto, la mia cantina come anche quelle di altri colleghi nelle stesse condizioni e al di là della solita risposta pilatesca che non c’è posto, mi si vuole spiegare perché?

Gianvito Rizzo
Feudi di Guagnano

Insomma, cara/o Slow Food, questo signore paga quelle tasse che, in parte, finanziano il mercatino e chiede soltanto di potervi partecipare di quando in quando. Perchè opponete, a lui come agli altri, il muro di gomma del numero chiuso?

Perchè, fatto salvo il diritto come organizzatore di scegliere il meglio, non pensi a una sana e robusta rotazione delle cantine presenti al Mercatino? Le buone aziende pugliesi sono tante e sarebbe bello mostrarle un po’ alla volta ai turisti salentini, non credi?

Orsù Slow Food nazionale, telefona ai tuoi rappresentanti pugliesi e fai loro questa semplicissima domanda: perché, dopo tredici lunghissimi anni, invitate sempre le stesse cantine?

Falla questa domanda, Slow Food, perchè ce la siamo fatta anche noi e la risposta non ci è piaciuta. Per nulla.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

11 Commenti

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Luca Amodeo

circa 8 anni fa - Link

A pensar male si fa peccato, ma...

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lello

circa 8 anni fa - Link

E' notorio che slow food e' diventata una lobby,ed anche questo caso lo dimostra.

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franco

circa 8 anni fa - Link

Perchè Feudi di Guagnano, invece di scrivere su faccialibro, non ha mandato una semplice mail in quel di Bra?? Sono sicurissimo che gli avrebebro risposto.

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Gianvito Rizzo

circa 8 anni fa - Link

E' vero che su fb ho pubblicato una mia nota in cui parlavo di un'associazione no-profit che organizza una manifestazione enogastronomica in Salento a numero chiuso. Non facevo cenno però, per dovere di cronaca e per correttezza nei confronti dei miei lettori e dei vostri, a Slow Food e nemmeno al Movimento Turismo del Vino come qualcuno aveva ipotizzato. Sta di fatto che il problema esiste e non vorrei che si risolvesse tirando a sorte fra quei produttori che vogliono partecipare ovvero escludendo un collega presente nelle edizioni passate a vantaggio del sottoscritto o di altri in coda. La questione si risolverebbe semplicemente, a mio giudizio, aumentando lo spazio fisico a disposizione delle cantine richiedenti. In questo nostro strano Paese le soluzioni più normali sono quelle meno praticate: siamo sempre e continuamente vittime del Pensare Burocratico !

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

I problemi, sig. Rizzo, si risolvono a colpi di chiarezza. Questo suo mettere le mani avanti non le fa onore e toglie valore a una sua richiesta più che legittima. Per correttezza d'informazione verso i miei lettori specifico che alle manifestazioni del Movimento Turismo del Vino partecipano solo i soci iscritti e, che io sappia, non ci vuole molto per aderire. Ciò detto, ribadisco che la manifestazione in oggetto è il Mercatino del Gusto di Maglie sulla quale ho raccolto nel tempo più di una lamentela da diversi produttori. Se lei vuole prendere le distanze da questo post, faccia pure: di vasi di coccio è pieno il mondo.

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Gianvito Rizzo

circa 8 anni fa - Link

Caro Tomacelli, io direi di non esagerare nei toni e nelle espressioni che vuole cucirmi addosso. Il modo, il linguaggio e la tecnica da me utilizzata per portare a conoscenza una questione che probabilmente riguarda buona parte delle manifestazioni che si svolgono da Trapani a Bolzano, appartiene alla mia libertà di opinione e di scrittura da quando trenta anni fa, appena iscritto all’università, ho avuto l’onore e il privilegio di far parte della famiglia dei giornalisti pubblicisti . La stessa libertà che lei si riconosce , e che io rispetto, nel trattare l’argomento pensando a Slow Food e pubblicando però solo una parte della mia nota. Io non ho paura di denunciare e di scandalizzare: mi sia consentito però di deciderne i tempi, i modi e il contesto in cui ciò deve avvenire. Complimenti per la sua testata e buon lavoro.

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pasquale

circa 8 anni fa - Link

Ancora ci sono dubbi **edit** pensiamoci!! commento alquanto scomposto e senza costrutto. riprovaci. [f.s.]

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Giorgio Gori

circa 8 anni fa - Link

Che commento becero e vergognoso questo, buttato lì solamente per offendere senza portare un argomento e una prova. Non fa onore ai responsabili di questo sito. ai "responsabili del sito" tocca assumersi anche la responsabilità dell'altrui incontinenza. deprecabile. [f.s]

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Ufficio Stampa Mercatino del Gusto

circa 8 anni fa - Link

La nostra manifestazione non è solo dedicata al vino o al cibo ma alla danza, alla buona musica, ai laboratori del gusto, alle presentazioni dei libri e a tutto quello che fa stare bene insieme. In questi tredici anni abbiamo cercato di costruire non solo una grande kermesse enogastronomica ma un’occasione per visitatori (turisti e non) di vivere in maniera differente la Puglia e le sue ricchezze, in un clima di gioia e di festa. Purtroppo, però, abbiamo dei problemi di spazio in tutte le sezioni e ogni anno siamo costretti a fare delle scelte, in molti casi, dolorose. Non crediamo di fare torto a nessuno ma cerchiamo di valorizzare al meglio quelle che consideriamo, secondo alcuni sbagliando, le eccellenze salentine e pugliesi, le aziende storiche e le nuove realtà. In questi tredici anni abbiamo visto crescere e svilupparsi il comparto enogastronomico pugliese, i vini e i cibi di qualità sono aumentati ed è sempre più difficile selezionare le aziende e le cantine da invitare al Mercatino poiché in tanti realizzano e promuovono prodotti riconosciuti a livello nazionale e internazionale. Non avremmo mai pensato all’inizio di questa avventura (che è partita con sole 6 cantine) di dover fare ricorso a “liste d’attesa” che attengono più alla sanità che non alla cucina. Eppure ogni anno cerchiamo così di accontentare tutte le aziende che fanno richiesta e di inserirle nel nostro appuntamento. Una cosa è certa. La qualità della nostra manifestazione è riconosciuta e proprio quelle “liste d’attesa” ne sono la prova. Se le aziende non apprezzassero il Mercatino del Gusto nessuno si lamenterebbe anzi ci sarebbe una corsa a parlarne male e non certo a prenderne parte.

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Ecco, appunto: perchè non eliminate le liste di attesa e non applicate una sana e robusta rotazione? Quella che leggo qui sopra mi sembra una classica "non risposta"

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