Sfida tra sigari numeri 2: Partagas No. 2 vs Diplomatico Piramides

Sfida tra sigari numeri 2: Partagas No. 2 vs Diplomatico Piramides

di Andrea Gori

Non siamo per niente convinti che fumare faccia bene in tempi di Covid19 e nessuna delle presunte ricerche e statistiche pubblicate ci invita all’ottimismo in materia. Fumare fa male, lo faceva prima e lo farà sempre, ma se questi mesi ci hanno insegnato qualcosa è che ogni momento è prezioso per cui investire una volta la settimana nei puff di un grande sigaro può essere fonte di piacere e bei momenti di relax in un frangente che di relax ce ne regala molto poco.

Tra gli assaggi delle ultime settimane, pescando nell’humidor, trovo due “No.2” che non potrebbero essere più diversi ma entrambi arrivati al giusto grado di maturazione in casa. Partagas non ha bisogno di presentazioni visto che è tra le marche più famose e storiche di Cuba che aggiunge abbastanza di recente questa vitola Duke (il formato, espresso in lunghezza e diametro del sigaro, in questo caso lunghezza L 140mm e Cepo RG 54) ai suoi capolavori. A crudo ha note di humus e fungino, lieve ematico e floreale, primo ampio levigato e sottile con un volume soffice di fumo che lo rende estremamente elegante. La nocciola da fresca si fa sempre più intensa e tostata e acquisisce piccantezza e speziatura intensa . Note vegetali di sedano e finocchietto croccanti, più timo e maggiorana menano le danze sul finire del secondo tercio preparando il campo ad un sontuoso finale energico e pepatissimo.

 

L’altro è un formato ben più lungo e ricco ma l’eleganza e finezza sono diverse e permette un relax maggiore. Il Numero 2 di Diplomaticos Piramides (L 156mm RG 52) l’ho scelto in una versione a capa molto scura (che si dice siano le migliori). A crudo ha belle note di ebanisteria nobile e sottobosco con humus, scure e pepate come i primi sorprendenti puff. Scorre sotto ogni boccata una bella nota fresca quasi mentolata con alloro e mirto che accompagnano note di cacao e nocciole e ribes nero nella parte centrale, forza non enorme e aggraziato anche il pittoresco finale con canditi e dolcezze frammiste a pepe nero e caffè indiano.

diplomaticos habanos habana piramides

 

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

3 Commenti

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vinogodi

circa 7 mesi fa - Link

.... INTRAFUMO ...

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Andrea Gori

circa 7 mesi fa - Link

i vizi o tutti o nessuno!

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vinogodi

circa 7 mesi fa - Link

...assolutamente ...

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