Se questo è un vino

di Antonio Tomacelli

Ok, in un passato lontano fui vetero-marxista e solo l’amicizia di una brunetta tutto pepe mi salvò dal baratro maoista. Qualcosa però di quegli anni è rimasto e si agita in me come un gatto inferocito quando vedo sovrastrutture come quelle offerte dallo stilista Roberto Cavalli. Voglio dire: al netto del velluto leopardato, del cavatappi leopardato pure lui (!), delle cifre in metallo su bicchieri e bottiglia, che razza di vino sarà mai? Ma, soprattutto: cosa avrà fatto il povero IGT Toscana per meritarsi tutto questo?

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

18 Commenti

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La linea dell'inutile (Mauro)

circa 9 anni fa - Link

una volta a genova ho visto il suo yatch, ed era tra i piu' piccoli ... lo avessi visto anche tu non ti faresti alcuna domanda :-)

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RAMPAVIA

circa 9 anni fa - Link

Anche io ho visto la nave di Roberto Cavalli e quello che più mi ha colpito non è stata tanto la dimensione ma il fatto che era cangiante. Nel caso mio era ormeggiato a Cannes. Comunque possiamo scherzare o dirci scandalizzati da tanta "ridondanza" ma più di qualcuno penserà a questa confezione per un regalo di classe. Qualcuno ovviamente al quale del vino interessa un fico secco.

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La linea dell'inutile (Mauro)

circa 9 anni fa - Link

no no, qualcuno che tentera' di dire che il vino contenuto (che nn conosco) e' il nuovo montalcino :-)

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Non c'é bisogno di essere vetero-marxista per agitarsi come un gatto inferocito di fronte a questa immagine di pessimo gusto, basta avere un minimo, appunto, di gusto e anche di buon senso. Poi mi sembra un'idea così vecchia, più legata alla cafoneria degli anni ottanta, genere Dallas e Dinasty che alla moda attuale. Per intenderci se davvero Roberto Cavalli voleva stupire e cavalcare l'onda, perché non fare una confezione "Eco", con materiali rigorosamente Bio. Il ricavato delle vendite di tale meraviglia poi dovrebbe essere devoluto ad una causa giusta e pienamente politically correct. Il contenuto della bottiglia, i.e. la qualità del vino é l'aspetto meno importante.

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La linea dell'inutile (Mauro)

circa 9 anni fa - Link

eh no, nuvola :-) allora non conosci lo stile di cavalli ... di una coerenza spaventosa nella continuita' del suo eccesso

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Vini&Cretini

circa 9 anni fa - Link

lo stile estetico, per quanto discutibile non si discute. Quello che non mi piace sinceramente in questo tipo di proposta diciamola "di tendenza" è il fatto che al voluto eccesso di immagine non corrisponde un voluto eccesso nel prodotto. Intendo: se dentro ci fosse un vino eccezionale ed introvabile, beh allora potrebbe essere una cosa anche attraente per alcuni, anche solo per status o per immagine. Ma così proprio non ha senso. Meglio proporre quella bottiglia vuota e con un bel tappo di cristallo, ovviamente marchiato Cavalli!

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La linea dell'inutile (Mauro)

circa 9 anni fa - Link

il voluto eccesso di immagine e' il prodotto

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carolina

circa 9 anni fa - Link

io una confezione così, a prescindere da quello che c'è dentro, non la compro nemmeno se sono ubriaca... orripilante. mi vergogno per il vino che ci sarà dentro, che buono o meno buono, si meritava qualcosa di meno pacchiano. (par la confezione di lusso per una trasfusione di sangue ad un leopardo!!!!!)

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

A quando una bella confezione in pelle umana?

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Antonio Tomacelli

circa 9 anni fa - Link

...di enotecario? :-)

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Francesco Fabbretti

circa 9 anni fa - Link

Sarei più per una patchwork: un pezzo del contadino che coltiva, uno dell'enologo che vinifica, uno del proprietario (eheh, mica può scappare il signor Cavalli!!!), uno del rappresentante, uno del venditore, uno del degustatore che lo premia (esistono più premi quindi i pezzi devono essere più di uno) e uno di chi ne scrive (online o su carta). Sull'etichetta andrebbe lasciato uno spazio vuoto su cui il singolo consumatore appone il suo peronale lembo di pelle terminando la catena umana e congiungendosi idealmente alla "famiglia" che quel vino incarna. p.s. L'idea è malsana ma temo che qualcuno, con opportuni cambiamenti, potrebbe anche adottarla

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Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Si va bene tutta sta' pelle per la confezione, ma dentro la botiglia che cavolo di vino ci va?

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La linea dell'inutile (Mauro)

circa 9 anni fa - Link

cfr. il post sull'abito di lady gaga su dissapore :-) ... http://www.dissapore.com/primo-piano/quanto-costa-il-vestito-di-carne-di-lady-gaga-meno-di-quanto-pensate/

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Totò

circa 9 anni fa - Link

De gustibus non disputandum est. Sia quando si parla di vino che di packaging. Personalmente trovo tutta l'operazione estremamente in linea con il Cavalli's world. Non fa una piega.

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Antonio Tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Che poi, a pensarci bene, il leopardato dona un minimo di allegria. Immaginatevi la bottiglia e i bicchieri senza scatola e ditemi se non vi ricordano la Famiglia Addams!

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Francesco

circa 9 anni fa - Link

Su questo concordo con Tomacelli, ed il rigurgito marxista con ruttino è venuto pure a me. pur restando nell'ambito del de gustibus dico che la roba di cavalli neppure gratis, non solo 'sta parodia di vino ciao

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Ottavia

circa 4 anni fa - Link

A questo vino Wine Spectator ha dato un bel 90/100. Non tanti vini possono vantare votazioni simili. L'ho assaggiato più di una volta, senza conoscere il prezzo. Posso dire che è un super-tuscan validissimo, piacevole e originale, nulla a che vedere con il solito sangiovese. La confezione della foto dell'articolo è quella in edizione limitata, adatta alle discoteche. Il vino viene venduto normalmente così: [imghttp://www.deglidei.it/images/slide/conf1.jpg?v=1][/img]

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