Se dici queste robe a un produttore di vino lo fai incazzare

Se dici queste robe a un produttore di vino lo fai incazzare

di Fiorenzo Sartore

Sarà che è imminente la madre di tutte le fiere (e i cugini satelliti), ma è il caso di annotare un po’ di punti di stile ogni volta che approcciate un produttore. Ci sono cose che i produttori di vino odiano sentirsi dire – alle fiere, ma pure se li incontrate per strada. Insomma segnatevi queste frasi, ed evitatele con cura, se non volete provocare danni.

Oppure non so, usatele se l’intento è esattamente quello di farli incazzare, vedete un po’ voi.

“Ma se sei sempre in giro per fiere, quand’è che vai in vigna?”
Ci manda schiavi nubiani ovviamente, quando non sono impegnati a costruire piramidi.

“Quanta solforosa ci metti?”
A parte il fatto che ‘sta roba della solforosa c’è ormai sfuggita di mano anni fa, di solito ce ne mette un gallone per litro ma a te dirà che ci mette solo le vibrazioni del cosmo. 

Lieviti indigeni, lieviti selezionati”.
Qui non serve che vi dica altro. Basta che usiate a caso una delle due coppie di termini, gli effetti sono assicurati. Se volete esagerare usate tutti e quattro.

Non è giusto che in cantina fai lo stesso prezzo che si pratica in enoteca”.
Aspetta un attimo! Per una volta che un produttore ama il suo enotecaro! Ah no scusa, io qui c’ho il conflitto di interessi.

“Fai vini naturali?”
Sarebbe una domanda innocente, se non fosse che l’ultima volta che l’ho sentita era durante una fiera Vin Natur. Ripeto: Vin NATUR. Ma allora.

“Ah, la spedizione si paga a parte??”
I corrieri mica lavorano gratis. Del resto gli schiavi nubiani sono già tutti impegnati in vigna.

“Riesci a campare con solo due ettari? Hai un altro lavoro?”
Ma certo, integra il fatturato trafficando in schiavi nubiani, se ancora non era chiaro.

“Ma non è un lavoro troppo faticoso per una donna?”
Sette ore filate di vendemmia sono una passeggiata, confronto a stare qui a sentire te.

“Io mi faccio il vino in casa, me lo assaggi e mi dai un parere?”
Te lo do io il parere: cambia passatempo.

“Buono ‘sto prosecchino”.
Fuori dalla mega villa nella splendida cornice c’era scritto chiaramente “Festival del Franciacorta”, ma tu eri disattento.

Extra bonus, variante birraria: “Non è possibile che una bottiglia di birra costi come una bottiglia di vino”.
Prima di dirlo mettetevi a una certa distanza, preparatevi a correre velocemente per un tratto molto lungo, e calzate scarpe adeguate.

Non conosco la tua azienda, non l’ho mai letta su Intravino.
Qui la risposta datecela voi che io c’ho di nuovo il conflitto di interessi.


[Crediti immagine]

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

16 Commenti

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Adriano aiello

circa 3 mesi fa - Link

Aggiungerei la situazione classica e dominante dell'assaggiatore che spiega al produttore come deve fare il vino, ma anche il mondo al contrario alle fiere naturali, tipo - Scusi ma quanto ha di volatile? - 1.3 grammi litro con sorriso a 96 denti e orgoglio assoluto

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Gabriele Succi

circa 3 mesi fa - Link

A me è capitato che uno studente di ingegneria elettronica mi dicesse qual è la forma di allevamento più idonea per il sangiovese nonché il sesto d'impianto più giusto, "perché lui è appassionato ed è uno che si informa". Fate un po' voi...

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Nella Nuvole

circa 3 mesi fa - Link

Prima che si scateni l'uragano relativo ai commenti bizzarri ed antipatici che un produttore accoglie sempre con un sorriso - a parte una sparuta minoranza i cui nomi NON faccio -, vorrei spezzare una lancia a favore di qualche commento positivo e grazioso che ogni tanto ci capita di ascoltare. Tipo: "voi siete sempre una sicurezza di qualità" (il vino non noi mescitori)o "già così pronto e piacevolmente delizioso" (il vino, non il produttore) oppure "ma certo, ora siete occupatissimi, ripasso fra un po'" e poi ripassa davvero.

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Alessandro Sanguineti

circa 3 mesi fa - Link

Sono d'accordo ,anzi la realtà è molto peggio,ormai si vedono "cantine" più simili a industrie chimiche,anche piccoli o medi produttori fanno i "furbi"e quando gli chiedo info.ti rispondono sempre che i cattivi sono sempre gli altri,o che la grandine da lui non è passata,ma ha toccato solo il confinante,nel 2014 qui è venuta giù tanta acqua da far marcire tutto ebbene, i viticoltori erano stati esentati dalla pioggia,chissà dove hanno preso l'uva

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Stefano Cinelli Colombini

circa 3 mesi fa - Link

Eddai, queste domande sono acqua fresca! Quelle che ci danno davvero il mal di pancia sono, in ordine di intavolatura; quelle sul concorrente che vende a molto, molto meno pur avendo punteggi stellari che tu sai molto, molto discutibili, quelle sul tuo vino che non è così corposo, così colorito come quello di Tizio, quando tu sai perfettamente che il vino di Tizio è osmotizzato da morire perché una roba così in natura non esiste e, per finire, quelle degli "esperti" che scambiano 7 o 9 (o addirittura 19) grammi litro di zucchero per struttura, quando è molto, molto probabile che quello sia MCR aggiunto dopo, perché con zuccheri così alti la malolattica........ Queste sono le domande che ci mandano in bestia, caro Fiorenzo, e ancora di più perché non puoi rispondere.

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Paolo Pagano Froy

circa 3 mesi fa - Link

è proprio così... e detto da te, erede di una delle più Antiche famiglie del Vino d'Italia (a cui tali "soggetti" dovrebbero un po' più di Rispetto...ehh) è indicativo dei "Tempi" che viviamo. Con stima. La mia è solida ☺️

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Carolaincats

circa 3 mesi fa - Link

Io adoro quelli che mi spiegano per filo e per segno come fare in vigna, in cantina, alle fiere, con le banche... Poi chissà perché hanno tutti un altro lavoro... Facciamo una roba, venite e bevetene tutti, però senza commenti... Io sarò molto felice.

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Maurizio

circa 3 mesi fa - Link

Si parla sempre dei produttori., giustamente! Eroi della qualita' del nettare.con i loro guai e le loro glorie infinite. E dei mescitori, attori sapienti ed eruditi (non sempre) divulgatori.. Ma di quell.oscuro mondo di mezzo..delle agenzie dei rappresentanti dei distributori. Che macinano chilometri ogni giorno. E si spaccano le orecchie al telefono.che scaricano. Incassano.e spesso fanno le fortune di tante aziende vinicole .ma non le loro..mai una parolina di conforto od un piccolo elogio..? E se non ci fossero loro?

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marco m.

circa 3 mesi fa - Link

Trovo molto giusto quello che dici, Maurizio. Come semplice consumatore, sono convintissimo che sarebbero davvero interessanti le opinioni e le esperienze di chi lavora nel mondo del vino come rappresentante o distributore, quindi -in un certo senso- a metà e a mezza strada tra produttori e consumatori. Ho sempre pensato (e anche detto molte volte, quando in passato facevo seminari e riunioni di vendita) che il venditore è "l'ultimo uomo di marketing" di un'azienda, "ultimo" nella catena organizzativa, non certo per l'importanza del suo ruolo, proprio perché ogni giorno è a contatto diretto con il mercato, le sue esigenze e la sua evoluzione. Mi auguro perciò che tanti tuoi colleghi raccolgano il tuo invito, ci raccontino le loro esperienze e Intravino possa dare a queste vostre opinioni professionali il giusto rilievo.

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Nic Marsél

circa 3 mesi fa - Link

A quando un post con le frasi consentite e uno con quelle consigliate?

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Alessandro

circa 3 mesi fa - Link

“Non è giusto che in cantina fai lo stesso prezzo che si pratica in enoteca”. Soprattutto perche l ernoteca mi fa lo scontrino, tu no. ;-))

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Nelle Nuvole

circa 3 mesi fa - Link

Ehm..., veramente da noi in cantina si emettono sempre scontrini, tutto regolare. A differenza delle enoteche offriamo un servizio molto dettagliato, spiegazione, assaggio, tempo, conoscenza, in tre lingue oltre all'italiano.

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Alessandro

circa 3 mesi fa - Link

Non e`sempre cosi. Diciamo che, purtroppo, e`spesso cosi.

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Nic Marsél

circa 3 mesi fa - Link

Un mio amico, buon bevitore, non è mai andato a nessuna fiera perchè terrorizzato dall'idea che un produttore possa chiedergli come trova il suo vino... "e se dovesse succedere, cosa gli rispondo?" (storia assolutamente vera)

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marco m.

circa 3 mesi fa - Link

Questo amico sarà sicuramente un buon bevitore, ma manca umanamente di una delle caratteristiche fondamentali del buon vino: la schiettezza. Allora un modesto suggerimento alla domanda "cosa gli rispondo ?" : usi le più elementari regole della buona educazione nell'esprimersi. Ma dica chiaramente cosa ne pensa, e cioè "a me piace" oppure "....abbia pazienza, ma a me non piace". Io non avrei il minimo problema a dirlo a un sig.Gaya o a un sig. Cottarella, per non parlare di altri esperti o sedicenti tali. Poi, beninteso, loro possono -gentilmente e fondatamente- restare della loro opinione, e io della mia. Però senza mai dimenticare che chi comanda resta sempre chi apre il portafoglio.

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josè pellegrini

circa 3 mesi fa - Link

In un Paese dove tutti pensano di poter fare il Presidente del Consiglio come non immaginare una schiera di esperti di vigna e cantina ?in fondo vuol dire che questo mondo è fascinoso, consoliamoci così.

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