Rossignol Trapet, la grazia e la forza di Gevrey Chambertin

Rossignol Trapet, la grazia e la forza di Gevrey Chambertin

di Andrea Gori

Ogni volta che scrivo un pezzo sulla Borgogna mi sento come uno studioso di paleontologia, prima ancora che geologo. Prima di addentrarmi su suoli, depositi calcarei, marini e quant’altro, prima ancora di cominciare ad elencare le meraviglie storiche del terziario e cambriano che hanno generato cru come Chambertin, un magnifico panettoncino di 13 ettari capaci di produrre  390 ettolitri  da marna a prevalenza calcarea di origine Bajociana, ecco prima ancora di tutto questo mi sento come gli studiosi di un passato che non avrà più futuro, di vini che possiamo apprezzare forse per le ultime volte perchè prezzi e disponibilità li rendono praticamente in estinzione per quanto riguarda le possibilità dei comuni mortali bevitori alle prese con disponibilità finanziarie limitate.

Nonostante questo mi possa rattristare allo stesso tempo mi esalta quando posso con una certa calma assaggiare il mosaico di meraviglie aromatiche che un comune come Gabriacus Campus Bertin (l’etimologia più accreditata per Gevrey Chambertin) riesce a generare.

E’ qui che nace nel 1989 il Domaine Rossignol Trapet, quando il vigneron Jaques Rossignol si separa da Louis Trapet e insieme ai figli comincia il suo nuovo corso. Biodinamica certificata che esalta suolo e vitigno e tutte le parcelle più significative del comune che passano sotto le sue mani, di cui è il quarto più grande “proprietario” in termini di ettari (più di lui solo Armand Rousseau, Domaine Jean et Jean Louis Trapet e  Domaine Camus).

Rossignol Trapet Gevrey Chambertin Vielles Vignes 2014
Poco più di 30mila bottiglie prodotte, diraspatura quasi totale, breve pre macerazione a freddo poi fermentazione in acciaio per 3 settimane, batonnage in acciaio, poi in pièces di 228 nuove per il 10% per circa 18 mesi. Pochi travasi, blend finale in piccole cuves per due mesi prima dell’imbottigliamento.

Vino godereccio di un gusto cristallino e dotato di grazia e levità struggenti, sapido e sottile ma con una ciliegia succosissima, menta piperita e susina rossa. Bocca agile e scattante, carattere vinoso e succoso che esaltano la delicatezza con un tannino divertente e sinuoso. 93

Rossignol Trapet Gevrey Chambertin Premiere Cru Clos Prieur 2014
Poco più di 1200 bottiglie prodotte da vigne di 25 anni di età media, stesso lavoro che per gli altri vini ma qui le botti sono nuove per il 30% per circa 18 mesi.

Vino esplosivo e intenso, floreale di lavanda e ginepro, naso di rosa carnosa con amarena succosa, forte, saporita e piccante. Ancora: refoli di bergamotto, tabacco, fragole e pepe, in bocca il tannino è appena rugoso e piccante che si scopre delicato a tratti ma sempre risoluto, come una carezza forte e affettuosa che sa farsi  ricordare e a cui ti aggrappi nei momenti in cui proprio non ne vuoi sapere. Ora è adesso, si gode e parecchio. 96

Rossignol Trapet Chambertin Grand Cru 2014
Neanche 6mila bottiglie in totale da vigne di oltre 50 anni di età, affinamento in pieces nuove per il 60%.
Note di incenso, menta, the inglese, arancio, mirtillo e frutti scuri di bosco e poi note di vetiver e ginepro, profilo roccioso e terroso con caffè arabica. Bocca con tannino ancora bizzoso e acceso, lunghezza che lascia aprire la gamma aromatica su tabacco, noce di cola per poi tornare sul frutto intenso e ricchissimo. Vino che conferma la reputazione di un cru maschile e severo, compresa la sensazione tannica decisa e avvolgente ma lo fa con una grazia e una dolcezza di fondo che ti fa scorgere oltre la morsa d’acciaio che finge di avere.

Vino che molti preferiscono lasciare in cantina e che in effetti avrebbe bisogno di una decina di anni per esprimersi al meglio ma che con questa 2014 compie il miracolo di essere quasi già godibile e divertente, come un dinosauro per gli occhi di un bambino. 97+

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

1 Commento

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andreuccio

circa 1 anno fa - Link

Ciò che mi impressiona nei vini di Rossignol Trapet è la crescente dimensionalità del vino, se mi passi il termine, percepita al palato, sopratutto del gran cru. Anno dopo anno, sempre di più, ogni volta mi chiedo ma quando si ferma?! una combinazione lieux-dit - produttore tra le mie preferite in borgogna. Grazie per le tue note!

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