Rosati (marchigiani) senza compromessi: l’Aurora di Riccardo Baldi

Rosati (marchigiani) senza compromessi: l’Aurora di Riccardo Baldi

di Alberto Muscolino

Si parla tanto di rosati in questo periodo e allora, ho pensato, ve lo do io uno di quelli buoni per davvero. Perché il rosato col bel tempo ci sta, è chic, bello da vedere, si intona con lo smalto e pure col rossetto… serve aggiungere altro? Ah si, è buono! Quando lo si fa bene naturalmente, quando nella visione del produttore c’è un vino con una personalità precisa, delineata e non un compromesso tra  un rosso fiacco e un bianco colorato.

Insomma dare carattere a un rosato non è cosa facile, ma neanche impossibile, perdio! È anche vero che la questione sulla totale mancanza di appeal della tipologia, in Italia, è complessa, articolata e varrebbe la pena analizzarla con tutti i dovuti crismi, basti solo pensare che, invece, oltralpe è diventato un trend inarrestabile, da cavalcare e valorizzare come solo un sistema solido e lungimirante sa fare. Il limite più grande, come spesso ci capita, è dato da cause esterne, socio-buro-eno-pratiche e non intrinseche al territorio che, al contrario, ha delle potenzialità seconde a nessuno. Ripenso, infatti, a tanti AOC di Provenza degustati in passato, che ho trovato dilanianti per acidità e slegati tra naso e bocca, e va bene tutto, ma a volte l’equilibrio dovrà pur essere un valore positivo in questo mondo di irruenti e anticonformisti a tutti i costi!

Polemiche a parte, il punto è che i rosati non sono un ripiego o una scelta estetica, ma una vera e propria quarta opzione di notevolissimo interesse per il consumatore, in quanto si abbinano benissimo a tutte le variegate tapas che si possono ingurgitare in un aperitivo e sintetizzano a meraviglia la piacevolezza di un bianco (fresco e dissetante), con l’espressività e la struttura di un rosso di medio corpo. Quello di cui vi parlo adesso l’ho scovato in terra di verdicchi e non era affatto previsto che mi imbattessi in un rosato, ma del resto quando vai a trovare uno come Riccardo Baldi (alias La Staffa) che ti accoglie con il suo “MAI SENTITO!”, metodo ancestrale da verdicchio (con una piccola aggiunta di trebbiano), poi nulla è più scontato…

Il Marche Rosato Igt L’Aurora 2017, da uve montepulciano in purezza, è frutto di una brevissima macerazione sulle bucce, perché, in un’annata molto calda come la ’17, le uve erano cariche di colore. Infatti nel bicchiere splende un bel cerasuolo acceso che, già da solo, invoglia a bere. Al naso, poi, è denso di note di frutti rossi, amarena, fragole di bosco, zucchero filato e rosa rossa, rossissima. In bocca è goloso, tridimensionale, croccante di frutta, ma mai ruffiano, perché acidità e sale sono ben dosati, sorreggono la materia e si sviluppano in una piacevolezza di soli 12,5 gradi alcolici. Adesso provate a resistere se volete, ma non troppo, perché la produzione è piccolissima.

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Alberto Muscolino

Classe 86’, di origini sicule dell’entroterra, dove il mare non c’è, le montagne sono alte più di mille metri e dio solo sa come sono fatte le strade. Emigrato a Bologna ho fatto tutto ciò che andava fatto (negli anni 80 però!): teatro, canto, semiotica, vino, un paio di corsi al DAMS, vino, incontrare Umberto Eco, vino, lavoro, vino. Dato il numero di occorrenze della parola “vino” alla fine ho deciso di diventare sommelier.

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