Ristorazione e disoccupazione: i danni del Covid19

Ristorazione e disoccupazione: i danni del Covid19

di Federica Benazizi

Come si dice quando sei triste ma ti viene da ridere?

Ci abbiamo messo un po’ a realizzare che con il decreto  #iorestoacasa  chi lavorava nei wine-bar (e non solo!) sarebbe diventato disoccupato. E in effetti che fa il disoccupato? Sta a casa, manco più al bar e, in questo caso, non può andarsene in giro a cercare lavoro. E’ praticamente fottuto.

Proprietari di locali che rientravano lascamente nella categoria dei cosiddetti “pub” (mi spiegate chi usa nel 2020 la parola pub?) hanno provato a reagire, anticipando gli orari d’apertura, distanziando i tavoli, applicando misure igieniche straordinarie, facendo solo asporto degli alcolici e organizzandosi con il delivery.

Ma hanno chiuso tutti, anche perché le strade sono deserte. E le misure di limitazione della libertà di movimento delle persone non prevedevano di scrivere nella causale dell’autocertificatizione “pranzo fuori”.

Era prevedibile che i ristoranti a cui era stato concesso fino a ieri di rimanere aperti al pubblico solo per il pranzo e con il solo servizio delivery dopo le 18 non avrebbero resistito a lungo.

Come denuncia un ristoratore di Roma, anche chi ha agito nel rispetto del decreto #iorestoacasa si è ritrovato a dover chiudere a causa dell’intervento di una Municipale poco informata.

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Con il decreto in vigore dal 12 marzo, che alcuni hanno definito il #tuttochiuso, le attività ristorative e le altre attività commerciali menzionate ricevono il colpo di grazia. (E di riflesso tante altre attività economiche non menzionate.)

Cosa succederà il  25 marzo, sempre che non venga emesso un nuovo decreto che prolunga il precedente?

Ma forse è sbagliato cercare risposte a lungo termine quando puoi sederti comodamente davanti alla tv alle 21 dopo una faticosa giornata a casa e ricevere direttamente a casa tua “Il decreto del giorno”.

Pur seduta sul divano cado nella disperazione, per un attimo mi sfiora l’ipotesi bizzarra di candidarmi come sommelier al supermercato più vicino quando improvvisamente mi squilla il telefono.

– Ciao Giulia. Come stai?

– Eh insomma… Mi hanno appena licenziato.

– Oh cavolo, mi dispiace.

– E te che farai?

– Beh, ho finito le ferie forzate e fra una settimana mi scade il contratto.

– Ah bene.

– Penso che cercherò un altro lavoro.

– E dove pensi di trovarlo? Stanno a chiude tutti. Mettiti in disoccupazione, tu che hai contributi versati.

– Mmm mi sa che al momento stanno facendo tutti la stessa pensata…

– Che cosa facciamo?

– Usciamo, andiamo a bere una cosa.

– Non possiamo fino al 3 aprile.

– Chiudiamoci in casa e sfasciamoci di droghe e alcol.

– Mi sembra onesto.

9 Commenti

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Giacomo

circa 2 mesi fa - Link

Probabilmente nel dopo emergenza ci sarà una rimodulazione, una ricollocazione del valore professionale. Meno sommelier, chef, critici enogastronomici, più sguatteri da cucina, manovali edili, saldatori. Con un pò di ottimismo si può già da adesso pensare a un ricollocamento lavorativo.

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Francesco Romanazzi

circa 2 mesi fa - Link

Giacomo non ti conosco (un motivo ci sarà) ma è da quando è iniziata questa storia che scrivi commenti idioti. Morichetti già ti ha detto che dovresti farti schifo da solo, evidentemente non hai vergogna. Spiegaci che problema hai con la categoria di chi fa questo lavoro con passione, quale risentimento hai, quali problemi psichici ti affliggono. Manco a dire che il post l'abbia scritto una TURBOSOMMELIER da 3000 euro al mese: Faderica, con le conoscenze che ha, fa già la sguattera, ed ha uno stipendio da sguattera, e adesso neanche più quello. Come me d'altronde e tanti altri nostri colleghi. Non so tu se sai cosa significa LAVORO: se lo sai, mi auguro che un giorno la tua nicchia occupazionale subisca lo stesso dramma che sta vivendo la nostra (anzi no, per rispetto ai tuoi colleghi più intelligenti di te che non se lo meritano); se invece non lavori e sei ricco di famiglia, allora si spiega tutto, non potrai mai capire, e fai lo snob al contrario. Se poi un giorno vuoi venirmi a parlare di quello che ti hanno fatto i sommelier e gli chef, mi troverai - forse, se il ristorante dove lavoro riapre - a Roma, in via del Boschetto 41b.
Purtroppo Intravino non modera i commenti, peccato, questa democrazia elettronica lascia spazio proprio a tutti.

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Giacomo

circa 2 mesi fa - Link

po'

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Federica

circa 2 mesi fa - Link

Sono d'accordo. Ora che non ho più incertezze sul futuro e mi è passata la sbornia uscirò anche io sul balcone a cantare "Nessun dorma", diciamo fra un paio d'ore.

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Nic Marsél

circa 2 mesi fa - Link

Sono davvero danni causati dal virus, effetti collaterali del #tuttochiuso o piuttosto conseguenze della carenza di regolamentazione a difesa delle categorie più deboli e a rischio di questo comparto specifico?

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Francesco Romanazzi

circa 2 mesi fa - Link

Nic, come che sia, la coperta purtroppo è quella, tiridanaparte e sescopredallartra: equilibrio o squilibrio tra entrate e uscite. Non parliamo di ristoranti o botteghe che fatturano due milioni l'anno. E comunque anche quelli di buchi ne avranno, e manco piccoli.

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Francesco Romanazzi

circa 2 mesi fa - Link

Capisci poi perché mi incazzo se c'è gente in giro che auspica un ritorno al vino da 10 euro e al cibo da 5? I prezzi dei ristoranti - quelli buoni e onesti tipo quelli fotografati nel post di qualche giorno fa - non servono a gonfiare le tasche dei proprietari, bensì a garantire uno straccio di protezione a chi ci lavora.

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Francesco de Filippis

circa 2 mesi fa - Link

...la coperta purtroppo è quella, tiridanaparte e sescopredallartra: equilibrio o squilibrio tra entrate e uscite...la pura verità. inoltre mentre mi scrivono clienti (distributori,importatori, ristoranti, ecc...) che pagheranno ad emergenza finita e che nel frattempo possono\devono "hibernate" i loro costi (magazzino, utenze,ecc..) noi che corriamo dietro alla natura, alle vigne, ai lavori, al gasolio, ai fitofarmaci, e tutto quello che per antonomasia non si può frenare\rallentare come faremo? noi che viviamo su quel filo di rasoio fatto di prezzi medi di 4-6 € \bt e costi che sfiorano il pareggio, fatto salvo imprevisti, rotture, grandine, ecc...? in effetti l'incipit è perfetto: Come si dice quando sei triste ma ti viene da ridere?

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marcow

circa 2 mesi fa - Link

Un testo, anche se ben compreso allo "stesso modo" da "più lettori", può essere "interpretato" diversamente dagli stessi. Mi soffermo sul commento di Nic Marsél che esprime il suo pensiero con una domanda. Potrebbe essere una domanda retorica ma può anche essere probabile che Marsél stia ancora riflettendo e non sia giunto a una conclusione. E, quindi, lascia al lettore un buon margine di interpretazione. Leggo, rifletto, rileggo le parole, i concetti più importanti del commento: "carenza di regolamentazione" "a difesa delle categorie più deboli e a rischio" Federica Benazizi esprime, con grande senso dell'ironia e con grande efficacia, il disagio di un dipendente che perde o rischia di perdere il lavoro, dal quale vive. Addirittura nella replica a Giacomo parla di fine delle "incertezze": questa "crisi" toglie anche le...incertezze. Nic Marsél, secondo me(è la mia personale "interpretazione") suggerisce qualcosa di importante per alleviare il disagio, la precarietà: attenzione, vale sia per il prima che per il dopo coronavirus. E concludo. Ammesso che, nell'epoca in cui viviamo dominata da un liberismo "senza freni", esistano ancora i DEBOLI della società(nel senso che abbiano una qualche importanza nel sistema economico-sociale) ... e/o che i deboli abbiano consapevolezza della loro condizione...di debolezza. PS Come si può vedere la mia "interpretazione" del pensiero di Nic Marsél è diversa da quelle espresse dagli altri commentatori, che rispetto. Diversa anche da quella di Giacomo che, comunque, non merita, secondo me, l'espulsione: si possono , invece, criticare le sue opinioni o il suo modo di esprimerle. Penso che Cotarella abbia detto cose ben più gravi di Giacomo.

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