Richebourg 2009, Romanée-Conti. Si, mi piaccion gli sbarbini, e allora?

Richebourg 2009, Romanée-Conti. Si, mi piaccion gli sbarbini, e allora?

di Cristiana Lauro

Richebourg 2009 del Domaine de la Romanée-Conti è un vino spaziale. Troppo giovane? Un infanticidio, come direbbe qualcuno? Perché il termine infanticidio è brutto di per se ma diventa insopportabile se applicato al vino. Mi chiedo quale raffinato genio abbia concepito questo accostamento a un campo semantico che meriterebbe maggior rispetto. Il linguaggio del vino è spesso respingente, forse varrebbe la pena di approfondire l’argomento. Un vino giovane, anche troppo giovane, non ha nulla da spartire con l’uccisione di un bambino, quindi proporrei il bando assoluto del termine.

Richebourg 2009 è una bevuta precoce ma ha i suoi pregi. La parte olfattiva è infinitamente piacevole e stimolante. Mora, frutti rossi scuri, principalmente prugna, chiaro segnale di gioventù, e poi bacca di vaniglia tropicale, così difficile da trovare in Italia. La sua fragranza è definita, scolpita con precisione, estatica nel risultato. In Borgogna l’annata 2009 è stata più felice per i bianchi, sostiene qualcuno, ma questo pinot noir ha tanto da dire e lo dice molto bene. La bocca, coerente con l’aspetto olfattivo, sa di amarena e prugna con una sottile speziatura, ha una struttura eccellente, un po’ rustica ma con una progressione che non dà tregua al piacere del palato. Evolverà benissimo, grazie anche a una buona acidità, ma è una delizia da bere sin d’ora anche perché col cacchio che ritroveremo questo naso, fra qualche anno.

Ecco un vino che descrive fedelmente i miei gusti preferiti: gioventù, immediatezza e bevibilità. È ciò che l’ Erode di cui sopra definirebbe con l’espressione “vino gastronomico”, ma anche questo rientra in un gergo approssimativo che sopporto sempre meno. È un vino di grande beva, tutto qua. Richebourg DRC 2009 è un giovane, bello, fresco, sorridente, tonico e poi la gioventù rende riconoscibili quando, invece, un eccessivo invecchiamento causa ossidazione ed omologa, rendendo difficile distinguere anche le zone e i vitigni di provenienza.

Una bottiglia molto giovane non permette di sentire l’intera gamma di aromi e sensazioni gustative, si sa, ma di prevederli poiché c’è già tutto anche se in fieri, non pienamente realizzato. Un eccesso di invecchiamento, di contro, ci presenta un vino in fase calante e quei sentori olfattivi fragranti di cui parlavo, quando la bocca sarà distesa, non torneranno più, appiattiti dall’ossidazione.
Ebbene sì, lo ammetto senza pudore: mi piaccion gli sbarbini.

avatar

Cristiana Lauro

Cantante e attrice di formazione ma fortemente a disagio nell’ambiente dello spettacolo, che ha abbandonato per dedicarsi al vino, sua più grande passione dopo la musica. Lauro è una delle degustatrici più esperte d’Italia e con fierezza si dichiara allieva di palati eccellenti, Daniele Cernilli su tutti. Il suo sogno è un blog monotematico su Christian Louboutin e Renèe Caovilla, benchè una rubrica foodies dal titolo “Uomini e camion” sarebbe più nelle sue corde. Specialista di marketing e comunicazione per aziende di vino è, in pratica, una venditrice di sogni (dice).

61 Commenti

avatar

francesco vettori

circa 8 anni fa - Link

Infanticidio: "un campo semantico che meriterebbe maggior rispetto" Da che pulpito. Visto che pubblicate videonazisti, che scimiottano un altro forum sul vino.

Rispondi
avatar

alessandro bocchetti

circa 8 anni fa - Link

bello cri! Però "vino gastronomico" è mio ;) ed è un concetto semplicissimo, un vino che funziona bene a tavola, sui piatti. Concetto che se non avessimo mollato con la solita faciloneria dei molti che negli anni 90 hanno decretato che il vino bastasse a se stesso, saremmo molto avanti e non ci sorbiremmo Rugiati con la coca cola in tavola! "infanticidio" invece è proprio di un gergo molto milano da bere, tods alta, vini dolci e bottiglie girate nel secchiello ;) ciao A

Rispondi
avatar

Paolo Brini

circa 8 anni fa - Link

Proponendo il "bando assoluto" del termine infanticidio sarebbe stato elegante riferire che è quello che ha proposto pochi giorni fa sul forum del gambero Aramis/Armando Castagno ("eliminiamo del tutto da ora e per sempre la parola "infanticidio"). Se si condivide una proposta bene, appropriarsene è meno bello.

Rispondi
avatar

Cristiana Lauro

circa 8 anni fa - Link

Gentile Paolo, la ringrazio per la segnalazione. Non avevo letto il forum del Gambero, altrimenti avrei di certo citato Armando Castagno di cui ho infinita stima. Si tratta di una coincidenza ma fa piacere leggere che altri la pensano come me :-) A parte il fatto che non capisco come si permetta Armando Castagno di avere un' idea prima di me e di pubblicarla senza chiedermi l'autorizzazione. Sgrunt! ;-)

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Signor Vettori, il video da lei citato è tratto da un bellissimo film che tutto fa meno che inneggiare al nazismo. Ci pensi prima di scrivere certe cose. Peccato che fino ad esso nei commenti ci sia soffermati su dettagli linguistici piuttosto che sull'argomento della beva anticipata o prematura (rischio a scrivere quest'ultimo termine?). Argomento che l'autrice propone a modo suo, con il suo stile, che a me va benissimo. Ahò e trovatene un'altra così! Personalmente preferisco vini che racchiudano sia il potere della giovinezza che la sapienza della vecchiaia - Si jeneusse savait, si vieillesse pouvait - ma questo è a volte difficile. Nel dubbio, apprezzo di più l'esuberanza olfattiva della gioventù che la quieta consapevolezza gustativa di certa maturità rassegnata. Il brivido vince sulla certezza.

Rispondi
avatar

Leonardo

circa 8 anni fa - Link

Soffermiamoci allora sulla bevuta prematura. Il valore aggiunto di alcuni vini, inteso anche come maggior esborso che siamo disposti a versare, sta anche nel fatto che possano essere vini che migliorano notevolmente nel tempo, acquisendo complessità, maggiore raffinatezza etc. Dal mio punto di vista, acquistare e bere immediatamente un Richebourg del 2009 significa sprecare una buona metà del valore, anche economico, del vino. Sicuramente quel Richebourg sarà ottimo anche da giovane, ma le stesse caratteristiche (più o meno) tipiche della gioventù di un Pinot Nero le posso trovare anche in un altro vino. Non condanno certo la bevuta prematura, sia chiaro, però sapendo cosa sarebbe potuto diventare quel vino e tenendo conto di quanto costa, ci andrei abbastanza cauto. Poi, se domani mi suona il citofono il Signor RC in persona e me ne regala un paio di casse, allora sicuramente un tentativo lo faccio. Ma potendomi permettere una volta ogni lustro una bottiglia del genere...

Rispondi
avatar

francesco vettori

circa 8 anni fa - Link

Signora Nelle Nuvole: io il film cui si riferisce non l'ho visto. Ho visto soltanto il pezzo qui sopra - decontestualizzato. Un video che ritrae dei nazisti. Non ho scritto che inneggia ai nazisti, quindi "Ci pensi prima di scrivere certe cose", pure Lei. Tirare a mano dei nazisti per far dello spirito, guarda caso per prendere in giro un altro forum, in cui si parla di vino, mi pare molto partigiano. Comodo, nel senso che questa operazione di decontestualizzazione con il video in questione, è stata già fatta e, in una parola, sensazionalistico. Senza contare che è chi scrive a pretendere "maggior rispetto per i campi semantici" dei termini. Per inciso, riprendenso una proposta, nata in quel forum che si sbertuccia. Lontano da me qualsiasi atteggiamento censorio o moralistico alla buona. Lontano da me anche perder tempo. Salute

Rispondi
avatar

Angelo D.

circa 8 anni fa - Link

Ma perché devo ri-re-registrarmi ad ogni commento?

Rispondi
avatar

apalmero

circa 8 anni fa - Link

La "bacca di vaniglia tropicale, così difficile da trovare in Italia" mi lascia perplesso... La bacca di vaniglia tropicale si trova in Italia? Not really... Esiste una bacca di vaniglia non tropicale? Not really...

Rispondi
avatar

postatore_occasionale

circa 8 anni fa - Link

ma poi la vaniglia non veniva aborrita dagli enologi a la page come sintomo di abuso di barrique ?

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 8 anni fa - Link

Ottima domanda. La vaniglia dell'Arbre Magique è stucchevole e finta, la stecca di vaniglia (tropicale?) comprata in un mercatino etnico che ho a casa sotto vetro è uno degli odori più intriganti che io conosca.

Rispondi
avatar

postatore_occasionale

circa 8 anni fa - Link

non ho mai avuto il privilegio di assaggiare la vaniglia nelle zone di produzione, ma conosco la differenza tra vaniglia di arbre magique/vaniglia dei giocattoli di gomma per bambini/vanillina/vaniglia vera (nelle varietà bourbon, malgascia e altre meno note) però i miei istruttori, sommelier blasonati, anche se l'aroma era di vaniglia OK ma aveva un' intensità sopra il livello "traccia di" "accenno di" "lieve sentore di" schizzavano inorriditi urlnado "dalli al barriqadero!" non ero molto d'accordo, personalmente mi piace anche il syrah vaniglioso australiano per cui...

Rispondi
avatar

Alessandro Bocchetti

circa 8 anni fa - Link

A proposito di linguaggio: com'é un "odore ingrigante"? Dalle parti di un sapore simpatico ;) Ciao A

Rispondi
avatar

postatore_occasionale

circa 8 anni fa - Link

un po' OT , ma esiste un motivo per cui per la spezia vaniglia molti usano il nome bacca mentre è un baccello ?

Rispondi
avatar

suslov

circa 8 anni fa - Link

non ho capito bene: ... rustico ... di gran beva ... vino gastronomico stiamo parlando di un gran cru vosne-romanee della DRC o stiamo parlando di un buon vino da scaffale di GDO a 9.99 euri ???

Rispondi
avatar

jovica todorovic (teo)

circa 8 anni fa - Link

cristiana se ti fossi chiesta cos'è quel certo non so che dentro il richebourg posso darti la risposta..... Ricordo un Case Basse 2004 dalla botte che era bello bello bello da bere a secchiate già allora. Concordo.

Rispondi
avatar

Margaret

circa 8 anni fa - Link

Leggiamo "rientra in un gergo approssimativo che sopporto sempre meno" e poi espressioni davvero approssimative come "bacca di vaniglia tropicale" (come se ce ne fosse di scandinava) o "fragranza scolpita con precisione". Ma un po' di umiltà, guardare un po' in casa propria, no?

Rispondi
avatar

apalmero

circa 8 anni fa - Link

sottoscrivo...

Rispondi
avatar

Durthu

circa 8 anni fa - Link

Concordo. Ringrazio Cristiana per il racconto di vini che probabilmente non potro' mai bere. Pero' trovo scarsamente interessanti (per non dire supponenti e fastidiosi come in questo caso) i "corollari" alle degustazioni. Probabilmente molti la pensano diversamente, me ne faro' una ragione e continuero' a leggere.

Rispondi
avatar

fabio

circa 8 anni fa - Link

La signorina purtroppo fa solo recensioni sfoggiando, è il suo limite ,sono di quelle persone così snob che un vino non te lo segnaleranno mai se costa meno di 500€. cambia il sito graficamente ma la sostanza resta inalterata

Rispondi
avatar

Gianpaolo Giacobbo

circa 8 anni fa - Link

Mi scusi sig. Fabio quindi secondo lei si dovrebbero fare solo recensioni di vini da 15 euro? Ma che discorsi sono? Trovo più discriminate e snobbistico uscire con un commento così che scrivere un pezzo in cui si condividono le sensazioni provate in degustazioni anche economicamente impegnative. Ci sono momenti di scrivere di merlottini e di Romanee Conti con lo stesso entusiasmo. Se non le fa di leggerlo non lo faccia ma lo snob non è chi scrive a questo punto.

avatar

Fiorenzo Sartore

circa 8 anni fa - Link

distratto, eh? http://www.intravino.com/assaggi/signori-il-mostro-anzi-i-mostri-tavernello-frizzante-rose-e-bianco/

Massimo Lanza

circa 8 anni fa - Link

chiara, sintetica e senza perdersi in barocchismi linguistici Cristiana esprime un punto di vista più che condivisibile. Se poi non si ha la possibilità di mettersene in cantina una cassa per seguirne l'evoluzione negli anni, come si dice dalle mie parti "ogni lassata è pidduta" :)

Rispondi
avatar

Gianpaolo Giacobbo

circa 8 anni fa - Link

Brava Cri ne avevamo già parlato a Merano sono perfettamente d'accordo con la tua visione anche se un la tache 65 ha sempre un suo pevchè .....

Rispondi
avatar

Cristiana Lauro

circa 8 anni fa - Link

Gianpaolo Giacobbo, ce l'ha eccome! E tu ne sai qualcosa ;-) @apalmero: Bacca di vaniglia tropicale? credo si tratti di una svista, un errore di battitura: io volevo dire bacche di ginepro tropicali :D A parte il cazzeggio, credevo fosse chiaro e mi scuso sinceramente se non lo è ma le bacche di vaniglia che ho annusato in alcune zone tropicali, hanno un profilo aromatico irripetibile in Italia, dove la vaniglia arriva eccome, ma non è mai un granchè. Speriamo che adesso non si scateni la rivolta dei pasticcieri, che qui se non misuri le parole col calibro... @ Suslov: non di rado i vini di Borgogna, anche i grandissimi, hanno qualche rusticità, benchè il pinot nero sia un vitigno elegantissimo. Lo considero un pregio. La Borgogna spesso se ne frega di risultare elegante. A differenza di Bordeaux. I vini molto giovani, come questo Richebourg DRC, hanno beva più facile, finchè giovani, ovviamente. Il prezzo conta poco, da questo punto di vista. Io bevo spesso vini molto vecchi però, ultimamente e senza pregiudizi, mi sono avvicinata a vini decisamente poco formati in bocca e trovo che abbiano una loro piacevolezza da non sottovalutare. Quelle sensazioni olfattive fra qualche anno saranno molto diverse, non torneranno più. Io assaggio sempre senza pregiudizi, a differenza di qualcun altro che mi liquida come snob. ;-) @Fabio: perchè mai non dovremmo parlare su Intravino anche di grandi bottiglie? Le riviste di moda parlano di Sportmax e di Hermès senza che alcuno gridi allo scandalo e lo stesso vale per i siti e di motori. Io qui scrivo di grandi vini, sono qua per questo, qual è il problema? Se lo facesse un altro saresti più appagato? Oppure dobbiamo bandire l'argomento solo perchè a te irrita sentir parlare di vini che non tutti si possono permettere? Ho spesso l'impressione di essere io vittima di pregiudizi e questo non va bene per niente. Il pregiudizio fa male a tutto, sarebbe bene liberarsene :-) @Margaret: scusa se esisto...manco ci volevo essere io :-(

Rispondi
avatar

Suslov

circa 8 anni fa - Link

i vini di borgogna sono cattolici contadini collaborazionisti i vini di bordeaux invece protestanti borghesi internazionalisti bottiglia borgognotta rotonda e sensuale contro bottiglia bordolese lineare e razionale. prego leggere il pitte. ma dire che la borgogna se ne frega di essere elegante ... mah ... a vosne-romanee poi ... al DRC poi proprio non so ... comunque: si je bois du bordeaux apres je pisse. si je bois du bourgogne apre je baise ....

Rispondi
avatar

Mis(s)understanding

circa 8 anni fa - Link

Grande grandissima sig.a Lauro!!!!! A lei piacciono gli sbarbini ...evviva finalmente la confessione di qualcuno che non ha paura di dissociarsi, di ammettere che pur trattandosi di un grande vino possiamo berlo anche giovincello senza timore di rimenere delusi, senza il rammarico della perdita perché tanto quella ci sara' comunque. Alcune delle caratteristiche peculiari del suo essere giovane inevitabilmente si perderanno nel cammino verso la maturità e altre , per fortuna, si acquisiranno . Certo non e' semplice dire quali siano le migliori dipende: dalla bottiglia , dall'annata, da noi, da.... E quindi prepariamoci a godere dei singoli momenti senza pensare ad altro.

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 8 anni fa - Link

Cristiana su Intravino parla di grandi bevute perché alle altre pensiamo noi. La cornice narrativa ci piace e la trovo divertente ogni volta. Altrimenti non la pubblicheremmo. Poiché le osservazioni critiche sono, a un certo punto, noiosamente ripetitive e prevedibili, da ora in poi non escludo che faremo un po' di pulizia ove finissero per risultare stucchevoli e inutili. PS: Sembrava chiaro dal post quello che Lauro volesse dire. In italia è difficile trovare bacche di vaniglia aromatiche come se ne trovano in zone tropicali... Non ho difficoltà a fidarmi. Qui il tema centrale è la bevuta precoce di un grande pinot nero di Borgogna e nessuno ci obbliga a sopportare chi, liberamente, va fuori strada attaccando l'autore.

Rispondi
avatar

Gp (3)

circa 8 anni fa - Link

ahi ahi ahi, che fate, vi istituzionalizzate? fate come un qualsiasi direttore di rivista, che censura le lettere al giornale? come quei blog che mettono la moderazione ai commenti? Dove è finito lo spirito 2.0, la voglia di dissacrare, il puntare sulla vitalità dei commenti e dei lettori?? \nessuno ci obbliga a sopportare chi, liberamente, va fuori strada attaccando l’autore\.. che tristezza.

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 8 anni fa - Link

Semplicemente, ci tuteliamo dai rompipalle. Che non aggiungono nessuna vitalità o articolazione di pensiero. Chi argomenta, anche sostenendo che il Pinot Grigio di Santa Margherita è il miglior vino bianco italiano, ci piace a prescindere. Chi rompe le palle no. Chiamalo come vuoi, non ci interessa. Basta sia chiaro il concetto ;-). Aggiungo anche il perché: siccome dedichiamo con piacere tempo e forze a trovare argomenti, scrivere, editare ecc ecc ecc, non ci piace che la lettura sia inficiata da commenti livorosi o invidiosi o sciatti che nulla aggiungono. E ti dirò, non ci vedo proprio niente di male.

Rispondi
avatar

Gp (3)

circa 8 anni fa - Link

Traduzione: se i commenti ci piacciono li pubblichiamo, sennò no. E che cos'è questa? come la chiami? maddai.

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 8 anni fa - Link

Caro anonimo, pubblichiamo da sempre tutti i commenti quindi, per favore, prima di inferire ad catsium, verifica che il tuo ragionamento sia supportato dai fatti. Ok? Fine della parentesi.

avatar

Margaret

circa 8 anni fa - Link

Ma perchè, se una fa notare una sciatteria (la vaniglia tropicale) è una rompipalle invidiosa? de che? non è una critica legittima?

Rispondi
avatar

apalmero

circa 8 anni fa - Link

Ad una risposta civile e simpatica della Lauro, Morichetti si aggiunge chiamando "rompipalle" e "noiosi" quelli che fanno osservazioni sulla vaniglia tropicale “attaccando l’autore” (che paranoia!) e con il filo di bava velenosa all’angolo della bocca disquisisce di “commenti livorosi o invidiosi o sciatti che nulla aggiungono”. Sgarbi non saprebbe fare di meglio! Immagino che i commenti che dicono che siete bravissimi non siano mai noiosi... Lauro è una madame, io sono il rozzo con la clava di turno ;-). I commenti che ci dicono cose belle andrebbero bannati all'origine per eccesso di zucchero. Arriviamo a 40 commenti e il cuore del post è diventata l'origine della vaniglia. Ognuno a casa propria sceglie le regole del gioco, il mondo è bello perché vario. E poi io sono simpaticissimo, magari :-D. [a]

Rispondi
avatar

postatore_occasionale

circa 8 anni fa - Link

scusate se mi permetto, ma da chi pubblica e dai tecnici è lecito aspettarsi linguaggio corretto e preciso, poi che se tali aspettative vengono espresse con antipatico puntiglio la cosa si riveli fastidiosa siamo d'accordo, ma forse anzichè trincerarsi dietro la lesa maestà personale e di testata rispondere "OK, noiosi, volevo dire il profilo olfattivo della vaniglia ALL' ORIGINE che PERSONALMENTE non ci ho mai ritrovato dopo l'importazione" imho era meglio...

Rispondi
avatar

Marco

circa 8 anni fa - Link

Sì, era meglio! per quanto da l'idea che dopo essere finita nello stesso errore che voleva criticare (quello del 'gergo approssimativo') ci sia stata una affannosa rilettura del passaggio sulla vaniglia tropicale per trovare una lettura alternativa che reggesse alla scivolata. Comunque la nota di vaniglia di quel genere, non quella fastidiosa che viene dalla barrique per capirci, in effetti è un pregio nobile che questi vini hanno. Dai Marcoooooooo, facciamo anche basta con 'sta vaniglia, ok???? Non vedo nessuna rilettura proprio ma semplicemente una precisazione dell'ovvio: bevo un vino clamoroso e lo associo all'aroma della tal vaniglia buonissima che ho sniffato in vacanza (mortacci tuoi, Lauro! :-)). Ok? Tutto chiaro? Eddai, adesso basta. [a]

Rispondi
avatar

Cristiana Lauro

circa 8 anni fa - Link

Mi fa piacere tu riconosca sia pregio nobile. Di fatto questo vino sa piacevolmente di vaniglia e di una vaniglia buonissima, come quelle che sniffi ai tropici e non ritrovi nella crema pasticcera al bar sotto casa. In Italia quella vaniglia non c'è. L'affannosa rilettura non c'è stata perchè non serviva, ripeto: a me sembra chiaro però se non lo è mi scuso e già l'ho fatto. La cosa tremenda che sta, purtroppo, generando il mio post è un puntiglioso, insopportabile accapigliarsi su una questione di lana caprina, quando il tema è tutt'altro. La mia provocazione ( un po' evidentemente lo è) si circoscrive al fatto che talvolta i vini giovani mi piacciono molto per via di sensazioni olfattive che in qualche anno spariranno per lasciare spazio ad altro che talvolta mi piace meno o mi piace in maniera diversa. Freschezza e bevibilità, inoltre. L'ossidazione omologa e non rende riconoscibili zona e vitigni. Ma questo non interessa ad alcuno. A me sembrava un tema molto più interessante per sostenere una confronto che non una bacca di vaniglia... Passa una bella gnocca e guardate il brufoletto. Bah! :-)

Rispondi
avatar

K-pax

circa 8 anni fa - Link

Cristiana = Messi! Come riesce a muovere lo stagno Intravinico Lei nemmeno Gori/Morichetti/Cagnetti assieme! (Vabbè esagero...) D'altra parte una donna (bella) che parla di vino (top prize), se ne faccia una ragione, qualche divisione la crea sempre. Parlando del post mi sento più vicino alle posizioni di miss NN di qualche commento sopra, ma convengo che avendone la possibilità si possa azzardare lo stappamento precoce, anzi poterne verificare l'evoluzione nel tempo (3, 5, 8 anni ecc.ecc.) potrebbe far cambiare molti giudizi

avatar

Alberto G. Tricolore

circa 8 anni fa - Link

A dire il vero e' una cosa interessante, da provare di tanto in tanto su tutti i vini destinati a lunga vita, puo' essere bello coglierne varie fasi della loro evoluzione (certo non parlo solo di DRC e compagnia per chi se lo puo' pemettere,ma anche di "semplici" Taurasi,Barolo, Aglianico vari,Brunello ecc.) Poi magari e' bello pure accorgersi di quanta passione alcuni possano dedicare all'analisi gustolfattiva ed ai suoi descrittori,e magari,spaccare il capello o quasi e sembrare un po troppo pignoli. Suvvia, avete un po ragione tutti,si parla di vino e di bevute, ecche'caxx.

avatar

Marco

circa 8 anni fa - Link

Aderisco immediatamente al bando del termine infanticidio applicato al vino. Però con quale altro termine lo sostituiamo?

Rispondi
avatar

Vittorio Vezzola

circa 8 anni fa - Link

Vaniglicidio!

Rispondi
avatar

Alberto G. Tricolore

circa 8 anni fa - Link

E naturalmente sono d'accordo sul termine,che pure si potrebbe abolire. Ma tante altre sarebbero le cose da non fare e non dire per non urtare alcuna sensibilita'

Rispondi
avatar

alvaro pavan

circa 8 anni fa - Link

In sintesi, , il vino è decisamente troppo boisé, da barrique di gran classe. Non è semplice vanillina di ottima quercia, ma vaniglia tropicale data da legni di raffinata stagionatura. E' sicuramente di gran piacere ma un descrittore aromatico che viene esterno al vino, non dovrebbe essere così sopra le righe... Cordialmente, Alvaro Pavan

Rispondi
avatar

Sir Panzy

circa 8 anni fa - Link

Per quello che vale condivido questo approccio sui grandi Pinot noir, nebbiolo e sangiovese. Dopo 2-3 anni di bottiglia sono, molto spesso, in gran forma. Mostrano la loro gioventù soprattutto al naso con la parte fruttata pulsante, nitida e ricca. Tutte cose che si perderanno con il tempo. Chiaro, se ne recuperano altre sicuramente più intriganti, rifinite e complesse ma diverse. Ieri sera un Barolo brunate-le coste '08 di Rinaldi ha clamorosamente confermato questa tesi. Quasi certo che nei prossimi x anni andrà in chiusura per poi mostrarsi grande tra y anni ;)

Rispondi
avatar

jovica todorovic (teo)

circa 8 anni fa - Link

A me questa aprte interessa molto: "Ecco un vino che descrive fedelmente i miei gusti preferiti: gioventù, immediatezza e bevibilità. È ciò che l’ Erode di cui sopra definirebbe con l’espressione “vino gastronomico”, ma anche questo rientra in un gergo approssimativo che sopporto sempre meno. È un vino di grande beva, tutto qua. Richebourg DRC 2009 è un giovane, bello, fresco, sorridente, tonico e poi la gioventù rende riconoscibili quando, invece, un eccessivo invecchiamento causa ossidazione ed omologa, rendendo difficile distinguere anche le zone e i vitigni di provenienza. Una bottiglia molto giovane non permette di sentire l’intera gamma di aromi e sensazioni gustative, si sa, ma di prevederli poiché c’è già tutto anche se in fieri, non pienamente realizzato. Un eccesso di invecchiamento, di contro, ci presenta un vino in fase calante e quei sentori olfattivi fragranti di cui parlavo, quando la bocca sarà distesa, non torneranno più, appiattiti dall’ossidazione. Ebbene sì, lo ammetto senza pudore: mi piaccion gli sbarbini." Sarebbe bello se riuscissimo a confrontarci senza inutili polemiche su questo aspetto. La centralità della vaniglia tropicale è davvero riduttiva e fuorviante.

Rispondi
avatar

Mariano Enfiogonfio

circa 8 anni fa - Link

Bellissimo titolo per un libro: "La centralità della vaniglia tropicale". Suggerisco di trovare rapidamente un editore interessato.

Rispondi
avatar

jovica todorovic (teo)

circa 8 anni fa - Link

sono orgoglione che le piaccia Mariano. grazie.

Rispondi
avatar

jovica todorovic (teo)

circa 8 anni fa - Link

Se io fossi un maestro pasticciere potrebbe anche essere il titolo di un trattato neanche troppo campato per aria. :-) Mi scusi ma non risco ad essere serio come lei...

Rispondi
avatar

Cristiana Lauro

circa 8 anni fa - Link

Jovica, la verità è che alla maggior parte dei commentatori importa poco il confronto sul tema. Dal primo commento in poi ho letto solo una sciocca e insana voglia di sparare a zero per il gusto di criticare. Ognuno fa la lezioncina su come avrebbe scritto e su cosa avrebbe detto ma solo pochi sono entrati nel merito che poi era ciò che interessava a me (a noi) pubblicando questo post. Nelle Nuvole ci ha provato per prima, seguita da Leonardo, da K-pax, Sir Panzy, te e anche Alvaro Pavan che ringrazio per il suo intervento preciso e garbato, quindi utile. Per il resto tutta spazzatura di cui, come autrice del post, quindi causa primaria, non vado fiera :-(

Rispondi
avatar

suslov

circa 8 anni fa - Link

non sono proprio cosi' sicuro dell'efficacita' della tua mossa di chiamare "spazzatura" la gente che legge i tuoi articoli e li commenta. comunque: ognuno ha le proprie strategie di marketing ...

Rispondi
avatar

francesco vettori

circa 8 anni fa - Link

Perfetto. Adieu

Rispondi
avatar

Cristiana Lauro

circa 8 anni fa - Link

@Suslov indipendentemente dalla tua idea di efficacia delle cose e delle azioni delle persone, stai forzando la mano e lo trovo scorretto. Non manipolare ciò che scrivo a tuo uso e consumo. Non ti piaccio? Va bene, non posso piacere a tutti, però offendere direttamente le persone non è lo stile della casa ed è pertanto ovvio che col termine spazzatura mi riferissi al contenuto sterile, inutile, di molti commenti vuoti. Non di certo alle persone, che rispetto da sempre. Adesso chiudiamo questa pessima parentesi :-)

Rispondi
avatar

Mariano Enfiogonfio

circa 8 anni fa - Link

Ottimo. Abbiamo anche il sottotitolo del libro: “La centralità della vaniglia tropicale”, e poi sotto "offendere direttamente le persone non è lo stile della casa" (con o senza faccina). Andrà a ruba.

avatar

Suslov

circa 8 anni fa - Link

sorry ma rileggiti un momento: offendere le persone non e' lo stile della casa ma scrivete commenti sterili, inutili, vuoti. sei proprio proprio sicura di non essere andata sopra le righe ?

avatar

Angelo Cantù

circa 8 anni fa - Link

Gentile Cristiana, il tema è interessante; l' ideale sarebbe avere una cassa di quel vino in cantina e stapparne una bottiglia ogni tanto per capirne meglio l'evoluzione; poi l'apprezzare di più i toni fruttati e freschi del vino giovane o quelli più complessi ed evoluti del vino che sta invecchiando sarà soprattutto questione di gusti. Purtroppo in pochi si possono permettere questo lusso, vale a dire una cassa di Chateau Richebourg (o meglio ancora La Tache) in cantina e magari Sharon Stone (prediligo come per il vino il tipo maturo) che ti aspetta al primo piano. In altre parole va bene ogni tanto parlare dei vini che sono nel Gotha dell'enologia mondiale, però non deve essere un'abitudine; alla lunga sa un po' di ostentazione e si attira commenti più o meno polemici (ma non la chiami "spazzatura" per favore).

Rispondi
avatar

Rolando

circa 8 anni fa - Link

Cristiana Lauro scrive di vini che moltissimi di noi non possono permettersi e suscita quindi invidie, gelosie, commenti che la prendono in giro, che le fanno male, che vorrebbero sminuire il valore dei suoi racconti enologici. Spero vivamente che lei capisca che alla maggioranza silenziosa dei lettori, che è almeno cento volte più numerosa dei commentatori, i suoi articoli piacciono. Parlano del paradiso, della terra promessa, fanno sognare, quindi fanno bene al morale ed all'equilibrio mentale. Ci dimostrano che è bene continuare nella nostra ricerca quotidiana di un vino straordinario, eccezionale, irripetibilmente buono, che possiamo meritarcelo e, soprattutto, che esiste da qualche parte. Cristiana Lauro ci dà questa speranza, volando un po' più in alto, per fortuna, per censo o per merito non ha importanza. Impallinarla per questo significa restare in un mondo di sbevazzate di bibite alcoliche, quanlcuna un po' più buona di altre, ma soltanto bibite, mentre il mondo del vino è proprio tutt'altro. Nella bottiglia c'è anche il vino, ma soprattutto il sogno. Non demordere, Cristiana!

Rispondi
avatar

Cristiana Lauro

circa 8 anni fa - Link

Ma chi sei? Don Diego De la Vega? Zorro? Senti un po': mi vuoi sposare? Ho un bellissimo corredo ancora fresco di naftalina ;-)

Rispondi
avatar

Paolo

circa 8 anni fa - Link

Eccolo non poteva mancare il lecchino.Ma quale maggioranza silenziosa, questo paese sta morendo di maggioranze silenziose che pretendono di rappresentare il paese.Ma vai a suonare l'Olifante. A quanto pare questo il bieco servilismo è l'unico commento gradito. Complimenti!

Rispondi
avatar

luigi

circa 8 anni fa - Link

Lecchino? Maggioranza silenziosa? Vaniglia tropical-scandinava? Sono basito. Cristiana Lauro, auguri!

Rispondi
avatar

Tommaso Farina

circa 8 anni fa - Link

Giorni fa, ho raccontato della rarissima scoperta che ho fatto. Un vino di Borgogna di cui si parla troppo poco, perché sono tutti proni a raccontar vini che costano solo 100 euro (da pezzenti, quindi). Lo Chateau Louhant-Cisseux. Il Louhant-Cisseux praticamente funziona che se ne vuoi mezza bottiglia ti devi comprare 30 casse di citrosodina artigianale biodinamica fatta apposta per la matriarca d el Domain, madame Charlotte Lucie Amandine Thais de Louhant-Cisseux de Malément. La contessa Louhant era pure l'amante segreta di Jayer. Dicono. Lui le faceva consulente sull'aspetto economico, rivelandole la sua massima più sacra: "Su quella bottiglia scrivici 1000 euro, tanto il gonzo abbocca sempre: è Borgogna". Naturalmente, il tutto è biodinamico. Il podere risale a un milione di anni avanti Cristo, e c'erano già le viti quando l'uva non esisteva ancora.

Rispondi
avatar

Tommaso Farina

circa 8 anni fa - Link

Ci tengo a precisare che questa cosa l'ho appurata prima del post dell'ottima Cristiana Lauro, e parlando della stessa zona viticola ho voluto arricchire il dibattito...

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.