Reddito di cittadinanza: decidiamo adesso quali sono i vini morali e immorali

Reddito di cittadinanza: decidiamo adesso quali sono i vini morali e immorali

di Antonio Tomacelli

Nella prossima manovra finanziaria, lo sapete, ci sarà il benedetto reddito di cittadinanza, atteso come la manna dal cielo da qualche milione di disoccupati. Come verrà distribuito ancora non è chiaro ma qualche punto fermo ce l’abbiamo: niente spese immorali e pazze da Unieuro (no, neanche quel bellissimo depilatore in sconto) o lussi tipo gratta&vinci e massaggiatrici/tori.

Vietati anche i Grand Hotel, al massimo un b&b in periferia e niente vacanze a Ibiza. Permesso solo qualche bagno a Rimini Scalo o una vacanza in montagna tipo il Pollino. Per il pane evitare quello di “di lusso” e ripiegare sul pane comune.

Le nostre spese saranno tracciate e possibili solo tramite una card distribuita dallo stato, modello tessera annonaria del periodo fascista. Se ci facciamo prendere la mano, tac! scatta l’ispezione a casa della Guardia di Finanza per sequestrarti quell’etto di salmone affumicato che volevi assaggiare da anni.

E per il vino come ci regoliamo? Non è morale cosa? Beh, non oso immaginare cosa succederebbe acquistando un Sassicaia (i marines nel salotto?) ma di certo non si può bere Tavernello tutta la vita.

Assodato che col reddito di cittadinanza non ci puoi comprare un Krug per tanti motivi, quali possono essere, secondo voi i vini morali o immorali da inserire nella lista?

Dai, diamo una mano al Governo!

avatar

Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

12 Commenti

avatar

Emanuele

circa 3 mesi fa - Link

Trova un enologo in quota gialla o verde e hai risolto l'enigma.

Rispondi
avatar

Lanegano

circa 3 mesi fa - Link

Verdicchio di Gino ? Gargante Nevio Scala (2016 chè il 2017 ha una volatile pericolosa)?, Friulano Vigna Runc Il Carpino? Tutti sui 10 euro, sarebbe già entro i confini della moralita'....Oppure un bel Barolo del compianto Beppe Rinaldi e per il resto dell'anno acqua del rubinetto.

Rispondi
avatar

Paolo Neri

circa 3 mesi fa - Link

Allora ritornerà di moda il mercato nero e pagando ci si potrà permettere anche un Masseto oppure un Dom Perignon Oenotheque 1996.

Rispondi
avatar

Abi

circa 3 mesi fa - Link

Uno va da McDonald e alle sagre L altro vendeva bibite Mah

Rispondi
avatar

Stefano

circa 3 mesi fa - Link

Molto divertente come idea. Però adesso che ci penso, mi interrogo sui vini morali e immorali in assoluto, o almeno per me che ho un reddito di due stipendi impiegatizi

Rispondi
avatar

Fabrizio

circa 3 mesi fa - Link

Trovo che questa 'regola' sia intelligente e sensata. Francamente mi incazzerei, e non poco, se chi prenderà questo benedetto sussidio poi lo spendesse in vino o altri generi 'secondari'. Quando sfortunatamente ero disoccupato non mi preoccupavo di quale vino abbinare al piatto giusto, con quel poco di disoccupazione che prendevo stavo attento e 'starci' nel mese. Non capisco la polemica, o se è solo per ridere, va bene. Oggi ho due carte aziendali con cui fare spese di diverso tipo, si bloccano da sole se cerco di pagare per una spesa non consentita. E' possibile fare le cose fatte bene, quindi.

Rispondi
avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 3 mesi fa - Link

Ma che sta scherzando? Il vino "genere secondario"? No, il vino è parte del nostro costume e della nostra dieta, una cultura non è solo il conto delle calorie o della spesa. Gli italiani a tavola bevono vino, poveri compresi, è parte della nostra identità. In base a questa logica (distorta) il reddito di cittadinanza dovrebbe autorizzare solo l'acquisto di barracani, perché è oggettivo che costano meno di camicia, giacca e pantaloni.

Rispondi
avatar

abi

circa 3 mesi fa - Link

C'è una certa differenza tra decidere autonomamente come allocare le proprie risorse e invece avere menti come dimaio, pillon, taverna,.. che mi dicono cosa sia morale e cosa no.

Rispondi
avatar

Vincenzo Busiello

circa 3 mesi fa - Link

Bottiglia sotto i 10 euro. Produttore "affidabile " (il primo che mi viene in mente è collestefano) e sopratutto bere massimo 200 cc die. Che quasi mai mi riesce.

Rispondi
avatar

claudio

circa 3 mesi fa - Link

il bricco dell'UCCELLONE è senz'altro immorale

Rispondi
avatar

Davide Bruni

circa 2 mesi fa - Link

Da un punto di vista economico qualsiasi vino sopra i 20 euro è 'immorale' (perché fisicamente nessun vino vale di più). Poi entrano in gioco altri fattori ... a cui noi appassionati siamo pericolosamente esposti. Sarebbe sensato non lasciarsi manovrare dai nomi altisonanti o dalle etichette blasonate, vezzi modaioli o produttori incensati da critici ben pagati. Bere bene significa anche ricercare l'onestà intellettuale del vignaiolo. Ciao a tutti

Rispondi
avatar

Francesca copia

circa 2 mesi fa - Link

Ma perché in questo mondo duale dovremmo vedere per forza un morale e un immorale? Un bello e un brutto? Facciamo del Vino il Verbo: l’Unita’! Padre, figlio e Vin Santo!

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.