Questa volta si rischia il tracollo

Questa volta si rischia il tracollo

di Leonardo Romanelli

Il dado è tratto, le voci che si rincorrevano si sono fermate e la verità è quella che si legge nel decreto: chiusura dei ristoranti e di tutti i servizi di somministrazione alle 18:00.

Sembra quasi di assistere ad una recita a soggetto, ad una farsa nella quale il debole deve comunque soggiacere alla volontà del detentore di potere di turno. Tutto sembrava logico, non si poteva pensare di chiudere i locali, tante voci di dissenso si levavano contro le anticipazioni: «non si possono fermare le attività produttive, il rischio è troppo grande» ed invece, inesorabile come il giudizio universale, arriva la mannaia a tagliare la testa al toro e, scorrendo la lista delle decisioni prese, si nota come le categorie colpite sono le stesse del primo lockdown: ristorazione, teatri, cinema, palestre.

Sembra di scorgere quel sottile filo di perfidia tra le pieghe del documento, una scelta precisa dove il nutrimento del corpo e della mente deve essere penalizzato, esaltando solo la sofferenza del lavoro di altro tipo. Si, ma per chi lavorano i contadini, i produttori di cibo, e tutta la filiera che fa capo ai ristoranti? I vignaioli che non trovano più sbocco di vendita, così come i piccoli artigiani, sia di generi alimentari che di oggetti, a chi si potranno rivolgere? In questo decreto si nota una miopia evidente su uno dei settori trainanti del nostro sistema: il turismo in Italia non ha mai avuto la considerazione che merita, da una classe politica che si è rivelata inetta e poco attenta al settore, ancora di più questa volta, non riuscendo a svolgere un lavoro di programmazione e pianificazione di procedure da seguire in vista del rientro ad una vita normale, dopo le vacanze estive. E quindi, i ristoranti che hanno investito soldi e tempo per migliorare l’accoglienza sono di nuovo puniti.

Senza considerare poi il settore scolastico, dove stiamo formando una generazione che mancherà di retroterra culturale, colpevolizzata oltre modo, abituata ad un lassismo imperante e ad un atteggiamento che sarà sempre quello di chiedere e non dare. Una scuola dove sono stati investiti milioni, per i banchi a rotelle (sic!), i distanziamenti ed il resto e poi la si richiude, per una DAD (e sarebbe anche ora di finirla con gli acronimi!) che sembra la panacea ma che non può funzionare davvero. Ma più che la scuola causa del contagio è il mezzo di trasporto: l’innalzamento dei casi di positività, non solo in Italia, è dovuto alla riapertura delle scuole, ma non per colpa della scuola stessa, anzi, le misure precauzionali sono state sicuramente adottate ed hanno ottenuto risultati certi. Il problema è che nessuno controlla quello che succede su bus, tram e metropolitane, senza considerare i treni locali. Ma nessuna parola è stata spesa nel Dpcm su questo argomento, mai pensato di fare accordi con NCC e aziende che noleggiano pullman, mai pensato di utilizzare mezzi dell’esercito, l’unico consiglio è stare in casa e non uscire. I politici che oggi hanno queste responsabilità, se tra un mese non avessero ottenuto risultati, farebbero bene a salutare e togliersi da ruoli che non sono stati capaci di ricoprire.

Senza considerare il danno fatto ad un settore nevralgico della nazione, mai tenuto in considerazione e che questa volta rischia il tracollo definitivo. Niente sarà come prima, questo è certo, il timore è che sarà indiscutibilmente peggio.

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Leonardo Romanelli

“Una vita con le gambe sotto al tavolo”: critico gastronomico in pianta stabile, lascia una promettente carriera di marciatore per darsi all’enogastronomia in tutte le sfaccettature. Insegnante alla scuola alberghiera e all’università, sommelier, scrittore, commediografo, attore, si diletta nell’organizzazione di eventi gastronomici. Mescolare i generi fino a confonderli è lo sport che preferisce.

9 Commenti

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fabrizio

circa 1 mese fa - Link

Leonardo buonasera, sono Fabrizio ristoratore di Roma, credo che in pochi questa volta rialzeranno le serrande se non arrivano contributi seri e a fondo perduto. Leggo costantemente critiche su di noi ristoratori che potremmo stare al sole anche un anno con tutti i soldi che evadiamo,quali? e dove? nel primo DPCM ci hanno fatto indebitare con le banche ora vediamo... in attesa di tempi migliori...complimenti per il post!

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Rolando

circa 1 mese fa - Link

Purtroppo condivido completamente il tuo post. Chiudere tutto il chiudibile (e anche il non), è la ovvia conseguenza della politica attendista di questi mesi. Scopriamo, o meglio abbiamo conferma, che dietro le azioni non c'erano progetti ma solo pezze a colore. E poi non capisco: se vado in piazza a bere del vino, un aperitivo, non posso farlo. E se bevo un'aranciata? Oppure faremo come nel Proibizionismo, vendendo vino e alcolici in piccole bottigliette da 0,375 con l'etichetta: Richiede prescrizione medica, e farci fare la ricetta, le ASL passeranno al massimo Frascati e Prosecco, per il Barbaresco sarà necessario il ticket. Ma potremo scalarlo dalla dichiarazione dei redditi.

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Rino

circa 1 mese fa - Link

Chiudere tutto per questa banda di incompetenti che ci governa rappresenta la soluzione più semplice e veloce... non entrano nel merito e soprattutto non hanno minimamente considerato i sacrifici fatti dai rappresentanti di queste categorie prima con le chiusure dovute al lockdown e poi con le spese sostenute per adeguarsi ai vari protocolli...e nel frattempo hanno gettato al vento mesi e mesi successivi alla chiusura per non fare una beata minchia per potenziare i posti in terapia intensiva e soprattutto aumentare il numero di tamponi il personale medico e infermieristico e migliorare il tracciamento attraverso il coinvolgimento dei medici di base... questo atteggiamento superficiale non risolverà il problema ma rappresenta solo un pannicello caldo che ahimé non sarà nemmeno efficace

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Vinogodi

circa 1 mese fa - Link

...nessuna cultura della prevenzione. Nessuna cultura del servizio. Incapacità personale e politica. Un nulla che paghiamo...

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Alessandro

circa 1 mese fa - Link

guardate che e' cosi in tutta europa...

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Dragana Milosevic

circa 1 mese fa - Link

Ciao da Vicenza. Condivido in quanto operatore di eventi e ristorazione. Un’unico appunto: il trasporto, almeno in Veneto, è di competenza regionale (vedi i treni: nessun distanziamento da dopo il confinamento)-nessuno di noi però domanda a Zaia perché per i ragazzi delle scuole non abbia regolato la capienza dei bus. E Zaia non fa nessun cenno sull’argomento, pur alzando la voce lui stesso stamani...il dpcm sarà anche duro da digerire per noi ma le questioni di competenza locale sarebbero potute essere gestite meglio, sopratutto in regioni che vantano una propria capacità di indipendenza. Ciao da Vicenza! Dragana

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vinogodi

circa 1 mese fa - Link

...diciamolo chiaramente : la nostra , perchè io guardo a casa mia , è una nazione del "vorrei ma non posso" . Che nessuno prevedesse tutto ciò è sotto gli occhi di tutti . Quel "che si dovrebbe fare" in caso di prevenzione ,è più semplice di quel che questo casino potrebbe far supporre : mascherine , igiene delle mani ossessiva , distanziamento . Nelle 5 aziende alimentari che seguo (toccandomi le palle) , su 600 lavoratori nessun positivo ... per ora , dico dall'inizio della pandemia , ai primi segnali di ciò che sarebbe stato . Ma non perchè siamo fenomeni o baciati esclusivamente da una fortuna folle. Facendo formazione addirittura da fine Febbraio , anche dei comportamenti fuori dalle aziende (compresi trasporti) . Purtroppo , le indicazioni date inizialmente alla nazione furono vane per mancanza quasi totale dei dispositivi di protezione individuale , e la pandemia si espanse... parlo di di mascherine ed igienizzanti : nelle aziende di cui sopra ci siamo salvati perchè del gruppo fa parte un'azienda farmaceutica e una convertita a mascherine. Ma il resto dell'Italia? Il virus si è attenuato per ragioni stagionali ma era chiaro che sarebbe tornato e ce lo beccheremo fino all'anno prossimo quando fisiologicamente scomparirà o si adatterà meglio all'organismo ospite , vaccino o anticorpi monoclonali ( più probabili , efficaci e veloci da produrre) ci siano oppure no . Ma ora? Caos totale : si parla di vaccinazione antinfluenzale di massa ... e non ce ne sono . Si parla di tracciamento e quasi nessuno scarica una (inutile) Immuny. Si parla di vaccino per dare speranza , in realtà ci vorranno almeno due anni perchè sia disponibile per tutta la popolazione ( anche se da Aprile 2021 fosse terminato il protocollo, si partirà con qualche decina di migliaia di dosi ... siamo in 57 milioni ...) , si parla di test sierologico e ce ne sono pochi , si parla di penalizzare i centri di aggregazione e non si fa un "beeeep" per il vero problema che sono i trasporti e i contatti ravvicinati in questi ambienti non idonei ... si, insomma , bisogna pur far vedere che qualcosa si fa per giustificare il proprio lauto stipendio, ma osserviamo , ormai, soluzioni continue ad minchiam che non hanno nessun peso dal punto di vista del controllo della pandemia ... ammettiamo pure che siamo "impreparati" , ma non solo in Italia , perchè i mercati sono globali e le aziende in ginocchio lo sono anche perchè l'esportazione si blocca e , quindi , l'economia ne risente come fattore ulteriore. Soluzioni? Convivere con la frustrazione , portare pazienza e rispettare quelle tre regole che ho enunciato all'inizio , poi quel che sarà sarà ... io , intanto, convivo con la rabbia grande per i colleghi che per una comparsata in TV o giornali sono disposti a scrivere quel che si vuol sentir leggere o dire scemenze , che il virus è clinicamente morto, che è solo un'influenza (lo diventerà ma fra almeno un anno) , che è un'invenzione delle multinazionali ...

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arnaldo

circa 1 mese fa - Link

parole sante Leonardo. Bravo.

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Elgaldil

circa 1 mese fa - Link

...e quindi? Non che io ami follemente l’operato di questo esecutivo, ma visto che siamo messi allo stesso modo in tutta Europa forse vuol dire che - ahinoi tristezza - dovremo farcene una ragione

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