Quant’è difficile essere un enfant prodige in Borgogna: Benjamin Leroux

Quant’è difficile essere un enfant prodige in Borgogna: Benjamin Leroux

di Andrea Gori

Solo lui forse poteva pensare e permettersi di piantare il nebbiolo in Borgogna. Quando hai la fama dell’enfant prodige lo puoi fare e te lo possono anche perdonare se sei stato regisseur a Pommard per Comte d’Armand e l’hai trasformata in un piccolo grande gioello della Côte d’Or. E’ il 2007 quando Benjamin Leroux  si lancia nella sua avventura personale insieme ad altri soci acquisendo alcuni vigneti e stipulando contratti di fornitura di preziose uve, principalmente tra Chassagne-Montrachet e Gevrey-Chambertin per un totale di 60mila bottiglie (suddivise su quasi 40 etichette diverse)  sempre più preziose, finalmente distribuite in maniera capillare anche in Italia.

La mano è salda e precisa e ricorda a molti il mitico Henri Jayer con il giusto spirito innovativo, che oggi significa dosare bene il grappolo intero, usare al massimo il 30% di botte nuova e non sempre la barrique, uso della tecnologia quando serve, biodinamica e lotta integrata ma sempre attento a cancellare la sua mano in favore del territorio. Pare semplice ma in tempi di cambiamenti climatici e mercato fuori controllo non è così facile e l’esagerazione è dietro l’angolo sempre. Ne abbiamo assaggiati qualcuno a Merano in una degustazione condotta da Gianni Fabrizio, Costantino Gabardi e Alessandro Rossi.

benjamin leroux

2016 Vosne Romaneè AOC
Viole e concentrazione fruttata densa e importante, non solo eleganza ma anche irruenza, inusuale per la denominazione. Ribes nero, ginepro, pepe nero e anice, mela rossa, mirtillo, tannino fitto con qualche ruvidezza. Un tratto della Borgogna meno frequentato ma bello, sensazioni carnose e ferrose ma dolcezza che sottolinea il finale lungo e speziato, con incenso e balsamico a ravvivare la salinità emergente di chiusura. 94

2016 Nuits St-Georges AOC
Austerità senza asciugare il palato, vinosità e tanto mirtillo e pepe nero, profilo naturale con lieve selvaticità, intensità e tannino ruvido che assottiglia vino. La polpa è straordinaria e raffinata, senape dolce che disseta e illumina, si fa strada e appassiona, deve sfinarsi, ma ha materia austera seriosa che colpisce. 95

2016 Gevrey-Chambertin AOC
Lavanda e mirtillo, ribes nero e rosso, nocciola caramellata e potenza salina, frutto scuro bello cangiante, sanguigno e pulsante, energia ben tenuta a freno ma ssfugge da ogni lato. Sorso tirato sottile e ferroso con pepe e salsedine a sottolineare il frutto teso, esuberante e ricco, forse un tantino anche esagerato per certi versi, ma irresistibilmente goloso e cangiante. 93

2017 Bourgogne Rouge AOC
Solare, semplice ma efficace, lamponi, zenzero, ribes rosso, floreale di rosa e viola, frutta di bosco in seconda battuta, arancio rosso sanguinella, poi escono anche sesamo, tabacco pepe nero, resine leggere. Bocca fresca lieve ma con croccantezza raffinata nel palato, pulizia e rigore esemplari anche nel finale. 91

2017 Mersault 1° Cru Genevrieres Dessous AOC
Tra i pochi vigneti di proprietà e quindi coltivazione in biodinamica, 10mila ceppi ettaro, mezzo kg a pianta, fermentazione in legno grande in parte nuova, poi un anno e assemblato in acciaio. Anice, burro e solarità, ricco floreale, piccantezza di pepe, nocciole, agrumato di classe e leggerezza a dispetto dell’annata. Bocca stupenda, ricca, sapida e mentolata, tracce di calore sempre tenute a bada da freschezza e sale, salivazione che parte e non finisce, stuzzica e seduce. 93

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

6 Commenti

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Stefano

circa 3 settimane fa - Link

Almeno il Bourgogne AOC è avvicinabile come prezzo? hai dato a tutti voti da grand cru, comunque...

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Andrea Gori

circa 3 settimane fa - Link

credo vada attorno ai 35 in enoteca...accessibile ma non a buon mercato. Grand cru spero vadano tra i 93 e i 98 punti!

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Lanegano

circa 3 settimane fa - Link

Distribuito da chi ? Ho spulciato un po' la rete ma non ho trovato nulla, perlomeno come possibilità di acquisto online. Grazie.

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Lanegano

circa 3 settimane fa - Link

Come non detto, li ho trovati....grazie lo stesso.

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vinogodi

circa 3 settimane fa - Link

...è bravo davvero . Accostarlo a Jayer , però , non penso gli si faccia un piacere . Jayer lo conoscevo , soprattutto i suoi vini , fin dal mitico Cros Parantoux 1978 (qualche boccia ancora la conservo) ed era altra merce , alla stessa età dei vini. Rimane , Leroux, uno dei migliori prospetti "nuovi" di Borgogna , da seguire attentamente...

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valentino

circa 3 settimane fa - Link

Per caso fa anche del vino con il nebbiolo borgognone? Lo avete degustato?

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