Qual è la dose soddisfacente per godere di un vino buono?

Qual è la dose soddisfacente per godere di un vino buono?

di Alessandro Morichetti

Immancabile a inizio anno mi sale l’ansia da monitoraggio. Lo scorso anno ha portato fortuna e in 12 mesi ho smagrito la silhouette per entrare impennando negli anta ma solo perché accanto agli stravizi ho messo tanta strada macinata, a piedi o meglio in bici. Il risultato è che mangio e bevo praticamente come prima – giusto qualche salto dei pasti ogni tanto – ma mi muovo tantissimo per compensare. Idem queste feste, dove quasi tutti i giorni c’è stata l’immancabile passeggiata mattuttina di circa due ore e mezza. Abbiamo pure incontrato uno che pregava guardando il mare o qualcosa del genere, vai a capire.

Mare a Civitanova Marche

Da ieri freddo siberiano e infatti sono un po’ in depressione.

Mettiamola così: se accanto all’attività motoria avessi anche seguito una dieta da atleta di medio livello, invece che 16-17 kg in un anno ne avrei persi 25-30 secchi. Garantito. Però è più forte di me e con i trick mentali non si scherza: ogni santissima volta, per la prima metà del percorso penso a benessere, dimagrimento, chiappe sode, gamba lunga affusolata e tonica, addome che si sgonfia e cose belle così. Poi però, arrivati al giro di boa quando è ora di arrivare a casa, nella mia mente iniziano a viaggiare bottiglie, sugosi piatti di pasta, crostini aperitivi, l’immancabile panettone di metà pomeriggio, insomma un tripudio qualiquantitativo di bontà.

Non penso ai cappelletti homemade in crema di Parmigiano scopiazzando la ricetta di Massimo Bottura su Dissapore, penso a tre piatti di cappelletti ben conditi per saziare la vera fame (tra l’altro strabuoni).

Cappelletti

E ovviamente non penso al bicchiere di vino per completare il pasto ma, ahimé, all’unica dose che mi soddisfa veramente e cioè la bottiglia intera. Mi spiace doverlo ammettere ma di due o tre bicchieri, quelli consigliati in base a non si sa quale studio, somigliano a un coito interrotto. Al di sopra entriamo invece nel pericoloso regno del patologico. Considerando che i miei vini preferiti si lasciano bere e non degustare con una facilità disarmante, mixando a meraviglia profondità di senso e facilità di comprensione, l’unità di misura pur ragguardevole mi sembra adeguata. Ultimo arrivato tra i tanti, il Montepulciano d’Abruzzo 2013 di Valentini, che ha un colore meno scuro, un naso già ampio e raffinato ma soprattutto un corpo che così agile e brillante indica una interessante inversione a U nell’impostazione generale, con appena 12,4% di alcol che se non è record per quel genere di vino poco ci manca.

Insomma, facciamo come lo scorso anno: usate il nickname che volete ma dite sesso, età, mestiere svolto (più che altro per capire se addetto ai lavori o meno) e dose necessaria per godere di un vino. E il monitoraggio per nulla scientifico del 2019 ci farà capire che bevitori gaudenti siamo.

[Credits foto]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

28 Commenti

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Alessandro Dal Zovo

circa 6 mesi fa - Link

49 anni, enologo, anche per me a casa o al ristorante vicino a casa (ci arrivo e ci torno a piedi) se il vino mi prende, tipo un Riesling smaragd di FX Pichler, una bottiglia intera me la bevo anche perché fortunatamente la mia compagna si e no ne beve un calice. Buon lavoro e buon anno!

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Roberto Zadra

circa 6 mesi fa - Link

52 anni, Oste e produttore di spumante. La misura ideale per una cena a due è il magnum, a patto che uno dei due sia astemio😉

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Paola

circa 6 mesi fa - Link

Paola, 50 anni (sigh!)
La dose minima per godere di un vino che mi piace sono 2 calici.
Ma la mia dose ideale è una bottiglia in due 😍
Buon Anno Moricchia!

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Fabio Romano

circa 6 mesi fa - Link

Fabio, 49 anni, psicologo/psicoterapeuta. Condivido la bottiglia intera, ma quando posso interrompo il "coito" a metà strada. È triste, ma vero. Ciao Alessandro

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Aldog

circa 6 mesi fa - Link

Aldo ,58 anni , amministratore azienda . Se il vino mi piace la mia dose di soddisfazione è la bottiglia intera . Ultima bottiglia bevuta barbaresco Santo Stefano 2012 di Castello di Neive , giovane ma già godibile !

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Lanegano

circa 6 mesi fa - Link

L'eta', il peso e la ridotta possibilità di fare sport causa lavoro e, ahimè, anagrafe -peccato, avevo ancora tanto da dare al volley parmense... :) - fanno si che il mio consumo sia assai 'malsano'.
Generalmente in settimana non bevo o al massimo stappo una bottiglia con la mia signora e la finiamo in una cena (piu' io che lei) oppure ne avanza un bicchiere o due per il giorno dopo.
Ma quando arrivano gli amici (due / tre cene 'serie' al mese in media) le bocce fioccano in quantità ! E a me piace cosi'.
In realtà sarebbe un consumo sconsigliato, molto meglio bere poco e più regolarmente ma la mia abitudine è questa. Con un occhio alla quantita' di solforosa e di chimica impiegata mi salvo ma si sa, nel liquido di Bacco c'è anche l'alcol e quello si sente....Buon anno.

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Lanegano

circa 6 mesi fa - Link

Dimenticavo : 50 anni, educatore professionale.
Ultima boccia gustata Timorasso San Leto etichetta blu 2012. Non è un vino per tutti ma per me buonissimo : la cosa con più idrocarburi che abbia mai sentito dopo il gasolio........

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Nicolò Seminara

circa 6 mesi fa - Link

Nicolò 65 anni, medico (sono addetto ai lavori , si, ma niente paura, e vedrete il perché!). La misura media per godere appieno di un vino è una bottiglia intera, fatto salvo il calice, calice e mezzo, che beve mai moglie. Chi afferma il contrario mente spudoratamente, sapendo di mentire.
Nicolò Seminara

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Marco De Mitri

circa 6 mesi fa - Link

La mia dose ottimale di vino: un bicchiere da 75cl pieno. 39 anni. Venditore.

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Roberto

circa 6 mesi fa - Link

Roberto, 43 anni sommelier. Indubbiamente la bottiglia da 0.75. Se però è un rosso importante necessito anche di un calice di bollicina per prepararmi alla degustazione.

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marco

circa 6 mesi fa - Link

almeno 2 biccheri non più di 3.

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GabrieleB.

circa 6 mesi fa - Link

Gabriele,47 anni, Farmacista.Una mezza bottiglia da 75 ,massimo tre quarti la quantità ideale per me.Se la cena è lunga arrivo alla bottiglia intera solo se è una bolla.

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Davide Bassani

circa 6 mesi fa - Link

Sistemista Informatico, 32 (quasi 33) e condivido la conclusione di Alessandro: se il vino è buono una bottiglia ci vuole e finisce. Matematico.

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Antonio

circa 6 mesi fa - Link

Premessa: ho compiuto oggi 73 anni ed ho sempre amato bere del buon/ottimo vino di ogni provenienza. In cantina ho anche qualche bottiglia da collezione, mediamente 50 anni. Da anni vivo in Veneto ed ho scoperto dei rossi top, Ad esempio il Capo di Stato di Loredana Gasparini. Secondo me questl vino vanno accompagnati ad un menu adatto e degustarli in quantità limitata.

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Cristian

circa 6 mesi fa - Link

37 anni , cuoco... a pasto una bottiglia in 2 con la moglie.. quando invece mi voglio concedere un buon vino (tipo biondi santi, bolgheri , supertuscan o borgogna di un certo livello) la bottiglia è la misura perfetta.. quando finisce vuol dire che ho bevuto abbastanza :-)

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Cristian

circa 6 mesi fa - Link

la bottiglia da solo intendo.. a casa sul divano senza dover guidare... :-)

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Vittorio

circa 6 mesi fa - Link

Vittorio, 52 anni enotecario...dose giusta la bottiglia, al limite poco meno, se durante una bella cena anche qualcosa in più...mannaggia...

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Claudio

circa 6 mesi fa - Link

Claudio. 36 anni, fiscalista e patologicamente amante delle bollicine. Bevo quasi esclusivamente in compagnia. Due bicchieri dello stesso vino mi bastano per godere appieno. Ultimo vino bevuto: Diebolt Vallois Fleur de Passion 1996.

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Nicola

circa 5 mesi fa - Link

48 anni, uomo, maitre d'hotel e sommelier ais dal 2000. Per gustare appieno un vino a cena una bottiglia (a testa) è sufficiente...

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Enico

circa 5 mesi fa - Link

22 anni, lavoro in enoteca... 2 calici possono bastare, se però ci sono di fronte a me lo zero infinito di pojer e sandri o il valpolicella classico di secondo marco la quantità raddoppia :)

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Alessio

circa 5 mesi fa - Link

36 anni, consulente. Una bottiglia - preferibilmente divisa in due mezze bottiglie a testa in una cena a due.
Sto bevendo un Monleale 2011 di quel fuori di testa di Massa.

Ale

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Gianluca Zucco

circa 5 mesi fa - Link

57, consulente di vino italiano nonché pretendente a mescitore in locale proprio in Terra Brasilis. Qui il vino costa un botto, quindi da solo infrasettimanale 2 bicchieri a cena mi soddisfano tranquillamente, magari dopo una caipirinha per aprire l’appetito se fa caldo boia come oggi. Poi a fine settimana assieme alla mia compagna si sale in quantità di drink e si smezza una bottiglia.

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Gigi

circa 5 mesi fa - Link

40, uomo, ingegnere / manager. 50 cl dose gradita. 3 bottiglie / settimana il consumo medio

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bernardo Caputo

circa 5 mesi fa - Link

Sento di aver trovato l'abisso in cui perdermi senza riserve. Il sito è frequentato da commentatori di buon gusto e ragionevolezza e, seppure quasi neofita, la lettura degli articoli e dei commenti è appagante come un buon calice del conterraneo Petraro di Roberto Ceraudo di Strongoli. Saluti

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Nicola

circa 5 mesi fa - Link

Nicola, quasi 60, dall'Alberghiero in poi....senza esagerare perchè credo nel bere moderato. Una bottiglia 2/3 pax. Anche perchè non sempre se ne beve una sola.

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Claudio Ferrucci

circa 5 mesi fa - Link

Due massimo tre calici se proprio il vino mi ha conquistato.

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Daniele

circa 5 mesi fa - Link

Attore. 39 anni. Bevo solo in compagnia. Due calici. Tre se è Rossese o Borgogna. Quattro se è Rodano o Langhe.

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Michele

circa 5 mesi fa - Link

Per me la dose che soddisfa appieno, in una buona cena, è grossomodo la bottiglia. Ma non una, bensì almeno un paio di bicchieri da 3-4 bottiglie, che in totale fanno la capacità di una bottiglia. Come già dicevano i francesi nel loro decalogo, non si può MAI servire un solo grande vino in un grande pasto. Quindi per me partire con la bolla è obbligatorio (direi Champagne da piccolo recoltant-manipulant), poi un bianco e un rosso (o due rossi) in ordine di complessità crescente, per finire con un grande vino dolce. Senza questa varietà il pasto non si può definire grande. Poi se scendiamo nel quotidiano, una o due volte la settimana ci sta di bere vino, ed in quel caso in due ci scoliamo la bottiglia se siamo particolarmente ispirati, oppure ce ne avanzano un paio di bicchieri per risentirli la sera dopo.

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