Prowein 2018 | Bollicine dal Brasile, il trend mondiale passa anche di qui: 9 aziende + bonus track

Prowein 2018 | Bollicine dal Brasile, il trend mondiale passa anche di qui: 9 aziende + bonus track

di Andrea Gori

Tra i più luminosi e accoglienti stand di Prowein 2018, quello del Brasile mancava solo delle procaci ballerine. In compenso esibivano un lounge dedicato alle bollicine, trend mondiale destinato a non esaurirsi a breve (abbiamo assaggiato anche tre sake metodo classico…) in un comparto che l’Italia, leader mondiale almeno in volume, deve continuamente presidiare. Per un paese ricco come il Brasile, seppure con i suoi abissali squilibri sociali, la bollicina è sinonimo di festa ma anche di accompagnamento ai vari momenti della giornata, e la gamma di bolle abbraccia tutto, dal “Metodo Asti” (sic) alle lunghe permanenze sui lieviti, passando da convincenti cloni di Prosecco fatti con uve glera.

Quasi tutta la viticoltura brasiliana è concentrata nel sud, nello stato nelle vicinanze di San Paolo per capirsi, e in particolare per le bollicine si fa riferimento alla Serra Gaúcha dove l’emigrato italiano Manuel Peter Longo realizza il suo primo spumante all’inizio del diciannovesimo secolo. Suolo basaltico, valli con ottima ventilazione, drenaggio notevole per le piogge e altitudine media di 600 metri avvicinano in effetti la zona ad altre regioni spumantistiche mondiali. Chardonnay (la varietà più coltivata nel paese) pinot nero e riesling italico si sono dimostrati ottimi come basi spumanti, in aggiunta a tutta la produzione che fa riferimento al moscato, con vini ispirati all’Asti e che in qualche modo hanno anche preceduto l’Asti nella sua svolta in “secco”. Altre zone di produzione di bollicine sono Campanha, Serra do Sudeste, Vale do São Francisco e Vale dos Vinhedos.

bollicine brasiliane - mappa

Vinicola Goes
Quasi 5 milioni di bottiglie, fondata nel 1938, molto attiva nel turismo enogastronomico.
Vinicola Gòes Tempos Moscatel. Tipo Asti: dolcezza esagerata, succoso e piacevole ma deborda di vaniglia e canditi, senza contraltare sapido se non bevuto freschissimo. 83
Vinicola Gòes Vivere Brut Champenoise. Chardonnay 100%, 13 mesi sui lieviti, dosaggio 13 gr/lt: ricco, maturo e roccioso il naso, canditi, senape, tropicale, lieviti confetti e anice. Divertente, piccante e saporito. 86

Lidio Carraro
Famiglia brasiliana, agricoltori da 5 generazioni ma nel vino dal 1998, producono 400 mila bottiglie da 60 ettari, impegnati a produrre vini (fermi) con il minimo intervento tecnico.
Lidio Carraro Dadivas Blanc de Blancs. Chardonnay 100%, 8,65 gr/lt: agrumi e sambuco, pepe e sale, bocca non molta strutturata, piccante, semplice. 83

Miolo
Uno dei produttori più grandi e affermati del Sud America (20 milioni di bottiglie da 1200 ettari), produce uva dal 1897 ma nasce come brand solo nel 1999.
Miolo Brut Millesime 2012. 24 mesi, 50% ch 50% pn, 11,2 gr/lt: arancio, menta, nocciole, burro, qualche nota ossidativa curiosa poi anice, sambuco e sottile piacere balsamico che si prolunga nel palato, non poco. 90
Miolo Rosé 2015. 6 mesi sui lieviti: arancio, lampone, mela, fresco immediato e gustoso, ma l’equilibrio, giocato molto sulla durezza, non esalta il frutto. 85

Pizzato
Oltre 50 ettari di proprietà per 300 mila bottiglie, fondata nel 1999 ma con una lunga storia di produzione d’uva dai primi anni del secolo scorso.
Pizzato Fausto Brut Traditional. Solo 7 mesi sui lieviti, 95% ch 5% pn, 11 gr/lt: frutta rossa e bianca, fragole e piccantezza. Bocca con un certo godimento e stile, lunghezza e gusto niente male, cedro, pompelmo e nocciole. 88

Casa Valduga
Autori del miglior vino brasiliano (vedi sotto), fondata nel 1973, ha la più grande cave sotterranea per l’affinamento sui lieviti dei suoi metodo classico.
Casa Valduga RSV Brut 2014. 70% ch 30% pn, 24 mesi sui lieviti, 10,5 gr/lt: piccante, sapido, cremoso ma anche elegante, sambuco canditi e miele. Lungo e dinamico, stoffa e stile fermo senza concessioni facili. 90 [16 €]
Casa Valduga Charmat Rosé. Un originale 100% malbec: delicato, fragole, ribes rosso, pepe. Amichevole e tranquillo, da piscina e spensierato, senza pretese ma azzeccato. 84 [10 €]
Casa Valduga Rosé. 25 mesi sui lieviti, 50% ch 50% pn, 12,5 gr/lt: crosta di pane, struttura ed evoluzione, più cremosità e gusto, sambuco, melograno, ciliegia. Finale sapido e affilato, gessoso. 88 [16 €]

bollicine brasiliane

Mioranza
Fondata nel 1964 da quattro fratelli a Flores de Cunha emigrati italiani, imbottigliano in proprio succhi di frutta dal 1986 e vino dal 1999. Produzione annuale totale sui 5 milioni di litri.
Mioranza Riobravo Charmat. Moscatel ispirato all’Asti: acidità che bilancia la dolcezza (50 gr/lt), con limone e cedro intenso e bellissimo, salvia, finale di frutta e fiori, bello e caratteristico. 86

Nova Aliança
Cooperativa di 900 famiglie fondata nel 1915, oggi produce quasi 5 milioni di litri tra Campanha e Serra Gaùcha.
Nova Aliança Moscatel. Crema, zucchero, noci e salvia. Piacevole e gustoso clone di Asti con 60gr/lt di zucchero. 86
Nova Aliança Sparkling Brut. Chardonnay, pinot nero e riesling, dosaggio 11,5 gr/lt: sambuco, lieve fumé, pepe e arancio, susina. Palato non molto teso tra mela e pesca, finale con discreta sapidità. 85

Peterlongo
Il pioniere della viticoltura brasiliana, attivo dal 1915 con la sua sede a Garibaldi, attrazione turistica del vino brasiliano. Oltre al vino, succhi e altri prodotti, 4,5 milioni di bottiglie da 25 ettari di proprietà e altri in lavorazione.
Peterlongo Presence Brut. Chardonnay e riesling italico: naso semplice, fresco, mentolato, salvia e rosmarino. Finale accattivante e godereccio, con buona tensione. 85
Peterlongo Privilege Brut. Chardonnay e pinot nero, 18 mesi sui lieviti, dosaggio 9 gr/lt: ricchezza tropicale e sale, frutto della passione e lamponi, agrumi, ginestra, pesca. Bella complessità. 88

Vinicola Salton
La più antica cantina di vini fermi, fondata nel 1878 dall’italiano Anton Domenico Salton (dal Veneto), ora colosso da 25 milioni di bottiglie e 500 ettari di vigneto.
Vinicola Salton Intenso Brut Charmat. Da uve glera, 11 gr/lt: fruttato di mela, pesca, floreale bianco. Dolce intrigante, molto simile al Prosecco e con finale persistente, notevole per tipologia. 86
Vinicola Salton Rosé. Ugni blanc, glera e merlot: sapido e fruttato, con nota rossa di ciliegia e fragola molto ingombranti. Bollicina un po’ aggressiva ma curioso mix. 82

Bonus track finale: un po’ di rossi.
Serra Gaúcha Casa Valduga Storia Merlot 2011 AO Vale dos Vinhedos. Caramello e prugne, mirtillo e senape, cacao e sale. Intenso, croccante, lunghissimo anche al palato, cremoso e piccante con finale di arancio e pepe, ha persistenza, è agrumato, poi lavanda, cardamomo e bergamotto. Stuzzicante e di volume, una combinazione di complessità e levità che piace. 93
Vinicola Gòes Philosophia Riserva 2016 Cabernet Franc. Frutto rosso, peperone dolce, fragole, sapidità e croccantezza. Agile leggero e saporito, sorprendente per struttura anche se acerbo confrontato con i nostri. 83
Casa Valduga Cabernet Franc 2014. Otto mesi di barrique, appena selvatico: pepe e macis, sapidità ed eleganza. Bocca leggera e vuota, tannino appena accennato. 84
Casa Valduga Corte 2013. Da uve cabernet sauvignon, franc e tannat: legno nuovo e pepe, sottobosco e resine. Bocca agile e ritmata, molto costruita e succosa ma non molto convincente per corpo e struttura, un po’ vuota come percezione. 85

[Immagine principale: Winesofbrasil.com]

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

4 Commenti

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Stefano

circa 9 mesi fa - Link

Ti sei divertito a Dusseldorf, eh? Bel giro del mondo, forse non si può fare in nessun altra fiera a questi livelli di qualità

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Andrea Gori

circa 9 mesi fa - Link

puoi dirlo forte! ma dovrebbe durare una settimana almeno...;-)

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Motown

circa 9 mesi fa - Link

Di fatto il Brasile produce spumanti di grande qualità ed è sulla buona strada anche per i fermi (peccato che, a quanto vedo, i migliori prodotti non erano presenti a Prowein). Andrea, giusto una piccola correzione: lo stato di San Paolo non è per niente rilevante per la viticultura brasiliana (escluso Goes ci sono poche altre piccole realtá), mentre la Serra Gaúcha, che, come giustamente descrivi, la fa da padrone, si trova nello stato di Rio Grande do Sul (Vale dos Vinhedos è, diciamo, una sottozona della Serra Gaucha ed ospita appunto le principali cantine). Dettagli giusto per puntualizzare, s’intende, ma che non tolgono nulla alla qualità del tuo articolo. Saúde!

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Andrea Gori

circa 9 mesi fa - Link

Ciao Motown! Così mi hanno detto, riguardo San Paolo, poi però anche io ho trovato prodotti più validi altrove. Ci sta che rammentino San Paolo per spiegare più facilmente! grazie dei complimenti e a presto!

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