Progressi della scienza | Lingue elettroniche, bambole gonfiabili

di Fiorenzo Sartore

Non so se avete presente le bambole gonfiabili. Penso di sì, ho una certa stima del lettore intravinico medio. Io non so bene quando abbiano cominciato a produrre le prime, quelle con lo sguardo a metà tra lo stupito e lo sgomento, ma per me quelle sono, appunto, le prime. Le vendevano in certi carruggi nel retroporto qua a Genova, assieme ad attrezzistica associabile. Ma erano molto naïf, diciamo, e comunque chi si contentava, godeva. La scienza però progredisce, lo sappiamo: i prototipi abbozzati lasciano il posto a nuove raffinate release, ed ogni volta è un meraviglioso balzo in avanti. A metà anni ’90, anche grazie ad Internet, lo stato dell’arte diventa Real Doll [attenzione, link da aprire con cautela al lavoro. Del resto se leggete questo post al lavoro vuol dire che state già messi bene]. Fatta di lattice e chassis scheletrico, è iperrealista: tette pastrugnabili e tutto il resto. Personalizzabile in molti aspetti, Real Doll è come la vuoi, esteticamente, etnicamente, puoi scegliere pure la lingerie. Per la fiducia sconfinata che ho nella scienza sento che il prossimo step non è lontano, avremo prima o poi le cyborg lascive che si vedevano in certi film tipo A.I. o Blade Runner, saranno semivive e capaci di ragionamenti e conversazioni (niente battute, qui, per favore).

I progressi della scienza sono meravigliosi: la lingua elettronica, per esempio. Se ne parla da sempre, mi pare, ed è l’incubo di ogni assaggiatore e sommelier: per quanto tentino ogni volta di rassicurarci dicendo che no, non è ancora – o non sarà mai – una alternativa valida al palato umano, io non ci credo: è questione di tempo, e la scienza ci sostituirà, ci renderà obsoleti. Adesso tocca a Manel Del Valle, scienziato spagnolo, che afferma l’imminente trionfo della scienza sugli opinabili punti di vista. Decanter rileva infatti che “With its ability to detect flaws in the production process, the electronic tongue may be a replacement for the sensory panel used by many food and beverage companies”. Un gadget elettromeccanico sarà preferibile alla mia lingua, e, soprattutto, sarà infinitamente più affidabile. Fine delle polemiche, una volta per tutte, fine delle discussioni, dei distinguo e degli scazzi. Sapremo quando, ed in che misura, un vino naturale sarà solo un puzzone, e probabilmente la scienza si prenderà la giusta rivincita sul fiume di chiacchiere che ha giustificato l’esistenza di un Intravino (per dirne uno).

Fino ad allora, noi siamo the real thing. Fate un po’ voi.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

6 Commenti

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Marossi

circa 8 anni fa - Link

Le macchine non sostituiranno l'uomo finché non ne inventeranno una che, oltre a saper analizzare il vino, sappia mettersi da parte i soldi per comprarsene uno e se lo beva con gli altri amici-macchina, tra i quali ce ne sarà sempre uno (qualcosa tipo C3BKen8) che 'quel vino fa cagare', e siamo punto a capo.

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Edo

circa 8 anni fa - Link

hahahahaha !! verissimo !

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tom

circa 8 anni fa - Link

Caro amico di intravino, nel mio laboratorio stiamo facendo una lingua elettronica. Ti posso assicurare che le applicazioni di tale dispositivo sono pensate per l'industria, e che la strada per sostituire i sommelier non è neanche tracciata.

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she-wolf despite herself

circa 8 anni fa - Link

Fiore di Genova, bello il post. Misurato nella sua provocazione, maturo nell'esposizione e intelligente nel proporre un argomento leggero, necessario per calmare gli animi dei lettori intravinicoli medi. Grazie. Mi viene da chiedermi: "sta' Lingua Elettronica servirà solo a sostituire negli assaggi i mammiferi evoluti ma ancora troppo influenzati dalle proprie emozioni, o anche a generare una scossa elettrica fulminante quando si dovesse esagerare con opinioni fazio-tendenziose?"

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anonimo

circa 8 anni fa - Link

non raccolgo l'assit sulla lingua elettronica e sul suo utilizzo. ma se lo facessi parlerei di tutto tranne che di "Assaggiare qualunquecosa" e forse parlerei di "(M)assaggiare qualunquecosa". a buon intenditor..

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Francesco Amodeo

circa 8 anni fa - Link

A me questo tipo di considerazioni fanno veramente sorridere. L'aspetto prettamente scientifico non mi interessa, né ho le competenze per affrontarlo; tuttavia rimango profondamente dolorante del fatto che ancora oggi, nel 2011, ci sono ancora persone che considerano la figura dell' enogiornalista/assaggiatore/sommelier come una sorta di gascromatografo umano. Capire il vino, e di conseguenza il saperlo raccontare e/o proporre vuol dire tutt'altro che saperlo analizzare e sezionare. D'altra parte, purtroppo, le varie pseudoorganizzazioni enoculturali sparse in tutta Italia, le quali dovrebbero (sigh) fare cultura del vino, in realtà, (nella maggioranza dei casi, con le dovute eccezioni) non fanno null'altro che insegnare ai corsisti esattamente questo: prendi il vino, lo sezioni lungo le sue componenti (aromi, struttura, complessità, equilibrio...) analizzi le componenti (con un metodo che dire traballante è poco), valuti e rimetti tutto insieme. Si concepisce la figura dell'esperto come una "macchina da laboratorio", e dunque non ci si deve stupire se poi qualcuno tenta effettivamente di sostituirla con una macchina reale, senza dubbio più efficiente in questo senso. Quando si comincerà a fare cultura VERA del vino, allora sono certo che nessuno esulterà più per certi risultati della scienza; non certo in quanto falsi, ci mancherebbe, ma in quanto davvero totalmente inutili.

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