Presentazione di Slow Wine 2017 a Montecatini: tutto quello che vi siete persi (tranne i vini)

Presentazione di Slow Wine 2017 a Montecatini: tutto quello che vi siete persi (tranne i vini)

di Alessandro Morichetti

Sono circa le 17 di sabato pomeriggio quando, immerso in un po’ di gossip tra piemontesi veri (lui) e tarocchi (io) con Luca Currado, mi piglia un raptus anomalo cui non cedo quasi mai in degustazione e cioè BERE: siamo al luuuungo banchetto misto casualmente nella zona tra Serralunga d’Alba e Barolo in una sorta di piccola Italia in miniatura del vino e comincio ad allungare il braccio ai sommelier per placare la sete con bottiglie della madonna incoronéta serenamente in fila: fossi stato al wine bar non sarebbero bastati 150 euro, garantisco. Qualsiasi sovrastruttura da degustazione tecnico-chirurgica si lascia rimuovere senza opporre resistenza fino alle 19.

Il vostro preziosissimo reporter si è presentato alla degustazione di presentazione della guida Slow Wine 2017 alle Terme Tettuccio di Montecatini Terme – pomposamente presentata come “la più grande degustazione di vini dell’anno” – con eleganza degna di nota. Nonostante la bolgia ben distribuita – 1.700 per gi organizzatori, 500 per la questura, prevedibilmente sui 1.400 reali – il contesto è a dir poco magnifico e ha impreziosito umanizzandola e italianizzandola quella che senza ombra di dubbio è stata una presentazione al di sopra di ogni altra in circolazione. Livello medio di vini e aziende tra alto e altissimo, non contiamoci balle. Davvero sparuto il numero dei produttori poco rilevanti, percentuale che a detta di alcuni operatori e appassionati intervistati non avrebbe superato il 10%. Cioè nulla. Quando in altri posti – gentisticamente individuabili con una massiccia presenza di giacche e cravatte (ieri assenti) – con 10% indichi la roba potabile.

Classica situazione in cui se piove ti spari mentre col sole vedi il cielo.

Terme Tettuccio

Slow Wine 2017 è la settima edizione di un progetto su cui 5 anni fa riflettemmo nel post “7 riflessioni profonde su Slow Wine 2012“, di cui ricordo una sola immagine: “una presentazione in cui Vittorio Graziano è seduto in prima fila ha qualcosa da dire”. Valida allora e valida ora, anzi fammi subito mandare una mail a quel brigante per ordinare del vino così se va tutto bene per il 2019 lo ricevo (lo vendo… ALERT… non compratelo… ALERT… puzza… questa è una marchetta… ALERT).

Prima osservazione. Parlare delle aziende a tutto tondo e non solo dei vini è interessantissimo e pericoloso al contempo perché a monte c’è un equivoco pazzesco: durante la visita un produttore perlopiù AUTOCERTIFICA le proprie pratiche, non raccontiamoci palle. E cari Slow, sappiamo tutti (i produttori per primi) che un tasso molto alto di fregnacce viene raccontato per i motivi più disparati: siccome però non siamo ispettori, dobbiamo fidarci. E la fiducia porta a distorsione, non se ne esce. Convengo che si cerchi di fare il meglio e che di impegno per dare chiocciole e bottiglie e monete alle aziende sia immane, bisogna darvene atto eppur manteniamo sempre PIU’ alto il piglio critico.

Seconda osservazione critica. Tolti i Vini Slow, tollerati grandi vini e vini quotidiani, il resto dei vini menzionati nei box è inutile. Davvero, inutile, non indicativo, non convincente, sfugge, non mi fa capire nulla. E ve lo dice un avido commerciante che se ci si raccapezzasse qualcosa andrebbe subito a comprare. Ma non ci si capisce nulla. Questa esigenza di già scremata completezza non aiuta e non serve. Maggior focus su molti ma molti ma molti meno vini. Non lo farete, siete dei capoccioni, ma così no va bene e l’effetto PEGGIORE è quello di diluire immensamente l’ottima scrematura tra gli altri vini. Il banco d’assaggio di ieri ci è testimone.

Voto al banco d’assaggio: 9/10. Nient’altro da aggiungere. Hai una lista in mano poderosa, troppo. Troppa roba tutta insieme. Quattro ore sono un sacrificio, urge allungare i tempi. Almeno sei ore. Se uno si muove in giornata, bastano. Se si ferma, pure. Ma quattro è niente. Come entrare al Bowling da piccoli con tre gettoni, dài (in realtà ieri l’immagine suggerita era quella del bordello, ma ora è fascia protetta)! Voto al timing: 5. I convegni del mattino fateli in streaming così ci scarichiamo il link di YouTube. Fate bere il popolo degli assetati, piuttosto.

Lato cibo: decisamente da implementare. Portate oltre mille persone a bere e c’è davero poco o nulla da mangiare. Ebbene, musica maestro. Piazzateci i baracchini di Bonci, Frassica e chi volete da qualche parte. Solo il meglio: così mi prendo un bicchiere di Sassicaia e mi ci mangio un panino. Se uno non vuole non mangia e saranno affari suoi ma noi che vogliamo anche un po’ divertirci invece di fingerci minatori a un certo punto abbiamo il portafogli che suona come una fisarmonica se ci parte il trip. Rendete la degustazione una festa vera dell’italianità migliore. Lo abbiamo capito tutti che i banchetti fermi, immobili, fatti e finiti hanno rotto i coglioni, vero?

Montecatini.
Location: 10.
Quantità dell’offerta turistica: 9,5.
Qualità dell’offerta turistica: 5,5 (a cena abbiamo bevuto birra cartonata, a pranzo anche, si mangia mediamente male o malissimo in città). E’ triste che la sera di una presentazione non ci sia in giro nessuna delle 1.500 persone che hanno partecipato. Sindaco, un pensierino facciamocelo. Intanto annotiamo per il futuro, grazie a Leonardo Ciomei: “pur in questa situazione, esiste a pochi passi dall’evento la gelateria Desideri, la steak-house Just Meat e i ristoranti La Cascina e Pecora Nera”.
Stile: fané. Sembra di stare a Rimini 25 anni dopo che Serena Grandi se n’è andata. Nessuna osteria Slow, nada de nada de nada oltre un livello di sufficienza. Dài, coraggio, sveglia!
Gariglio & Giavedoni. Gianni e Pinotto, Don Camillo e Don Rodrigo, il confessore e il peccatore, sono una bella coppia. Uno rignrazia il Signore che tutto vada bene, l’altro biastima se qualcosa va male. Solo uno svuota le sputacchiere e butta bottiglie vuote alla fine.* Persone con cui ha senso parlare di vino bevuto e che non si lasciano traviare oltremodo da fattori estranei. Non sempre si è d’accordo ma ha senso confrontarsi. Ascoltano. E a fine degustazione raccolgono i vetri: cuore oltre l’ostacolo ma gli stagisti un po’ di gavetta dovrebbero farsela, non i curatori.

Mancano i vini assaggiati, piaciuti, deludenti e considerazioni sparse. Largo ai commenti.

*

[Foto degustazione: Gianpaolo Giacobbo]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

20 Commenti

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Massimo

circa 3 anni fa - Link

Con tutto il rispetto credo che, per esperienza, la degustazione n. 1 rimane quella del Gambero Rosso a Roma& sia per presenza di produttori, cibo e location. E poi a me sinceramente da un po' fastidio questo autonominarsi così pomposamente. Saluti.

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gabriele succi

circa 3 anni fa - Link

Prima osservazione da tenere moooolto ben presente....

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Andrea Gori

circa 3 anni fa - Link

si ma come potrebbe essere diversamente? ti immagini la gestapo slow a fare verifiche in campo e in cantina?

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Alessandro Morichetti

circa 3 anni fa - Link

E' impossibile, non c'è via d'uscita che "fidarsi". Che è una specie di salto nel vuoto.

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Simone

circa 3 anni fa - Link

In Italia esiste l'autocertificazione con valore legale!! Se le sparo troppo grosse ne rispondo anche legalmente. es: ho 2 ha, vinifico solo le mie uve ed imbottiglio 15000 bot. Registro imbottigliamento, dichiarazione di produzione, superficie vitata...incrociamo un po' di dati, non serve proprio il KGB.

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Savino

circa 3 anni fa - Link

Comunque una foto almeno una, perché non una fotogallery, del nettare così prezioso che il mondo ci invidia, e dei sui "bevitori" potevi inserirla. Disponibile a colmare questa lacuna, imperdonabile... pronta una cassa da 12 foto, dimmi dove spedire, offro io!

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Patrizio

circa 3 anni fa - Link

In effetti da non addetto ai lavori ma vecchio bevitore ho trovato la manifestazione molto ben organizzata. Tutti i vini abbastanza accessibili ho trovato esaurito solo Gaja..poi certo c'era magari un 10 % di produttori non all'altezza ma il confronto è uno stimolo alla crescita..un paio di ore in più non sarebbero male e sì l'offerta di cibo andrebbe migliorata..la crema di ricotta per i cannoli da un secchio di plastica di semilavorato non se po' guarda'...la location grazie al sole perfetta certo che se pioveva come venerdì sarebbe stato un bel casino..

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Ivan Ferri

circa 3 anni fa - Link

Penso che la prima osservazione sia la più eclatante, ma anche la più difficile da gestire diversamente. Bisogna, almeno inizialmente, andare a fiducia. Io non ho molta esperienza di Slow Wine, ma ne ho molta con Osterie d'Italia, e devo dire che ho quasi sempre trovato quello che mi aspettavo dopo la recensione. Quest'anno proverò Slow Wine, vediamo.

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Sir P.

circa 3 anni fa - Link

Aggiungo una cosa, un grande punto positivo a favore di slow e di come bisognerebbe organizzare tutte le degustazioni. (Si lo so, sono cose organizzative che poi il pubblico finale non recepisce o cmq tende giustamente a non accorgersene ma secondo me è di vitale - grandiosa - importanza)
Il produttore poteva scegliere se essere presente in tre modi:
1. banchetto "esclusivo" gestito in prima persona dal produttore
2. banchetto "esclusivo" gestito da sommelier FISAR (e nota bene: il sommelier fisar pagato direttamente dal produttore alla fisar senza inutili orpelli e giroconti produttore-slow-fisar)
3. isola regionale ovvero il produttore mette i campioni e un sommelier fisar gestisce l'isola regionale.
Il tutto GRATIS per le aziende e senza quei pelosi 200-300-400€ "per i costi di organizzazione o quant'altro”


Sulla durata sono in totale disaccordo con Morichetti:
4 ore sono più che sufficienti. Non è un matrimonio o una festa di paese.
Fai delle scelte e cammina. Non è scritto da nessuna parte che devi assaggiare tutto o che devi gozzovigliare con il panino e il sassicaia ;-)
Più si allunga il brodo più si diluisce il piacere di avere i produttori dietro al banchetto.


D’accordo invece per la questione cibo:
Tutto quello che non è pane e/o grissini va PAGATO dal cliente. Se vuoi un trancio di pizza nessun problema: ti metto anche Bonci e il forno a legna. Ma devi pagare. Basta servire cibo gratis e vedere produttori di formaggi e salumi letteralmente stuprati da orde di bevitori con le labbra viola.

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Patrizio

circa 3 anni fa - Link

In effetti dialogare con i.produttori dietro il banchetto non ha prezzo..anche pezzi novanta tipo Guido Fantino disponibilissimi..

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Nicola

circa 3 anni fa - Link

Certo che in quattro ore si concentra il godimento, ma credo che diluire nel tempo l' afflusso di più di mille assetati avrebbe sicuramente giovato in termini di spazio vitale

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Leo

circa 3 anni fa - Link

Ale, come sai sono il primo a dire che nella mia cittadina l'offerta gastronomica non è delle migliori ma.. da qui a dare 3 alla qualità dell'offerta turistica ce ne corre. Non ci sono osterie Slow Food e enoteche degne di questo nome, è vero. Ma il turismo che gravita su Montecatini non è certo quello delle Langhe o del ragusano. E certo che uscendo dal Tettuccio non si trovano locali che soddisfano i nostri desideri gourmet (siamo nel pieno centro dove imperversano pizzette e gelati gonfiati). Tuttavia, pur in questa situazione, esiste a pochi passi dall'evento la gelateria Desideri, la steak-house Just Meat e i ristoranti La Cascina e Pecora Nera. Non saranno Bottura o Crippa ma per mangiare qualcosa di potabile con bottiglie non disprezzabili... Volendo poi a 6 km. c'è lo Sciatò dall'amico Massimo Neri per concludere proprio bene la giornata. Ma se basta qualcosa di più leggero perchè non mangiare qualcosa alla pasticceria Giovannini come abbiamo fatto io e qualche amico? oppure nella vicina pizzeria Don Chiosciotte, vera pizza napoletana? Informarsi. Sempre. Dai locali appassionati (e ce ne sono, specie per il vino)

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Alessandro Morichetti

circa 3 anni fa - Link

Obiezione accolta in pieno con menzione: 5,5 ok? :-)

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francesca ciancio

circa 3 anni fa - Link

non c'ero ma un 10 pieno va all'iniziativa di assegnare un premio al merito, alla passione e alle competenze di Davide Panzieri. MERITATISSIMO

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Paride

circa 3 anni fa - Link

Sul punto uno vorrei precisare: si può essere pericolosa l'autocertificazione, ma se perdiamo fiducia è finita, in tutti i sensi. Certo si può bere solo il vino dell'amico, ma se voglio "uscire" un pò devo giocoforza fidarmi. Poi oltre le visite fatte, e slow le fa davvero, ci sono le degustazioni regionali poi quelle a Bra... una selezione oltre le parole la si fa! Poi sugli altri aspetti bisogna ricordare cosa succedeva a Montecatini, cioè era la presentazione di una guida, non certo un banco d'assaggio qualunque. L'idea di volersi mangiare un panino bevendo un sassicaia gratis è lontanuccio da un approccio professionale o di conoscenza. Poi non lamentatevi di chi va in cantina a fare l'aperitivo gratis...

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davide

circa 3 anni fa - Link

Secondo me da mangiare quest'anno c'era. Sicuramente avrei preferito qualche stand slowfood con qualche cibo piu' ricercato, però mi sembra eccessivo lamentarsi. Il tempo a disposizione secondo me è giusto perché, allungandolo, si aumenterebbe solo il numero di ubriachi con evidenti problemi. Piuttosto cambierei l'orario da 15-19 a 14-18

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landmax

circa 3 anni fa - Link

Sono stato sabato a Montecatini e vorrei sottolineare quanto sia perfetto lo spazio delle Terme del Tettuccio per una degustazione di questo genere: di un bellezza stupefacente (le foto qui non rendono del tutto il fascino della location) e al contempo perfettamente funzionale, perchè anche se ci metti dentro 2.000 persone (a patto che non piova) non avverti comunque l'effetto calca. Penso a uno straniero che venga a una degustazione come questa e mi dico: viva l'Italia! Concordo con Morichetti anche sul livello generale dei vini (piuttosto alto, con punte di godimento assoluto con "robette" come Cascina Francia '12 o Vigna Rionda Ris. '10, tanto per dire) e sulla richiesta di allungamento a 6 ore, che secondo me sarebbe più confacente a una degustazione di così ampia portata. Evidenzio anch'io lo scarso livello dell'alimentare, sul quale bisogna lavorare molto, perchè non ha senso servire vini super e cibo scadente. Nel complesso, comunque, un applauso all'organizzazione: per me, una giornata da ricordare!

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Gianluca

circa 3 anni fa - Link

Tutto bello, solo una domanda...quindi se dietro il banchino c'è dietro uno in giacca e cravatta il vino fa schifo? :)

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Luca

circa 3 anni fa - Link

Premesso, non c'ero. Ma la durata di 4h mi ha fatto desistere dall'affrontare 1000km di auto...credo che allungare la durata sia indispensabile, non tanto per aumentare il numero di ubriachi ma quantomeno per lasciar fare qualche assaggio con la dovuta calma e fare due parole con i produttori!!! Troppa carne al fuoco in troppo poco tempo

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Marco

circa 3 anni fa - Link

Alessandro, preziosissimo il tuo report di Slow Wine 2017, per la prossima edizione lavorerei anche sul rilancio del turismo termale, e l'abbinamento Vino-Terme, altrimenti perché scegliere una location così esclusiva, Montecatini deve fare il salto di qualità.

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