Perchè non riesco a stracciarmi le vesti quando leggo Bonilli che fustiga l’informazione?


— “Ehi, hai letto? Stefano Bonilli dice che in Toscana si svendono cantine come fossero noci e nessuno ne parla. Pare sia colpa della crisi ma il peggio è che nessuno le compra”
— “Miii, notiziona bomba, eh? Aspetta che intanto ordino due caffè”
— “Per me ristretto. Insomma pare che l’euro si stia mangiando cantine in quantità e anche in Piemonte non se la stiano passando bene”
— “Senti, ma Bonilli non è il fondatore del Gambero Rosso, quel signore che insieme a Cernilli assegnava alle cantine i tre bicchieri sulla guida dei vini?”
— “Si si, proprio lui. Poi il Gambero Rosso andò in crisi economica per una serie di investimenti sbagliati e i due furono messi alla porta. Ma questo che c’entra, scusa?”
— “No, niente, facevo un ragionamento mio. Sai com’è, certe volte i produttori pur di vincere qualcosa sono veramente disposti a tutto, anche ad investimenti folli in barrique e cantine fantasmagoriche. E tutto per compiacere i giornalisti che adesso se ne stanno in silenzio”.
— “Mah, non ti seguo. Dici che la voglia di premi c’entra qualcosa? E la crisi, allora?”
— “Ma di che crisi parli? Il vino è l’unico settore produttivo in crescita, a due cifre, perdipiù!”
— “Uhm, vero, ma secondo te perchè nessuno le compra?”
— “Forse perchè gli unici che c’hanno i soldi sono i cinesi che stanno comprando gi sciatò francesi? Mmh…buono ’sto caffè”
— “Vero, dagli tempo e vedrai che arriveranno anche in Toscana. Magari si comprano pure il Gambero Rosso così chiudono il cerchio: fanno il vino e si danno pure i premi!”
— “Maddai, una cosa del genere non sarà mai possibile! Sei ubriaco nonostante il caffè?”
— “No. Sono lucidissimo. E ho buona memoria, io.”





16 commenti a “Perchè non riesco a stracciarmi le vesti quando leggo Bonilli che fustiga l’informazione?”

  1. Andrea Pagliantini Andrea Pagliantini commenta:

    Quante sono le aziende a suo tempo premiate e passate sul tappeto rosso del Gambero ad essere in vendita?

  2. Alessandro Bandini commenta:

    Questa storia mi sembra di averla già risentita…

  3. Simone e Zeta Simone e Zeta commenta:

    Sono 2 anni che diciamo le stesse cose…menomale c’è Bonilli :-(

  4. francesca ciancio francesca ciancio commenta:

    scusa simone hai letto l’intervista di Bonilli sul Papero Giallo? Ti sembra che faccia qualche nome? La buttà lì per dire che chi si occupa di vino si disinteressa ( a caso?) di certi temi. TOmacelli va oltre, lo tira in ballo come ex fondatore del Gambero Rosso ( come faceva lui a non sapere di quello che oggi ritiene scandaloso). Il colpo di genio è però lasciar intendere ( e manco tanto tra le righe) che le cantine di toscana e piemonte , pur di avere gli ambiti 3 bicchieri, abbiano fatto il passo più lungo della gamba. E’ andata così? se fosse beoti i produttori
    E se il post lasciasse intendere che sono stati i giornalisti a spingere verso certi investimenti? Eh be’ qui la storia si fa avvincente!
    Giorgio Bocca parlava dei “partigiani di città” per intendere i fiancheggiatori del Ventennio che non salendo in montagna a fare la Resistenza con la fine del regime, ne facevano una loro personalissima tra le strade della metropoli. troppo comodo.
    Ah una cosa, la guida, soprattutto in piemonte, vorrei ricordare che per vent’anni l’ha fatta pure slow food

  5. Stefano Cinelli Colombini Stefano Cinelli Colombini commenta:

    Scusate la mia ignoranza, ma quale sarebbe la cantina di Montalcino acquistata come tangente per Finmeccanica? Quanto poi al resto del trafiletto, dove è la notizia? La maggioranza delle aziende italiane di ogni settore è in vendita, è pesantemente indebitata, è piena di merce e nessuno le compra. E allora? Siamo un Paese di eroi, navigatori, poeti e gente che si arrangia, domattina il mio cappuccino lo bevo lo stesso.

  6. Stefano Cinelli Colombini Stefano Cinelli Colombini commenta:

    Grazie, ora capisco di cosa parlate. Non l’associavo con Montalcino perchè la cantina di cui parlano per Finmeccanica è a Buonconvento. Giusto per spiegare ai non toscani, sarebbe come dire a uno di Pavia che è di Milano. Vicino, ma è un’altra cosa.

  7. Alessandro Bandini Alessandro Bandini commenta:

    Provo a essere ancora più preciso: l’azienda è a Montalcino, sul versante che guarda Buonconvento.

  8. Stefano Cinelli Colombini Stefano Cinelli Colombini commenta:

    Ricordo un IGT Toscana Madonna Nera fatto da Ferrini servito al G8 nel 2009, esiste una azienda La Madonna Srl a Montalcino che ha una piccolissima vigna di Brunello e un alto dirigente Finmeccanica ha una villa a Buonconvento vicino ad Armena. Ignoro se ci sia una connessione. Comunque una cosa è certa, se quel francobollo di azienda era una tangente allora i prezzi della corruzione sono crollati peggio della borsa di Milano.

  9. nico aka tenente Drogo nico aka tenente Drogo commenta:

    i debiti dei produttori a causa degli investimenti folli fatti per compiacere le guide

    …. questa è mitica

    • GiacomoPevere risponde:

      mi sovviene giusto un nome… farò finta di niente ed eviterò di parlare di colui che pur di farsi la cantina nuova ora ha debiti con le banche per i prossimi due milioni di anni.

      • Stefano Cinelli Colombini Stefano Cinelli Colombini risponde:

        La sua mi pare una visione ottimistica, i viticoltori che non riusciranno a pagare i mutui prima dell’anno 3000 sono più o meno tutti. E grazie alle tasse sulle cantine messe dal geniale governo tecnico (mai visto un economista che capisse qualcosa di aziende agrarie) stiamo spostando la previsione del saldo all’anno 4000. Io penso tutto il male possibile delle guide, ma attribuirgli anche questa colpa è eccessivo; a noi ci ha fottuto un decennio di euforia dopo una vita di gramaglie, ci siamo illusi di avere preso il treno del lusso e ci siamo ritrovati per terra e con le solite toppe al culo di sempre.

        • GiacomoPevere risponde:

          Il mio voleva essere un esempio di investimento folle, non mi interessa se abbia voluto compiacere o meno qualcuno. Non ne ho idea, non faccio il nome del produttore ma i suoi vini erano ampiamente descritti nelle guide prima e lo sono tuttora, e spesso per non dir sempre, arrivano all’eccellenza (stelle, bicchieri, grappoli, bottiglie…).
          Il problema è che il marketing o la voglia di apparire troppo spesso sono l’unico orizzonte oltre il quale non si guarda.
          In economia lo chiamano il cigno nero. Ovvero l’imprevisto che ti coglie impreparato e ti butta al tappeto. Ecco mi pare che troppo spesso una visione troppo “positivista” (nel senso del non potrà che andarmi bene) si è dimenticata del cigno nero.

          Nel vino, come in ogni campo.
          Ovviamente spero per lui (il produttore) che gli vada tutto bene e riesca a pagare i suoi debiti, io un aiuto concreto glie lo dò spesso. Potete ben immaginare come…

  10. carlo colombo carlo colombo commenta:

    Vorrei sapere dove il vino sta aumentando le vendite con numeri a due cifre!a casa sua?Comprava 6 bottiglie ed adesso ne compra 7?

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