Perché l’alcol è la nuova cucina molecolare

di Fiorenzo Sartore

daddario_1Ieri sera al Tg5 la notizia delle conversazioni tra Berlusconi e la signora D’Addario non c’era. In compenso c’era il ministro della Giustizia, Alfano, che tuonava “bisogna considerare l’alcol una piaga sociale al pari della droga. Quindi, bisogna avviare anche per chi viene trovato con un tasso alcolico eccessivo, programmi di rieducazione come avviene per i tossicodipendenti”. Ecco, è un momento un po’ così per l’alcol. E’ diventato quello che era la cucina molecolare fino all’altro ieri. Un ottimo argomento per dichiarazioni isteriche.

Forse è ora di cambiare cittadinanza. Andare a vivere a Salemi, dove il sindaco chiede “una rivolta dei produttori di vino contro le insensatezze della Moratti. L’economia agricola e la produzione di vino sono tra le cose più straordinarie che ha l’Italia. Ma pensate che Sarkozy possa mai vietare di bere il Bordeaux? Ma stanno impazzendo tutti? Al contrario di quel che fa la Moratti, occorre educare i giovani a bere i vini italiani”. Certo, il sindaco in questione è Vittorio Sgarbi, pazienza.

Rieducare o educare? Chi dei due si sbaglia? E magari: esiste una terza via?

[Sulla foto – Rainews24 – che correda questo post: potevo scegliere tra Alfano, Sgarbi, D’Addario: che volete che vi dica? E’ estate pure qui, sapete]

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

1 Commento

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Tomaso Armento

circa 10 anni fa - Link

Certo che ai nostri governanti le opportunità non gli piace proprio sfruttarle, punire, proibire è molto più semplice che educare. Ma a quanto vedo a nessuno interessa spiegare, insegnare, entrare nel dettaglio, imparare a discernere. Così nascono le contraddizioni e i partiti contrapposti, gli estremismi. Poi uno pianta un orto e di colpo il mondo vuole l'orto, un'altro dice che beve acqua e addio....Aò famo a reimpadronisse ognuno del proprio modo di pensare?? I divieti servono per chi non capisce (o non vuole capire), ma per dire che non capisce bisogna prima essere sicuri di aver spiegato bene, non dare sempre tutto per scontato. Vedo genitori che vogliono tavoli separati dai figli "per quetare" e bambini che corrono nei ristoranti, adolescenti che ai diciottesimi spaccano le cose e ai ristoratori gli vien detto: cosa si aspettava da un diciottesimo, che tutti stessero seduti a giocare a carte? Io uno (genitore) che mi risponde così lo educherei in fattoria..si comincia dalla stalla.. A quando il divieto di essere stupidi e maleducati? Mi raccomando multe salate anche ai geniutori, vedrai che per favore e grazie ritornano nella lingua corrente... Educhiamo al vivere sociale, a gustare e capire le cose che ci stanno attorno e a non berci tutto quello che arriva da TV, media e Giornali a crudo, fa male, meglio rielaborarlo sempre un pochino.

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