Per vedere il terrore negli occhi della gente basta dire che adesso il vino si paga a 60 giorni

di Gianpaolo Paglia

Il 24 Ottobre 2012 è entrata in vigore, piuttosto in sordina, la legge 24 marzo 2012 n. 27 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività. GU n. 71 del 24-3-2012 – Suppl. Ordinario n.53).
Senza entrare nei dettagli, che potete trovare qui, insieme col decreto attuativo, la sostanza della cosa è questa (art. 62): il vino si paga a 60 giorni, pena sanzioni pecuniarie da € 500 a 500.000 (a seconda dei casi, ma sostanzialmente il mezzo milione serve per “incentivare” la GDO).

Ci sono diversi aspetti della vicenda che vale la pena di esaminare.
1) È giusto mettere ordine nella giungla dei pagamenti del vino, oggi inaccettabilmente lunghi.
2) A questo punto uno si potrebbe chiedere: “sì, ma il resto?”.
3) Quasi tutti hanno aspettato l’ultimo minuto per organizzarsi e rendersi conto della reale portata della cosa, anche perché, in piena tradizione italiana, il Decreto attuativo è stato reso noto 2 giorni prima dell’entrata in vigore della legge.
4) In realtà, esisteva già una legge (legge 28 del 18 Febbraio 1999) che obbligava i pagamenti degli alcolici a 60 gg dalla consegna, e quindi questa nuova legge non introduce nulla di nuovo per noi, salvo il prendere atto che finora non aveva funzionato e quindi adesso introduce pesanti sanzioni.
5) Le sanzioni: in Italia si pagano, a differenza delle fatture, perché esiste Equitalia.
6) I crediti: la legge non introduce nessuna novità per il loro recupero, che è lunghissimo, macchinoso, costoso, inefficace.

Siamo contenti? Ni. Spiego il perché.
A me non piace l’idea di uno Stato che decide quali debbano essere i termini di contrattazione tra privati. Che il pagamento sia a 90, 30 o 120 giorni è una scelta tra due parti che dipende da diverse variabili, per esempio il fatto che i distributori devono comprare, fare magazzino e poi rivendere, con tempi lunghi e un cash flow da gestire.
Diversamente invece penso che se uno è insolvente, se il fornitore lo vuole, dovrebbe essere semplificato in modo radicale tutto il processo di recupero del credito, in modo che sia semplice, veloce, poco costoso.

Questa sarebbe stata la vera rivoluzione, probabilmente incentivante rispetto ai potenziali investitori (anche esteri). Ma non è stato fatta perché è più facile fare una legge, sguinzagliare Equitalia, piuttosto che mettere ordine nella giungla della giustizia civile italiana. Una dichiarazione di impotenza, se vogliamo.

Quali sono stati i primi effetti della legge? Come prevedibile c’è stato un calo drammatico degli ordini. I clienti, giustamente impauriti e prudenti, stanno ordinando al minimo. Da fonti personali che fanno capo a distributori italiani, in alcuni casi il calo è stato dell’80% del fatturato, tra l’altro proprio vicino alle feste, momento in cui molti distributori fanno una parte sostanziale delle loro vendite annuali. Tutti ci diciamo che è solo una fase, che una volta a regime le cose torneranno ad essere come prima (che poi di questi tempi non è che fossero rose e fiori), ma io sospetto che non sarà cosi.

Questo regime, per molti aspetti ormai irrimandabile, metterà fuori mercato tutta una serie di partite IVA che lavoravano contando sul fatto che il fornitore fosse la sua banca. Da oggi non è più così e l’accesso al credito diventa una possibilità quantomai remota. Gli altri clienti cominceranno a realizzare che il magazzino deve essere ridotto al minimo, che deve girare almeno 5-6 volte l’anno, e quindi che gli ordini diretti all’azienda agricola pinco pallino sono cose che non si possono più permettere.

Da adesso si compra quasi tutto dal distributore: poche bottiglie di tante aziende diverse, da far girare il più possibile. Se entrate in un ristorante medio americano vedete uno scaffale nella sala da pranzo con diverse bottiglie in mostra: quello è il magazzino. E così, salvo casi particolari di ristoranti di livello alto, ci adatteremo anche noi.
E per le aziende produttrici? Il sospetto è che il sistema fino ad oggi adottato (vendita con agenti plurimandatari che fanno l’ordine delle 72, macché, ormai 60, anzi 36) bottiglie porto franco al ristorante e all’enoteca sparsa in diverse regioni italiane, sarà sempre meno sostenibile. Diventerà quindi necessario rivolgersi al grossista e al distributore, che avranno un ruolo sempre più centrale, e che per poterlo fare dovrà crescere di dimensione, fondersi, acquistare altre aziende.

Insomma, si sta facendo spazio un nuovo modello di distribuzione e di vendita del vino in Italia. Per qualcuno andrà meglio ma temo che molti non troveranno posto in questa nuova realtà. Tutto è ovviamente legato al fatto che questa legge venga osservata senza essere cambiata. Ma, come sappiamo, in Italia tutto è possibile.

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Gianpaolo Paglia

Sono stato ricercatore, produttore di vino e ora di nuovo studente (Master of Wine), WSET Level 3 Certified Educator oltre che fare un po' di consulenza qua e là. Seguo Intravino da prima che nascesse - letteralmente - e ogni tanto mi capita di fare qualche assaggio interessante che mi piace condividere.

49 Commenti

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Dopo tanta poesia, la dura realtà. Questo è un post che stavo aspettando. Scritto in modo chiaro, conciso e spietato. Grazie Mister Paglia.

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Alessandro Bandini

circa 8 anni fa - Link

Vi piace vincere facile eh?

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Carlo Zaccaria

circa 8 anni fa - Link

L'articolo 62 è il chiaro esempio che alla teoria non sempre corrisponde un adeguato senso pratico. Il sistema messo in piedi con l'Art. 62, è semplicemente assurdo. Per ogni fornitura, anche minima, azienda e cliente devono conservare oltre alla fattura il contratto firmato da ambo le parti. Stiamo diventando tutti produttori e commercianti di carta stampata. Alla politica si continua a chiedere di snellire il sistema ma l'art. 62 non mi pare proprio vada in questo senso. Io devo essere libero di accordarmi come meglio credo con i miei clienti che sono una componente vitale per la mia azienda. lo stato dovrebbe solo tutelarmi nei confronti di chi non paga e soprattutto nei confronti di alcune partite iva create ad hoc per fregare. Fortuna che qualcuno ha detto di aver salvato l'Italia e che ora toccava alle aziende. A forza di mettere zavorre a chi produce e crea impresa e lavoro non so dove andremo a finire.

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luigi fracchia

circa 8 anni fa - Link

Gianpaolo, la vera svolta legale da estendere a tutti i campi di attività sarebbe questa che tu citi "Diversamente invece penso che se uno è insolvente, se il fornitore lo vuole, dovrebbe essere semplificato in modo radicale tutto il processo di recupero del credito, in modo che sia semplice, veloce, poco costoso." Il resto è solo altra legislazione, altri costi, altri adempimenti e gli unici a ottenere un qualche guadagno sarà Equitalia e lo Stato complicando la nostra vita.

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Fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

Sono stato fortunato, la legge è arrivata in un momento in cui i miei debiti verso fornitori di vino e alimenti era vicino allo zero. Per il resto ci si abitua e ci si organizza per tutto. -Chi è in grande difficoltà sono le grandi enoteche di vendita e i distributori di vino che si ritrovano una massa di crediti da esigere precedenti alla legge da una parte e il vino da comprare con i nuovi termini dall'altra e devono trovare le risorse finanziarie che per dare un'idea sono pari agli acquisti medi mese moltiplicato per il differenziale tra la vecchia dilazione e la nuova. Cioè se prima pagavo a 8 mesi e ora devo pagare mediamente a circa 2mesi necessariamente devo trovare la copertura finanziaria di 6 mesi di acquisti. -ci sono alla lunga degli ampi vantaggi per tutti, ma alla lunga. - sicuramente ci sarà un massiccio passaggio dagli acquisti diretti all'acquisto distribuito -per chi ci sono solo svantaggi è il consumatore finale, che vedrà aumentare il prezzo del vino sia in enoteca che al ristorante e non di poco. Nel breve, nel lungo vedremo.

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jovica todorovic (teo)

circa 8 anni fa - Link

daccordissimo su primi tre punti. penso che il meccanismo innescerà molta più competizione anche in termini di prezzo.

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jovica todorovic (teo)

circa 8 anni fa - Link

E' la fine dell'anomalia italiana. E' un inizio precario, incerto, vago e pieno di cavilli. Ma è un inizio.

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Alessandro

circa 8 anni fa - Link

Lo trovo assurdo!!! le condizioni di pagamento negli altri settori fanno parte della contrattazione commerciale fra venitore e cliente, è veramente assurdo escludere questa componente e alla fine non è che uno svantaggio per il produttore che non ha questa leva.

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jovica todorovic (teo)

circa 8 anni fa - Link

Alessandro ne sei certo?Esite anche questa direttiva 2011/7/UE entra in vigore per gli accordi sottoscritti a apartire dal 01/01/2013

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Alessandro

circa 8 anni fa - Link

non ne sono certo ma è sempre stato così nel settore industriale, ora mi cerco la direttiva che dici comunque......

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Alessandro

circa 8 anni fa - Link

Ovviamente ci mettero' un po' a leggermela bene tutta ma inizio col sottolineare questo passaggio: "5. Gli Stati membri assicurano che il periodo di pagamento stabilito nel contratto non superi sessanta giorni di calendario, se non diversamente concordato espressamente nel contratto e purché ciò non sia gravemente iniquo per il creditore ai sensi dell’articolo 7." da cui si deduce che il contratto puo' stabilire dei termini diversi e comunque in generale mi pare si parli di ritardi di pagamento e non di condizioni di pagamento.

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Alessandro

circa 8 anni fa - Link

ho finito di leggere e non mi pare proprio che nella direttiva siano stabiliti dei termini di pagamento obbligatori

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jovica todorovic (teo)

circa 8 anni fa - Link

hai ragione questa la direttiva europea, il dl del 09 nov 2013 n. 192 indica come verrà recepita e attuata a partire dal 01/01/2013. si parla di 30 gg consegna/prestazione, 60 gg consegna/prestazione eccecionalmente 90 gg consegna/prestazione. Si parla anche di rateizzazioni però mi sembra decisamente netta la virata. Metto le mani davanti rispetto alle n+1 interpretazioni

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Adriano Aiello

circa 8 anni fa - Link

Tutto vero Giampaolo, però mi chiedo se un paese in cui cala l'80% di richiesta perché deve pagare entro 60 giorni, non è un paese che deve solo staccare la spina?

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Gianpaolo

circa 8 anni fa - Link

E' vero, questo paese e' un anomalia, in quasi tutto per dire il vero. Ma il punto che io volevo far risaltare e' questo: e' meglio un sistema che a-obbliga gli operatori a degli accordi commerciali prestabiliti dallo Stato oppure b-obbliga gli operatori a rispettare gli accordi economici che essi liberamente hanno sottoscritto, rendendo l'uso della giustizia civile degna di un paese civile? Se non si fosse capito io opto per b). Si dovrebbe e si potrebbe sveltire il processo di recupero crediti, che oggi e' costoso e inefficace, utilizzando ad es. le risorse informatiche. Una buona idea sarebbe quella di eliminare i messi, le spese dei bolli del tribunale, ecc, mediante la scelta, libera, di sottoscrivere una procedura semplificata per la gestione del credito insoluto. Cosi se tu cliente vuoi credito per pagamento differito, mi segni un contratto inziale che mi dispensa da tutti i passaggi con avvocati e giudici e mi metti in condizione di essere esecutivo da subito, mediante comunicazione con posta certificata. E i pignoramenti vanno subito su ebay. Insomma, ci potrebbero essere tante strade, loro hanno scelto quella piu' funzionale al loro modo di pensare: Equitalia (che intaschera' i suoi crediti, non i miei).

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Carlo Zaccaria

circa 8 anni fa - Link

Sono d'accordo Giampaolo sul punto b. Aggiungo che imporre (si tratta di un'imposizione ben precisa) regole commerciali di questo tipo non è da paese libero. Questa legge, è inevitabilmente contro alcune aziende che dovranno far ricorso al credito subendo certi tassi esorbitanti che la maggior parte delle banche applicano in questo periodo. Altre aziende a cui le banche non reputano di dover concedere credito saranno costrette a chiudere. E' evidente che questa è un'ulteriore azione contro i più deboli. E' altrettanto evidente che questa legge rende ancor più difficile creare una nuova impresa da 0. I grandi capitali potendo sopportare seza problemi queste regole avranno meno concorrenza. Noi produttori sprecheremo molte risorse per stampare un sacco di carta inutile quando era sufficiente punire adeguatamente e in tempi brevi chi non paga le nostre fatture.

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Claudio Pistocchi

circa 8 anni fa - Link

Cha non sarà facile e che sia perfettibile è verissimo. Ma cosi come è stato fino ad ora non poteva durare, e doveva finire. Esistono paesi molto meno sviluppati del nostro dove "non" pagare è un reato assai grave e viene perseguito in maniera ineccepibile, solo da noi è di fatto quasi impossibile riscuotere se uno non ti vuol pagare. Possiamo solo sperare che serva, ma ho qualche dubbio che alla fine si troverà un cavillo per aggirare pure questa.

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Alessandro

circa 8 anni fa - Link

non mi pare proprio che i termini di paagamento abbiano a che fare com la solvibilità del credito. anzi se io so già che non paghero la fattura, che ci sia scritto 60 o 120 o 100000000 non cambia proprio nulla

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Carlo Zaccaria

circa 8 anni fa - Link

Scusa Claudio, ma per punire chi non paga, devi creare problemi anche a tutti quelli che pagano regolarmente ma che hanno solo più bisogno di tempo? Crei inoltre problemi anche alle aziende che per essere completamente in regola devono conservare un'infinità di contratti firmati.

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Claudio Pistocchi

circa 8 anni fa - Link

Carlo, quella dei cocntratti è solo un errore (comune) di interpretazione della Legge. La fattura accompagnatoria può benissimo assolvere all'obbligo del contratto, e siccome per legge la devi conservare comunque non c'è nessun appesantimento cartaceo, solo alcune note di testo da scrivere per essere in regola. Che fosse più facile punire chi non paga sono del tuo stesso parere, ma da cittadino e imprenditore prendo quel che viene e me lo devo far bastare (salvo cercare con il voto di cambiare le cose, non fosse utopia). Quindi la Legge c'è e c'è solo da sperare che funzioni al meglio e non sia svuotata con aggiramenti vari. Ovvio che non sarà facile specie all'inizio. Ma, tanto per farti un esempio, io un Cliente che per abitudine pagava quando voleva lui l'ho visto mettersi in riga in automatico senza nemmeno doverglielo chiedere, magari è solo un caso, ma spero diventi la norma...

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Carlo Zaccaria

circa 8 anni fa - Link

E' successo anche a me. Anch'io avevo un cliente che pagava quando voleva lui e che si è già messo in riga. Sul contratto ho dei dubbi sul fatto che bastino le voci aggiunte in bolla e fattura.

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Claudio Pistocchi

circa 8 anni fa - Link

Le fatture possono assolvere agli obblighi del contratto scritto se ben formulate, tale indicazzione viene anche da tutte le associazioni di categoria. Vanno però citate bene le norme e gli articoli, se vuoi ti mando i passi precisi, non li ho qui. Perchè altrimenti siamo noi a rischiare sanzioni, e pese, e la nullità... Questa se la potevano risparmiare in effetti...

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NomeHeinzkarl

circa 8 anni fa - Link

Forse si dimentica che nel vasto mondo delle produzioni agricole era (è..) ampiamente diffuso il malcostume di vendite fatte senza contratto ,senza definizione del prezzo , senza precisa descrizone della merce e senza termini di pagamento;tutto ciò ovviamente a danno del soggetto più debole (di solito l'agricoltore). Capisco che la messa a regime dell'Art.62 produce molte tensioni ,ma se un commerciante salta per poche settimane di interessi vuol dire che era già compromesso ...

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Fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

Alla base della legge c'era la volontà di sostenere le piccole aziende agricole ed artigiane che vendono ad aziende con un maggiore potere contrattuale e se non mi ricordo male è anche enunciato nei primi capoversi. Poi nel resto del testo invece si regola qualsiasi rapporto, forse per l'impossibilità giuridica di fare una legge di questo tipo che discrimini alcune aziende rispetto ad altre. Detto questo, in realtà a regime non mi sembra affatto male per tutto il sistema, quello che manca è un periodo transitorio per gestire il passaggio da pagamenti a 240-360-480-babbo morto-babbo morto e fio anziano a 60 giorni. Ci sono le aziende medie che credo che avranno qualche problema. Per il resto molte aziende si stanno organizzando per consegnare le 18 bottiglie, e alcune altre parlano già del passaggio in distribuzione. Forse è ora di iniziare a parlarsi, da una parte e dall'altra, iniziare a fare gruppi di acquisto e iniziare a fare gruppi di vendita come mi sono capitati in Francia. L'alternativa come ho già detto sono i distributori che però è un'alternativa che porta ad un'aumento consistente dei prezzi, per quanto ci possa essere concorrenza tra distributori un ristorante o una piccola enoteca che prima comprava direttamente dal produttore finirà per pagare un prezzo del vino almeno il 30 % più alto e il consumatore almeno un 45% in enoteca e un 60 nei ristoranti. Alla fine dei giochi chi deve veramente stringere le chiappette alla lunga sono i rappresentanti diretti delle aziende che rischiano in buona parte di diventare obsoleti.

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Gianpaolo

circa 8 anni fa - Link

Osservazioni giuste, pero' non necessariamente il distributore rappresenta un costo in piu' per il dettagliante e per il cliente. Basta considerare che il costo commerciale per l'azienda produttrice e' circa 1/3 del valore della merce e passare tale sconto al distributore, che dovrebbe essere cosi in grado di replicare il listino dell'azienda. D'altronde i rappresentanti delle distribuzioni oggi prendono il 10-12% di commissione, mentre quelli delle aziende di solito almeno il 15% perche' la vendita e' piu' costosa. Se le distribuzioni crescono e il loro giro di affari aumenta e' pensabile anche una economia di scala che consenta di risparmiare sulla vendita e sulla logistica. Il 10-15% di commissione e' una enormita' che non si replica in quasi nessun altro settore e che e' oggi giustificata solo dall'irrazionale ed inefficente organizzazione della distribuzione del vino nel nostro paese che questa legge potra', tra i suoi effetti forse non previsti, aiutare a cambiare (ma non sara un cambiamento indolore, almeno non per tutti).

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Fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

Dimentichi un fattore. I distributori chiedono l'esclusiva, i produttori la concedono. Quindi se fai una lista dei vini commerciale e basata su produttori a larga diffusione hai ragione. Se si ricerca la qualità e produttori di culto, ricercati o comunque apprezzati dagli appassionati si innesca la spirale speculativa e i fenomeni Meregalli-Sassicaia, Moonimport-Selosse, Sagna-Romaneeconti. Per fare esempi di gestione speculativa delle esclusive.

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Gianpaolo

circa 8 anni fa - Link

ci sono degli esempi, anche in Italia, di distributori di vini di qualita', di nicchia, che non solo non hanno "parassitato" le aziende, ma sono in gran parte responsabili della loro scoperta e diffusione presso il pubblico, come ad es. Proposta Vini, Teatro del Vino, Les Caves de Pyrene, e probabilmente altre. Sono fenomeni positivi per il vino italiano, che mostrano come la distribuzione, quando guidata da persone capaci, coraggiose e con giusto spirito imprenditoriale possa portare benefici a tutti i livelli.

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Mr. R.

circa 8 anni fa - Link

Perchè i distributori che citi non hanno esclusive e non ricaricano?

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Claudio Pistocchi

circa 8 anni fa - Link

Si Fabrizio, ma con questa Legge anche l'Esclusiva diventa clausola sfavorevole... Magari finiscono anche queste pretese e ci si avvia ad un mercato davvero più competitivo e moderno?

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Fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

Hai però fatto tre esempi che sono tre mosche bianche, ti potrei portare una valanga di esempi contrari. Ma in ogni caso parliamo di distributori che fanno un ricarico che è dal 60% sugli italiani al 100% sugli stranieri. Si abbasseranno?? Forse ma anche un più che onestissimo ricarico del 30% di un distributore per il consumatore è un incremento del prezzo àlmeno del 60%

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Fabio

circa 8 anni fa - Link

Il vero punto è, come già stato detto, che gli unici davvero a guadagnarci saranno i distributori e i signori di Equitalia. I ristoratori avranno sempre più carte dei vini uguali, prezzi più alti, conformazione così dei gusti e i piccoli o spariranno o dovranno entrare nei canali distributivi. Bravi, complimenti, bis! Punire chi non paga non chi, come il sottoscritto, non si appoggia a mandatari e distributori ma và direttamente dal produttore, cosa che, ora, non potrò più fare... Ah, e vogliamo parlare del "nero"? Non pensate che questo aumenti in maniera sproporzionata???

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Fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

Non mi sento mai di condividere il pessimismo.

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nico aka tenente Drogo

circa 8 anni fa - Link

puoi spiegare a un profano perché non ti potrai più rivolgere direttamente ai produttori, mentre ai distributori sì?

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Andrea Fontana

circa 8 anni fa - Link

Bell'articolo e completamente d'accordo con il pensiero dell'autore: il problema non è "obbligare" qualcuno a pagare entro un tot di tempo; il problema è "obbligare" qualcuno a pagare. E basta. Dando la possibilità a chi vanta un credito di avere potere concreto ed efficace per esigerlo. Non so se è vero, ma mi dicono ad esempio che in Francia chi respinge una Riba subisce la chiusura coatta dell'esercizio per un tot di giorni, così da scoraggiare i soliti furbetti. C'è poi una questione che nessuno ha sollevato. Da ristoratore ed enotecario che non ha mai fatto un insoluto, mi chiedo: ma invece di pensare a come si comporterà chi non ha la forza economica per pagare a 60 gg, non è che finalmente questo sistema premierà chi, come me, ha la capacità di pagare il vino a 60 gg perché ha la capacità di vendere il vino che compra e la capacità di comprare il vino che gli serve? In altre parole, se non sei in grado di pagare la merce che hai acquistato dopo 60 giorni (e che quindi si presume hai avuto tutto il tempo di vendere e di incassare) , non è che forse è meglio che cambi mestiere?

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giovanni faraone

circa 8 anni fa - Link

Finalmente uno che dice le cose come sono ! Complimenti ! giovanni faraone

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Le Courtier du Vin

circa 8 anni fa - Link

Pienamente d'accordo con Te! Alla fine se sei sano, paghi, ancora meglio se anticipatamente che acquisisci uno sconto medio del 5%, che nessuna banca in 60 giorni ti concede! Sicuramente ci sara' una selezione, ma meglio cosi, come si dice dalle mie parti...a ogniuno il suo!!

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Luca

circa 8 anni fa - Link

sempre più numerosi sono i settori dove vigono disposizioni del genere. prescindendo da considerazioni che forse non vi interessano sul rapporto stato - cittadino, la legislazione degli ultimi anni sta andando verso un sistema volto a cancellare un certo tipo di fornitore (di beni o servizi) inserendo una miriade di obblighi e disposizioni alle quali è impossibile che soprattutto le piccole/medie realtà si adeguino. in molti casi è un bene, sia chiaro (e mi riferisco a molti obblighi in materia di salute e sicurezza negli appalti) ma a volte assistiamo a disposizioni aberranti.

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Paolo Cianferoni

circa 8 anni fa - Link

Ogni cosa ha i pro e i contro. Comunque penso che ci si farà l'abitudine, tutti. Con alcuni vantaggi per noi produttori piccoli. Siccome è la passione che guida e non troppo il business, lavorare con la tranquillità di ricevere il pagamento ( tra l'altro secondo le ultime notizie basta la fattura e non contratti complessi di altra natura), è un sollievo. Sollievo che viene in quanto non ci sarà piú bisogno di perder tempo con telefonate, fax, muoversi di persona per riscuotere e potremo dedicarci al nostro vero lavoro. Mi ricordo che molti anni fa fui costretto, esasperato, a tirar fuori il coltello... E questi non sono atteggiamenti da fare... ;) Se poi si vende, bene, se non si vende chissenefrega melobevotuttoio. Altro discorso per quei produttori che fanno anche business ma che dispongono di strutture dedicate.

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jovica todorovic (teo)

circa 8 anni fa - Link

Io non riesco a non essere ottimista. Credo che la legge fosse necessaria, sarebbe necessario continure in questa direzione introducendo anche altri elementi di tutela. Io credo che questa debba essere vissuta come una rivoluzione copernicana e non la si debba demonizzare. Credo, e non perchè mia abbia dato damangiare fino ad oggi, che la distribuzione sia una grade risorsa. Sono convinto anch'io che la vendita abbinata sia un problema grosso intravedo segnali positivi anche in questo senso. Non c'è più spaazio per i ricatti, non c'è più spazio per prenditi 4 pedane di Champagne che tanto me le pagherai a babbo morto e figlio anziano - una della cose più belle che mi sia capitato di leggere - faremo tutti meglio facendo più attenzione. Ci sarò spazio per tante strategie diverse e tante specializzazioni. Passeremo da una marcatura a uomo a una a zona. Impareremo a giocare di più senz palla facendo movimento. Che una programmazione seria negli acquisti seguendo strategie coerenti è lungimiranti puù essere molto appagante

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dazerovini

circa 8 anni fa - Link

Non vorrei dire cose che non stanno nè in cielo nè in terra, ma parlando con colleghi produttori, tutto è molto complesso. O meglio, tutto è molto bello fin quando non bisogna agire. Denunciare un proprio cliente non mi sembra il massimo della figura (sia perchè perdi un cliente. sia perchè i clienti li perdi mostrandoti così rigido), ed economicamente è svantaggioso: ti vai ad arenare in paludi burocratiche lente e dispendiose (con costi molto più alti di quanto andresti a perdere non agendo). Morale: per le piccole realtà cambierà ben poco e si punterà sempre più sull' export, che sarà sempre di più un mercato sicuro.

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Alessandro

circa 8 anni fa - Link

Chiedo scusa ma allora ho male inteso, non è il cliente a divere essere denunciato ma è il produttore che nella fatturapuo' scrivere al max 60gg e non di più, non è così?

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Il chiaro

circa 8 anni fa - Link

Bisogna anche fare un distinguo: ci sono i grossisti, che son quelli che comprano i vini delle aziende famose e poi polverizzano le forniture con un logico ricarico e poi ci sono i distributori che solitamente hanno esclusive su alcune zone e che riescono quasi a uscire al prezzo di cantina grazie ad uno sconto convenuto. Secondo me queste ultime verranno (giustamente) avvantaggiate da questa legge, mentre i grossisti lavoreranno con quella ristorazione che non fa ricerca e che a certi produttori non interessa avere come clienti.

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fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

mai conosciuti distributori che escono a meno del 30% piu del prezzo di cantina ma conosciute molte aziende che concordano con il distributore esclusivo il listino di vendita diretto.

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jovica todorovic (teo)

circa 8 anni fa - Link

errore. una almeno la conosci. comunque in linea di massima hai ragione, sopratutto in riferimento ai prodotti di importazione.

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dazerovini

circa 8 anni fa - Link

Perchè l'azione di equitalia parta, in quanto rapporto tra privati e non tra privato e stato, bisogna denunciare il cattivo pagatore per vie legali, con tutte le conseguenze del caso.

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Gianpaolo

circa 8 anni fa - Link

non credo che sia cosi, perche' infatti e' stata incaricata l'autorita per la concorrenza, coadiuvata dalla guardia di finanza, a vigilare sull'attuazione della legge. In principio basta una segnalazione, anche di un concorrente che sospetta pratiche illegali per far partire i controlli, che essendo su documenti e pagamenti tracciati (fatture e conti correnti) possono immediatamente far risultare le situazioni anomale, tutte quelle che esistono. E le multe sono proporzionali all'entita' e alla reiterazione dell'illecito.

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patrizia

circa 8 anni fa - Link

Ovvio che condanno al l massimo l'assurdo favor debitoris che esiste nel nostro sistema, tale da rendere inefficace la pretesa di recupero del credito da parte dell'onesto fornitore. segnalo anche che dover emettere fattura degli interessi per il mancato pagamento nei 60 gg. rasenta la follia. Il creditore ci paga anche le tasse e così avrà due crediti potenzialmente irrecuperabili.

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Valentina

circa 8 anni fa - Link

Sono una produttrice, sentendo un pò in giro ulteriori chiarimenti sarebbero necessari sulle tempistiche di pagamento per gli alcolici: mi spiego: ok si fa riferimento ai 60gg data consegna ma da come la vedono certi, tra cui il mio commercialista, se un cliente sfora non c'è l'obbligo di emettere interessi. Sarei contenta se fosse vero, ma da come leggo io la norma mi sembra che siamo obbligati ad emetterli (altrimenti...sanzione), mi potete aiutare? grazie

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Sergio Bianchini

circa 8 anni fa - Link

Come sempre grazie Gianpaolo: voto 10 per razionalità e chiarezza. Qualche punto mi sentirei di sottolineare dopo il primo mese di lavoro "sotto regime": 1) acquisti limitati al minimo indispensabile sia per quanto riguarda la scelta delle aziende che per i conseguenti quantitativi. 2) regionalizzazione spinta 3) richieste inusuali e spesso inaccettabili di super sconto per pagamento anticipato o alla consegna da parte degli operatori, in qualche caso dei veri e propri ricatti. 4) i distributori stessi a loro volta dovranno pagare tutto a 60gg, siamo sicuri che la maggior parte di essi riuscirà a sopravvivere soprattutto con i margini da voi citati? 5) la maggior parte delle aziende ha già dato disposizioni per consegne in porto franco sensibilmente più basse: c'è da aspettarsi per il 2013 sensibili aumenti di listino a copertura delle maggiori spese. 6) si parla spesso di conto vendita in questi giorni, le aziende che rappresentò non si sono pronunciate, i clienti lo chiedono e pare, in qualche caso lo hanno giá ottenuto. Notizie in merito? Non rientra tra i casi di concorrenza sleale? 7) aumento a dismisura del nero: codici fiscali e acquisti in gd e god con scontrino fiscale. 8) rischio di corsa al ribasso e conseguente peggioramento qualitativo del l'offerta nelle carte. In questi giorni la richiesta è sempre quella: vini tra 3 e 5 euro massimo. Figuriamo i cosa si può trovare a quei prezzi in distribuzione ad esempio, salvo casi rari ed eccezionali. Io sono ottimista per natura e credo che alla lunga tutto si aggiusterà per il meglio per chi ha sempre lavorato bene e con serietà. Sicuramente questa legge è stata però stilata nel peggior modo possibile, per tempistica, incomprensibilità e praticità. Non aiuta inoltre, come già più volte citato da tutti, i fornitori a velocizzare e semplificare le pratiche di recupero crediti coatto. Buon natale a tutti quanti. Love

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