Per la BBC il Molise esiste, ma gli italiani ne negano l’esistenza

Per la BBC il Molise esiste, ma gli italiani ne negano l’esistenza

di Elena Di Luigi

BBC, Guardian e Decanter hanno di recente pubblicato un articolo dedicato al Molise, incuriositi principalmente da due fatti: l’annuncio del governatore Donato Toma di pagare chiunque scelga di trasferirsi nella regione e aprire un’attività; e l’hashtag virale su Twitter, #ilmolisenonesiste, ispirato da un libro di Enzo Luongo di qualche anno fa, partito come uno scherzo ma rivelatosi nel tempo come una vera e propria campagna marketing.

In un’intervista pubblicata sul Guardian in settembre, il governatore Donato Toma ha lanciato un progetto che offrirà una mensilità di 700 euro per tre anni a chiunque decida di trasferirsi in uno dei paesi molisani con meno di 2,000 residenti, purché si impegni ad aprire un’attività sul territorio. L’obiettivo è chiaro: far ripartire l’economia e rimpolpare il tessuto sociale impoveritosi sia dalle migrazioni del ventunesimo secolo, che dal calo demografico ormai decennale che interessa tutto il paese. Tra i dati Istat riportati nell’articolo il piú eclatante è quello che dice che nel 2018, in nove piccole città molisane, non sono state registrate nascite.

La notizia è subito rimbalzata su Decanter che l’ha tradotta per il lettore britannico come la possibile realizzazione di un sogno, un’occasione unica per chi pensa di vendere tutto e di trasferirsi in Italia a fare vino. Il Molise non è certo l’arcinota Toscana, né le emergenti Umbria e Marche, ma quella che viene presentata come la piú giovane e la piú piccola delle regioni italiane, anche per produzione vinicola, ha una varietà tutta sua, la Tintilia del Molise, riconosciuta DOC nel 2011. Insomma tante risorse e tutte da scoprire.

L’ultima a parlare del Molise è stata la BBC che si è chiesta come mai tanti molisani si divertissero a utilizzare l’hashtag #ilmolisenonesiste proprio per esaltare le ricchezze della regione e se è vero che gli Italiani ne ignorino l’esistenza. E cosí curiosando sui social media viene fuori che c’è un vino chiamato “questo vino non esiste”, prodotti agroalimentari che chiaramente non esistono, paesaggi e curiosità che stuzzicano l’attenzione del turista straniero ma che per l’italiano evidentemente non esistono.

Insomma, se per attirare l’attenzione del mondo su un pezzetto di Italia basta che gli italiani ne parlino come di “isola che non c’è”, allora, forse, per settori essenziali per l’economia come il turismo e l’agroalimentare il futuro é sicuramente roseo.

2 Commenti

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gio

circa 5 giorni fa - Link

“questo vino non esiste” quale sarebbe?

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neveragain

circa 3 giorni fa - Link

https://twitter.com/vale_club/status/1189604747252240385?s=20

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