Papa vs “Anarchico”: non dite a Silvio Morando che il suo Grignolino è très chic

Papa vs “Anarchico”: non dite a Silvio Morando che il suo Grignolino è très chic

di Giorgio Michieletto

Panico-Papa a Milano. Arriva Francesco, blocca la città e le ordinanze dei ghisa mi fanno andare in tilt. Allarme rosso-aranciato, ultimo stadio. Porto l’auto e le mie emissioni in Monferrato: direzione Portacomaro dove pullula di parenti di Bergoglio tirati su a Grignolino d’Asti (il nonno aveva una vigna). Ma mi sento in un remake di Don Camillo e Peppone e mi fermo a Vignale Monferrato, terra dell’altro grignolino, l’eterno rivale, il Grignolino del Monferrato Casalese.

Entro nella cantina Silvio Morando e voglio bere subito il suo Anarchico. Produce anche Eretico e Bastardo, il trittico maledetto del Monferrato, ma andiamoci piano. Silvio, 59 anni, codino bianco e sguardo ruvido, come il suo terroir, è “un agricoltore biologico, nemico dichiarato delle regole, obiettivamente abbastanza anarchico”, ci dice.

La sua famiglia, da ben quattro secoli, produce qui a Vignale, dove lui ora combatte con tanti big della zona, ma soprattutto per difendere il Grignolino del Monferrato Casalese che, dopo essere stato a lungo dimenticato, sta vivendo una new age. “Una volta era considerato un vino fine, poi il gusto è cambiato… non il mio!”. Il grignolino, certo, si difende bene anche da solo, scagliandosi a colpi di “grignole” (i vinaccioli, di cui è ricco, da qui il nome) contro le bombe vanigliate di colore e rotondità, contro i vini ruffiani.

Perché lui è così, si rifiuta di cambiare: amore o odio. Silvio Morando la “grignolinità” ce l’ha nel sangue, ma non vuole neanche arruolarsi nella corrente di pensiero che considera questo vino per intenditori perché “difficile” o addirittura chic perché il colore scarico richiama il pinot nero. Quindici ettari e tre figli tirati su («con grandi scontri di vedute») con la moglie Tiziana, una Travaglini (vini Travaglini Gattinara), conosciuta alla scuola enologica di Alba. Immaginate quando i suoceri hanno conosciuto il “vigneron in eskimo”… apriti cielo.

Ma apriamo una bottiglia: in tutto ne produce 40/45 mila, 6/8 mila di grignolino. Commercializza soprattutto in Francia e lì, in Bretagna, ha capito cos’è il paradiso quando ha trangugiato il suo vino col pesce dell’oceano. Già, quell’abbinamento, non è solo da leggere sui libroni anche se io…passo. L’etichetta più rappresentativa è Anarchico (Grignolino del Monferrato Casalese): duemila bottiglie. Può sembrare uno scontato omaggio alla definizione che Veronelli diede del grignolino, “testabalorda, anarchico e individualista” perché è un vitigno incostante e difficilissimo da coltivare, ma non è così: c’è una storia sotto il tappo. «Zio Silvio, il fratello di mio nonno era un anarchico, seguace di Malatesta: partì per la guerra civile in Spagna e quando tornò nel 1940 piantò questa vigna da cui, dal 2012, è nato l’Anarchico».

Vigna vecchia, macerazione di ben 7 giorni. L’etichetta-murales incuriosisce o ripugna: «Si vende bene in Francia e Belgio, in Inghilterra e in Germania zero: si spaventano». L’annata 2015, 13,5 %, non è un punk, tanto meno un black bloc, più un filosofo alla Max Stirner. Rosso rubino intenso, riflessi aranciati. «Invecchia bene: vengono fuori il cuoio e una dose di malico che fa godere», assicura Silvio che poi però ricorda la ricetta della felicità in Monferrato: «Grignolino di 2 anni, amante di 20». Profumo fresco, abbastanza intenso: piccoli frutti rossi, pepe, selvatico. “Cauboi” monferrino. Tannini piacevoli, bella acidità. Ha carattere e struttura, lascia la bocca asciutta: «Ma è la festa della disarmonia», tiene a precisare Morando.

Il fratellino minore è il Grignolino del Monferrato Casalese Silvio Morando, 2015. La macerazione è più breve: 3/4 giorni. Diverse vigne, stessa anima schietta: un grado in meno dell’Anarchico che si sente tutto e profumo un po’ più netto di mandorla. Un vino da bere senza perdersi troppo in chiacchiere. Salta subito all’occhio che Morando non chiarifica né filtra. Solfiti pochi, ma ci sono: «Me ne frego del marketing da quattro soldi». Mi sembrava di ricordare che il grignolino dovesse sempre fare malolattica, ma lui smentisce subito: «Il problema è proprio non fargliela fare: dico io e pochi altri». Un attimo… sull’etichetta spuntano i tre mori bendati. Va bene l’anarchia, ma che ci fanno in Piemonte? «I miei avi arrivarono qui proprio dalla Sardegna, passando per la Corsica… Ricostruire la storia della mia famiglia è stata impresa: ho speso tutti i soldi che mi padre mi aveva regalato per il diploma».

Una bottiglia via l’altra. «Un vino deve raccontare una storia per essere gustato meglio». È sempre stata la mia unica, vera convinzione davanti a un bicchiere. E sono le parole sincere di Silvio Morando che mentre un milione di persone abbracciano il Papa a Milano, in Monferrato ci racconta le sue sbornie e «non se vergogna per un cazzo».

Silvio Morando produce anche Le Coste, Barbera del Monferrato Casalese Superiore: da due ettari vengono fuori 5 mila bottiglie di classe, da far invecchiare. L’Eretico (Monferrato Rosso) è un esperimento che sfida la tradizione piemontese (anarchico-style): cabernet sauvignon, merlot e syrah in uguali proporzioni. Mentre il Bastardo è un rosato: cortese 98%, syrah 2%.

[Immagine: morandosilvio.it]

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Giorgio Michieletto

Giornalista professionista: ieri cronaca nera, oggi rosa. Ieri, oggi e domani: rosso, bianco & co. Varesino di nascita e cuore, milanese d'adozione e testa. Sommelier Ais. Se c'è una storia la deve raccontare.

6 Commenti

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Serena

circa 3 anni fa - Link

Interessante!il grignolino è troppo sottovalutato, ma non è facile capirlo

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Roberto Dal Ponte

circa 3 anni fa - Link

Bel pezzo. Ce ne fossero. Più Grignolino meno Mateus. Grazie.

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Jacopo Cossater

circa 3 anni fa - Link

Bello Giorgio, m'hai fatto venire voglia di berlo. Vino che ho intercettato di sfuggita troppo tempo fa e che merita di sicuro una nuova ricognizione. Viva i Grignolino.

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Giorgio Michieletto

circa 3 anni fa - Link

Grazie! apprezzo molto

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Giuseppe

circa 3 anni fa - Link

cortese 98%, syrah 2% - rosato ottenuto mischiando uva rossa e uva bianca? Si puo` fare in Italia? Avevo capito fosse proibito o la proibizione e` solo per quanto riguarda mischiare i "vini finiti" e non le uve all'origine del processo di fermentazione? Buona giornata e grazie a chiunque mi vorra` togliere il dubbio...

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Denis Mazzucato

circa 3 anni fa - Link

Peccato che sei arrivato con un we in anticipo! Questo c'è golosaria e la possibilità di assaggiare quasi tutti i migliori in giro per castelli. Al Castello di Uviglie anche una decina di etichette di champagne! Saluti da Casale!

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