di | mer 29 ago 2012 ore 12:12
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de gustibus

Outing | Preferite il vino acido, tannico o fruttato?

Acido, tannico e fruttato sono le tre sensazioni principali che il palato percepisce quando beviamo il vino. L’acidità risveglia le papille gustative e le incita a produrre saliva. Rende il vino fresco e bevibile ed è l’ideale sui cibi molto grassi. Non riesco a immaginare un ticket migliore di Barbera/Salame, ma che sia bello grasso mi raccomando. La sensazione tannica è, al contrario, ruvida e asciugante ma, come afferma giustamente il sommelier del Nopa Chris Deegan, è necessaria quanto lo sono i muscoli per camminare. La mente vola a certi Barbaresco con cui fare a pugni o al Sagrantino di Montefalco che in quanto a tannini è secondo a nessuno. Un palato intensamente fruttato è spesso appannaggio dei vini buoni in gioventù o di certi primitivo giocati sul filo della dolcezza. Provatelo su di una grigliata di agnello e non mi ringraziate.

L’equilibrio tra le tre sensazioni è un’epifania rara, accolta in genere da una stella cometa o segnali equipollenti, quali l’improvvisa liquefazione della vostra carta di credito ma, per fortuna, ognuno di noi ha le sue preferenze. Personalmente sono attratto dai tannini asciuganti del nero di Troia, anche se un fruttòlo al primitivo ogni tanto mi garba. Ora, da bravi, fate outing anche voi e dichiarate apertamente le vostre preferenze sessual-palatali: lo preferite acido, tannico o fruttato? Il vino, ovviamente.

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24 commenti a Outing | Preferite il vino acido, tannico o fruttato?

  1. Sono sicuramente un uomo da acidità, come rivela la mia predilezione per riesling, Chablis, Champagne. Ma non arrivo agli estremi della citazione di cui sopra: le acidità crude, scoperte, non accompagnate dal resto della struttura, che non di rado si riscontrano in degustazione, nuociono alla piacevolezza di un vino nonché al lavoro del vostro dentista.

  2. avatar Mauro

    Come scritto giustamente, la sola acidità rende il vino sgradevole.

    Un altro accompaganmento classico al salame è il lambrusco, un vino decisamente acido, nella sua versione più rusticao, ma quello buono ha un’acidità accompaganta da altro, come gli aromi dei frutti rossi.

  3. avatar roberto bardelli

    Beh,la citazione in qualche modo sottolinea che l’equilibrio tra queste tre “main sensations” e’ la cosa migliore,la considerazione che mi trova del tutto d’accordo e’ che,davanti a un vino che per corredo genetico o terroir,dovesse avere MOLTO meno in quanto a una delle tre cose non vorrei mai che fosse l’acidita’.E’ vero che l’acidita’ e’ l’energia e la migliore garanzia di longevita’,che soprattutto nei bianchi consente l’evoluzione nel tempo e quindi di poter godere delle sorprese che un vino serba dopo 15/20 anni (vedi,mi spiace ripetermi,i vini sia rossi che bianchi piu’ emozionanti di Borgogna).

  4. avatar Nelle Nuvole

    L’equilibrio fra le tre componenti non è poi così raro, tutto sta a noi scafarci per trovarlo. Se in un vino cerchiamo l’acidità,o il frutto o il tannino, siamo avanti ma non siamo ancora arrivati. Nel senso che l’obiettivo è il vino nella sua completezza, se ci perdiamo nella preferenza di una delle tre perdiamo di vista il fine del nostro bere.

    A me può piacere l’omo bruno, biondo o brizzolato. Veramente ancora non lo so, non è il dettaglio, ma l’insieme.

    ps questo è il mio personalissimo coming out, non outing.

  5. avatar GuidoM

    Acidità spesso e volentieri, soprattutto ovviamente in bianco ma non solo. Anche la sapidità, però non è nell’elenco.

  6. avatar Rossano Ferrazzano

    Quando prendo in mano la matita mezza blu e mezza rossa, se uno scolaretto mi dice che i tannini sono i muscoli del vino torna a casa con un frego blu sul compito in classe grosso come una casa.

    Il libro di testo recita infatti che i tannini sono le ossa del vino, il frutto la carne ovvero i muscoli, i polialcoli ovvero la glicerina il grasso, l’alcool il sangue (è per questo che bere vino lo fa buono), l’acidità i nervi. I sali minerali i sali minerali, non hanno organi precipui ma servono in piccole dosi dappertutto, senza il corpo è carne morta.

    Se uno chiamato alla lavagna mi dice che i vini buoni sono quelli con una qualsiasi predeterminata combinazione proporzionale dei diversi elementi base, tanto tannino o tanta frutta o tanta acidità e persino tanta sapidità, come pure il mitico equilibrio inteso come una democristiana ripartizione dei precedenti, va dietro la lavagna con il cappello e le orecchie d’asino e non gli faccio assaggiare più i vini degustati per almeno due lezioni.

    E adesso vado a tagliarmi la barba, ché una maestrina dalla penna rossa con due dita di peluria nera e spessa su tutto il viso non s’è mai vista neanche fra gli indiani pellerossa delle Americhe prima dello sbarco di Colombo… ;-)

  7. avatar Nic Marsél

    Vi sfido a trovare un appunto di degustazione dove non si citi “la bella spalla (o spina) acida che ne facilita la beva”. Sono stufo di acidità, mineralità, sapidità, salinità. Ormai le guide e i blog premiano solo le durezze perchè è di moda, come una volta lo era il marmellatone barricato e concentrato da 15 gradi.

  8. avatar fabrizio

    Possiamo far poesia o filosofia ed allora va bene tutto, ma se vogliamo anche fare un po’ di informazione il titolo di questo post è per lo meno fuorviante e riduttivo. L’acidità è una cosa, cioè è un sapore che come tale si sente solo in bocca sulla lingua, il tannino è un’altra, cioè una sensazione cinestesica (lega la bocca e/o contribuisce a dar volume) che si sente in bocca su lingua e altre mucose, mentre il fruttao è una sensazione olfattiva che si sente sia attraverso il naso che in bocca per via retronasale. Ne consegue che un vino può essere acido e fruttato, oppure tannico e fruttato e viceversa, ouure può essere acido, tannico e fruttato contemporaneamente…
    Personalmente io amo l’equilibrio, che costituisce sempre la vera eleganza. Nel vino come nelle persone…

    • avatar Nic Marsél

      Peccato che l’equilibrio in un vino sia opinabile e che ciò che viene considerato oggi equilibrato dagli specialisti del settore, è in realtà decisamente sbilanciato verso le durezze rispetto agli standard di vent’anni fa.

      • avatar fabrizio

        Caro Nic, se un vino è “sbilanciato verso le durezze” non è equilibrato. Ma concordo sul fatto che il concetto di equilibrio è personale, perchè fisiologicamente esistono ipo o ipersensibilità. Ma è meglio che restiamo nella poesia, altrimenti ci scappa la voglia di assaporare il prossimo bicchiere di vino senza troppi patemi d’animo :)

        • avatar Rossano Ferrazzano

          Chi decide quando un vino è “sbilanciato” verso un componente, oppure perfettamente “equilibrato”?

          Venti anni fa quando i vini “dovevano” avere meno acidità di quanto ne “debbano” avere oggi, e viceversa per i tannini, vini che oggi “dovrebbero” essere considerati scarsi per acidità e eccessivi per tannino erano invece considerati perfettamente equilibrati.

          E viceversa.

          A meno che non si voglia dire che esiste una qualche ricetta assoluta secondo la quale si può stabilire “oggettivamente” quando un vino è strutturalmente equilibrato e quando no. Ovviamente io una cosa del genere non vorrei dirla. Anzi, non la dico.

  9. avatar Bante

    Se è vero che si cerca un equilibrio e una certa completezza, è anche vero che ci si innamora perdutamente di certi vini abnormi, che nell’eccesso di salinità o anche nell’eccesso di potenza (Masseto, per citarne uno totalmente passé), hanno il loro ‘naso della Callas’.

  10. Grazie mille di aveto prenduto una citazione del mio articolo di ristorante di San Francisco, Nopa e il suo sommelier, Chris Deegan.

    Andate guardare i mii articoli sulle regione e vini di Franciacorta e La Reppublica di Venezzia a http://www.slavetothegrape.com.

    Il mio italiano non e perfetto ma volevo dire buongiorno ai amici italiani.

    A presto,

    Mick

  11. avatar Wayne

    Il vino è piacevole se è equilibrato.

    http://www.lucamaroni.com/ita/download/il_metodo_ita.pdf

    • avatar ag

      Certo che disequilibrio nell’uomo ce n’è tanto….

      • avatar Wayne

        Almeno non tira insulti gratuiti…

        • avatar ag

          Era una battuta…. Non lo è sembrata? Me ne scuso, per me lo era.

          • avatar andrea

            E comunque gli insulti a Luca Maroni sono sempre sacrosanti ;-) :-p

          • avatar ag

            Che Wayne (come il Bruce più famoso) sia il suo alter ego?

    • avatar Mastrojanni

      I vini di Maroni sono tutto fuorché equilibrati.
      Sono marmellata.

      I migliori vini italiani, da Soldera e Giacosa, sono l’esatto contrario di un vino maroniano.
      Persino un Romanée-Conti è l’antitesi di Maroni.

      Ma questi col suffisso in -oni non erano sul viale del tramonto?

      • avatar ag

        Oh che bel nick….

  12. Pingback: Outing | Preferite il vino acido, tannico o fruttato? | Fisar - Delegazione di Milano - Sommelier Milano - FISAR MILANO

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