Ormiale, il Bordeaux che non conosci

Ormiale, il Bordeaux che non conosci

di Redazione

Alessandro Perricone è italiano, è giovane, è gastronomo-sommelier ed è socio del Relae di Copenaghen, uno dei ristoranti più famosi al mondo. Se non avete mai sentito parlare di lui, sarà il caso di farci l’abitudine. [a.m.]

Per festeggiare il matrimonio del mio amicissimo Michele, commerciante e collezionista di grandi vini, abbiamo organizzato con il solito stretto, anzi strettissimo, gruppo di amici qualche giorno in Nuova Aquitania all’insegna del surf e del buon cibo. Quando viaggiamo in branco siamo sempre molto attrezzati. Ci portiamo dietro i bicchieri da vino, le carte da briscola e un numero imprecisato e completamente a casaccio di bottiglie, che stappiamo con un briciolo di arroganza ma anche tanta voglia di godere del branco che anno dopo anno abbiamo consolidato. In tutte le vacanze, come nelle nostre vite, il vino gioca un ruolo fondamentale, e tra qualità e quantità noi optiamo sempre per qualità in quantità.

Vista la scarsa dimestichezza di tutti con le tavole da surf, sport bellissimo ma, ahimè, illegalmente faticoso, in contrasto alla grande confidenza che invece tutti mostriamo con il bicchiere in mano, dopo qualche giorno di grandi botte da onde abbiamo lasciato la costa di Hossegor alla volta di Bordeaux.

La mia missione, mentre pianificavo l’addio al celibato del mio migliore amico, era quella di trovare un produttore memorabile da visitare. Cercavo una realtá piccola con la quale  entrare in confidenza e nella quale anche noi visitatori potevamo giocare un ruolo attivo. Visitare i grandi Chateau è qualcosa che va fatto, specialmente se di mestiere fai il sommelier, ma per la struttura della cantina e per i numeri che certe bottiglie raggiungono, è più facile che a prendersi cura degli  ospiti in cantina sia un addetto alle visite, che per quanto appassionato, non é certamente l’artefice dei vini. La grandezza e l’importanza delle strutture sono spesso proporzionali al distacco che si vive visitandole, ed essendo noi in un clima festoso, intenti a celebrare la nostra amicizia, cercavamo sì dei vini di qualità, ma desideravamo anche una situazione intima e amica. Cercavamo uno scambio, profondo e significativo e l’abbiamo trovato.

Ormiale

Con questi criteri di ricerca era chiaro fin da subito che nelle denominazioni più importanti di Bordeaux non avrei trovato pane per i miei denti (anche se per smentirmi basterebbe parlare di Jean-François Fillastre, le cui purtroppo rarissime bottiglie mi hanno sempre emozionato) e avrei dovuto invece concentrarmi su territori più rustici e denominazioni meno nobili come Canon-Fronsac, Entre-Deux-Mers e Fronsac per esempio.

Le ricerche mi hanno così fatto scoprire Ormiale, vicino alla cittadina di Mérignas, a circa 50km da Bordeaux.

Ormiale nasce dall’idea di Fabrice Domercq – belga di nascita e designer di professione – di fare vino nel domaine o meglio nella casa vacanza che nel 2006 sua madre comprò, assieme ad una vigna vecchia di merlot ma anche cabernet sauvignon. Fabrice, che parla italiano pacatamente e con un lessico invidiabile, ha un socio in Ormiale, il quale, quando si tratta di aspetti tecnici del vino, fa un passo indietro.

Ormiale

Come noi, crede che i progetti più belli siano quelli che nascono tra amici e fu così che, spinto da questo sentimento, contattò un vecchio amico, completamente estraneo al mondo enologico, per proporgli di fare vino insieme.

Le dimensioni di Ormiale spiegano perfettamente chi è Fabrice e quale sia il suo desiderio. Raccontandomi dei suoi primi passi come produttore, e chiacchierando di vino e di vita, mi confessò di aver sempre preso decisioni, nella vita come negli investimenti, che gli consentissero la notte di prendere sonno.

A detta sua, i soldi come i numeri, perdono di valore quando sono troppi, e per mantenere il progetto Ormiale in una dimensione “comprensibile” le bottiglie prodotte sarebbero state sempre molto poche. Dai pochissimi ettari iniziali, oggi si è arrivati a quattro, con l’aggiunta del cabernet franc ai vitigni iniziali.

Il primo anno Fabrice mi raccontò che produsse 1.800 bottiglie. Fece un vino solo, fermentato ed affinato in acciaio. Le uve, provenienti esclusivamente dalle sue vigne, sono di età compresa tra i 50 e i 70 anni e sono lavorate a rese molto basse, intorno ai 20/25 ettolitri per ettaro, quando l’appellazione Bordeaux Supérieur ne consentirebbe sino a 59.  In seguito alla vendemmia, che a detta sua si porta a casa in poche ore, inizia il lavoro vero!

Perché il segno distintivo di Ormiale, dall’annata 2010, sono diraspatura e smistatura, acino per acino, a mano. Di questa operazione si occupano solamente Fabrice ed il suo socio Jesper, e se la vendemmia è uno schiocco di dita, lo stesso non si può dire della vinificazione. Secondo loro, infatti, le mani sono più soffici di qualsiasi diraspatrice, e la dolcezza con cui si opera determina la qualità del vino.

Fabrice è un po’ mistico. Con la sua barba bianca ed il suo modo di parlare raffinato, ha una gestione del tempo tutta sua: sembra non curarsene. La sua famiglia, così come sua madre, vive in Belgio, e lui sembra essere l’unico esempio esistente di pendolare senza fretta.

La nostra visita è durata parecchio. La parte degli assaggi è stata lunga, non per la quantità di vini prodotti ma per numero di domande ed argomenti che ci passavano per la mente parlando con Fabrice. Ci siamo sentiti tutti trasportati da Ormiale, dalla passione, dai racconti avvincenti e dalla pace che traspariva da questo ormone barbuto che con il suo genio ha creato questa realtà.

Sicuro di aver raggiunto un’intesa anche professionale con Fabrice, non comperai lì troppe bottiglie. Solo sei, per poi regalarne una ai miei genitori, specificando che se un giorno la vita mi avrebbe portato a fare un vino, io avrei voluto tanto assomigliasse a quello. Quando prendo in mano una bottiglia di Ormiale vedo tutto questo. La guardo e la tratto come si fa con le cose importanti.

La cuvée Ormiale è l’unico vino che viene prodotto ogni anno, anche se le percentuali dell’uvaggio possono cambiare. C’è sempre una percentuale dominante di merlot e il resto è cabernet franc. Nell’annata in commercio, la 2016, le percentuali sono 80/20, e le bottiglie prodotte sono poco meno di 5.000. Col tempo Fabrice ha acquistato dei legni, sia nuovi che usati, da 200 a 500 litri, che alterna alle vasche d’acciaio che non mancano mai.

Merlotinox, una vasca di merlot vinificata a parte, e James, un assemblaggio di merlot e cabernet sauvignon in metodo ancestrale, sono le altre due cuvée attualmente in commercio e rappresentano la sua voglia di giocare e sperimentare. Questi ultimi escono un po’ prima rispetto alla cuvée Ormiale.

In cantina gli interventi sono davvero pochi. L’intraprendenza  per Fabrice sta nel fare del proprio meglio con i pochissimi mezzi meccanici di cui dispone, e quando i vini sono in salute, quasi sempre, non v’è bisogno di solforosa o altro.

Ormiale

Ormiale è umiltà nel progetto e grandezza nel vino. Cosí come mi sono perso in Fabrice e nei suoi racconti, mi perdo ogni volta che stappo e bevo una sua bottiglia, che ho iniziato ad importare e distribuire a Copenhagen. Sono un grande amante dei suoi rossi perché coniugano grande frutto, grande libertà e qualche rischio ad una beva comunque fresca. I livelli di solforosa sono sempre bassi, anche nelle cuvée in cui viene utilizzata come Ormiale 2016, dove siamo comunque sotto i 30mg/L, e dove quindi l’acidità rappresenta non solo il piacere in bocca ma anche la durata nel tempo. Strano ma vero, i vini di Fabrice ricordano la frutta, come tutti i vini che fanno l’amore con il tempo e l’ossigeno, e che una volta versati nel bicchiere continuano a chiederti calma e attesa, come a ricordarti che non c’è fretta quando bevi vino.

Alessandro Perricone

12 Commenti

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endamb

circa 6 mesi fa - Link

Fabrice è una persona squisita, ho apprezzato anche la sua cucina a Bruxelles (ebbene sì), nonché i suoi vini a 'Vini Birre Ribelli', spero un giorno di visitarlo a Bordeaux.

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Alessandro Perricone

circa 6 mesi fa - Link

Fabrice é davvero dolce e disponibile! Purtroppo non ho avuto modo di provare la sua cucina! Hai piú esperienza di me!

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Alessandro Marzocchi

circa 6 mesi fa - Link

Grande Ale! Che bel viaggio anche dallo schermo di un pc... Un abbraccio!

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Alessandro

circa 6 mesi fa - Link

Grazie a te!

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Angelo

circa 6 mesi fa - Link

Articolo bello e intrigante. Piacevolissimo. Adesso sono curiosissimo di degustare il vino.

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Alessandro

circa 6 mesi fa - Link

Angelo in Italia lo importa Wine Indipendent e se vai sul sito di Ormiale lui segnala i posti dove lo puoi trovare!

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Patrick Jane

circa 6 mesi fa - Link

Discreto.

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Giovanni Boscherino

circa 6 mesi fa - Link

Lo puoi trovare su www.wineyou.it

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Alvaro pavan

circa 6 mesi fa - Link

Un bordeaux superior che costa una cinquantinadi di euro,però... non dubito della sua bontà, ma pursempre un semplice bordeaux è.

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Alessandro Perricone

circa 6 mesi fa - Link

Ciao Alvaro! Direi di si. Non sono un bevitore tanto esperto di Bordeaux ma comunque è un Bordeaux in cui è certamente presente un bel frutto e si probabilmente è una bevuta più semplice! Tu sembri un bevitore esperto di Bordeaux e se così fosse mi piacerebbe sapere cosa ne pensi se ti capita di assaggiarlo!

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Melo

circa 6 mesi fa - Link

Incredibile trovare un articolo su Ormiale. Ho avuto il piacere di conoscerlo a Londra e degustare tutti i suoi vini. Ero rimasto cosi deliziato che pochi giorni fa (e non scherzo!) , parlando con la mia ragazza che vive a Bordeaux, dicevo che saremmo dovuti andare a trovarlo appena finito il lockdown. Dall'articolo sono trapelate un pò le impressioni e le sensazioni avute durante l'incontro a Bermondsey. Grazie :)

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Alessandro Perricone

circa 6 mesi fa - Link

Telepatia! Abbiamo avuto lo stesso desiderio di scappare via!

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