Nuova Zelanda, cronache distopiche dall’altro mondo

Nuova Zelanda, cronache distopiche dall’altro mondo

di Sara Boriosi

Io ancora mi domando come abbia fatto quella matta di mia sorella, tutta dressage, concorsi ippici, macchine sportive e Patacc Philippe, a finire in questo buco di culo del mondo in Nuova Zelanda dove ci si sente ospiti (poco graditi) di una natura grassa e invadente. Si è sposata con un esponente della famiglia Ewing (non è vero che si chiamano così, serve per fare Dallas), quello spiantato però, con una fattoria grande quanto Perugia intera dove anziché estrarre petrolio come faceva JR, si allevano capi di bestiame in misura esponenziale: mucche, pecore e anche cervi.

Addio dressage e circoli ippici stronzini, rapporti con la buona società e aperitivi col mignolino all’insù. Qui c’è la vita vera, sana, ci si sporca ben bene e poi si va al tea delle sei puliti e sbarbati, a mangiare Hangi, montone stufato cotto sotto terra per otto ore, come i Maori hanno tramandato alla famiglia. Perché parte del sangue degli Ewing è Maori, perciò pensate che bel mischione che hanno nel DNA i miei nipoti. Deve essere per questo che il sedicenne mi rompe i coglioni di continuo, perché prendo lo Xanax “it’s a drug! It’s illegal” e certo tesoro mio, vieni a stare un mese a casa mia in Italia e ti faccio vedere io cosa è illegal davvero, e poi con disappunto “why do you buy alcohol” perché lo vendo, anima candida, e lo vedo che mi hai rubato una bottiglia di Tuatara perciò non farmi la morale, che alla tua età io già facevo i mischioni con la vodka alla pesca dell’Esselunga senza vomitare.

Insomma sono qui da sei giorni e mi sembra di starci da mille anni, e per schiarirmi le idee sono andata a piedi al liquor store. Mi piace camminare, cammino tantissimo quando sono qui.

Entro nel locus amœnus e trovo l’anima vera di questi posti fuori dal mondo. Bottiglie prevalentemente dalla Nuova Zelanda, tre varietà di bianchi dove in mezzo a chardonnay e pinot gris impera il saaaaavinion blaaaan’ acidissimo e super erbaceo, non importa di quale etichetta sia, la cifra è sempre la stessa. Lo stesso per i rossi, pinot noir e caaaaabrney a tutto spiano. Qualche tocco di esotismo, un paio di Dom Perignon e un Krug che non mi aspettavo. Un sacco di cose che mi affliggono tra cui un Montepulciano d’Abruzzo e un Merlot delle Venezie della rinomata cantina [nonpossodireilnome], prodotto in Italia e imbottigliato a Mururoa durante gli esperimenti atomici voluti da Chirac.

Come da richiesta nei commenti aggiungiamo un po’ di foto, rimaste sepolte nelle nanomacchine.

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Insomma alla fine per distrarmi un po’ dalle tribolazioni prendo una boccia di Shiraz Penfold’s che mi pare la roba più commestibile, e pazienza se viene dalla scontata Australia, mio cognato non me ne vorrà. Sconterò la pena bevendo il vino nei bicchieri presi coi punti della Warehouse, che è una roba tipo Standa ma in versione 2.0.

Per strada c’è un odore di caminetto che nemmeno a novembre nei paesi dell’Altavalle Tiberina, siamo a luglio e ho un sentimento straniante fortissimo. Mi manca tutto dell’Italia epperò vorrei stare qui, ma nella casa di Silvia e Brian senza Silvia dentro mi sento persa. Forse dopo esco ancora a camminare, buongiorno a tutti, qui tra poco è ora di cena.

Immagine | Crediti

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Sara Boriosi

Da sempre vive come un’estranea nella provincia denuclearizzata, precisamente a Perugia. Bevitrice regressiva, inizia a interessarsi al vino seriamente dopo l’interruzione di una storia con il proprio cavallo. Beve per ricordare, e il suo cuore appartiene ai vini del Carso. Dotata di una vena grottesca con la quale osserva il mondo, più dei vini le piace scrivere delle persone che ci finiscono dentro; lo fa nel suo blog e pure per Intravino. Gestisce un'enoteca della sua città, e lo fa piena di sensi di colpa.

9 Commenti

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BORIOSI Elena

circa 4 mesi fa - Link

Sara, sei sempre più grande!!!

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Stefano

circa 4 mesi fa - Link

Se siamo a luglio, lì ė inverno, no?

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Durthu

circa 4 mesi fa - Link

La tua prosa, Sara, mi piace parecchio, ma ammetto che trovo difficolta' a dare un senso a questo post. Mio limite, sicuramente: stavolta mi farebbero comodo i sottotitoli.

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Sara

circa 4 mesi fa - Link

Avevo mandato i saluti ai colleghi di intravino, e loro hanno pubblicato ciò che era riservato al gruppo. Un gesto di amicizia bello, ma capisco il disorientamento.

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Brintellix

circa 4 mesi fa - Link

oo oo o o o o o o o o o o o o o o È sempre bello leggerti.

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Brintellix

circa 4 mesi fa - Link

:-( avevo disposto le "o" a formare un cuore, ma nella pubblicazione si sono cancellati gli spazi...

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Ale

circa 4 mesi fa - Link

Non ho capito.

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BT

circa 4 mesi fa - Link

ci vorrebbero delle foto però, almeno del liquor store del paese. bella l'atmosfera e l'odor di legna tipico della montagna

giusto, aggiungiamo al volo, vuala' [f.]

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Orts

circa 4 mesi fa - Link

Inossidabile Riunite come Moet

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