Non solo Willamette Valley: in Oregon il pinot nero guarda al futuro. Extra bonus, assaggio da lattina

Non solo Willamette Valley: in Oregon il pinot nero guarda al futuro. Extra bonus, assaggio da lattina

di Andrea Gori

Siamo a Prowein, ma per una mattina ci ritroviamo immersi nelle nebbie e nel clima particolarissimo dell’Oregon, in quella Willamette Valley che è solo una delle tante AVA nello stato che fa capo a Portland, una delle città più in voga tra i millenials oggi (come dimostra il successo di serie TV come Portlandia), e come dimostrano i premi ricevuti in quanto regione enologica.

WillametteValleyVineyardMap

Qui, se volete, un video che vale più di tante parole per capirne al volo il mood e il motivo per cui ha avuto un successo così veloce e globale.


Una regione dal clima particolare quindi, vicina al 45esimo parallelo con molta luce e notti molto fredde, che donano acidità marcata al vino. Temperatura media molto bassa (circa 16 gradi, un 20% sotto la Borgogna e poco sopra la Champagne), con discreta piovosità per un’area molto vocata ai rossi (75% del totale), dato che ospita 11 mila ettari (di cui 8 mila ricadono nella Willamette Valley). Qui sono piantati 72 diversi vitigni, dall’arneis allo zinfandel, e qui il pinot nero arriva al 62% davanti a pinot grigio (12,9%) e chardonnay (5,6%).

L’Oregon produce solo un modesto 1% del vino USA, ma siamo in una zona da piccoli produttori (il 70% delle circa 700 cantine presenti produce meno di 60 mila bottiglie l’anno), che riescono a prendersi però un impressionante 20% dei vini americani al di sopra dei 90 punti su Wine Spectator ogni anno. Dal punto di vista della sostenibilità, considerando il clima, un sorprendente 47% sono biologici, e con programmi avanzati di sostenibilità. Siamo al cospetto di una confraternita di vignaioli compatta e che si aiuta molto al suo interno, ma che parte da un’artigianalità inconsueta per altre zone americane.

E i vini come sono? Diciamo che quelli presenti al Prowein, comunque una buona selezione, mostrano grandi doti di freschezza e gusto, nelle versioni giovani solo in acciaio e minimamente barricate. Mentre nelle versioni selezione e cru presentano un frutto che non ha grande persistenza e vitalità, con vini 2013 che già mostrano notevoli segni di ossidazione, spesso enfatizzata proprio dal legno, sempre francese e sempre di tostatura abbondante. Altro tasto dolente i prezzi, che dai 15-20 $ dei vini entry level schizzano presto a 30-40 € fino ai 70 € dei cru più prestigiosi e ai 90 € del Beaux Frères Pinot Noir Ribbon Ridge The Beaux Frères Vineyard, fresco terzo classificato nei top 100 Wine Spectator (non presente in Germania così come gli altri due top Nicolas-Jay e Lemelson Valley Thea’s Selection).

Voix de la Vigne 2015. Ha un corpo medio, mirtillo pepe, è sapido, piccante, tannino preciso, lieve. 86

Firesteed Pinot Noir Rosé 2015. Al naso ha rose e lamponi, è piacevole e ricco, con lunghezza ma un po’ ossidato. 85
Firesteed Ballardroad 2015. È pepato, con frutta rossa e nera ma non molto vitale, piacevole e strutturato, non freddissimo. 83
Firesteed 2014 Pinot Noir. Il 20% fa legno: bel naso scuro, pepato, tabacco e vaniglia, terroso, tannino piacevole e discreta lunghezza. 86
Firesteed Citation 2005. Affinato in legno 24 mesi. Poi riposa in bottiglia: esce dopo 12 anni. Terroso e ematico, frutto spento, tannino discreto e vivace, ma un po’ pesante il sorso. 85

Adelsheim Elisabeth Reserve 2013. Da più vigneti, 5 giorni cold poi una settimana di fermentazione: naso cosmetico e speziato, balsamico a tratti, bocca che chiude e strizza. 83
Adelsheim Ribbon Springs single vineyard 2013. Terreno non argilloso, sedimenti da oceano: ampio, elegante, con rose e mirtillo, pepe. Bocca non così fresca, ma tannino gentile. 83
Adelsheim Bryan Creek 2013. Basaltico: naso carnoso, ricco e sapido anche se un poco spento. Bocca non agile ma ben disposta. 84

Domaine Drohuin Cloudline 2015. Gomma leggera, poi frutta rossa e zenzero. Bocca semplice ma ficcante. 85
Domaine Drohuin Dundee Hills 2014. Ha frutta rossa sapida e decisa, luminoso, carattere piacevole, floreale, e bel tannino fresco. 88
Domaine Drohuin  Laurene 2014 Dundee Hills 2013. Spezie, balsamico, sandalo e frutta di bosco, albicocca e mandorle. Bocca con tannino che chiude un poco il sorso ma allunga bene, e si distende in un bel finale. 90
Domaine Drohuin Rose Rock 2014 Zephirine. È decisamente ricco e fresco, con menta, liquirizia e tabacco che ampliano il già bel fruttato scuro, pepe, balsamico intenso e frutto vivo. Accattivante anche al palato che è elegante, vivo e ricco. 93
Domaine Drohuin Rose Rock 2014. Frutto sole e senape, toni verdi ma anche piacevole al palato, nonostante un tannino che pizzica a volte in maniera scontrosa. 87

Union Wine co. Pinot Noir Underwood 2015 (uve da Willamette e Southern Oregon). Piccante, lamponi e tabacco, vaniglia e ribes, bocca ampia ma delicata, tannino quasi inesistente ma stiloso e ruffiano. 86
Union Wine co. Pinot Noir in lattina 2015. È lo stesso vino della bottiglia ma più appuntito, fresco e curioso, bocca che appare più tonica e finale di buona lunghezza. 85
(per capirne il senso, ecco un video…)

Union Wine co. Kings Ridge 2015. Vaniglia, pepe, noci e succo di ribes, bocca piccante, balsamico, floreale molto bello. 86
Union Wine co. Amity Vineyards 2015. Mela e fragole, pepe e zenzero, moderatamente fresco, bocca più agile e stuzzicante, bel finale in crescendo, con nota di mandorla amara sul fondo che completa il sorso in maniera egregia. 90
Union Wine co. Alchemist 2014. Speziato, pepe e tabacco, liquirizia, ricco e con note eteree. Bocca asciutta e magra, ma con discreta struttura. 88

Sokol Blosser Winery Dundee hills 2016 Rosé. Rose, talco, incenso e vaniglia. Bocca provenzale ma con tannino, ottimo. 87
Sokol Blosser Winery 2014. Gessoso e sapido con tocco di menta su frutta rossa. Bocca scattante, con tocco ossidato, piacevole e easy going. 85
Sokol Blosser Winery Evolution 2015. Dichiaratamente pensato per introdurre i nuovi clienti al pinot noir: frutto rosso, lampone bello, speziato, fruttato, solare. energico, una bella scossa elettrica. 88
Sokol Blosser Winery Orchard Block 2013. È molto Mazon, frutta rossa e sapida, calda e pepata. Bocca ampia, aromatica, lieve, speziata e fine. 88
Sokol Blosser Winery Three Block 2013. Vigne in alto: incenso, rose e sagrestia, la bocca è piccante, sapida, lieve ed elegante, tannino ben fuso e piacevole, finale ampio. 90

Alexana Willamette Valley 2015. 30% legno nuovo: ribes rosso, mirtillo e pepe. Bocca ricca e sapida, bella lunghezza e controllo. 87
Alexana Willamette Valley 2014 Revana Vineyard single vineyard. Sottobosco e menta, succo, mela rossa, pepe, tannino ricco e in evoluzione che allunga molto bene. 89

Phelps Creek Columbia George 2014. Frutta di bosco non freddissima, sapido e misurato, bocca con tannino e legno che schiacciano la piacevolezza e la vitalità. 84

Non molti gli assaggi che ci hanno entusiasmato ma, prezzi a parte, la sensazione è di trovarsi davvero all’inizio di qualcosa di grande e interessante, una volta che la fase pionieristica si sarà esaurita, e che il terroir comincerà ad emergere in maniera più convincente oltre la tecnica. Come gusto e piacevolezza siamo a livelli mediamente elevati, sullo stile spesso del nostro Alto Adige anche se l’impressione è che la qualità media dei nostri connazionali sia più elevata, e che soprattutto ci sia una migliore gestione del legno.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

4 Commenti

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Stefano

circa 1 anno fa - Link

Molto interessante questo post, grazie mille! un po' sconfortanti però le osservazioni che precedono le tue note. Ma Drohuin sono gli stessi della Borgogna?

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Andrea Gori

circa 1 anno fa - Link

Si sui prezzi poca vela...è considerato una gemma enoica e trattata come tale. I Drohuin sì , sono proprio quelli di Beaune, tra i primissimi a piantare qui... http://www.domainedrouhin.com/en/

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Simeone

circa 1 anno fa - Link

Ottimi vini in Oregon, mi chiedo però come facciano (in verità lo chiesi ad un paio di produttori quando andai là per lavoro nel 2013) a non avere malattie legate all'estrema umidità, vista la quantità assurda di pioggia all'anno che cade nei dintorni di Portland. Ah che poi pre Portlandia non era mica città fuori dai radar, era la seconda Seattle nei '90, città natale di Elliot Smith, e sede negli ultimi 17 anni di molte band di culto americane. Esageratamente di nicchia in molte scelte legate a cibo e alcolici (ogni diavolo di bar si fa la torrefazione in casa per dire) ma divertentissime e strambissime carte vini ovunque. Clima a parte un bel posto.

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Andrea Gori

circa 1 anno fa - Link

i dubbi sulla piovosità rimangono anche a me...loro si appigliano al vento che asciuga... Ma il giorno in cui saranno tutti bio al 100% qualche dubbio mi rimarrà!

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