Nerone, il gordo italiano giramondo

Nerone, il gordo italiano giramondo

di Andrea Gori

Tra cinque anni Philip Morris interromperà la produzione di sigarette, e il mondo dei sigari cambierà per sempre. Ma per molti versi, specie dopo la terza rivoluzione cubana in seguito alla fine dell’embargo degli Stati Uniti, quello del sigaro è un mondo che non è mai stato così vivo e variegato. In attesa del probabile boom prossimo venturo assistiamo in Italia alla nascita di realtà nazionali e sovranazionali con coraggiosi imprenditori dedicati ad iniziative meritevoli di attenzione. Dopo aver parlato di Mombacho Cigars è oggi la volta di Vincenzo de Gregorio Ferdinando Bonocore e la lucida follia di Amazon Cigars, un’azienda dedicata al fumatore italiano che non può fare a meno del Kentucky, la varietà di tabacco da cui nascono i sigari Toscano, i più venduti in Italia da secoli.

La particolarità di Amazon e in specifico del Nerone, forse il loro prodotto più iconico, è che sono tutti prodotti con tabacco Kentucky italiano (proveniente dai “cru” di San Sepolcro e Pontecorvo) ma stoccato e lavorato in Perù, nella città di Tarapoto.

Cioè qui:

Perché questa scelta? Amazon afferma che “Il clima di Tarapoto, in pieno equatore, con media di temperatura di 32/35° e umidità dell’80 – 90% , consente di effettuare fermentazioni naturali, lente ma efficaci, senza l’utilizzo di componenti chimici. Allo stesso modo tutte le fasi di preparazione dei sigari sono effettuate da abili sigaraie, totalmente a mano, senza nessuna aggiunta di additivi. Tutto ciò è verificabile dal colore del fumo che è chiaramente definibile azzurro e non bianco opaco e l’odore della cenere che anche a distanza di 24 ore, non emana segni ammoniacali, ma lascia marcati profumi di decomposizione vegetale.

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Il Nerone è il sigaro principe di Amazon, ed è un imponente manufatto troncoconico (immaginatevi un toscanello sovradimensionato) dal prezzo importante (€ 9,20) lungo 105 mm per 36 mm/50 mm (misure alla testa e al piede), avvolto da una fascetta di raso rosso attorno al  piede. Il tutto per 12 grammi di tabacco totale, con le foglie stipatissime e compatte, un “tripa larga” quindi con taglio a bandiera trasversale. Il colore è molto scuro e quasi minaccioso, che già invita all’uso moderato e in momenti precisi nella giornata. Molto più adatto al dopo pasto che alla mattina o al pomeriggio.

L’analisi a crudo è una festa per gli amanti del Kentucky, con note terrose e vegetali belle e appaganti, ma è addirittura grandioso l’aroma in accensione (non banale) con effluvi di note tostate e floreali che avvolgono l’ambiente. Grande il volume in bocca e tendenza alla grassezza stemperata però da una lieve nota acidula che snellisce la fumata, aiutata in questo da una sapidità importantissima. Note di pepe nero, pellame nobile, legni aromatici, terra, cardamomo, rafano, liquirizia e caffè la fanno da padrone con una progressione costante che accompagna almeno tutti e due i primi terci. Sempre forte e deciso il tiraggio che però necessita di varie riaccensioni se si ha una bassa frequenza di puff: l’assenza di qualsiasi sostanza che aiuti la combustione lo rende perfetto anche alla terza o quarta riaccensione ma tende a farlo spegnere facilmente. Insolito per molti sigari, ma ci si abitua subitissimo al gioco. Anche perché si viene rapiti e sedotti dal fumo pastoso, abbondantissimo e dalla cenere chiarissima che l’avanzata del fuoco lascia dietro di sé.

 

Gratificante e da esperti, difficile da fumare e latore di importanti dosi di nicotina ma di una forza che seduce con pochissimi rivali al mondo. Se cercate un sigaro da regalarvi e regalare, avete trovato il pezzo giusto.

[Immagine principale: un Nerone a confronto con le dimensioni di un normale ammezzato. Crediti: Isolafelicefumolento.forumfree.it]

 

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

3 Commenti

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Montosoli

circa 5 mesi fa - Link

Grazie..! A quale Toscanello lo si puo paragonare..al Garibaldi..??

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Andrea Gori

circa 5 mesi fa - Link

Il paragone con qualsiasi toscanello è improprio...lo paragonerei ad un mezzo Moro (se lo ha mai fumato) oppure un toscano del presidente (ma ha un volume in bocca più simile al 1492)

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Sabina

circa 5 mesi fa - Link

Ferdinando Buonocore, scusi se la correggo!

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