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	<title>Commenti a: My Feudo di Zonin è il primo vino open source o la prima idiozia del decennio?</title>
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		<title>Di: Notizie dai blog su Sicilia al Vinitaly:Il programma</title>
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		<dc:creator>Notizie dai blog su Sicilia al Vinitaly:Il programma</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 14:16:25 +0000</pubDate>
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		<description>[...] My Feudo di Zonin è il primo vino open source o la prima idiozia del decennio? Calma e sangue freddo, ho le sinapsi in corto. Sono le 10 del mattino e ancora non ho capito se My Feudo , l’ultima creatura delle cantine Zonin è una solenne idiozia o l’idea del secolo. blog: Intravino &#124; leggi l&#039;articolo [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] My Feudo di Zonin è il primo vino open source o la prima idiozia del decennio? Calma e sangue freddo, ho le sinapsi in corto. Sono le 10 del mattino e ancora non ho capito se My Feudo , l’ultima creatura delle cantine Zonin è una solenne idiozia o l’idea del secolo. blog: Intravino | leggi l&#39;articolo [...]</p>
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		<title>Di: Notizie dai blog su Vinitaly 2010, il programma della Sicilia</title>
		<link>http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comment-9008</link>
		<dc:creator>Notizie dai blog su Vinitaly 2010, il programma della Sicilia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 12:48:54 +0000</pubDate>
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		<description>[...] My Feudo di Zonin è il primo vino open source o la prima idiozia del decennio? Calma e sangue freddo, ho le sinapsi in corto. Sono le 10 del mattino e ancora non ho capito se My Feudo , l’ultima creatura delle cantine Zonin è una solenne idiozia o l’idea del secolo. blog: Intravino &#124; leggi l&#039;articolo [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] My Feudo di Zonin è il primo vino open source o la prima idiozia del decennio? Calma e sangue freddo, ho le sinapsi in corto. Sono le 10 del mattino e ancora non ho capito se My Feudo , l’ultima creatura delle cantine Zonin è una solenne idiozia o l’idea del secolo. blog: Intravino | leggi l&#39;articolo [...]</p>
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		<title>Di: Marco Massarotto</title>
		<link>http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comment-7441</link>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 07:51:11 +0000</pubDate>
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		<description>@chicco di caffè

quello che non capisco della tua posizione (scusa, ma proprio non riesco a dare del lei a qualcuno su un blog), oltre ad alcune imprecisioni che cerco di chiarire una seconda volta, è questa acredine aprioristica verso il marketing.

&lt;&gt;

 Cioè? Va messa un&#039;avvertenza? :-) Dovevamo chiamarlo MyFeudo, l&#039;iniziativa di marketing invece di MyFeudo? :-) È chiaro che il progetto fa parte della comunicazione di Casa Vinicola Zonin, che ovvietà, e quindi? Che male ci sarebbe se fosse SOLO marketing poi? Posto che comunque, dal mio punto di vista, è anche qualcosina in più di &quot;Marketing&quot;, È anche un piccolo precedente in cui chi fa il vino accende una piccola lampadina in cantina, smitizzandola quel poco che serve, lasciandola un posto di alchimie e mistero, certo, ma non necessariamente un caveau di segreti, e quindi forse umanizzandola un po&#039; di più. È chiaro che in questo senso la strada da fare è moltissima, ma lo trovo anche un piccolo segnale in questa direzione.

&lt;&gt;

No anzi, ho proprio specificato che non lo è riferendomi al tuo commento precedente e spiegando apposta che è un progetto diverso rispetto al caso citato della birra!

&lt;&gt;

Abbiamo già spiegato anche questo: il blend è già fatto, PRIMA di coinvolgere i partecipanti a MyFeudo, quindi NON è così. Oltre che sperare &quot;di avere il consenso dei consumatori&quot; perché ci si è consultati online con 12 persone è francamente impensabile :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@chicco di caffè</p>
<p>quello che non capisco della tua posizione (scusa, ma proprio non riesco a dare del lei a qualcuno su un blog), oltre ad alcune imprecisioni che cerco di chiarire una seconda volta, è questa acredine aprioristica verso il marketing.</p>
<p>&lt;&gt;</p>
<p> Cioè? Va messa un&#8217;avvertenza? <img src='http://www.intravino.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Dovevamo chiamarlo MyFeudo, l&#8217;iniziativa di marketing invece di MyFeudo? <img src='http://www.intravino.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  È chiaro che il progetto fa parte della comunicazione di Casa Vinicola Zonin, che ovvietà, e quindi? Che male ci sarebbe se fosse SOLO marketing poi? Posto che comunque, dal mio punto di vista, è anche qualcosina in più di &#8220;Marketing&#8221;, È anche un piccolo precedente in cui chi fa il vino accende una piccola lampadina in cantina, smitizzandola quel poco che serve, lasciandola un posto di alchimie e mistero, certo, ma non necessariamente un caveau di segreti, e quindi forse umanizzandola un po&#8217; di più. È chiaro che in questo senso la strada da fare è moltissima, ma lo trovo anche un piccolo segnale in questa direzione.</p>
<p>&lt;&gt;</p>
<p>No anzi, ho proprio specificato che non lo è riferendomi al tuo commento precedente e spiegando apposta che è un progetto diverso rispetto al caso citato della birra!</p>
<p>&lt;&gt;</p>
<p>Abbiamo già spiegato anche questo: il blend è già fatto, PRIMA di coinvolgere i partecipanti a MyFeudo, quindi NON è così. Oltre che sperare &#8220;di avere il consenso dei consumatori&#8221; perché ci si è consultati online con 12 persone è francamente impensabile <img src='http://www.intravino.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: Perché non fare il passo oltre? : MyFeudo</title>
		<link>http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comment-7003</link>
		<dc:creator>Perché non fare il passo oltre? : MyFeudo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 14:12:27 +0000</pubDate>
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		<description>[...] commenti alla discussione nata fra le pagine di Intravino ho pubblicato una mia riflessione che, su consiglio di Antonio Tomacelli, riporto qui anche in [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] commenti alla discussione nata fra le pagine di Intravino ho pubblicato una mia riflessione che, su consiglio di Antonio Tomacelli, riporto qui anche in [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Francesco Zonin lancia My Feudo, il primo vino &#8220;open source&#8221; &#171; Wineup</title>
		<link>http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comment-6961</link>
		<dc:creator>Francesco Zonin lancia My Feudo, il primo vino &#8220;open source&#8221; &#171; Wineup</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 22:41:39 +0000</pubDate>
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		<description>[...] I tratti salienti dell&#8217;iniziativa, disponibili sul blog dedicato, sono circolati rapidamente nella blogosfera, suscitando fin dai primi momenti enorme curiosità. Altresì non è mancata &#8211; come spesso accade &#8211; qualche critica. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] I tratti salienti dell&#8217;iniziativa, disponibili sul blog dedicato, sono circolati rapidamente nella blogosfera, suscitando fin dai primi momenti enorme curiosità. Altresì non è mancata &#8211; come spesso accade &#8211; qualche critica. [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: chicco di caffé</title>
		<link>http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comment-6807</link>
		<dc:creator>chicco di caffé</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 18:05:17 +0000</pubDate>
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		<description>@marco massarotto: la ringrazio per la risposta.
Credo di aver anche ri-letto il tutto attentamente e non credo che la mia opinione sia mutata.
In cosa l&#039;esperienza citata si differisca da quella di Zonin mi è chiaro, quello che forse non è chiaro a Lei è che nascono probabilmente dalla stessa carenza o trovata.
Semplicemente mi piacerebbe che ognuno facesse il proprio lavoro, chiamando le cose con il loro nome.
E&#039; marketing? chiamiamolo così.
E&#039; un momento in cui non sappiamo più che inventarci?
chiamiamolo carenza di idee.
Non mi venga a parlare di un vino &quot;delegato&quot; ai consumatori...è chiaro che il vino in questione non lo avrebbero prodotto i consumatori, ma gli enologi dell&#039;Azienda.
L&#039;unica differenza è nei tempi: in quel caso il consumatore avrebbe chiesto di creare un blend, qui il blend è creato ma viene valutato.
L&#039;obiettivo, mi sembra, il medesimo: raccogliere informazioni, produrre in tempi successivi un vino che quasi sicuramente avrà il consenso dei consumatori...se non altro per tutti i rumors che è riuscito a crearsi intorno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@marco massarotto: la ringrazio per la risposta.<br />
Credo di aver anche ri-letto il tutto attentamente e non credo che la mia opinione sia mutata.<br />
In cosa l&#8217;esperienza citata si differisca da quella di Zonin mi è chiaro, quello che forse non è chiaro a Lei è che nascono probabilmente dalla stessa carenza o trovata.<br />
Semplicemente mi piacerebbe che ognuno facesse il proprio lavoro, chiamando le cose con il loro nome.<br />
E&#8217; marketing? chiamiamolo così.<br />
E&#8217; un momento in cui non sappiamo più che inventarci?<br />
chiamiamolo carenza di idee.<br />
Non mi venga a parlare di un vino &#8220;delegato&#8221; ai consumatori&#8230;è chiaro che il vino in questione non lo avrebbero prodotto i consumatori, ma gli enologi dell&#8217;Azienda.<br />
L&#8217;unica differenza è nei tempi: in quel caso il consumatore avrebbe chiesto di creare un blend, qui il blend è creato ma viene valutato.<br />
L&#8217;obiettivo, mi sembra, il medesimo: raccogliere informazioni, produrre in tempi successivi un vino che quasi sicuramente avrà il consenso dei consumatori&#8230;se non altro per tutti i rumors che è riuscito a crearsi intorno.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ni</title>
		<link>http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comment-6782</link>
		<dc:creator>ni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 21:12:31 +0000</pubDate>
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		<description>dimenticavo la cosa più importante: in seguito questo vino dovrebbe essere rilasciato (a pagamento oppure gratis, ma gratis lo sconsiglio per ovvi motivi :) ) in un modo che anche chi lo consuma possa sapere esattamente come è stato fatto (che sia competente o non sul mondo del vino non importa) e da chi è stato fatto. anche se possedessi le competenze che possiede un enologo, ora come ora quando bevo un vino non penso di poter sapere esattamente come questo vino sia stato fatto, perchè sull&#039;etichetta mi viene detto al massimo il nome del vino, se è una DOC o un vino da tavola, e che contiene solfiti.

P.S.: non so se ho usato qualche termine in modo sbagliato (ad esempio DOC); in ogni caso non è mia intenzione danneggiare il mondo del vino. anzi, cerco soltanto di apportare qualche critica costrutttiva.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dimenticavo la cosa più importante: in seguito questo vino dovrebbe essere rilasciato (a pagamento oppure gratis, ma gratis lo sconsiglio per ovvi motivi <img src='http://www.intravino.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) in un modo che anche chi lo consuma possa sapere esattamente come è stato fatto (che sia competente o non sul mondo del vino non importa) e da chi è stato fatto. anche se possedessi le competenze che possiede un enologo, ora come ora quando bevo un vino non penso di poter sapere esattamente come questo vino sia stato fatto, perchè sull&#8217;etichetta mi viene detto al massimo il nome del vino, se è una DOC o un vino da tavola, e che contiene solfiti.</p>
<p>P.S.: non so se ho usato qualche termine in modo sbagliato (ad esempio DOC); in ogni caso non è mia intenzione danneggiare il mondo del vino. anzi, cerco soltanto di apportare qualche critica costrutttiva.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ni</title>
		<link>http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comment-6781</link>
		<dc:creator>ni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 20:57:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.intravino.com/?p=15862#comment-6781</guid>
		<description>salve,
breve premessa: non me ne intendo di vino, lo bevo soltanto e non so come il vino si faccia. però a volte riesco a distinguere fra un barbera e un dolcetto! :)
per quanto riguarda invece il mondo open source ho collaborato a qualche modulo aggiuntivo di un abbastanza noto progetto mondiale open source largamente utilizzato sul web.
fine premessa.

la cosa è interessante indubbiamente. però ritengo che sia impostata male. voi forse qui l&#039;avete chiamato &quot;open source&quot; un po&#039; per ribadire il fatto che questo vino vuole essere aperto a critiche e commenti, l&#039;avete inteso come un&#039;idea di marketing. è vero, sarà anche un&#039;idea di marketing, ma nella pratica è fattibile, ma deve essere sviluppata (questa idea) a stretto contatto con l&#039;azienda che produce questo vino (gli enologi, quelli che lavorano le vigne e i cantinieri). ora come ora chiamarlo open source è azzardato, nel senso che sarebbe un vero modello open source soltanto se si facesse come nello sviluppo del software: si collabora &lt;strong&gt;durante&lt;/strong&gt; la fase di produzione. non è che si fanno tante versioni dello stesso software (una separata dall&#039;altra) e poi si sceglie il migliore soltanto alla fine. si scelgono le idee e le strade megliori e i pezzi di codice migliori &lt;strong&gt;durante la fase di sviluppo&lt;/strong&gt; (questa fase di sviluppo avviene in modo che tutte le persone che partecipano allo sviluppo siano consapevoli delle modifiche e dei cambiamenti che si stanno facendo).
quindi occorrerebbe che:
1) la cantina andasse online onde permettere a tutti di visionare l&#039;andamento della produzione e potervi apportare delle modifiche
oppure che:
2) gli sviluppatori del vino (permettetemi il termine sviluppatori) si trovassero ogni volta assieme sul luogo fisico della cantina per produrre e lavorare sulla stessa versione di vino apportando e discutento insieme le opportune modifiche.
siccome occorre essere presenti sul posto almeno per la cura delle vigne (anche qui ognuno potrebbe presentare le sue tecniche e parlarne), penso che la soluzione 2 sia la più fattbile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salve,<br />
breve premessa: non me ne intendo di vino, lo bevo soltanto e non so come il vino si faccia. però a volte riesco a distinguere fra un barbera e un dolcetto! <img src='http://www.intravino.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
per quanto riguarda invece il mondo open source ho collaborato a qualche modulo aggiuntivo di un abbastanza noto progetto mondiale open source largamente utilizzato sul web.<br />
fine premessa.</p>
<p>la cosa è interessante indubbiamente. però ritengo che sia impostata male. voi forse qui l&#8217;avete chiamato &#8220;open source&#8221; un po&#8217; per ribadire il fatto che questo vino vuole essere aperto a critiche e commenti, l&#8217;avete inteso come un&#8217;idea di marketing. è vero, sarà anche un&#8217;idea di marketing, ma nella pratica è fattibile, ma deve essere sviluppata (questa idea) a stretto contatto con l&#8217;azienda che produce questo vino (gli enologi, quelli che lavorano le vigne e i cantinieri). ora come ora chiamarlo open source è azzardato, nel senso che sarebbe un vero modello open source soltanto se si facesse come nello sviluppo del software: si collabora <strong>durante</strong> la fase di produzione. non è che si fanno tante versioni dello stesso software (una separata dall&#8217;altra) e poi si sceglie il migliore soltanto alla fine. si scelgono le idee e le strade megliori e i pezzi di codice migliori <strong>durante la fase di sviluppo</strong> (questa fase di sviluppo avviene in modo che tutte le persone che partecipano allo sviluppo siano consapevoli delle modifiche e dei cambiamenti che si stanno facendo).<br />
quindi occorrerebbe che:<br />
1) la cantina andasse online onde permettere a tutti di visionare l&#8217;andamento della produzione e potervi apportare delle modifiche<br />
oppure che:<br />
2) gli sviluppatori del vino (permettetemi il termine sviluppatori) si trovassero ogni volta assieme sul luogo fisico della cantina per produrre e lavorare sulla stessa versione di vino apportando e discutento insieme le opportune modifiche.<br />
siccome occorre essere presenti sul posto almeno per la cura delle vigne (anche qui ognuno potrebbe presentare le sue tecniche e parlarne), penso che la soluzione 2 sia la più fattbile.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: TERROIR</title>
		<link>http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comment-6713</link>
		<dc:creator>TERROIR</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 17:26:59 +0000</pubDate>
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		<description>mi sento irresponsabilmente escluso  e quindi :
http://www.youtube.com/watch?v=0oAzaxWhRp4
sostituite &quot;la corazzata potiemkin&quot; con myfeudo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi sento irresponsabilmente escluso  e quindi :<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=0oAzaxWhRp4" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=0oAzaxWhRp4</a><br />
sostituite &#8220;la corazzata potiemkin&#8221; con myfeudo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco Zonin</title>
		<link>http://www.intravino.com/primo-piano/my-feudo-di-zonin-e-il-primo-vino-open-source-o-la-prima-idiozia-del-decennio/#comment-6686</link>
		<dc:creator>Francesco Zonin</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 10:23:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.intravino.com/?p=15862#comment-6686</guid>
		<description>Francesco, ottima domanda! 
Premetto che la scelta dei vitigni è stato argomento di discussione per mesi con Franco Giacosa. Abbiamo scelto il Feudo perché lascia ampio margine di manovra in vigna (se volete in futuro approfondiremo anche questo aspetto...). 

Quanto ai varietali, la scelta è caduta sui 3 bordolesi per un motivo molto semplice: avevamo bisogno di una base quanto più omogenea e condivisa per cominciare la discussione. Sono convinto che non basti un incontro al Vinitaly per innescare un circolo virtuoso produttore/consumatore, occorrerà molto più tempo. Ma credo sia importantissimo partire tutti con una stessa idea in mente per poi entrare nei meandri della discussione. E quale miglior base di partenza di un taglio bordolese con uno &quot;standard&quot; abbastanza conosciuto e condiviso? 

Fatto il primo passo a Vinitaly 2010 che spero serva anche ad &quot;amalgamare&quot; il gruppo, posso già anticipare che proprio durante la prossima manifestazione uno dei temi che porremo sul tavolo sarà l&#039;allargamento o la scelta dei vitigni che entreranno a far parte di Myfeudo 2011. In lista ci sono già un cru di Nero d&#039;Avola 2008 e Syrah 2008 (e non è detto che ne esca qualcuno presente oggi, dipenderà dal gruppo di lavoro). Ma anche la scelta dei vitigni fa parte di quell&#039;aspetto &quot;vivo&quot; che caratterizza Myfeudo e lo rende così interessante ai miei occhi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco, ottima domanda!<br />
Premetto che la scelta dei vitigni è stato argomento di discussione per mesi con Franco Giacosa. Abbiamo scelto il Feudo perché lascia ampio margine di manovra in vigna (se volete in futuro approfondiremo anche questo aspetto&#8230;). </p>
<p>Quanto ai varietali, la scelta è caduta sui 3 bordolesi per un motivo molto semplice: avevamo bisogno di una base quanto più omogenea e condivisa per cominciare la discussione. Sono convinto che non basti un incontro al Vinitaly per innescare un circolo virtuoso produttore/consumatore, occorrerà molto più tempo. Ma credo sia importantissimo partire tutti con una stessa idea in mente per poi entrare nei meandri della discussione. E quale miglior base di partenza di un taglio bordolese con uno &#8220;standard&#8221; abbastanza conosciuto e condiviso? </p>
<p>Fatto il primo passo a Vinitaly 2010 che spero serva anche ad &#8220;amalgamare&#8221; il gruppo, posso già anticipare che proprio durante la prossima manifestazione uno dei temi che porremo sul tavolo sarà l&#8217;allargamento o la scelta dei vitigni che entreranno a far parte di Myfeudo 2011. In lista ci sono già un cru di Nero d&#8217;Avola 2008 e Syrah 2008 (e non è detto che ne esca qualcuno presente oggi, dipenderà dal gruppo di lavoro). Ma anche la scelta dei vitigni fa parte di quell&#8217;aspetto &#8220;vivo&#8221; che caratterizza Myfeudo e lo rende così interessante ai miei occhi.</p>
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